Sono al lavoro.
Domani sarà il Fede's day. La giornata sarà interamente, o quasi, dedicata e incentrata su me stessa. Il programma prevede la sveglia puntata relativamente presto, che io mi lavi in fretta e furia, che indossi i miei adorati pantaloncini blu extracomodi, la mia maglietta quasi bianca preferita, le calzine fresche fresche di mercato, le mie superadoratissime scarpine sportive che mi ha consigliato di comprare il mio amore grande grande, che vada giù in garage a prendere la bici e che...via! Verso il parco per una gran bella pedalata del dios, di quelle che respiri l'aglio selvatico e ti senti in paradiso tant'è buono. Aglio selvatico misto a letame nelle zone più cavalcabili, ma questo è un dettaglio.
Ok. Poi tornerò a casa pezzatissima e mi fionderò in doccia per una bella e sana rinfrescata - come direbbe mia suocera, ai "fiorellini" - andrò a trovare l'amore mio e della mia intera vita che ha tanto bisogno di me in pausa pranzo e, infine tornerò a casa mia, dove mi aspetterà un bel piattone di pasta.
Poi. Poi andrò al Gigante a comprarmi le strisce depilatorie al titanio ahimè terminate e mi dedicherò ad una sana e riscaldante depilazione perchè domenica o lunedì (la data è da definirsi) mi recherò niente poco di meno che....................AL MARE!!!
Visto e considerato che metà delle persone che conosco approfitteranno, e a ragione, di questo imminente ponte del due giugno per recarsi allegramente, liberamente e felicemente, al mare, io e Ale abbiamo deciso di non essere da meno. Prenderà la sua adorata macchinetta e mi porterà in Liguria.
Ma l'importante è che domani sarà il Fede's day. Non ci saranno cazzi che tengano (magari uno in pausa pranzo sì). Sarà il mio giorno.
Io non sono nessuno, anche se spesso mi sento qualcuno. Oppure a volte sono qualcuno, anche se spesso mi sento nessuno.
mercoledì 27 maggio 2009
Sono in negozio. In quello grande e lontano.
Ho un caldo atroce perchè l'arietta che qualche minuto fa rinfrescava i miei bollenti spiriti, facevo in modo che arrivasse dal retro del negozio.
Il problema è stato quando mi sono accorta della terrificante presenza di un moscone dal diametro di circa due centimetri che, però, sono riuscita a chiudere, appunto, nel retro.
Solo che adesso ho caldo.
Sto pezzando di bestia.
Devo resistere.
No col cazzo non ce la faccio. Devo farmi coraggio. Vado ad aprire, devo superare le mie paure.
Fatto. Ho aperto, sono entrata quatta quatta, ho sentito uno zzzzzzzzz micidiale, l'ho avvistato, ho aperto la porta dell'altro retro eeee TAC! Chiuso nel secondo retro!!!! Nel culo troione!!!
E adesso mi godo il frescolino.
Amo la vita. Anche se è una vita di merda.
Ho un caldo atroce perchè l'arietta che qualche minuto fa rinfrescava i miei bollenti spiriti, facevo in modo che arrivasse dal retro del negozio.
Il problema è stato quando mi sono accorta della terrificante presenza di un moscone dal diametro di circa due centimetri che, però, sono riuscita a chiudere, appunto, nel retro.
Solo che adesso ho caldo.
Sto pezzando di bestia.
Devo resistere.
No col cazzo non ce la faccio. Devo farmi coraggio. Vado ad aprire, devo superare le mie paure.
Fatto. Ho aperto, sono entrata quatta quatta, ho sentito uno zzzzzzzzz micidiale, l'ho avvistato, ho aperto la porta dell'altro retro eeee TAC! Chiuso nel secondo retro!!!! Nel culo troione!!!
E adesso mi godo il frescolino.
Amo la vita. Anche se è una vita di merda.
martedì 26 maggio 2009
AGGIORNAMENTO:
Domani pomeriggio, dopo il dermatologo, andrò a farmi le ultime due orette nel mio gran bel vecchio negozietto più vicino a casa, perchè oltre ad avere un capo che di me e delle mie esigenze se ne fotte, magari giustamente perchè comunque sia non è un mio amico, ne ho un altro che dire che è un angioletto è un eufemismo.
Cioè, capito? Dalle stalle alle stelle.
In questo periodo di merda buio, pieno di ansia, che mi sta stretto da morire, ho qualcuno che inconsapevolmente mi viene incontro sempre. Cazzo.
L'acqua col fuoco, il giorno e la notte. Non c'entrano un cazzo l'uno con l'altro. Una sega.
E poi il modo, i modi. "Se vuoi" "quando arrivi arrivi" e non "vieni" "fai" "disfi".
E sicuramente, il suo venirmi incontro significherà sbattersi lui e lo so che non è giusto, ma è più giusto considerando egoisticamente che, che il negozio rimanga chiuso o meno, non sarebbe un problema mio.
Beh, di sicuro un grido d'aiuto gliel'ha lanciato la sottoscritta, sottolineandogli il fatto che non avrei mai saputo di preciso l'orario in cui sarei riuscita ad arrivare qui e accennando qualche velatissimo lamentino. E lui non è scemo.
E, alla fine di tutto ciò, lo sai (Lau) qual è il risultato???????????????????
L'unico grande risultato???????
E' che adesso sono solare, gentile coi clienti, ci scherzo, ci rido, sono già 2 che sono entrati e mi sono sentita la Fede-commessa dei primi tempi cazzo.
Bisogna saperli trattare i dipendenti. Con autorevolezza, non con autorità.
Perchè se tu, capo, mi tratti in questo modo, io non ti mancherò mai di rispetto e non mi prenderò mai strane libertà pur sapendo che non ho niente da perdere perchè me ne sto per andare.
Ma ti rispetterò fino alla fine, come tu hai fatto con me.
E un giorno parlerò del tuo negozio, del marchio che vendi in maniera ottima. E ti manderò più clienti possibile.
La gentilezza paga, anche se ti faccio spesso incazzare e non me lo dici.
Di che cazzo ha paura chi impone e pretende??? Che potrei lavorare male o peggio ancora ha paura di non avere abbastanza polso perchè il capo è il capo? Non ha capito una sega.
Meno male che per me il referente numero 1 è sempre stato lui, lavorando qui me lo stavo dimenticando. Sono stata fortunata, io. Io.
E domani, col cazzo che "quando arrivo arrivo", io farò l'impossibile per essere in negozio a un'ora decente, perchè me lo si è chiesto senza invadenza ed ineducazione.
Perciò, figlia mia (convinta che un giorno avrò una figlia femmina Vittoria Medaglia e dovrà sapere tutto della sua mamma sclerata), leggi e impara, perchè quando sarai una grande imprenditrice, le parole umili e dimesse di tua madre bidella, ti serviranno.
Magari fai una cosa, non leggere proprio tutto.
Sì sto seriamente toccando l'apice della follia.
Domani pomeriggio, dopo il dermatologo, andrò a farmi le ultime due orette nel mio gran bel vecchio negozietto più vicino a casa, perchè oltre ad avere un capo che di me e delle mie esigenze se ne fotte, magari giustamente perchè comunque sia non è un mio amico, ne ho un altro che dire che è un angioletto è un eufemismo.
Cioè, capito? Dalle stalle alle stelle.
In questo periodo di merda buio, pieno di ansia, che mi sta stretto da morire, ho qualcuno che inconsapevolmente mi viene incontro sempre. Cazzo.
L'acqua col fuoco, il giorno e la notte. Non c'entrano un cazzo l'uno con l'altro. Una sega.
E poi il modo, i modi. "Se vuoi" "quando arrivi arrivi" e non "vieni" "fai" "disfi".
E sicuramente, il suo venirmi incontro significherà sbattersi lui e lo so che non è giusto, ma è più giusto considerando egoisticamente che, che il negozio rimanga chiuso o meno, non sarebbe un problema mio.
Beh, di sicuro un grido d'aiuto gliel'ha lanciato la sottoscritta, sottolineandogli il fatto che non avrei mai saputo di preciso l'orario in cui sarei riuscita ad arrivare qui e accennando qualche velatissimo lamentino. E lui non è scemo.
E, alla fine di tutto ciò, lo sai (Lau) qual è il risultato???????????????????
L'unico grande risultato???????
E' che adesso sono solare, gentile coi clienti, ci scherzo, ci rido, sono già 2 che sono entrati e mi sono sentita la Fede-commessa dei primi tempi cazzo.
Bisogna saperli trattare i dipendenti. Con autorevolezza, non con autorità.
Perchè se tu, capo, mi tratti in questo modo, io non ti mancherò mai di rispetto e non mi prenderò mai strane libertà pur sapendo che non ho niente da perdere perchè me ne sto per andare.
Ma ti rispetterò fino alla fine, come tu hai fatto con me.
E un giorno parlerò del tuo negozio, del marchio che vendi in maniera ottima. E ti manderò più clienti possibile.
La gentilezza paga, anche se ti faccio spesso incazzare e non me lo dici.
Di che cazzo ha paura chi impone e pretende??? Che potrei lavorare male o peggio ancora ha paura di non avere abbastanza polso perchè il capo è il capo? Non ha capito una sega.
Meno male che per me il referente numero 1 è sempre stato lui, lavorando qui me lo stavo dimenticando. Sono stata fortunata, io. Io.
E domani, col cazzo che "quando arrivo arrivo", io farò l'impossibile per essere in negozio a un'ora decente, perchè me lo si è chiesto senza invadenza ed ineducazione.
Perciò, figlia mia (convinta che un giorno avrò una figlia femmina Vittoria Medaglia e dovrà sapere tutto della sua mamma sclerata), leggi e impara, perchè quando sarai una grande imprenditrice, le parole umili e dimesse di tua madre bidella, ti serviranno.
Magari fai una cosa, non leggere proprio tutto.
Sì sto seriamente toccando l'apice della follia.
NE HO PIENI I COGLIONI DI QUESTO LAVORO DI MERDA, DI TUTTO QUESTO PERIODO DI MERDA, CE LI HO PIENI, STRABORDANO, CAZZO SANTO.
Domani devo andare dal dermatologo, che altro non è che il mio medico di famiglia, e ci devo andare NON PER ME, ma per mia suocera che ok, spesso e volentieri è una scassamaroni, ma non posso dire di no a chi voglio bene quando ha bisogno di me.
