L'intenzione c'è, ed è quella di studiare, visto che il Diavolo veste Storia moderna, però.....troppi pensieri, come direbbe una persona a me tanto, troppo vicina, troppo ultimamente.
E allora, mentre ascolto Sagi Rei in "I'm fly with you" - scoperta effettuata grazie al nuovo spot di Intimissimi - mi dedico un po' alla mia adoratissima scrittura, dato che la mia unica lettrice sono riuscita a recuperarla (Lau), reduce da un esame da 29 del quale, classicissimo, mi ero completamente dimenticata. Brava.
Quello che intendo fare nei prossimi minuti della mia insulsa ma decisamente complicata vita, è raccontare l'alba del mio pomeriggio del lunedì passato da pochi giorni, dato che oggi è giovedì.
Mi sveglio verso circa le nove e qualche cosuccia, mi faccio una bella e rinfrescante doccia (discutibilmente rinfrescante, dato che fuori da casa mia e da tutte le case della zona era in corso una violentissima scarica di pioggia pseudo-primaverile), mi vesto, mi improfumo tutta e mi reco piena di vitalità alla stazione per poi prendere letteralmente al volo il treno che mi porta dritta dritta alla stazione di Sesto San Giovanni, ove mi attende la metropolitana che porta il mio ormai solo metaforicamente pesantissimo deretano alla DUOMO, FERMATA DUOMO. Scendo, mi viene in mente che la Robi lavora in via Torino e, perchè no, le mando un messaggio in cui le chiedo a che ora avesse la pausa. Questo alle ore 12.30. Non mi risponde, quindi fanculo, si vede che stacca all'una, ergo mi reco dritta al colloquio con la DOCENTE, che riceve dall'una alle tre e mezza. Penso che sono appena arrivata a Milano e che non vedo l'ora di andarmene.
Cammino. Passo davanti al "Bar dell'università", mi torna in mente la pizza tagliata a quadratini e mi lascio acchiappare per un istante da una nostalgia che te la raccomando.
E allora ricammino. Sorpasso, scarto qualche passante e arrivo al semaforo. Penso che un tempo lo conoscevo a memoria: sapevo quando sarebbe scattato il rosso, per quanti secondi esso sarebbe durato, che prima che scattasse il verde sarebbe passato il tram verdone, e quanto tempo avrei avuto a disposizione per attraversare prima che riscattasse il rosso, escludendo a priori la possibilità di slogarmi una caviglia o fermarmi ad allacciarmi le stringhe delle scarpe perchè il tempo è denaro. Per un secondo mi faccio sfiorare dall'idea di sdraiarmi per terra e lasciarmi trasportare dalla massa, penso che dall'altra parte del marciapiede in qualche modo ci arriverei comunque. Ma alla fine decido, di nuovo, di camminare.
Ed eccomi di nuovo lì, guardo l'entratina da cui, per l'appunto, amavamo entrare ma decido di fare la mia (ri)apparizione dall'entrata grande, quella principale del cortile d'onore. Lo faccio e mi viene da dire "che figa sta succedendo" (o probabilmente lo pronuncio anche senza accorgermene), quando davanti ai miei (miopissimi ma profondissimi) occhi vedo delle cose strane e roteanti che si muovono incessantemente nel bel mezzo del pratone. Comincio a chiedermi il motivo per il quale esse stessero disturbando e deturpando lo scenario visivo che ho sempre adorato, quando un bel "chissenefrega" si fa spazio tra queste mille congetture.
Classicissimo che mi ferma un rompicoglioni che mi vuole spiegare di che cosa trattano i loro incontri sull'apprendimento veloce. Fisso il mio sguardo su di lui e sento solo "blablablablablablablabla memoria blablablablabla apprendimento veloce blablablabla metodo innovativo e blablablablabla", annuisco sempre di più finchè mi rendo conto che ha smesso di parlare da dieci secondi ed ha un'espressione vagamente interrogativa. Gli dico "scusa, cosa mi hai chiesto?" Sorride, mi (ri)chiede che cosa studio e la prima risposta che mi viene in mente di dargli è "niente", ma gli dico "lettere moderne". Faccio finta di ascoltarlo per un altro po', dopodichè gli dico che lavoro FULL TIME 18 ore al giorno senza giorno libero e che la domenica devo badare alle mie diciotto, infanti sorelle e che ergo non avrei mai proprio il tempo materiale per presenziare a questi utilissimi incontri. Lo saluto e mi dirigo verso il dipartimento di Storia.
Arrivo. Nella saletta d'attesa ci sono: una ragazza biondiccia con gli occhiali che sta leggendo non capisco cosa e francamente me ne fotto e una tipa mora tutta agitata al suo fianco. Di fronte una tipa ricciolina che spia due fidanzatini di fronte a sè (che poi "spia" è un parolone, mica è sua la colpa di esserseli trovata di fronte) (dove? Di fronte). Ottimo. E' l'una e un quarto e ho cinque cristiani davanti. Fanculo. Mi siedo vicino alla biondiccia e comincio a chiedermi come funzioni la cosa. La porta dell'aula della prof (DOCENTE) è aperta, guardo dentro e comincio a chiedermi se questa vecchietta coi capelli bianchi sia la mamma o la nonna della prof che deve ricevermi. Questo perchè colei che intendo incontrare per concordare insieme il fottuto programma sul quale mi tocca prepararmi, ha un nome fresco, giovane, da trentenne al massimo quarantenne, nonchè identico a quello di una delle mie migliori amiche (Nostra Santissima Signora). Poi sento la suddetta vecchietta presentarsi al telefono con qualcuno e lì capisco che il nome non fa il monaco.
Aspetto, sento dire dalla ricciolozza (anch'ella al telefono, chissà se magari con la prof stessa, quelle che sbagliano) che la prof è appena arrivata.
Grey (ottimo direi).
Solitamente amo chiudermi in me stessa e meditare sui cazzi miei (dato che ne possiedo parecchi) in queste situazioni d'attesa e prego il Signore Santissimo di far sì che nessuno mi rivolga la parola per qualsiasi motivo. Ma, siccome ho scoperto che vivere al contrario a volte riserva sorprese (nè brutte nè belle, solo sorprese), decido di chiedere alla tipa bionda al mio fianco:
- Scusa, tu sei qui per la prof B.?
