Sono al lavoro (ma dai?).
Nel folle tentativo di prelevare un multipack compatibile della Epson da uno scaffale relativamente alto senza il benchè minimo ausilio del tatticissimo sgabellino perennemente adiacente alla mia persona, mi sa che mi sono presa un bello strappino al braccio destro...ma tanto, si sa, è un arto sul quale ho perso ogni genere, tipo e forma di aspettativa oramai. Ma non è finita così. Data la pateticità del mio tentativo fallito, ho abbassato la guardia, mi sono fatta un po' più umile ed ho avvicinato allo scaffale il suddetto sgabellino. Il risultato è stato che, per ironia della sorte, mi sono ritrovata ad essere troppo alta per le possibilità che la rientranza del muro offre ad un essere umano, ragion per cui mi sono presa una bella craniata contro l'appena citata rientranza. Adesso mi fa decisamente male la testa. Ma, di nuovo, non è finita così: ora, inspiegabilmente non riesco più ad articolare la R e la S correttamente, mi capita di sostituire la B con la P e se provo a pronunciare l'alfabeto italiano a voce alta mi accade sistematicamente di dimenticare la C, la L e la V, e se mi alzo e provo a camminare, lo faccio incrociando la gamba destra alla sinistra e viceversa, cadendo ripetutamente ed agitando il braccio sinistro verso l'alto, sollevando a tratti il dito medio della mano e l'alluce del piede.
I clienti non hanno apprezzato.
Ad ogni modo...bellissimo ieri sera, ma non per quella che è stata la più alta prova culturale, toh il caso villasantese, a cui si sia assistiti nella storia dell'umanità (anche perchè credo che ci sarebbe da spararsi prendendo bene la mira) ma per il mio classicissimo, solito e snervante essere schifosamente sentimentale. Il mio cervello schiacciato dal muro non permette altri sentimentalismi ora come ora, anche se il cuore ne avrebbe di cose da dire. Meno male dai, vi ho risparmiato un'alzata di occhi al cielo per oggi.
Vado in pausa che è ora.