Dopo il dermatologo, brillantissima idea mia, devo correre qui a Desio per aprire perchè non sia mai che per un pomeriggio rimanga chiuso questo coso merdoso che farebbe bene a chiudere proprio per sempre perchè francamente ci lavoro e lo vedo che le spese supereranno di gran lunga gli incassi, perchè qui non ci viene nessuno. Perchè in primis i clienti schifosi non riescono ad abituarsi al fatto che sia gestito da miliardi di persone diverse, poi perchè il proprietario di prima era un coglione atomico e poi perchè la commessa del martedì e del giovedì pomeriggio non ha nulla di gentile e carino perchè NE HA PIENI I COGLIONI e se ne sbatte le palle di loro e delle loro esigenze del cazzo e sogna solo di tornarsene a lavorare a Monza dove già la conoscono o, meglio ancora, che i prossimi 2 mesi passino in fretta perchè, di nuovo, NE HA PIENI I COGLIONI e quello che desidera è solo che il suo ragazzo si muova a dare 'sta cazzo di maturità di merda e della minchia per poi finalmente ritrovarsi seduta in riva al mare, con davanti ai suoi occhi uno dei più bei pezzi di Mediterraneo che esistano.
Domani, dopo il dermatologo devo venire qui, dicevo, idea mia perchè io continuo a credere nella buona fede delle persone decisamente più grandi di me, più che nella buona fede nel buon senso, e che a una mia offerta di aiuto mi rispondano con una controfferta sensata dicendomi che no, non ne vale la pena aprire il negozio per un'ora massimo un'ora e mezza (dato che ci metto 3 quarti d'ora a venire fino a qui, e alle 5 di pomeriggio forse un'ora tutta ce la metterò di sicuro) per quanto???? 6 euro di stipendio in più? E la benzina? E, cazzo porco, la benzina? Ah, ma no, la mia macchina è speciale. Sì è speciale, figa ciuccia come una puttana.
Ma tanto, si sa, la gente guarda solo il proprio buco del culo però poi alla prima occasione mi dice "allora ti muovi a laurearti o no?".
Ne ho pieni i coglioni.
Quindi, domani vado dal dermatologo, ma NON PER ME.
Domani apro il negozio appena riesco, ma NON PER ME.
Domani una volta finito di lavorare devo correre a casa, mangiare in massimo 4 minuti e mezzo, cercare di lavarmi in 30 secondi al massimo, riprendere la macchina e andare all'Uci per il caffè con la Marta e la Ele. Ma fino alle 10! Perchè alle 10 dovrò partire da lì per andare a prendere il mio ragazzo a scuola, che mo anche sta storia che è meglio che non prenda per ora la macchina di sera mi sta rompendo il cazzo in una maniera incredibile, ma tanto mancano due settimane.
Madre Teresa era una teppista al mio confronto.
Anche io quando morirò voglio una statua, cazzo anche io la voglio, anche io vivo per gli altri, anche io do il culo per gli altri sempre, anche e soprattutto quando non mi conviene.
Sono 3 mesi che lo faccio e ne ho pieni i coglioni perchè so che non è ancora finita.
A giugno praticamente lavoro quasi tutti i giorni ma questo va bene perchè ciò vuol dire che, tirando le somme, se sto mese mi danno i soldi giusti arriverò a un bel gruzzoletto che non fa male per un cazzo, per un cazzo proprio. Però non ce la faccio più e adesso che ho un'idea ben precisa di dove voglio che mi prendano a lavorare, ho paura che non lo faranno mai perchè sarebbe troppo bello per poter capitare a me.
Basta ne ho piene le palle e mi sta sul culo chiunque.
Oggi ho fatto Villasanta-Desio in 25 minuti. Come minchia è stato possibile? Basta uscire di casa in fretta, nervosi, sbattendo la porta gridando "ne ho pieni i coglioni!", non avere paura di multe per eccesso di velocità e di incidenti mortali, e il gioco è fatto.
Mi starò esaurendo?
Ma ciò interessa a qualcuno che non sia mia mamma?
Basta vaffanculo a questo momento di merda.
Poi si chiedono come io abbia fatto a perdere quasi 7 chili in 2 mesi mangiando come un porco.
Domani devo andare dal dermatologo, che altro non è che il mio medico di famiglia, e ci devo andare NON PER ME, ma per mia suocera che ok, spesso e volentieri è una scassamaroni, ma non posso dire di no a chi voglio bene quando ha bisogno di me.
Dopo il dermatologo, brillantissima idea mia, devo correre qui a Desio per aprire perchè non sia mai che per un pomeriggio rimanga chiuso questo coso merdoso che farebbe bene a chiudere proprio per sempre perchè francamente ci lavoro e lo vedo che le spese supereranno di gran lunga gli incassi, perchè qui non ci viene nessuno. Perchè in primis i clienti schifosi non riescono ad abituarsi al fatto che sia gestito da miliardi di persone diverse, poi perchè il proprietario di prima era un coglione atomico e poi perchè la commessa del martedì e del giovedì pomeriggio non ha nulla di gentile e carino perchè NE HA PIENI I COGLIONI e se ne sbatte le palle di loro e delle loro esigenze del cazzo e sogna solo di tornarsene a lavorare a Monza dove già la conoscono o, meglio ancora, che i prossimi 2 mesi passino in fretta perchè, di nuovo, NE HA PIENI I COGLIONI e quello che desidera è solo che il suo ragazzo si muova a dare 'sta cazzo di maturità di merda e della minchia per poi finalmente ritrovarsi seduta in riva al mare, con davanti ai suoi occhi uno dei più bei pezzi di Mediterraneo che esistano.
Domani, dopo il dermatologo devo venire qui, dicevo, idea mia perchè io continuo a credere nella buona fede delle persone decisamente più grandi di me, più che nella buona fede nel buon senso, e che a una mia offerta di aiuto mi rispondano con una controfferta sensata dicendomi che no, non ne vale la pena aprire il negozio per un'ora massimo un'ora e mezza (dato che ci metto 3 quarti d'ora a venire fino a qui, e alle 5 di pomeriggio forse un'ora tutta ce la metterò di sicuro) per quanto???? 6 euro di stipendio in più? E la benzina? E, cazzo porco, la benzina? Ah, ma no, la mia macchina è speciale. Sì è speciale, figa ciuccia come una puttana.
Ma tanto, si sa, la gente guarda solo il proprio buco del culo però poi alla prima occasione mi dice "allora ti muovi a laurearti o no?".
Ne ho pieni i coglioni.
Quindi, domani vado dal dermatologo, ma NON PER ME.
Domani apro il negozio appena riesco, ma NON PER ME.
Domani una volta finito di lavorare devo correre a casa, mangiare in massimo 4 minuti e mezzo, cercare di lavarmi in 30 secondi al massimo, riprendere la macchina e andare all'Uci per il caffè con la Marta e la Ele. Ma fino alle 10! Perchè alle 10 dovrò partire da lì per andare a prendere il mio ragazzo a scuola, che mo anche sta storia che è meglio che non prenda per ora la macchina di sera mi sta rompendo il cazzo in una maniera incredibile, ma tanto mancano due settimane.
Madre Teresa era una teppista al mio confronto.
Anche io quando morirò voglio una statua, cazzo anche io la voglio, anche io vivo per gli altri, anche io do il culo per gli altri sempre, anche e soprattutto quando non mi conviene.
Sono 3 mesi che lo faccio e ne ho pieni i coglioni perchè so che non è ancora finita.
A giugno praticamente lavoro quasi tutti i giorni ma questo va bene perchè ciò vuol dire che, tirando le somme, se sto mese mi danno i soldi giusti arriverò a un bel gruzzoletto che non fa male per un cazzo, per un cazzo proprio. Però non ce la faccio più e adesso che ho un'idea ben precisa di dove voglio che mi prendano a lavorare, ho paura che non lo faranno mai perchè sarebbe troppo bello per poter capitare a me.
Basta ne ho piene le palle e mi sta sul culo chiunque.
Oggi ho fatto Villasanta-Desio in 25 minuti. Come minchia è stato possibile? Basta uscire di casa in fretta, nervosi, sbattendo la porta gridando "ne ho pieni i coglioni!", non avere paura di multe per eccesso di velocità e di incidenti mortali, e il gioco è fatto.
Mi starò esaurendo?
Ma ciò interessa a qualcuno che non sia mia mamma?
Basta vaffanculo a questo momento di merda.
Poi si chiedono come io abbia fatto a perdere quasi 7 chili in 2 mesi mangiando come un porco.
sabato 23 maggio 2009
Stamattina alle sette e quarantacinque io e Ale eravamo fuori dalla porta del dottore ad aspettare che alle otto arrivasse per essere assolutamente i primi ad essere ricevuti per poi poter recarci per tempo al lavoro io e a scuola lui. Peccato che avevamo davanti una signora che ci ha detto di essere lì dalle sette e un quarto. Sticazzi.
Conclusione: ho un sonno atroce. Ma atroce. Di quelli che hai voglia di tenere gli occhi chiusi "ancora per un po'" fino a quando non entrerà il prossimo cliente. Di quei sonni che quando ti gridano "buongiorno!" li vorresti mandare violentemente a cagare ma che comunque ti trattieni perchè ciò implicherebbe l'utilizzo di troppe energie, troppe per le tue odierne possibilità.
Prima è entrato un vecchio che mi ha gridato "buongiorno splendida e dolcissima signorina!", ok sei gentile, fai schifo tanto sei gentile, ma non mi scassare le palle, non mi dire proprio tu buongiorno, ripeto, proprio tu che sei entrato qui a scassarmi la minchia di sabato mattina. Non mi devi dire buongiorno. Ma neanche ciao. Ma neanche salve. Non dire proprio un cazzo. Prenditi da solo la tua minchia di cartuccia, ficcatela in culo e vattene.
Ad ogni modo, incontri per così dire "eccentrici" stamattina dal dottore. Sto parlando della mattiniera signora alla quale accennavo poco fa. Dopo averci, nell'attesa, raccontato la sua tormentata vita, è entrata nello studio, è uscita, siamo entrati noi e nel frattempo s'è appostata fuori dalla porta ad attenderci. Una volta usciti ce la siamo trovata davanti. Ci ha detto: "non è che mi dareste uno strappo fino al ponte in via Lecco?" Va bene zia, te lo do 'sto strappo. In macchina ci ha raccontato di avere problemi mentali. Benissimo. Io e Ale ci siamo guardati attraverso lo specchietto e ci siamo scambiati qualche sguardo di terrore misto ad ironia. Ma era, è e resta una gran brava signora.