Questa senza distogliere, nemmeno per una frazione di secondo, lo sguardo dal foglio che sta leggendo, annuisce.
Insisto:
- Sei qui anche tu per concordare il programma per l'esame?
Questa senza distogliere, nemmeno per una frazione di secondo, lo sguardo dal foglio che sta leggendo, scuote la testa come per comunicarmi un secchissimo "no".
Passa così qualche secondo, ed intanto penso a che sfiga io abbia avuto e che figura di merda io abbia fatto nel pretendere una risposta da una persona palesemente muta.
Mentre, però, penso che se fosse realmente muta non sarebbe qui in attesa di essere ricevuta dalla prof per un colloquio orale, questa mi chiede:
- Tu invece devi concordare il programma per un esame?
Io decido di usare la voce come mi hanno sempre insegnato e le rispondo di sì.
- Ah, invece io son qui per la tesi...la prof che aveva cominciato a seguirmi è andata in maternità e adesso sono nella merda perchè c'è lei.
- Nella merda? Perchè nella merda?
- Scusa ma non la conosci?
- No, è la prima volta che la vedo.
- Ah...allora auguri. Spero per te che tu le stia simpatica.
- Oh figa, che sarà mai.
Così abbassa lo sguardo, lo (ri)rivolge verso di me ed esclama (seppur a bassa voce, ma la frase che segue merita di essere immaginata seguita da un paio di migliaia di punti esclamativi):
- Lei è il diavolo! (!!!.....)
- Il diavolo?
- Aspetta che entri io. La sentirai. La sentirai urlare. Vedrai. Mi odia. Anche se è proprio così di natura. Si incazza per la stupidata più stupida.
Pausa di silenzio seguita da un mio "mamma mia".
Passa qualche altro secondo e la biondina si rivolge alla morettina al suo fianco e le dice:
- Sei riuscita a calmarti? Passata un po' l'ansia?
- Eh...mica tanto. Ma un pochino sì dai.
Così mi vien da pensare "oh figa".
A un certo punto esce la prof ed esclama:
- Allora, da chi cominciamo????
La morettina si alza e, tremando, dice:
- D...d...da me.
- Venga!!!
Quello che ricordo di quei strazianti momenti di snervantissima attesa sono urla e parolacce camuffate ed esclamate a metà e parole come "studenti tutti ignoranti", "ma insomma", "ma allora", "ma parlo forse arabo?", "incompetente".
Guardo la mia vicina, le sorrido, lei mi sorride e mi dice:
- Vedrai...il mio turno non è ancora arrivato.
Ad un certo punto arriva un tizio fresco fresco che ci chiede se cortesemente possiamo farlo passare avanti, che tanto deve solo concordare un esame. Siamo tutti d'accordo nel accordargli il passaggio. A quel punto mi rendo conto che anch'io devo solamente concordare il programma ed anche la ricciolozza "spiona" realizza il fatto. Ma non posso comunque pretendere di passare avanti anch'io, altrimenti la bionda di fianco a me sarebbe andata in putrefazione. Così sto zitta, e così fa anche la ricciolozza che, nel frattempo, per non rivolgere più lo sguardo ai due fidanzatini ha deciso di voltare la testa e fissare direttamente la sottoscritta. In altre occasioni mi sarei incazzata e probabilmente le avrei domandato "hai bisogno di qualcosa?", ma anche no perchè sono fondamentalmente una codarda, ma in quel momento decido di lasciare che mi fissi. Meglio che guardi me che lasciarla reggere il moccolo. E' evidente imbarazzante per lei. Decido così di tirare fuori un po' di empatia universitaria, o più semplicemente umana e far finta che non esista. (Eh?)
A un certo punto la tizia mora, sopravvissuta, esce dall'aula del ricevimento (porta sempre rigorosamente spalancata) seguita dalla prof che esclama:
- Sotto a chi tocca! A chi tocca?
Il tizio ultimo arrivato e da noi privilegiato alza la mano e dice:
- Tocca a me!
La prof lo fissa nelle palle (degli occhi), dopodichè gli fa una radiografia dalla testa ai piedi e gli dice:
- Tocca veramente a lei? Non era qui prima. RISPONDA, TOCCA VERAMENTE A LEI????
E lui, per nulla intimorito ma evidentemente inconsapevole di con chi in realtà avesse a che fare, le risponde:
- Eh, in realtà no ma...
- Ma?????? Se non tocca a lei per quale motivo dovrebbe passare? Chi mi dice per quale motivo questo ragazzo dovrebbe passare?
La tipa al mio fianco decide di tirare fuori i coglioni e di risponderle che il nostro è stato un gesto collettivo di cortesia per questo ragazzo che ci ha chiesto gentilmente di passare avanti.
Senza dire una parola, la prof si avvia in aula verso la sua scrivania e il povero sfigato la segue.
Ad un certo punto sento urlare:
- Ma insomma!!!!!! Dov'è il programma!!! Lei pretende di venire qui a un colloquio con la sottoscritta per concordare il programma senza possedere tra le mani il programma!!! Dov'è??? Io non lo vedo qui, io non ce l'ho!!! Come pretende di...insomma...basta! Assurdo!!! Assurdo!!! Venire qui per concordare un programma senza il programma!!! Incompetente, vada via e torni col programma la prossima settimana!!!
In quel momento mi scappa una risata. Guardo il poveretto uscire dall'aula con la coda tra le gambe e provo un mix tra tenerezza e una voglia di ridere incontenibile.
Una voglia di ridere incontenibile.
Una voglia di ridere incontenibile.
Una voglia di ridere incontenibile.
Ad un certo punto comincio a sentire qualcosa di molto simile a un fuoco, qualcosa che mi fa bruciare la faccia e che fa tremare i miei arti superiori e inferiori, un qualcosa di simile a ciò che solo il terrore può provocare all'organismo.
Guardo le mie mani. Inesorabilmente vuote. Guardo la mia borsa, inesorabilmente piccola. Getto un'occhiata al suo interno: c'è inesorabilmente ed esclusivamente il mio quadernino inseparabile, qualche penna e una matita. Sto male.