Minchia che sonno porca troiaccia porca. Porcissima.
30 maggio
6 giugno
13 giugno
20 giugno
27 giugno
4 luglio (mezza giornata)
11 luglio
18 luglio (il mio onomastico, porca miseria)
25 luglio
Dai, minchia, tolto oggi mi rimangono 8 sabati e mezzo. Anche 9 se consideriamo invece oggi, perchè mezzo l'ho quasi già superato. Figa sono tantissimi che cazzo!
Pesano, pesano, pesano. Basta, basta, basta. Mi sono rotta le palle di essere l'unica mongola tra tutti quelli che conosco, bastaaaa.
Voglio stare coi piccoli.
Voglio un lavoro giusto.
Voglio un lavoro pieno.
Voglio lavorare tutti i giorni, da lunedì a venerdì perchè io ho voglia di lavorare.
Voglio farmi il culo per costruire le basi del mio (nostro) futuro.
Non voglio lavorare due pomeriggi e il sabato.
Non voglio lavorare il sabato.
Non voglio stare seduta.
Voglio farmi il culo.
Voglio farmi il culo in settimana e arrivare al sabato stanca per rilassarmi.
Non voglio arrivare rilassata al sabato per stancarmi.
Insomma, non voglio fare la commessa.
Che minchia sto facendo, che minchia sto facendo della mia vita???
Medioman, aiutami tu.
Ho sonno fiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiga che sonno!!!
Il mio peso forma supermonitorato dalla sottoscritta va sempre meglio.
Stamattina ho finalmente sfiorato e centrato il 54,8. Sono alta 1,63.
Dai, figa, sono una (bellissima) piuma. E la cosa bella è che non sto rinunciando a niente. Figa ieri mi sarò ingoiata settecentododici cioccolatini. (Che, però, i loro effetti indesiderati di norma sono soliti palesarsi dopo alcuni giorni, quindi so già quale sarà a breve il mio destino di cicciona brufolosa) (e sono anche però consapevole del fatto di trovarmi nell'attuale stato di sgonfiamento post-mestruale, quindi fra due giorni mi troverò con diciotto chili in più)
Mia mamma ed io, ma anche il mio medico e i miei esami ematici perfetti, crediamo fermamente che io abbia finalmente raggiunto il momento dello sviluppo completo, questo spiegherebbe le mie cose puntuali ed il mio peso quasi, e dico quasi, adatto alla mia persona.
Sicilia, aspettaci.
Ieri mattina, dopo una splendida visita dal dottore (ormai lo frequento più spesso dei miei genitori) che mi ha brillantemente rivelato la cruda realtà, ovvero che presto sarà ora di operarmi (di nuovo) alla cazzo di idrosadenite ascellare di merda bastarda fottuta puttana, camminavo allegra e quasi (e ridico quasi) spensierata. Ho deciso così di fare un saltino al mercato per comprarmi qualche paia di calzine, visto e considerato che qualche giorno fa ne avrò buttate all'incirca cinquemila tutte bucate dalle unghie dei miei ditoni che mi capita di "spuntare" una o due volte all'anno e quelli sono i risultati. Tutt'intorno alla piazza dove fanno il mercato, da qualche venerdì pullulano migliaia di ometti che desiderano solo che tu voti il loro partito di 'sto cazzo per rendere migliore un paes(ino) (anche se non più tanto ino) che di buono ha ormai poco-niente. Sto per raccontare una cosa noiosa che non mi succedeva da un po' ma che mi è accaduta un paio di migliaia di volte nella mia inutile esistenza:
l'ometto mi ferma e mi dice:
- Ciao!
Ed io:
- Salve.
E lui:
- Ah no, scusa, niente niente.
Ed io:
- Ma no, mi dica.
E lui, perplesso:
- No, è per le elezioni.
Ed io:
- Sì, lo so.
E lui:
- Ma tu voterai?
Ed io subito a pensare che questo con una sola occhiata ha capito la mia ignoranza molesta su qualsiasi genere e tipo di argomento che riguardi quello schifo di cosa che tutti chiamano "politica" ed ho ripensato "cazzo ma la mia ignoranza è così evidente?".
Io rispondo:
- Credo proprio di sì.
E lui:
- Ma hai 18 anni?
(Fanculo cazzoooo)
- Ne ho 22. (pirla.)
Dopo avermi spiegato per chi egli parteggiasse eccetera eccetera, gli ho detto:
- Certo, sono con voi!
Solo ieri sera, raccontanto il fattaccio a mia mamma e nominandole il nome del partito e del mio relativo e presunto stare dalla sua parte, ho capito che quest'ultimo non è esattamente posizionato nel "lato" verso il quale io ho sempre teso, ma esattamente (ed ovviamente) all'opposto.
Ma non importa perchè mi sono guadagnata una caramella (dono del tizio che evidentemente non ha creduto alla storiella dei 22 anni).
(Eh, cazzo, la parola "libertà" mi ha tratta in inganno)
Ho tantissimo sonno, porca di quella vaccona in calore.
Conclusione: ho un sonno atroce. Ma atroce. Di quelli che hai voglia di tenere gli occhi chiusi "ancora per un po'" fino a quando non entrerà il prossimo cliente. Di quei sonni che quando ti gridano "buongiorno!" li vorresti mandare violentemente a cagare ma che comunque ti trattieni perchè ciò implicherebbe l'utilizzo di troppe energie, troppe per le tue odierne possibilità.
Prima è entrato un vecchio che mi ha gridato "buongiorno splendida e dolcissima signorina!", ok sei gentile, fai schifo tanto sei gentile, ma non mi scassare le palle, non mi dire proprio tu buongiorno, ripeto, proprio tu che sei entrato qui a scassarmi la minchia di sabato mattina. Non mi devi dire buongiorno. Ma neanche ciao. Ma neanche salve. Non dire proprio un cazzo. Prenditi da solo la tua minchia di cartuccia, ficcatela in culo e vattene.
Ad ogni modo, incontri per così dire "eccentrici" stamattina dal dottore. Sto parlando della mattiniera signora alla quale accennavo poco fa. Dopo averci, nell'attesa, raccontato la sua tormentata vita, è entrata nello studio, è uscita, siamo entrati noi e nel frattempo s'è appostata fuori dalla porta ad attenderci. Una volta usciti ce la siamo trovata davanti. Ci ha detto: "non è che mi dareste uno strappo fino al ponte in via Lecco?" Va bene zia, te lo do 'sto strappo. In macchina ci ha raccontato di avere problemi mentali. Benissimo. Io e Ale ci siamo guardati attraverso lo specchietto e ci siamo scambiati qualche sguardo di terrore misto ad ironia. Ma era, è e resta una gran brava signora.
Minchia che sonno porca troiaccia porca. Porcissima.
30 maggio
6 giugno
13 giugno
20 giugno
27 giugno
4 luglio (mezza giornata)
11 luglio
18 luglio (il mio onomastico, porca miseria)
25 luglio
Dai, minchia, tolto oggi mi rimangono 8 sabati e mezzo. Anche 9 se consideriamo invece oggi, perchè mezzo l'ho quasi già superato. Figa sono tantissimi che cazzo!
Pesano, pesano, pesano. Basta, basta, basta. Mi sono rotta le palle di essere l'unica mongola tra tutti quelli che conosco, bastaaaa.
Voglio stare coi piccoli.
Voglio un lavoro giusto.
Voglio un lavoro pieno.
Voglio lavorare tutti i giorni, da lunedì a venerdì perchè io ho voglia di lavorare.
Voglio farmi il culo per costruire le basi del mio (nostro) futuro.
Non voglio lavorare due pomeriggi e il sabato.
Non voglio lavorare il sabato.
Non voglio stare seduta.
Voglio farmi il culo.
Voglio farmi il culo in settimana e arrivare al sabato stanca per rilassarmi.
Non voglio arrivare rilassata al sabato per stancarmi.
Insomma, non voglio fare la commessa.
Che minchia sto facendo, che minchia sto facendo della mia vita???
Medioman, aiutami tu.
Ho sonno fiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiga che sonno!!!
Il mio peso forma supermonitorato dalla sottoscritta va sempre meglio.
Stamattina ho finalmente sfiorato e centrato il 54,8. Sono alta 1,63.
Dai, figa, sono una (bellissima) piuma. E la cosa bella è che non sto rinunciando a niente. Figa ieri mi sarò ingoiata settecentododici cioccolatini. (Che, però, i loro effetti indesiderati di norma sono soliti palesarsi dopo alcuni giorni, quindi so già quale sarà a breve il mio destino di cicciona brufolosa) (e sono anche però consapevole del fatto di trovarmi nell'attuale stato di sgonfiamento post-mestruale, quindi fra due giorni mi troverò con diciotto chili in più)
Mia mamma ed io, ma anche il mio medico e i miei esami ematici perfetti, crediamo fermamente che io abbia finalmente raggiunto il momento dello sviluppo completo, questo spiegherebbe le mie cose puntuali ed il mio peso quasi, e dico quasi, adatto alla mia persona.
Sicilia, aspettaci.
Ieri mattina, dopo una splendida visita dal dottore (ormai lo frequento più spesso dei miei genitori) che mi ha brillantemente rivelato la cruda realtà, ovvero che presto sarà ora di operarmi (di nuovo) alla cazzo di idrosadenite ascellare di merda bastarda fottuta puttana, camminavo allegra e quasi (e ridico quasi) spensierata. Ho deciso così di fare un saltino al mercato per comprarmi qualche paia di calzine, visto e considerato che qualche giorno fa ne avrò buttate all'incirca cinquemila tutte bucate dalle unghie dei miei ditoni che mi capita di "spuntare" una o due volte all'anno e quelli sono i risultati. Tutt'intorno alla piazza dove fanno il mercato, da qualche venerdì pullulano migliaia di ometti che desiderano solo che tu voti il loro partito di 'sto cazzo per rendere migliore un paes(ino) (anche se non più tanto ino) che di buono ha ormai poco-niente. Sto per raccontare una cosa noiosa che non mi succedeva da un po' ma che mi è accaduta un paio di migliaia di volte nella mia inutile esistenza:
l'ometto mi ferma e mi dice:
- Ciao!
Ed io:
- Salve.
E lui:
- Ah no, scusa, niente niente.
Ed io:
- Ma no, mi dica.
E lui, perplesso:
- No, è per le elezioni.
Ed io:
- Sì, lo so.
E lui:
- Ma tu voterai?
Ed io subito a pensare che questo con una sola occhiata ha capito la mia ignoranza molesta su qualsiasi genere e tipo di argomento che riguardi quello schifo di cosa che tutti chiamano "politica" ed ho ripensato "cazzo ma la mia ignoranza è così evidente?".
Io rispondo:
- Credo proprio di sì.
E lui:
- Ma hai 18 anni?
(Fanculo cazzoooo)
- Ne ho 22. (pirla.)
Dopo avermi spiegato per chi egli parteggiasse eccetera eccetera, gli ho detto:
- Certo, sono con voi!
Solo ieri sera, raccontanto il fattaccio a mia mamma e nominandole il nome del partito e del mio relativo e presunto stare dalla sua parte, ho capito che quest'ultimo non è esattamente posizionato nel "lato" verso il quale io ho sempre teso, ma esattamente (ed ovviamente) all'opposto.
Ma non importa perchè mi sono guadagnata una caramella (dono del tizio che evidentemente non ha creduto alla storiella dei 22 anni).
(Eh, cazzo, la parola "libertà" mi ha tratta in inganno)
Ho tantissimo sonno, porca di quella vaccona in calore.
giovedì 21 maggio 2009
Io sto con il ragazzo più fantastico, più bello, più perfetto che potessi mai desiderare.
E ci sto insieme complessivamente da 10 anni, oggi.
Meglio specificare "complessivamente", perchè se ci mettiamo a togliere il numero dei giorni, dei mesi, e degli anni in cui siamo stati separati (ma sempre e comunque, sa il cazzo, legati da qualcosa) saranno realmente su per giù 5-6 giorni, oggi.
Che poi quando mi chiedono "da quanto state insieme tu e lui?" ed io rispondo "dieci anni" mi guardano tutti storto, forse giustamente, però loro non lo sanno che io lo amo come se ci fossimo messi insieme ieri a mezzanotte, che ci amiamo come se ci fossimo messi insieme ieri a mezzanotte. E non c'è solo l'amore. Perchè scopiamo come ricci, come se l'avessimo fatto per la prima volta ieri a mezzanotte.
Ogni tanto ci penso.
Perchè, perchè mai c'è ancora tutto questo amore? Perchè mai c'è ancora tutta questa passione?
La prima risposta che mi viene in mente è perchè siamo anime gemelle, naturalmente.
Siamo nati e cresciuti insieme, per stare insieme.
Due metà.
La seconda risposta, e quella decisamente più ragionata, matura e consepevole, è perchè io e lui ne abbiamo veramente passate tante, troppe, infinite. Il nostro non è mai stato un rapporto noioso (quando cominciava a diventare tale ci pensavo io buttandoci lì una bella "pausa di riflessione"), lineare, tranquillo. Ecco, tranquillo non lo è mai stato per niente.
Ci siamo quasi sempre fatti del male a vicenda. Quest'ultima affermazione non è una delle più felici, lo so, ma è perchè non riesco a spiegarmi. Ci siamo sempre amati, anche quando ci siamo odiati. E' forse questo il nostro segreto, ormai non più segreto.
Ad esempio: stiamo affrontando il periodo peggiore delle nostre vite (che però il titolo di "periodo peggiore" se lo può giocare con l'estate 2005, ma quello è stato anche e paradossalmente uno dei miei periodi migliori, quindi basta dai) ed ora che io spero, spero, spero sia al capolinea, lo amo ancora e sempre di più. Capito cazzo? Lo amo più di prima.
Io guardo questo ragazzo, quest'uomo, ed oltre a pensare a quanto cazzo è bello, penso anche a quanto lo amo. Più passa il tempo e più lo amo. E sembra anche che più passi il tempo più lui mi ami. Sarebbe veramente perfetto allora, se non fosse che nella vita non esiste solo l'amore, ma che ci sono anche gli ostacoli, i problemi, i grandissimi problemi, ma anche quelli li abbiamo e li stiamo superando.
Che poi è vero che il 21 maggio 1999 ci siamo messi insieme per la prima volta (ed il nostro primo bacio è scoccato esattamente 4 MESI dopo, il 21 settembre 1999, (rapidi eh?)), però un'altra data importante è quella di due giorni prima, il 19 maggio 1999:
eravamo sul treno con la classe (2^E), tornavamo dalla gita a St. Morritz, o in qualsiasi altra maniera si scriva, e lui fece del sano "mobbing" alla Robi (il passato remoto qui è d'obbligo) per farsi lasciare, guardando le tette alla Elena (pensa un po' che sacrilegio), perchè lui era la sua Fede che voleva. Fu così che io e lui (dopo mesi di "Fede ti metti con me?" "No Ale mi dispiace sono innamorata di quello" "Ok allora mi metto con quell'altra" "Ok fai come vuoi ma mi incazzo" "Cosa cazzo vuoi, tu mi hai detto di no" "Fa niente sei uno stronzo ed io quella la ammazzo" e via dicendo) ci guardammo, seduti su quel cazzo di treno, separati dal corridoietto tra una coppia di posti e l'altra, sorridemmo, lui sputò la cicca che stava masticando e me la mise in bocca. Ok, è disgustoso, ma a 12 anni è romantico.
Il giorno dopo l'intera classe decise di rimanere a casa. Così, il giorno dopo ancora, era un venerdì.
Venerdì 21 maggio 1999, seduti ai primi banchi (eravamo entrambi dei cazzari tenuti bene d'occhio dai professori al primo banco e vicini di banco per controllarci meglio) lui mi scrisse il fatidico bigliettino (che ovviamente conservo ancora tra tutti gli altri bigliettini, lettere e quant'altro) che recita qualcosa circa (è un po' che non lo rileggo, non mi ricordo con esattezza che c'è scritto):
"Ciao Fede my name is Ale and your name??? Ci mettiamo insieme?
SI NO"
Io, prima di barrare il SI, mi ricordo di avergli scritto sotto "Ma poi la Robi rompe le palle" (poraccia l'aveva appena lasciato, senza contare che era ed è tutt'ora come mia sorella).
E lui mi ha scritto "Bè te fottitene".
Allora misi una bella crocetta sul SI.
Fu così che l'amore tra la Fede e Ale iniziò.
Siamo stati insieme fino a quell'estate, poi l'ho lasciato, mi sono messa con un altro conosciuto in vacanza, poi l'ho ricercato, ci siamo rimessi insieme, poi in prima superiore l'ho rilasciato, abbiamo entrambi limonato con mezzo paese, ci siamo poi rimessi insieme in seconda superiore anche se con mooolta fatica da parte mia, poi siamo andati avanti fino all'inizio della mia quinta superiore, siamo stati con altre persone (io circa 4 o 5, anche 6 ma senza andare troppo "oltre", lui con 40 o 50, ma anche 60 delle quali non si ricorda nemmeno la faccia, andando "oltre" solo con una maledetta troia che mi diceva "Fede, hai fatto bene a lasciarlo", e te credo, ma questo è un altro discorso), fino a quando nell'estate 2006 lui è tornato da me ed io mi sono trovata ad un bivio: Ale o Lele. Stare con Lele, una storia per certi versi sicura ma anche nuova o stare con Ale, una storia a garanzie zero e soprattutto che avrebbe potuto sapere di minestra riscaldata?
Ho scelto Ale ed ho fatto la cosa più giusta di tutta la mia vita. Riprovarci. Abbiamo ricominciato con una fatica che te la raccomando. All'inizio mi sembrava di non riuscire più ad amarlo, ci vedevamo quasi occasionalmente per scopare o altro, zero uscite sociali, zero menate, zero lunghe telefonate, zero scazzi. E' andata avanti così per un bel po', fino all'inizio del maggio 2007, quando abbiamo cominciato a tornare a fare seriamente. Ma seriamente di brutto.
Ottimo.
Dai basta cambiamo argomento perchè ok che è il nostro decimo anniversario, ma rischio di diventare parecchio e ancora più pallosa di quanto io non lo sia già.
Mi sto incazzando.
Mo mi incazzo.
Ma porca troia, una volta agli inizi ho venduto 2 toner da 100 euro, al prezzo di uno e il mio capo n.1 sì, si è un po' incazzato, ma siccome non è scemo, è finita lì.
Una volta mi hanno rubato la borsa con dentro le chiavi del negozio ed il suddetto è dovuto venir giù il sabato ad aprire, andare dal ferramenta e cambiare la serratura, e non si è incazzato.
Una volta non riuscivo a cambiare il rotolino della cassa (strano) e, di nuovo lui, è venuto giù apposta per aiutarmi e senza il minimo scazzo.
Miliardi di volte agli inizi sbagliavo, vendevo cose al posto di altre e non si è mai incazzato.
Spesso accade di chiamarlo quattrocento volte in un minuto, e non si incazza.
Mo, oggi, faccio PER SBAGLIO una cazzo di differita che non è assolutamente per un cazzo grave e tu, che non sei nemmeno il mio referente n.1 ma che sei il mio capo n.2, accenni un pit di incazzatura e pretendi anche che io mi senta una merda per una cosa che ho fatto per sbaglio e rimediabilissima?????? Sarò anche permalosa, ma non me ne fotte un cazzo.
Ah, io lo so bene come tratta la mia collega, ma col cazzo che gli permetterò mai di trattarmi così.
I miei coglioni non ci mettono un cazzo a girare nel verso sbagliato.
Non ci metto un cazzo a venire in negozio solo il sabato.
A 'sto punto, se mi tocca lavorare di sabato, lo faccio anche bene. Eccheccazzo.
Io eseguo ciò che mi si chiede con educazione. E se non me lo vuoi chiedere con educazione, come minimo devi chiamarti capo n.1.
Se mi chiedi il culo te lo do, ma devi chiedermelo bene.
Se faccio una stronzata e ti comporti come se avessi fatto un errore mostruosamente grande io non mi abbatto, mi incazzo come una iena e la prossima volta che mi chiedi un favore, come sostituirti un mercoledì pomeriggio, per una miserissima paga che mi serve a malapena a coprire la benzina e a pagare il parcheggio, la risposta la potrai intuire.
Meno male che c'è il n.1 e la sua donna che è pazzesca, mi sento quasi quasi apprezzata quando penso a loro, perchè sanno che sono fondamentalmente una cogliona ma che però l'impegno ce lo metto e non sono del tutto da buttare come commessa. Forse.