Una voglia di piangere incontenibile.
Una voglia di piangere incontenibile.
Una voglia di piangere incontenibile.
Io voglio la mia mamma.
Inesorabilmente. (Mi piace)
Guardo la mia vicina e le dico:
- Cazzo neanch'io ho il programma.
Lei mi guarda e mi dice:
- Non rischiare. Ti conviene andartene.
- Ma non posso andarmene, è ormai un'ora che sono in coda, anche se dovessi andare in Cuem a chiedere un programma perderei il posto e figuriamoci andarmene a casa, no non lo farei mai, io me la rischio, ma come cazzo faccio a rischiarmela se quest'ultimo stronzo l'ha mandato a casa? Merda.
- Ascolta me, meglio che te ne vai, fidati.
Lasciare (empaticamente) che la ricciolozza mi fissasse ha avuto i suoi frutti. Quest'ultima mi guarda (strano) e mi fa:
- Psss
Ed io:
- Dimmi
E, sventolando una cartelletta con al suo interno un meraviglioso foglio stampato, mi dice:
- Ti serve il programma?
Stavo male. In quel momento mi sono venute in mente mille battute alla fantozzi o alla maidiremartedì, del tipo che io le avrei risposto di sì e che lei mi avrebbe detto "ok, 100 euro".
Le ho detto:
- Magaaari!
E lei:
- Tieni, vedi se riesci a farti una fotocopia nel frattempo...
Ed io:
- Grazie!!! Ma dove la faccio la fotocopia? Perdo il posto!
La tizia mi guarda, come per dirmi "che minchia vuoi mo', io la mia buona azione per oggi l'ho fatta, mo' so' cazzi tuoi".
Dopo aver pensato ai dieci modi più classici per tentare il suicidio (primo fra tutti: entrare dalla prof senza programma), mi dico: "ma sì, dai, ce la posso fare anche a copiarmelo tutto sul mio adorato quadernetto dei 'pensieri' (patetica)".
E' così che inizio a copiarmi qualcosa tipo 4 pagine di programma (settecentodiciottomila libri a scelta per ogni modulo) a mano, a penna, alla maniera dei miei nonni.
Già da un pezzo è entrato il fidanzatino: la fidanzatina è rimasta lì di fronte alla ricciolozza semplicemente ad attendere il suo amato. Penelope.
Ok, riesco a copiarmi IN MATITA l'intero programma. Grazie a Dio il fidanzatino deve fare una cosa lunga a quanto pare. Dopodichè sarà il turno della biondina al mio fianco e infine della generosissima ricciolozza.
Mi rendo conto però, di aver fatto una gran cazzata.
E' solo che mi sono rotta i coglioni di scrivere (non avrei mai pensato di poter scrivere davvero una frase del genere), cazzo sono quasi due ore di post, mai successo.
Manca poco più di un'ora alla chiusura e non ho ancora aperto libro, quindi direi che la gran cazzata ed il suo seguito (Lau), (te) li racconterò la prossima volta che aprirò 'sto blog del cazzo.
Per cui...............FINE PRIMA PARTE.
Io non sono nessuno, anche se spesso mi sento qualcuno. Oppure a volte sono qualcuno, anche se spesso mi sento nessuno.
sabato 18 aprile 2009
Perchè????
Perchè Cristo devo pagare io per gli errori di qualcun altro?
Perchè figa deve pagare lui per gli errori di qualcun altro?
Devo gridare, devo urlare, mi devo sfogare Dio santo.
Non ce la faccio più, sento di essere arrivata quasi al capolinea.
Come porca puttana troia faccio io? Come cazzo di minchia faccio a lottare contro un muro?
Lo stesso muro bastardo. E' tutta colpa sua, figa. E' tutta colpa sua, manco dell'altro imbecille rincoglionito.
PORCA TROIA!
PORCA TROIA STO PAGANDO IO I TUOI ERRORI, MALEDETTA! MALEDETTA!
VAFFANCULOOO VAFFANCULOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
"Ma no Fede, quello che serve è tanto, taaanto, tantissimo affetto, tutto qui!"
MA FOTTITIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII.
VAFFANCULO CAZZO, VAFFANCULO, VAFFANCULO.
Sto andando fuori di testa. Non so più che cazzo fare, non so più niente.
Perchè Cristo devo pagare io per gli errori di qualcun altro?
Perchè figa deve pagare lui per gli errori di qualcun altro?
Devo gridare, devo urlare, mi devo sfogare Dio santo.
Non ce la faccio più, sento di essere arrivata quasi al capolinea.
Come porca puttana troia faccio io? Come cazzo di minchia faccio a lottare contro un muro?
Lo stesso muro bastardo. E' tutta colpa sua, figa. E' tutta colpa sua, manco dell'altro imbecille rincoglionito.
PORCA TROIA!
PORCA TROIA STO PAGANDO IO I TUOI ERRORI, MALEDETTA! MALEDETTA!
VAFFANCULOOO VAFFANCULOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
"Ma no Fede, quello che serve è tanto, taaanto, tantissimo affetto, tutto qui!"
MA FOTTITIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII.
VAFFANCULO CAZZO, VAFFANCULO, VAFFANCULO.
Sto andando fuori di testa. Non so più che cazzo fare, non so più niente.
Sono qui, bella spaparanzata sulla poltroncina del negozio. E ascolto la mia Alessandra.
Devo dire che il suo Gd da 9,90 merita. Merita sì.
Gambe incrociate sullo sgabellino, la pagina di word intitolata "Storiamoderna.doc" aperta, libro ancora nella borsa e via.
Ad ogni modo, biglietti per il concerto in Villa reale della DIVINA, presi. Che palle manca troppo al 3 luglio. Cosa faccio nel frattempo? Le canzoni del nuovo, ormai vecchio, Gd le sapevo a memoria il giorno stesso in cui è uscito, non devo neanche prepararmi. Se potessi dire così anche dei diciottomila esami che devo ancora dare sarebbe una gran cosa.
Quindi mi ascolto Alessandra.
Per ora, ancora per un po' forse, non lo so.
Ma sì dai che la riporto tutta, che mi piace tanto tanto tantissimo, tantissimissimo.
Smetterò di guardare la foto di noi due per ora, per un po'.