Ne ho pieni i coglioni, ho bisogno di staccare da tutto e da tutti, anche da Ale. Da tutti cazzo.
Ne ho pieni i coglioni perchè mi sto anche ed oltretutto rendendo conto che sono qui a prendermela per una stronzata, ed io non me la prendo mai per una stronzata.
Sarà che oggi è il mio anniversario e quindi non mi si deve rompere la minchia.
Sarà che oggi è il mio anniversario e penso a quanto sarebbe stato bello farmi un bel weekend con il mio amorone per festeggiare, se non fosse che sabato devo lavorare ma che soprattutto non ho un cazzo di soldi per permettermi il lusso di un weekend "per festeggiare".
Vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo.
Ero contenta, cazzo, lo ero. Scrivere mi rende nervosa. Vaffanculo anche allo scrivere allora.
Mi ha appena chiamata mia mamma. Mi ha detto che oggi a scuola ha incontrato l'artista (la mia prof di Ed. Artistica delle superiori), che le ha detto (dopo che mia mamma le ha brillantemente raccontato della mia idea follemente folle di mollare quella specie di facoltà di Lettere per iscrivermi a quella di Architettura) che io sono matta, che sto facendo una cazzata mondiale e di telefonarle immediatamente per parlarne con lei perchè "mi vuole aiutare a non mollare". E' fantastica. Pazzesca. Stasera se ho tempo le telefono. Piano l'artista matta.
Le ha parlato del problema del latino e mi ha detto di andare tranki perchè "ci siamo qui noi", non ho capito ben bene che cosa volesse dire o se mia mamma non ha capito un cazzo di quello che le ha detto ma poco male perchè la chiamerò, mi concentrerò sul mio neurone sguazzante solitario e cercherò di capire bene le sue parole.
Che palle voglio andare a casa.
Ciao.
Ah...vaffanculo!!!
E ci sto insieme complessivamente da 10 anni, oggi.
Meglio specificare "complessivamente", perchè se ci mettiamo a togliere il numero dei giorni, dei mesi, e degli anni in cui siamo stati separati (ma sempre e comunque, sa il cazzo, legati da qualcosa) saranno realmente su per giù 5-6 giorni, oggi.
Che poi quando mi chiedono "da quanto state insieme tu e lui?" ed io rispondo "dieci anni" mi guardano tutti storto, forse giustamente, però loro non lo sanno che io lo amo come se ci fossimo messi insieme ieri a mezzanotte, che ci amiamo come se ci fossimo messi insieme ieri a mezzanotte. E non c'è solo l'amore. Perchè scopiamo come ricci, come se l'avessimo fatto per la prima volta ieri a mezzanotte.
Ogni tanto ci penso.
Perchè, perchè mai c'è ancora tutto questo amore? Perchè mai c'è ancora tutta questa passione?
La prima risposta che mi viene in mente è perchè siamo anime gemelle, naturalmente.
Siamo nati e cresciuti insieme, per stare insieme.
Due metà.
La seconda risposta, e quella decisamente più ragionata, matura e consepevole, è perchè io e lui ne abbiamo veramente passate tante, troppe, infinite. Il nostro non è mai stato un rapporto noioso (quando cominciava a diventare tale ci pensavo io buttandoci lì una bella "pausa di riflessione"), lineare, tranquillo. Ecco, tranquillo non lo è mai stato per niente.
Ci siamo quasi sempre fatti del male a vicenda. Quest'ultima affermazione non è una delle più felici, lo so, ma è perchè non riesco a spiegarmi. Ci siamo sempre amati, anche quando ci siamo odiati. E' forse questo il nostro segreto, ormai non più segreto.
Ad esempio: stiamo affrontando il periodo peggiore delle nostre vite (che però il titolo di "periodo peggiore" se lo può giocare con l'estate 2005, ma quello è stato anche e paradossalmente uno dei miei periodi migliori, quindi basta dai) ed ora che io spero, spero, spero sia al capolinea, lo amo ancora e sempre di più. Capito cazzo? Lo amo più di prima.
Io guardo questo ragazzo, quest'uomo, ed oltre a pensare a quanto cazzo è bello, penso anche a quanto lo amo. Più passa il tempo e più lo amo. E sembra anche che più passi il tempo più lui mi ami. Sarebbe veramente perfetto allora, se non fosse che nella vita non esiste solo l'amore, ma che ci sono anche gli ostacoli, i problemi, i grandissimi problemi, ma anche quelli li abbiamo e li stiamo superando.
Che poi è vero che il 21 maggio 1999 ci siamo messi insieme per la prima volta (ed il nostro primo bacio è scoccato esattamente 4 MESI dopo, il 21 settembre 1999, (rapidi eh?)), però un'altra data importante è quella di due giorni prima, il 19 maggio 1999:
eravamo sul treno con la classe (2^E), tornavamo dalla gita a St. Morritz, o in qualsiasi altra maniera si scriva, e lui fece del sano "mobbing" alla Robi (il passato remoto qui è d'obbligo) per farsi lasciare, guardando le tette alla Elena (pensa un po' che sacrilegio), perchè lui era la sua Fede che voleva. Fu così che io e lui (dopo mesi di "Fede ti metti con me?" "No Ale mi dispiace sono innamorata di quello" "Ok allora mi metto con quell'altra" "Ok fai come vuoi ma mi incazzo" "Cosa cazzo vuoi, tu mi hai detto di no" "Fa niente sei uno stronzo ed io quella la ammazzo" e via dicendo) ci guardammo, seduti su quel cazzo di treno, separati dal corridoietto tra una coppia di posti e l'altra, sorridemmo, lui sputò la cicca che stava masticando e me la mise in bocca. Ok, è disgustoso, ma a 12 anni è romantico.
Il giorno dopo l'intera classe decise di rimanere a casa. Così, il giorno dopo ancora, era un venerdì.
Venerdì 21 maggio 1999, seduti ai primi banchi (eravamo entrambi dei cazzari tenuti bene d'occhio dai professori al primo banco e vicini di banco per controllarci meglio) lui mi scrisse il fatidico bigliettino (che ovviamente conservo ancora tra tutti gli altri bigliettini, lettere e quant'altro) che recita qualcosa circa (è un po' che non lo rileggo, non mi ricordo con esattezza che c'è scritto):
"Ciao Fede my name is Ale and your name??? Ci mettiamo insieme?
SI NO"
Io, prima di barrare il SI, mi ricordo di avergli scritto sotto "Ma poi la Robi rompe le palle" (poraccia l'aveva appena lasciato, senza contare che era ed è tutt'ora come mia sorella).
E lui mi ha scritto "Bè te fottitene".
Allora misi una bella crocetta sul SI.
Fu così che l'amore tra la Fede e Ale iniziò.
Siamo stati insieme fino a quell'estate, poi l'ho lasciato, mi sono messa con un altro conosciuto in vacanza, poi l'ho ricercato, ci siamo rimessi insieme, poi in prima superiore l'ho rilasciato, abbiamo entrambi limonato con mezzo paese, ci siamo poi rimessi insieme in seconda superiore anche se con mooolta fatica da parte mia, poi siamo andati avanti fino all'inizio della mia quinta superiore, siamo stati con altre persone (io circa 4 o 5, anche 6 ma senza andare troppo "oltre", lui con 40 o 50, ma anche 60 delle quali non si ricorda nemmeno la faccia, andando "oltre" solo con una maledetta troia che mi diceva "Fede, hai fatto bene a lasciarlo", e te credo, ma questo è un altro discorso), fino a quando nell'estate 2006 lui è tornato da me ed io mi sono trovata ad un bivio: Ale o Lele. Stare con Lele, una storia per certi versi sicura ma anche nuova o stare con Ale, una storia a garanzie zero e soprattutto che avrebbe potuto sapere di minestra riscaldata?
Ho scelto Ale ed ho fatto la cosa più giusta di tutta la mia vita. Riprovarci. Abbiamo ricominciato con una fatica che te la raccomando. All'inizio mi sembrava di non riuscire più ad amarlo, ci vedevamo quasi occasionalmente per scopare o altro, zero uscite sociali, zero menate, zero lunghe telefonate, zero scazzi. E' andata avanti così per un bel po', fino all'inizio del maggio 2007, quando abbiamo cominciato a tornare a fare seriamente. Ma seriamente di brutto.
Ottimo.
Dai basta cambiamo argomento perchè ok che è il nostro decimo anniversario, ma rischio di diventare parecchio e ancora più pallosa di quanto io non lo sia già.
Mi sto incazzando.
Mo mi incazzo.
Ma porca troia, una volta agli inizi ho venduto 2 toner da 100 euro, al prezzo di uno e il mio capo n.1 sì, si è un po' incazzato, ma siccome non è scemo, è finita lì.
Una volta mi hanno rubato la borsa con dentro le chiavi del negozio ed il suddetto è dovuto venir giù il sabato ad aprire, andare dal ferramenta e cambiare la serratura, e non si è incazzato.
Una volta non riuscivo a cambiare il rotolino della cassa (strano) e, di nuovo lui, è venuto giù apposta per aiutarmi e senza il minimo scazzo.
Miliardi di volte agli inizi sbagliavo, vendevo cose al posto di altre e non si è mai incazzato.
Spesso accade di chiamarlo quattrocento volte in un minuto, e non si incazza.
Mo, oggi, faccio PER SBAGLIO una cazzo di differita che non è assolutamente per un cazzo grave e tu, che non sei nemmeno il mio referente n.1 ma che sei il mio capo n.2, accenni un pit di incazzatura e pretendi anche che io mi senta una merda per una cosa che ho fatto per sbaglio e rimediabilissima?????? Sarò anche permalosa, ma non me ne fotte un cazzo.
Ah, io lo so bene come tratta la mia collega, ma col cazzo che gli permetterò mai di trattarmi così.
I miei coglioni non ci mettono un cazzo a girare nel verso sbagliato.
Non ci metto un cazzo a venire in negozio solo il sabato.
A 'sto punto, se mi tocca lavorare di sabato, lo faccio anche bene. Eccheccazzo.
Io eseguo ciò che mi si chiede con educazione. E se non me lo vuoi chiedere con educazione, come minimo devi chiamarti capo n.1.
Se mi chiedi il culo te lo do, ma devi chiedermelo bene.
Se faccio una stronzata e ti comporti come se avessi fatto un errore mostruosamente grande io non mi abbatto, mi incazzo come una iena e la prossima volta che mi chiedi un favore, come sostituirti un mercoledì pomeriggio, per una miserissima paga che mi serve a malapena a coprire la benzina e a pagare il parcheggio, la risposta la potrai intuire.
Meno male che c'è il n.1 e la sua donna che è pazzesca, mi sento quasi quasi apprezzata quando penso a loro, perchè sanno che sono fondamentalmente una cogliona ma che però l'impegno ce lo metto e non sono del tutto da buttare come commessa. Forse.
Ne ho pieni i coglioni, ho bisogno di staccare da tutto e da tutti, anche da Ale. Da tutti cazzo.
Ne ho pieni i coglioni perchè mi sto anche ed oltretutto rendendo conto che sono qui a prendermela per una stronzata, ed io non me la prendo mai per una stronzata.
Sarà che oggi è il mio anniversario e quindi non mi si deve rompere la minchia.
Sarà che oggi è il mio anniversario e penso a quanto sarebbe stato bello farmi un bel weekend con il mio amorone per festeggiare, se non fosse che sabato devo lavorare ma che soprattutto non ho un cazzo di soldi per permettermi il lusso di un weekend "per festeggiare".
Vaffanculo, vaffanculo, vaffanculo.
Ero contenta, cazzo, lo ero. Scrivere mi rende nervosa. Vaffanculo anche allo scrivere allora.
Mi ha appena chiamata mia mamma. Mi ha detto che oggi a scuola ha incontrato l'artista (la mia prof di Ed. Artistica delle superiori), che le ha detto (dopo che mia mamma le ha brillantemente raccontato della mia idea follemente folle di mollare quella specie di facoltà di Lettere per iscrivermi a quella di Architettura) che io sono matta, che sto facendo una cazzata mondiale e di telefonarle immediatamente per parlarne con lei perchè "mi vuole aiutare a non mollare". E' fantastica. Pazzesca. Stasera se ho tempo le telefono. Piano l'artista matta.
Le ha parlato del problema del latino e mi ha detto di andare tranki perchè "ci siamo qui noi", non ho capito ben bene che cosa volesse dire o se mia mamma non ha capito un cazzo di quello che le ha detto ma poco male perchè la chiamerò, mi concentrerò sul mio neurone sguazzante solitario e cercherò di capire bene le sue parole.
Che palle voglio andare a casa.
Ciao.
Ah...vaffanculo!!!
martedì 19 maggio 2009
Ho un sonno atroce.
Avevo già fatto presente che ne ho pieni i coglioni?
In questi giorni sono a dir poco folle. Folle.
Domenica sera ero seduta sul divano con la mia suocerona matta, col mio ragazzo altrettanto matto fuori sul balcone (e come un balcone) intento a fumarsi l'ennesima sigaretta e mi è uscita quella frase.
PPPorca troia.
Non avrei mai pensato di dirlo ad alta voce.
E adesso che minchia faccio? Lo faccio davvero? Mi butto? Butto nel cesso tutto quel poco che ho costruito? Ma no, dai. Fa pur sempre parte della mia "cultura personale", è così che si dice.
Tanto prima o poi avrei dovuto beccarmi l'ostacolo del latino. Mentre il latino in altri posti, manco a parlarne. Non c'entrerà una sega.
Cosa minchia faccio??? Lo faccio?? Mi butto?
No, non posso, io devo lavorare. E se ciò mi permetterebbe di non frequentare?
Io cinque anni fa ho iniziato a costruire il plastico della mia scuola (mai finito).
Io sei anni fa ho disegnato la piantina dettagliata e colorata della cattedra.
Io sei anni fa ho disegnato la piantina dettagliata e colorata della mia classe.
Io sei anni fa ho disegnato la piantina dettagliata e colorata del cancello della mia scuola.
Perchè l'ho fatto?
Perchè ogni volta che quei disegni mi tornano tra le mani sorrido?
Perchè cambio sogno all'incirca ogni 2-3 anni?
Io sei anni fa ho fatto il test attitudinale. Psicologi esperti mi hanno indicato 2 strade alternative da intraprendere:
- LETTERE
- ARCHITETTURA
Ho 22 anni. E mezzo, ok, ma ne ho pur sempre 22. Fanculo che cazzo faccio? Che cazzo faccio?
E se invece facessi una cosa molto più intelligente come ad esempio buttarmi da un ponte altissimo, 10 secondi prima che passi un treno?
Perchè basta così poco a farmi sentire viva? Perchè sento il bisogno di sentirmi viva? Non mi ci sento già abbastanza con la mia vita assurdamente iperfrenetica e incasinata? Non mi circonda ancora abbastanza amore perchè io mi senta completamente appagata dalla vita? Ho un ragazzo esaurito ma splendido che dice (e credo proprio che sia vero) di amarmi a livelli di follia pura, fra 2 giorni facciamo 10 anni di storia (malata), ho dei genitori eccezionali a dir poco, una famiglia terrona ma bellissima, delle amiche pazzzzesche, che siano le più o le meno, ho un lavoro (anche se non ancora per molto), ho una cazzo di vita fantastica, eppure mi manca sempre qualcosa.
Vaffanculo.
Ho bisogno di uno psicologo. Ma di uno bravo.
Politecnico di Milano.
Quando nella mia vita mi è capitato di pensare a questa struttura, ho sempre pensato solamente:
"Chissà cos'è piena di cazzi quell'università".
Stop.
Ho 22 anni. Non 30. Ma di cervello sento di averne 8.
Avevo già fatto presente che ne ho pieni i coglioni?
In questi giorni sono a dir poco folle. Folle.
Domenica sera ero seduta sul divano con la mia suocerona matta, col mio ragazzo altrettanto matto fuori sul balcone (e come un balcone) intento a fumarsi l'ennesima sigaretta e mi è uscita quella frase.
PPPorca troia.
Non avrei mai pensato di dirlo ad alta voce.
E adesso che minchia faccio? Lo faccio davvero? Mi butto? Butto nel cesso tutto quel poco che ho costruito? Ma no, dai. Fa pur sempre parte della mia "cultura personale", è così che si dice.
Tanto prima o poi avrei dovuto beccarmi l'ostacolo del latino. Mentre il latino in altri posti, manco a parlarne. Non c'entrerà una sega.
Cosa minchia faccio??? Lo faccio?? Mi butto?
No, non posso, io devo lavorare. E se ciò mi permetterebbe di non frequentare?
Io cinque anni fa ho iniziato a costruire il plastico della mia scuola (mai finito).
Io sei anni fa ho disegnato la piantina dettagliata e colorata della cattedra.
Io sei anni fa ho disegnato la piantina dettagliata e colorata della mia classe.
Io sei anni fa ho disegnato la piantina dettagliata e colorata del cancello della mia scuola.
Perchè l'ho fatto?
Perchè ogni volta che quei disegni mi tornano tra le mani sorrido?
Perchè cambio sogno all'incirca ogni 2-3 anni?
Io sei anni fa ho fatto il test attitudinale. Psicologi esperti mi hanno indicato 2 strade alternative da intraprendere:
- LETTERE
- ARCHITETTURA
Ho 22 anni. E mezzo, ok, ma ne ho pur sempre 22. Fanculo che cazzo faccio? Che cazzo faccio?
E se invece facessi una cosa molto più intelligente come ad esempio buttarmi da un ponte altissimo, 10 secondi prima che passi un treno?
Perchè basta così poco a farmi sentire viva? Perchè sento il bisogno di sentirmi viva? Non mi ci sento già abbastanza con la mia vita assurdamente iperfrenetica e incasinata? Non mi circonda ancora abbastanza amore perchè io mi senta completamente appagata dalla vita? Ho un ragazzo esaurito ma splendido che dice (e credo proprio che sia vero) di amarmi a livelli di follia pura, fra 2 giorni facciamo 10 anni di storia (malata), ho dei genitori eccezionali a dir poco, una famiglia terrona ma bellissima, delle amiche pazzzzesche, che siano le più o le meno, ho un lavoro (anche se non ancora per molto), ho una cazzo di vita fantastica, eppure mi manca sempre qualcosa.
Vaffanculo.
Ho bisogno di uno psicologo. Ma di uno bravo.
Politecnico di Milano.
Quando nella mia vita mi è capitato di pensare a questa struttura, ho sempre pensato solamente:
"Chissà cos'è piena di cazzi quell'università".
Stop.
Ho 22 anni. Non 30. Ma di cervello sento di averne 8.
sabato 16 maggio 2009
In due giorni che sono stata nell'altro negozio mi sono accadute due cose molto importanti.
In ordine cronologico:
- 38 euro di multa per colpa di una vecchia di merda decrepita bastarda a cui ho augurato più volte la morte più violenta e dolorosa.
- Ho sbattuto con estrema violenza la fronte contro la saracinesca del negozio, tirata su a metà per non permettere ai coglioni (clienti) di entrare prima delle tre. Quindi, possiedo un bel taglietto un po' più sotto rispetto alla fronte, che conferisce alla mia persona il curioso aspetto di una teppistella da quattro soldi.
Ieri sera mi sono di nuovo esaurita e qualcuno mi ha visto uscire dalla propria casa, che non era la mia, di corsa, gridando che ne ho pieni i coglioni.
Ieri sera, dopo aver gridato di averne pieni i coglioni, sono tornata in quella stessa casa in cerca di un abbraccio che ho ottenuto.
Ieri sera, parlando con mia mamma, mi sono aperta gli occhi da sola. Niente che riguardi l'amore e ciò che era accaduto poco prima. Solo cosine inerenti al lavoro, ai soldi e al futuro.
Ieri sera mi sono resa conto, ancora una volta, di quanto io mi incazzi e poi mi passi in fretta e cominci ad essere immediatamente presa da tutt'altro.
Sono in fase di leggero ritardo mestruale, quindi sono gonfissima e piena zeppa di bubboni schifidi e rossi.
Erano mesi che non avevo ritardi, fanculo alla mia non voglia di bere latte e alla mia troppa voglia di bere caffè su caffè.
Ne ho pieni i coglioni di tutto. Del lavoro, di tutto.