Riuscirò a frenare la sete, la fame? Ancora non lo so.
Perchè con te era inutile discutere tanto ero io a perdere.
Stanotte, ancora stanotte lasciati immaginare accanto a me.
Ed io ti cullerò e ti abbraccerò, se vuoi dormirò tra le tue braccia.
Ti stringerò e poi riderò ancora.
Per ora, ancora, per un po' forse, non lo so.
Per ora, ancora, per un po'.
Girerò per la strada confusa e distratta per ora, per un po'.
Riuscirò a placare ansia e dolore? Ancora io non lo so.
Perchè con te è inutile insistere, tanto sono io a perdere.
Stanotte, per l'ultima notte, mi lascerò andare accanto a te.
E poi, ti cullerò e ti abbraccerò, se vuoi dormirò tra le tue braccia.
Ti stringerò e poi riderò ancora.
Per ora, ancora, per un po' forse, non lo so.
Per ora, ancora, per un po'.
Per ora, ancora, per un po' forse, non lo so.
Per ora, ancora, per un po'.
Per ora, ancora, per un po'.
Poi c'è una canzone, quella che dà il titolo al mini album, il cui titolo mi rispecchia assai.
Ma sì che riporto anche questa (ma anche no, e invece sì, tiè).
Che stupida che sei, tu non impari mai.
Il tuo equilibrio è un posto che tu passi e te ne vai.
E più stupida di te, sappi non ne troverai.
Quelle tue paure inutili non finiranno.
Ma che stupida che sei, stupida un'altra volta,
che parli ad uno specchio e mai alla persona giusta.
E da stupida che sei, tu non farai mai niente,
sei una persona fra le gente ma la gente mente sempre,
imparare da sempre, camminare da sempre
e non capirai niente, hai sbagliato da sempre, ed è inutile adesso
che ti guardi a uno specchio che non sa chi sei, a uno specchio che non sa chi sei.
Che stupida che sei, che non ti sprechi mai
le tue poesie sono coriandoli che non seminerai.
Se poi per ironia prendessi quota, nemmeno da un palazzo punteresti in alto.
Ma che stupida che sei, stupida un'altra volta
nuda di fronte allo specchio e mai alla persona giusta.
E da stupida che sei, fai pure finta di niente.
Lui si riveste soddisfatto e intanto sai che mente sempre,
imparare da sempre, camminare da sempre, e non capirai niente.
Hai sbagliato da sempre, ed è inutile adesso
che ti guardi a uno specchio che non sa chi sei, a uno specchio che non sa chi sei.
Stupida. Stupida.
Hai sbagliato da sempre ed è inutile adesso che ti guardi a uno specchio che non sa chi sei.
A uno specchio che non sa chi (che) sei una stupida.
Che fottuto spavento!
Avevo qui due clientine (due ragazzine) e mica entra la testa di uno stronzo con gli occhiali da sole che mi grida (in 10 metri quadri di negozio): "Ciao amore! Sono appena uscito da scuola! Ci vediamo dopo?"
Dio santo.
Beh, ovviamente le due ragazzine avranno pensato quanto sia stato bbono colui che aveva appena fatto irruzione, anche se per un solo istante, nelle loro vite. Ma io mi sono cagata addosso, sono saltata dalla poltroncina. Fanculo.
La mia collega mi ha felicissimamente informato del fatto che non faremo il ponte del 2 maggio.
Sarebbe stato troppo un colpo di culo, due sabati di fila a casa.
Ma mi lamento sempre? Sì, cazzo "ogni tanto" è anche giusto.
Sono una..........stupida.
Devo dire che il suo Gd da 9,90 merita. Merita sì.
Gambe incrociate sullo sgabellino, la pagina di word intitolata "Storiamoderna.doc" aperta, libro ancora nella borsa e via.
Ad ogni modo, biglietti per il concerto in Villa reale della DIVINA, presi. Che palle manca troppo al 3 luglio. Cosa faccio nel frattempo? Le canzoni del nuovo, ormai vecchio, Gd le sapevo a memoria il giorno stesso in cui è uscito, non devo neanche prepararmi. Se potessi dire così anche dei diciottomila esami che devo ancora dare sarebbe una gran cosa.
Quindi mi ascolto Alessandra.
Per ora, ancora per un po' forse, non lo so.
Ma sì dai che la riporto tutta, che mi piace tanto tanto tantissimo, tantissimissimo.
Smetterò di guardare la foto di noi due per ora, per un po'.
Riuscirò a frenare la sete, la fame? Ancora non lo so.
Perchè con te era inutile discutere tanto ero io a perdere.
Stanotte, ancora stanotte lasciati immaginare accanto a me.
Ed io ti cullerò e ti abbraccerò, se vuoi dormirò tra le tue braccia.
Ti stringerò e poi riderò ancora.
Per ora, ancora, per un po' forse, non lo so.
Per ora, ancora, per un po'.
Girerò per la strada confusa e distratta per ora, per un po'.
Riuscirò a placare ansia e dolore? Ancora io non lo so.
Perchè con te è inutile insistere, tanto sono io a perdere.
Stanotte, per l'ultima notte, mi lascerò andare accanto a te.
E poi, ti cullerò e ti abbraccerò, se vuoi dormirò tra le tue braccia.
Ti stringerò e poi riderò ancora.
Per ora, ancora, per un po' forse, non lo so.
Per ora, ancora, per un po'.
Per ora, ancora, per un po' forse, non lo so.
Per ora, ancora, per un po'.
Per ora, ancora, per un po'.
Poi c'è una canzone, quella che dà il titolo al mini album, il cui titolo mi rispecchia assai.
Ma sì che riporto anche questa (ma anche no, e invece sì, tiè).
Che stupida che sei, tu non impari mai.
Il tuo equilibrio è un posto che tu passi e te ne vai.
E più stupida di te, sappi non ne troverai.
Quelle tue paure inutili non finiranno.
Ma che stupida che sei, stupida un'altra volta,
che parli ad uno specchio e mai alla persona giusta.
E da stupida che sei, tu non farai mai niente,
sei una persona fra le gente ma la gente mente sempre,
imparare da sempre, camminare da sempre
e non capirai niente, hai sbagliato da sempre, ed è inutile adesso
che ti guardi a uno specchio che non sa chi sei, a uno specchio che non sa chi sei.