Ieri ho detto a mia mamma che voglio un lavoro full time da lunedì a venerdì che mi permetta di FAR SOLDI ma soprattutto di stare a casa il sabato perchè è più di due anni che non vedo il sabato, festività a parte. (Consapevole di non essere l'unica al mondo ma me ne sbatto le palle degli altri)
Ieri ho detto a mia mamma che rimarrei volentieri dove sono se solo potessi starmene per i cazzi miei il sabato. Perchè i clienti, paradossalmente, non mi fanno quasi più nè caldo nè freddo, perchè li odio tutti a prescindere.
Sono consapevole di essere una bambina cogliona viziata a mollare un lavoro quasi solamente per il fatto di non avere il sabato libero. Ma ho 22 anni, non 30 e quindi non ho paura di rischiare per inseguire la mia stabilità emotiva.
Ne ho pieni i coglioni.
Ne ho strapieni i coglioni.
Strabordano.
Basta, figa, basta. Ho anche ripreso a bestemmiare. Più che bestemmiare nel vero senso della parola, sono più grida disperate contro il cielo, niente parolacce, solo dei gran begli urli e domande, domande, troppe domande. Anche sfide per certi versi.
Ti sei preso mia nonna, non ti basta? Eh? Cosa vuoi, anche me??? Non ti conviene.
Sto diventando seriamente pazza.
Parlo da sola e certe volte mi rispondo anche da sola.
E martedì ho intenzione di andare sotto casa della vecchia di merda bastarda puttana decrepita baldracca del cazzo e comunicarle: "sei una vecchia! Una vecchia di merda, e stai molto attenta a chi ti metti contro! Muori!". Credo che lo farò.
Tanto sento di non avere più niente da trattenere.
Il mondo è dei pazzi.
Il mondo potrebbe essere mio.
Quando sono fuori dal negozio, sulla porta, a fumare, qualche essere umano, o presunto tale, passa e mi saluta con un grande sorriso.
Io saluto con un sorriso altrettanto grande e penso: "ma chi cazzo sei?".
In ordine cronologico:
- 38 euro di multa per colpa di una vecchia di merda decrepita bastarda a cui ho augurato più volte la morte più violenta e dolorosa.
- Ho sbattuto con estrema violenza la fronte contro la saracinesca del negozio, tirata su a metà per non permettere ai coglioni (clienti) di entrare prima delle tre. Quindi, possiedo un bel taglietto un po' più sotto rispetto alla fronte, che conferisce alla mia persona il curioso aspetto di una teppistella da quattro soldi.
Ieri sera mi sono di nuovo esaurita e qualcuno mi ha visto uscire dalla propria casa, che non era la mia, di corsa, gridando che ne ho pieni i coglioni.
Ieri sera, dopo aver gridato di averne pieni i coglioni, sono tornata in quella stessa casa in cerca di un abbraccio che ho ottenuto.
Ieri sera, parlando con mia mamma, mi sono aperta gli occhi da sola. Niente che riguardi l'amore e ciò che era accaduto poco prima. Solo cosine inerenti al lavoro, ai soldi e al futuro.
Ieri sera mi sono resa conto, ancora una volta, di quanto io mi incazzi e poi mi passi in fretta e cominci ad essere immediatamente presa da tutt'altro.
Sono in fase di leggero ritardo mestruale, quindi sono gonfissima e piena zeppa di bubboni schifidi e rossi.
Erano mesi che non avevo ritardi, fanculo alla mia non voglia di bere latte e alla mia troppa voglia di bere caffè su caffè.
Ne ho pieni i coglioni di tutto. Del lavoro, di tutto.
Ieri ho detto a mia mamma che voglio un lavoro full time da lunedì a venerdì che mi permetta di FAR SOLDI ma soprattutto di stare a casa il sabato perchè è più di due anni che non vedo il sabato, festività a parte. (Consapevole di non essere l'unica al mondo ma me ne sbatto le palle degli altri)
Ieri ho detto a mia mamma che rimarrei volentieri dove sono se solo potessi starmene per i cazzi miei il sabato. Perchè i clienti, paradossalmente, non mi fanno quasi più nè caldo nè freddo, perchè li odio tutti a prescindere.
Sono consapevole di essere una bambina cogliona viziata a mollare un lavoro quasi solamente per il fatto di non avere il sabato libero. Ma ho 22 anni, non 30 e quindi non ho paura di rischiare per inseguire la mia stabilità emotiva.
Ne ho pieni i coglioni.
Ne ho strapieni i coglioni.
Strabordano.
Basta, figa, basta. Ho anche ripreso a bestemmiare. Più che bestemmiare nel vero senso della parola, sono più grida disperate contro il cielo, niente parolacce, solo dei gran begli urli e domande, domande, troppe domande. Anche sfide per certi versi.
Ti sei preso mia nonna, non ti basta? Eh? Cosa vuoi, anche me??? Non ti conviene.
Sto diventando seriamente pazza.
Parlo da sola e certe volte mi rispondo anche da sola.
E martedì ho intenzione di andare sotto casa della vecchia di merda bastarda puttana decrepita baldracca del cazzo e comunicarle: "sei una vecchia! Una vecchia di merda, e stai molto attenta a chi ti metti contro! Muori!". Credo che lo farò.
Tanto sento di non avere più niente da trattenere.
Il mondo è dei pazzi.
Il mondo potrebbe essere mio.
Quando sono fuori dal negozio, sulla porta, a fumare, qualche essere umano, o presunto tale, passa e mi saluta con un grande sorriso.
Io saluto con un sorriso altrettanto grande e penso: "ma chi cazzo sei?".
giovedì 7 maggio 2009
Ricomincio da qui e battezzo i miei danni con la fede in me, senza illudermi
ma con un principio da difendere.
Conto a pieno su noi, è bellissimo così.
Meglio tardi che mai, ascoltami.
Posso essere io l'occasione che aspetti da una vita, ed io sarò di più,
io sarò la certezza che chiedevi tu.
E' innegabile che da quando tu mi vuoi punto tutto su noi, sorprendimi.
Lascia il tuo passato com'è e porta il meglio da me del tuo presente.
Spezza le parole di chi non ti ama e ti dice "sì", non è sufficiente
e lasciati guardare un po' di più, come un bagliore
e splendi di rivoluzione tu...bellissimo così.
Vieni a me come sei, fallo immediatamente e non voltarti mai.
L'essenziale l'hai tu, lo nascondi ai miei occhi ma vale di più.
Sei perfetto così, coi tuoi denti lucidi.
Punto e capo da qui.
Ascoltami.
Lascia il tuo passato com'è, lo porterai insieme a me nel tuo presente.
Mezza vita è molto per chi ti vuole e ti dice "sì", e lo fa per sempre
e lasciati ammirare un po' di più, senza pudore
e provochi la mia reazione tu...bellissimo così.
Sono trasparente lo sai, io quando parlo di noi, quasi indecente.
Canto sottovoce ma c'è un sole dentro di me, così prepotente
e lasciati guardare un po' di più, come un bagliore
e splendi di rivoluzione tu...bellissimo così.
Bellissimo così.
Bellissimo.
Di solito cosa faccio, quando scrivo il testo di una canzone che mi piace in particolar modo, evidenzio per mezzo del "grassetto", le parti che più descrivono il mio stato...ma cazzo questa l'ha scritta per me. Per questo periodo di merda/bellissimo. Quindi ok il grassetto, ma per alcune parti ci vuole il grassetto corsivo e una misura maggiore.
Ps: il 3 luglio è qui...lo sento già nell'aria.
ma con un principio da difendere.
Conto a pieno su noi, è bellissimo così.
Meglio tardi che mai, ascoltami.
Posso essere io l'occasione che aspetti da una vita, ed io sarò di più,
io sarò la certezza che chiedevi tu.
E' innegabile che da quando tu mi vuoi punto tutto su noi, sorprendimi.
Lascia il tuo passato com'è e porta il meglio da me del tuo presente.
Spezza le parole di chi non ti ama e ti dice "sì", non è sufficiente
e lasciati guardare un po' di più, come un bagliore
e splendi di rivoluzione tu...bellissimo così.
Vieni a me come sei, fallo immediatamente e non voltarti mai.
L'essenziale l'hai tu, lo nascondi ai miei occhi ma vale di più.
Sei perfetto così, coi tuoi denti lucidi.
Punto e capo da qui.
Ascoltami.
Lascia il tuo passato com'è, lo porterai insieme a me nel tuo presente.
Mezza vita è molto per chi ti vuole e ti dice "sì", e lo fa per sempre
e lasciati ammirare un po' di più, senza pudore
e provochi la mia reazione tu...bellissimo così.
Sono trasparente lo sai, io quando parlo di noi, quasi indecente.
Canto sottovoce ma c'è un sole dentro di me, così prepotente
e lasciati guardare un po' di più, come un bagliore
e splendi di rivoluzione tu...bellissimo così.
Bellissimo così.
Bellissimo.
Di solito cosa faccio, quando scrivo il testo di una canzone che mi piace in particolar modo, evidenzio per mezzo del "grassetto", le parti che più descrivono il mio stato...ma cazzo questa l'ha scritta per me. Per questo periodo di merda/bellissimo. Quindi ok il grassetto, ma per alcune parti ci vuole il grassetto corsivo e una misura maggiore.
Ps: il 3 luglio è qui...lo sento già nell'aria.
Non è possibile. Cazzo non è possibile.
Non è bastato aver affrontato i due mesi più difficili della mia vita, non è bastato cercare il più possibile di non lamentarmi per tutta la merda che mi ha circondato fino ad oggi. Non basta ringraziare ogni giorno il Signore per avermi sempre salvato il culo e per aver permesso che le cose stiano andando meglio. Non è bastato l'aver annullato la mia vita per amore, non è bastato arrivare al punto di scusarmi in ginocchio con persone troppo importanti della mia vita per il fatto di averle trascurate di brutto. No, non basta cazzo! E non basta il fatto che 'sta cazzo di idrosadenite di merda mi sia tornata...di nuovo e c'ho l'ascella destra che, figa, se me la segassero sentirei meno male! Porca troiaaaaa! Non basta niente di tutto questo!
Devo anche fare queste figure di merda, porca troia!!! Porca troia ho un nervoso dentro che devo scaricare altrimenti non so come va a finire. Ma figa che cazzo c'hai nel cervello?????????????????? Porca puttana una quindicenne!!! Sei una quindicenne di merda! Io non ti sopporto piùùùùùùù cazzo! Ti voglio bene tanto quanto non ti sopporto! Che figure di merda mi fai fare?? Che vita di merda mi stai facendo fare? VAFFANCULO, VAFFANCULOOOOOOOOOO.