Che stupida che sei, che non ti sprechi mai
le tue poesie sono coriandoli che non seminerai.
Se poi per ironia prendessi quota, nemmeno da un palazzo punteresti in alto.
Ma che stupida che sei, stupida un'altra volta
nuda di fronte allo specchio e mai alla persona giusta.
E da stupida che sei, fai pure finta di niente.
Lui si riveste soddisfatto e intanto sai che mente sempre,
imparare da sempre, camminare da sempre, e non capirai niente.
Hai sbagliato da sempre, ed è inutile adesso
che ti guardi a uno specchio che non sa chi sei, a uno specchio che non sa chi sei.
Stupida. Stupida.
Hai sbagliato da sempre ed è inutile adesso che ti guardi a uno specchio che non sa chi sei.
A uno specchio che non sa chi (che) sei una stupida.
Che fottuto spavento!
Avevo qui due clientine (due ragazzine) e mica entra la testa di uno stronzo con gli occhiali da sole che mi grida (in 10 metri quadri di negozio): "Ciao amore! Sono appena uscito da scuola! Ci vediamo dopo?"
Dio santo.
Beh, ovviamente le due ragazzine avranno pensato quanto sia stato bbono colui che aveva appena fatto irruzione, anche se per un solo istante, nelle loro vite. Ma io mi sono cagata addosso, sono saltata dalla poltroncina. Fanculo.
La mia collega mi ha felicissimamente informato del fatto che non faremo il ponte del 2 maggio.
Sarebbe stato troppo un colpo di culo, due sabati di fila a casa.
Ma mi lamento sempre? Sì, cazzo "ogni tanto" è anche giusto.
Sono una..........stupida.
sabato 11 aprile 2009
Sono al lavoro. Che palle, non verrà quasi nessuno oggi qui. Frase un po' paradossale, viste le mie lamentele continue sul numero abnorme di clienti che entrano ed escono da qui, però è comunque una gran rottura di coglioni pensare di stare sprecando l'ennesimo sabato della mia vita per stare qui. Il sabato dovrebbe essere sacro per noi CCiovani. E, a costo di essere una stronza, futile, viziata bambinetta, la cosa che più mi convincerà di aver fatto la cosa giusta ad andarmene quando me ne andrò, sarà proprio quella di avere il sabato tutto per me, il sabato pomeriggio almeno. Tipo oggi pomeriggio: che minchia rimaniamo aperti a fare? Questa è stata una delle domande che io e i miei colleghi ci siamo posti questa mattina.
La gente oggi va a fare la spesa per domani, che cazzo è Pasqua, per non parlare dello slogan di questi giorni "sono partiti tutti, alla faccia della crisi".
Che palle.
Anche la tipa del bar mi ha guardato in faccia e mi ha detto eloquentemente: "Ma tu che cazzo ci fai qui? Che cazzo siete aperti a fare oggi?". Che poi un bel "fatti i cazzi tuoi" ci stava, ma non mi è sembrato il caso, primo perchè fondamentalmente aveva ragione e, secondo, s'è creato un bel rapporto in questo anno e mezzo, perchè rovinarlo?
Ad ogni modo, l'altro ieri mi sono resa conto che, per la prima volta forse in quasi ventitrè anni di vita, di recente non ho fatto altro che guardare esclusivamente il mio buco del culo, anche se solo sul lavoro. Mi spiego: io sono tranquilla adesso che sto di là nell'altro negozio. Ma colui che si fa un mazzo allucinante stando di qua tutta la settimana 5 giorni su 5 ininterrotti, come minchia fa?
Poi ieri sera (ieri pomeriggio ho sostituito il sopracitato capo, qui nel negozietto infernale) sono tornata a casa e ho detto a mia mamma: "Mami.....però, non so come dirlo...di là mi piace, è tranquillo, ho più tempo per respirare, c'è un'aria nuova, diversa e quant'altro..........ma il mio negozietto è il mio negozietto". Ecco perchè ho dato un tale titolo a questa merda di spazio virtuale. Comunque mia mamma mi ha risposto che sono una testa di cazzo.
Voglio andare a casa.
Ho sonno cazzo, ho sonno.
Dai, cazzo oggi non verrà nessuno.
Voglio andare a casa.
La gente oggi va a fare la spesa per domani, che cazzo è Pasqua, per non parlare dello slogan di questi giorni "sono partiti tutti, alla faccia della crisi".
Che palle.
Anche la tipa del bar mi ha guardato in faccia e mi ha detto eloquentemente: "Ma tu che cazzo ci fai qui? Che cazzo siete aperti a fare oggi?". Che poi un bel "fatti i cazzi tuoi" ci stava, ma non mi è sembrato il caso, primo perchè fondamentalmente aveva ragione e, secondo, s'è creato un bel rapporto in questo anno e mezzo, perchè rovinarlo?
Ad ogni modo, l'altro ieri mi sono resa conto che, per la prima volta forse in quasi ventitrè anni di vita, di recente non ho fatto altro che guardare esclusivamente il mio buco del culo, anche se solo sul lavoro. Mi spiego: io sono tranquilla adesso che sto di là nell'altro negozio. Ma colui che si fa un mazzo allucinante stando di qua tutta la settimana 5 giorni su 5 ininterrotti, come minchia fa?
Poi ieri sera (ieri pomeriggio ho sostituito il sopracitato capo, qui nel negozietto infernale) sono tornata a casa e ho detto a mia mamma: "Mami.....però, non so come dirlo...di là mi piace, è tranquillo, ho più tempo per respirare, c'è un'aria nuova, diversa e quant'altro..........ma il mio negozietto è il mio negozietto". Ecco perchè ho dato un tale titolo a questa merda di spazio virtuale. Comunque mia mamma mi ha risposto che sono una testa di cazzo.
Voglio andare a casa.
Ho sonno cazzo, ho sonno.
Dai, cazzo oggi non verrà nessuno.
Voglio andare a casa.
sabato 4 aprile 2009
- Io ho un Philips magic....aspetti che le do il bigliettino.
- Se.
Leggo Philips magic u, poi una o e poi una h e dico:
- uoh?
- Sì.
Dopo tre quarti d'ora di ricerche, gli dico "coglione, provi a telefonare per chiedere l'aiuto a casa, ha trenta secondi a partire da adesso"
Alla fine era magic vox, come volevasi dimostrare. Stupido idiota.
- Salve, voglio una 350 e una 351 dell'Hp, a rigenerate come siamo messi?
- Adesso le ricarichiamo.
- Ah si? E come funziona? Io ho qui un po' di vuoti, glieli lascio tutti e me li ricarica tutti? E se..
- Sì, oh Dio, sono un po' tanti, oggi di sicuro non ce la faccio a fargl...
- Nooo noo non c'è problema, quando riuscite, non ho fretta, poi ho...
- Ok
- Ho questi che sono standard, poi dovrei avere un xl, eccola qui, mi può ricaricare anche questa? E anche quelle standard? Ma anche il colore? Cosa viene il colore? Che differenza c'è? Ma quanto è piena, come l'originale? No perchè conviene sempre prendere l'xl è che io non ce le ho tutte xl perchè a volte è capitato che voi non ne aveste (cazzata, ndr), ma se adesso si possono ricaricare è una gran cosa, quanto ci mette a ricaricare le cartucce e quanto vengono e poi volevo chiederle se posso usare questi buoni che ho via da un po', mi serve la fattura, sono già registrato, ho anche la tessera se può servirle e...senta, non mi ha detto mica quanto costano 'ste cartucce!
Lo guardo. Gli dico:
- Sta scherzando?
Poi, io dico, cazzo serve a me la tua tesserina della minchia???? SERVE A TE, IMBECILLE! E questo deve valere per tutti.
Ora sì che mi sento di nuovo a casa.
Mi è mancato questo posticino santo santo.
E' come essere tornata dopo una settimana di vacanza. Ho accompagnato il mio esserino piccolo piccolo a scuola e poi sono entrata qui e veramente è come se avessi sentito l'aria di casa.
Cazzo qui mi viene tutto automatico, eseguo ogni cosa come un robot, senza guardare allungo la mano e so di trovare qualcosa. Ho realizzato oggi che nel mio lavoro sono brava. Sono sicura. Mentre di là è ancora tutto un casino, devo prendere la mano, figa a volte mi sento un'impedita alle prime armi. Ma anche mentre faccio cose che faccio tranquillamente anche qui, dal semplice scontrino ai resti, dalla fattura al cercare le robe. Ma lì va bene perchè non è come qui. Ho servito solo stamattina (e siamo solo a mezzogiorno) più clienti di quanti ne abbia serviti di là in tre pomeriggi. E' il gioco.
A proposito di "è il gioco", oggi mi sento come mi sentivo nel 2005 quando andavo a scuola felicissima perchè sapevo di vedere le mie falsone. Oggi vado in pausa pranzo felicissima perchè finalmente stacco da quello che devo staccare, ovvero dalla mia vita di merda e pian piano, silenziosamente e in punta di piedi, faccio rientro nella vita sociale. Chissà a che punto è il mondo là fuori.
Comunque, ironia a parte, adesso le cose vanno meglio.
Pian pianino Fede, pian pianino, eccheccazzo.
- Le do un sacchettino...
- Se ce l'ha mi fa un favore.
NO FIGA NON CE L'HO, MA MI PIACE COME SUONA LA FRASE "LE DO UN SACCHETTINO".
mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm.
- Se.
Leggo Philips magic u, poi una o e poi una h e dico:
- uoh?
- Sì.
Dopo tre quarti d'ora di ricerche, gli dico "coglione, provi a telefonare per chiedere l'aiuto a casa, ha trenta secondi a partire da adesso"
Alla fine era magic vox, come volevasi dimostrare. Stupido idiota.
- Salve, voglio una 350 e una 351 dell'Hp, a rigenerate come siamo messi?
- Adesso le ricarichiamo.
- Ah si? E come funziona? Io ho qui un po' di vuoti, glieli lascio tutti e me li ricarica tutti? E se..
- Sì, oh Dio, sono un po' tanti, oggi di sicuro non ce la faccio a fargl...
- Nooo noo non c'è problema, quando riuscite, non ho fretta, poi ho...
- Ok
- Ho questi che sono standard, poi dovrei avere un xl, eccola qui, mi può ricaricare anche questa? E anche quelle standard? Ma anche il colore? Cosa viene il colore? Che differenza c'è? Ma quanto è piena, come l'originale? No perchè conviene sempre prendere l'xl è che io non ce le ho tutte xl perchè a volte è capitato che voi non ne aveste (cazzata, ndr), ma se adesso si possono ricaricare è una gran cosa, quanto ci mette a ricaricare le cartucce e quanto vengono e poi volevo chiederle se posso usare questi buoni che ho via da un po', mi serve la fattura, sono già registrato, ho anche la tessera se può servirle e...senta, non mi ha detto mica quanto costano 'ste cartucce!
Lo guardo. Gli dico:
- Sta scherzando?
Poi, io dico, cazzo serve a me la tua tesserina della minchia???? SERVE A TE, IMBECILLE! E questo deve valere per tutti.
Ora sì che mi sento di nuovo a casa.
Mi è mancato questo posticino santo santo.
E' come essere tornata dopo una settimana di vacanza. Ho accompagnato il mio esserino piccolo piccolo a scuola e poi sono entrata qui e veramente è come se avessi sentito l'aria di casa.
Cazzo qui mi viene tutto automatico, eseguo ogni cosa come un robot, senza guardare allungo la mano e so di trovare qualcosa. Ho realizzato oggi che nel mio lavoro sono brava. Sono sicura. Mentre di là è ancora tutto un casino, devo prendere la mano, figa a volte mi sento un'impedita alle prime armi. Ma anche mentre faccio cose che faccio tranquillamente anche qui, dal semplice scontrino ai resti, dalla fattura al cercare le robe. Ma lì va bene perchè non è come qui. Ho servito solo stamattina (e siamo solo a mezzogiorno) più clienti di quanti ne abbia serviti di là in tre pomeriggi. E' il gioco.
A proposito di "è il gioco", oggi mi sento come mi sentivo nel 2005 quando andavo a scuola felicissima perchè sapevo di vedere le mie falsone. Oggi vado in pausa pranzo felicissima perchè finalmente stacco da quello che devo staccare, ovvero dalla mia vita di merda e pian piano, silenziosamente e in punta di piedi, faccio rientro nella vita sociale. Chissà a che punto è il mondo là fuori.
Comunque, ironia a parte, adesso le cose vanno meglio.
Pian pianino Fede, pian pianino, eccheccazzo.
- Le do un sacchettino...
- Se ce l'ha mi fa un favore.
NO FIGA NON CE L'HO, MA MI PIACE COME SUONA LA FRASE "LE DO UN SACCHETTINO".
mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmm.
venerdì 3 aprile 2009
Questo negozio mi sta ridando la vita.
Oh Dio, mi toglie anche un po' di benzina, ma non si può avere tutto.
Questo negozio mi sta ridando anche la memoria, come ho appena scritto ad una delle mie falsone preferite, ovvero:
Feder scrive:
ho tanto di quel tempo libero qui che mi sono ricordata che sono iscritta all'università
Laura scrive:
ah ecco
e sono tornata ad utilizzare termini specificatamente letterari:
Laura scrive:
mi trovi la voce da modificare per le emotion se nn hai nulla da fare?ti prego
nn me le fa aggiungere
Feder scrive:
in che senso???
Laura scrive:
vado sulla faccina per inserirle poi dovrei selezionarle e fare OK su quella da inserire ma nn me lo fa fare
Feder scrive:
io se clicco sulla faccina col tasto destro del mouse e faccio "aggiungi" e poi di nuovo "aggiungi" me la AGGIUNGE
Laura scrive:
a me no
Feder scrive:
strano
Laura scrive:
lo vedi winnie?
Feder scrive:
sì
Feder scrive:
non vedi neanche jean claude?
Laura scrive:
no
Feder scrive:
sei messa male allora
Laura scrive:
prova a mandarmene una tu
Feder scrive:
ho solo questa
Laura scrive:
no nulla
Feder scrive:
fantastico
Laura scrive:
è sfigaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Feder scrive:
no è giusto così
è la legge del contrappasso
come quando possedevi la vecchia versione di msn rompevi i coglioni a tutti con le tue frasi incomprensibili e camuffate ora, dotata della nuova versione, ti tocca non capire una sega di quello che scrivono gli altri e non solo, rinunciare con dolore anche alle tue cazzute faccine
Dante è il nostro Dio
Laura scrive:
Feder scrive:
cazzo ti rendi conto che hai scritto DAI e ciò che si vede è un gattino dagli occhi languidi, due facce ultramegasorridenti e un pirla che sbatte e si appiccica contro un vetro?
io le vedo
io le vedo
Laura scrive:
io nn (vedo) una sega di niente
Feder scrive:
io le vedo
IO
IO
IO
Laura scrive:
almeno nn le vedessi tu ma invece nn le (vedo) io
Feder scrive:
vedo = due bulbi oculari
Laura scrive:
vai sullo stato in alto
opzioni
poi messaggi
prova a vedere li
Feder scrive:
ok
Laura scrive:
ho segnato tt
Feder scrive:
hai spuntato tutto?
Laura scrive:
sulle emotion ma nn le vedo cmq
Feder scrive:
prima o adesso?
perchè se hai spuntato adesso devi riavviare messenger per far sì che PRODUCA
Laura scrive:
ok o applica?
Feder scrive:
ok
poi chiudi e riapri messenger
Laura scrive:
ok
hhhhhhhhhh
yessssssssssss
Feder scrive:
vedi?
Laura scrive:
sn un genio
Feder scrive:
cazzo di genio, te l'ho detto io che avresti dovuto riavviare
Laura scrive:
si ma li nn ci sei arrivata
sei peggiorata
doma ci vediamo?
sn quella chiatta cn i brufoli se nn mi riconoscerai
Feder scrive:
certo amore
all'1 davanti al negozio
ok ti riconoscerò
metti una rosa nel taschino
o nel culo se preferisci
Ieri sera mi sono dimenticata di chiudere la cassa.
Mai me lo sarei dimenticata nel mio ("mio" soprattutto) adorato negoziettino. E' che, figa, ci son tante cose da fare, da ricordarsi, come le luci (ma ci sono anche di là), la porta (ma c'è anche di là), la saracinesca (che di là non c'è), le luci del retro (che di là manco a parlarne), l'altra luce del retro che si accende e spegne da fuori per evitare di sbattere la testa di qua e di là la sera quando è buio e le luci del retro sono già state accuratamente spente, l'altra saracinesca (la cui apertura ieri mi ha causato quasi un'amputazione dell'anulare destro che ad oggi presenta un buco di circa 5 millimetri x 5 e non mi è ancora chiaro come cazzo io abbia fatto) (quante volte ho scritto "luci del retro"? Circa 3).
Ad ogni modo, mi sono dimenticata di chiudere e di spegnere la cassa.
E la realizzazione mentale di questa mia mancanza è avvenuta intorno alle 19.55 circa, quando nei pressi ormai del parcheggio del mio condominio, mi è venuto caldo all'improvviso (stile vampate in menopausa), mi è venuto da sbarrare gli occhi e recitare "OH CAZZO MERDA CAZZO". Ho così telefonato al capo n.1 esordendo con "Sono una scema". Ma lui è il migliore, figa non si incazza mai. Io avrei cominciato a cristonare. Invece no (non c'è più tempo per spiegare, per chiedereee seeeee).
A proposito di quest'ultima parentesi quasi del tutto inutile. Ieri mia suocera mi ha chiaramente fatto leggere e ritagliato, un pezzettino del giornale che stava leggendo, che gridava qualcosa circa "PAUSINI A MONZA CANTA IL 3 LUGLIO". Ciò mi ha quasi provocato uno svenimento.
Cioè, voglio dire, è un suo modo (della PauSI) per dirmi "wee Fede che cazzo fai, non hai comprato il biglietto per il mio concerto ad aprile a Milano, perchè l'esperienza di San Siro 2007 ti ha proibito di desiderare di più dalla vita, testiiiina!!! Mo' voglio vedere come rinunci a un mio concerto in Villa Reale, coglionadimmerda!"
Ci sarò.
Ale dice che ci sarà anche lui. Quando gli ho detto che il prato costa 46 euro mi ha detto:
"Un modo per entrare lo si trova."
Vado a pulire.
P.s. E' troppo che non sto con VOI. Non vedo l'ora della pausa pranzo di domani. C'ho bisogno di stare con VOI.
Oh Dio, mi toglie anche un po' di benzina, ma non si può avere tutto.
Questo negozio mi sta ridando anche la memoria, come ho appena scritto ad una delle mie falsone preferite, ovvero:
Feder scrive:
ho tanto di quel tempo libero qui che mi sono ricordata che sono iscritta all'università
Laura scrive:
ah ecco
e sono tornata ad utilizzare termini specificatamente letterari:
Laura scrive:
mi trovi la voce da modificare per le emotion se nn hai nulla da fare?ti prego
nn me le fa aggiungere
Feder scrive:
in che senso???
Laura scrive:
vado sulla faccina per inserirle poi dovrei selezionarle e fare OK su quella da inserire ma nn me lo fa fare
Feder scrive:
io se clicco sulla faccina col tasto destro del mouse e faccio "aggiungi" e poi di nuovo "aggiungi" me la AGGIUNGE
Laura scrive:
a me no
Feder scrive:
strano
Laura scrive:
lo vedi winnie?
Feder scrive:
sì
Feder scrive:
non vedi neanche jean claude?
Laura scrive:
no
Feder scrive:
sei messa male allora
Laura scrive:
prova a mandarmene una tu
Feder scrive:
ho solo questa
Laura scrive:
no nulla
Feder scrive:
fantastico
Laura scrive:
è sfigaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
Feder scrive:
no è giusto così
è la legge del contrappasso
come quando possedevi la vecchia versione di msn rompevi i coglioni a tutti con le tue frasi incomprensibili e camuffate ora, dotata della nuova versione, ti tocca non capire una sega di quello che scrivono gli altri e non solo, rinunciare con dolore anche alle tue cazzute faccine
Dante è il nostro Dio
Laura scrive:
Feder scrive:
cazzo ti rendi conto che hai scritto DAI e ciò che si vede è un gattino dagli occhi languidi, due facce ultramegasorridenti e un pirla che sbatte e si appiccica contro un vetro?
io le vedo
io le vedo
Laura scrive:
io nn (vedo) una sega di niente
Feder scrive:
io le vedo
IO
IO
IO
Laura scrive:
almeno nn le vedessi tu ma invece nn le (vedo) io
Feder scrive:
vedo = due bulbi oculari
Laura scrive:
vai sullo stato in alto
opzioni
poi messaggi
prova a vedere li
Feder scrive:
ok
Laura scrive:
ho segnato tt
Feder scrive:
hai spuntato tutto?
Laura scrive:
sulle emotion ma nn le vedo cmq
Feder scrive:
prima o adesso?
perchè se hai spuntato adesso devi riavviare messenger per far sì che PRODUCA
Laura scrive:
ok o applica?
Feder scrive:
ok
poi chiudi e riapri messenger
Laura scrive:
ok
hhhhhhhhhh
yessssssssssss
Feder scrive:
vedi?
Laura scrive:
sn un genio
Feder scrive:
cazzo di genio, te l'ho detto io che avresti dovuto riavviare
Laura scrive:
si ma li nn ci sei arrivata
sei peggiorata
doma ci vediamo?
sn quella chiatta cn i brufoli se nn mi riconoscerai
Feder scrive:
certo amore
all'1 davanti al negozio
ok ti riconoscerò
metti una rosa nel taschino
o nel culo se preferisci
Ieri sera mi sono dimenticata di chiudere la cassa.
Mai me lo sarei dimenticata nel mio ("mio" soprattutto) adorato negoziettino. E' che, figa, ci son tante cose da fare, da ricordarsi, come le luci (ma ci sono anche di là), la porta (ma c'è anche di là), la saracinesca (che di là non c'è), le luci del retro (che di là manco a parlarne), l'altra luce del retro che si accende e spegne da fuori per evitare di sbattere la testa di qua e di là la sera quando è buio e le luci del retro sono già state accuratamente spente, l'altra saracinesca (la cui apertura ieri mi ha causato quasi un'amputazione dell'anulare destro che ad oggi presenta un buco di circa 5 millimetri x 5 e non mi è ancora chiaro come cazzo io abbia fatto) (quante volte ho scritto "luci del retro"? Circa 3).
Ad ogni modo, mi sono dimenticata di chiudere e di spegnere la cassa.
E la realizzazione mentale di questa mia mancanza è avvenuta intorno alle 19.55 circa, quando nei pressi ormai del parcheggio del mio condominio, mi è venuto caldo all'improvviso (stile vampate in menopausa), mi è venuto da sbarrare gli occhi e recitare "OH CAZZO MERDA CAZZO". Ho così telefonato al capo n.1 esordendo con "Sono una scema". Ma lui è il migliore, figa non si incazza mai. Io avrei cominciato a cristonare. Invece no (non c'è più tempo per spiegare, per chiedereee seeeee).
A proposito di quest'ultima parentesi quasi del tutto inutile. Ieri mia suocera mi ha chiaramente fatto leggere e ritagliato, un pezzettino del giornale che stava leggendo, che gridava qualcosa circa "PAUSINI A MONZA CANTA IL 3 LUGLIO". Ciò mi ha quasi provocato uno svenimento.
Cioè, voglio dire, è un suo modo (della PauSI) per dirmi "wee Fede che cazzo fai, non hai comprato il biglietto per il mio concerto ad aprile a Milano, perchè l'esperienza di San Siro 2007 ti ha proibito di desiderare di più dalla vita, testiiiina!!! Mo' voglio vedere come rinunci a un mio concerto in Villa Reale, coglionadimmerda!"
Ci sarò.
Ale dice che ci sarà anche lui. Quando gli ho detto che il prato costa 46 euro mi ha detto:
"Un modo per entrare lo si trova."
Vado a pulire.
P.s. E' troppo che non sto con VOI. Non vedo l'ora della pausa pranzo di domani. C'ho bisogno di stare con VOI.
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