Non è bastato aver affrontato i due mesi più difficili della mia vita, non è bastato cercare il più possibile di non lamentarmi per tutta la merda che mi ha circondato fino ad oggi. Non basta ringraziare ogni giorno il Signore per avermi sempre salvato il culo e per aver permesso che le cose stiano andando meglio. Non è bastato l'aver annullato la mia vita per amore, non è bastato arrivare al punto di scusarmi in ginocchio con persone troppo importanti della mia vita per il fatto di averle trascurate di brutto. No, non basta cazzo! E non basta il fatto che 'sta cazzo di idrosadenite di merda mi sia tornata...di nuovo e c'ho l'ascella destra che, figa, se me la segassero sentirei meno male! Porca troiaaaaa! Non basta niente di tutto questo!
Devo anche fare queste figure di merda, porca troia!!! Porca troia ho un nervoso dentro che devo scaricare altrimenti non so come va a finire. Ma figa che cazzo c'hai nel cervello?????????????????? Porca puttana una quindicenne!!! Sei una quindicenne di merda! Io non ti sopporto piùùùùùùù cazzo! Ti voglio bene tanto quanto non ti sopporto! Che figure di merda mi fai fare?? Che vita di merda mi stai facendo fare? VAFFANCULO, VAFFANCULOOOOOOOOOO.
mercoledì 6 maggio 2009
Ciao.
Domanda retoricissima: dov'ero rimasta? Ah sì (quanto sono falsa oggi lo sa solo Dio), al punto in cui raccontavo di aver commesso una gran cazzata.
[...]
Mi rendo conto, però, di aver fatto una gran cazzata. Perchè? Perchè, porca MISERIACCIA, come figa pretendo di presentarmi al Diavolo in persona con un qualcosa che di un programma ha solo le sembianze delle sembianze? Voglio dire, l'ho riportato tutto, interamente, senza dimenticare una virgola, mi sono consumata le mani e il cervello (anche per copiare ci vuole tanto tanto cervello ed io quel che è rimasto di lui l'ho utilizzato tutto) e quindi ok...ma cazzo proprio in matita e in modo così disordinato e confuso dovevo farlo? Ma quanto sono cogliona da uno a dieci? Mi meriterei la lode, almeno in questo. Come cazzofigadimulo pretendo di "concordare" il programma con uno schifido straccio di (appunto) programma? Penso, rifletto e mi viene in mente che se entrassi con cotanta merda in mano avrei potuto dire "addio per sempre" alla mia incasinata vita. Così restituisco il cazzo di programma alla ricciolozza spiona e ripeto tra me e me: "Fe, cazzo dai. Ce la puoi fare a (ri)(ri)copiarlo di nuovo in bellissima, anzi splendida copia."
E mentre quell'essere inutile, lussurioso e patetico di Gigi D'Alessio canta nella mia mente "Maaai, non mollare maaai", dall'aula infernale esce il fidanzatino, seguito da Cerbero che dice:
- A chi tocca??? Forza, su!
La biondina ex muta al mio fianco dice:
- Tocca a me
Ed il sottotesto del suo testo "tocca a me" è evidente che è "se proprio devo. Cazzo quanto sono maledettamente sfigata a laurearmi proprio mentre la mia relatrice è rimasta incinta. Troia pure lei. Fanculo, spero che affronti un parto pesante, molto doloroso e costellato di emorroidi".
La prof dice qualcosa del tipo:
- Ah, uff...è lei. Entri.
Entra.
Rimaniamo solo la ricciolozza, io e il mio quadernino pateticamente piccolo e verde.
Ed il mio pennarellino inesorabilmente ROSSO (perchè di penne rigorosamente normali ne avevo ben due nella borsa ma non sia mai che per una volta io faccia qualcosa di normale. Ancora oggi mi chiedo il perchè. Perchè cazzo non ho usato la penna? Boh, comunque poco male).
Tempo settecento urli, quattromila scurrilità a proposito dell'ignoranza degli studenti, diciotto imprecazioni per il fatto di aver scritto una tesi(na) di merda e soprattutto per le migliaia di ripetizioni del nome dello stesso autore ad ogni riga (stile spiegazioni della mia, all'epoca, prof di "Storia della stampa e dell'editoria" quando nominava Aldo Manuzio ad ogni respiro, chiamandolo però semplicemente Aldo) (peraltro l'esame più bello che io abbia mai sostenuto, anzi credo sia stato l'unico veramente bello, ad eccezione forse di "Letteratura inglese" che però ha perso numerosi punti data la sua lunghezza infinita), finisco di (ri)(ri)copiare il programma.
In men che non si dica, tocca alla ricciolozza.
Ci guardiamo. Entra.
La ricciolozza viene aggredita. Viene aggredita perchè dice "le ho scritto un'email qualche giorno fa, se la ricorda?" e la prof le risponde gridando "io ricevo un migliaio di email al mese, ho il computer che ESPLODE di email, ho ricerche da fare, congressi a cui presenziare, e lei mi chiede se io mi ricordi la sua email??????????????? Secondo lei, consciamente, io posso ricordarmi la sua email????????????????????? Dov'è il testo della sua email???? Dov'è????"
Viene aggredita perchè dice "io sinceramente avrei voluto fare...". La prof la guarda, diventa verde in faccia, i suoi capelli da bianchi diventano fucsia e grida "non mi interessa quello che avrebbe voluto fare!!! Non mi interessa!!! Mi interessa, e neanche poi così tanto, quello che vuole fare!!! Non mi faccia perdere tempo!".
Così nella mia mente vedo "opzioni sopravvivenza, cancellare la voce: uso del condizionale".
Ok.
Tocca a me.
Esce la ricciolozza, ci lanciamo l'ultimo sguardo, di terrore da parte sua, ed esce il diavoletto.
- A chi tocca???????????
Ed io:
- A me!
Mi guarda. Mi guarda e mi dice:
- No, tu no.
Si avvia verso il corridoio adiacente a quello in cui c'è la sottoscritta avente una faccia sbalordita che sottolinea uno stato tra l'incazzato e lo scazzato e dice:
- Ohh salve, entri lei, venga, venga.
Mi guarda e mi dice:
- Sento un attimo questa ragazza e poi tocca a lei.
- Va bene.
Sì ma vaffanculo.
Ok, è una cosa di pochi minuti, perchè escono sia l'abusiva che la prof, che mi urla:
- Prego!!!
Entro. Mi siedo. Dico:
- Salve, io sono qui per concordare il programma per l'esame.
La prof comincia a diventare viola in viso e dice:
- Dov'è il programma??????????????????????????????????????
Ed io:
- A casa, sulla scrivania. Ma aspetti! Ce l'ho qui, l'ho copiato qua fuori nell'attesa del colloquio su questo mio quadernino, guardi, è qui! E' scritto bene!
Lei mi guarda. Da viola torna rosa. L'espressione si addolcisce. Non credo i miei occhi. Siamo 1 a zero. Prende in mano il quadernino. Lo guarda. Mi guarda. Mi dice:
- Lei veramente ha fatto questo? Lei veramente si è copiata il programma su qui mentre aspettava fuori?
- Sì, la ragazza che è entrata prima di me è stata così gentile da prestarmelo, fantastico no?
- Lei veramente s'è copiata l'intero programma qui?
Comincio ad agitarmi. Penso a mia mamma, a quando mi dice di portarmi dietro i documenti sempre, anche quando penso che non servano. Poi mi viene in mente la nuova collezione primavera/estate di Motivi, ma non so perchè.
Allora fa una cosa che mi spiazza completamente. MI PRENDE IL BRACCIO (immediatamente penso che sia in procinto di picchiarmi di bestia) e mi dice a bassa voce:
- Devo averle fatto proprio paura, vero?
- Sinceramente un po' sì.
SORRIDE e dice:
- Mi hai sentita urlare???
- Certo che l'ho sentita, la porta era aperta e credo che se anche fosse stata chiusa non avrebbe fatto differenza.
- Io sono così, sono cattiva di natura.
Mi viene fuori una frase del tutto fuori luogo, come mi accade sempre quando mi prendono in contropiede e non so cosa dire, che assomiglia ad un "ma no, dai".
Torna seria e mi dice:
- Allora, lei cosa aveva in mente di preparare?
- Beh, io avevo in mente questo e questo, solo che poi le ho mandato una mail, che ovviamente non si ricorderàààà perchè gliene arrivano tantissime, alla quale lei mi ha risposto bocciando i libri che avevo proposto.
SORRIDE di nuovo e dice:
- L'ho davvero terrorizzata mentre era là fuori!
Sorrido anch'io. E dice:
- No, ad esempio questo testo non è che gliel'ho bocciato, è che davvero richiede una preparazione filosofica non indifferente.
- Ah.
- Lei cosa fa?
- Beh, io filosofia l'ho fatta alle superiori, ma non posso dire di avere una preparazione tale da...
- Sì, ma lei cosa fa adesso?
Stavo per risponderle "lavoro e studio" quando per fortuna di Dio ha continuato dicendo:
- Di quale corso di laurea è?
- Lettere. Lettere moderne.
- Indirizzo?
Io, abituata a dire sempre "l'ultimo della lista" non so che cazzo dire, e le dico qualcosa tipo:
- Quello più moderno...
Per fortuna non si incazza e mi dice, rimanendo sul concentrato andante:
- Ah ok, allora mi prepari questo, che vale due letture, e questo.
- Ok! Aspetti che ci affianco una "x" (e lo faccio nonostante il quadernino continuasse ad averlo in mano lei)
- Del secondo, di questo, mi prepara benissimo la storia dell'autore e all'esame me lo dovrà contestualizzare. Lei conosce questo splendido autore?
- Veramente no.
S'infoia. Si sta per incazzare di bestia. Grida:
- Ignoranti! Studenti tutti ignoranti!!!!! Come fa a non conoscerlo? E (non mi ricordo il nome) lo conosce?
- Se devo essere sincera...no....
- Ma insomma!!!! Ma lei legge?????
- Poco...molto poco...
- Voi giovani non leggete più niente!!!!! Siete tutti degli ignoran............
- Aspetti! No, ma aspetti! Io amo scrivere...non amo particolarmente leggere ma adoro scrivere!
Si addolcisce. Accenna un sorriso. Mostra un'espressione quasi interessata e dice:
- Scrive? E' una romanziera???
- No, beh...non mi definirei una romanziera...però ho scritto un libro. Un libro adolescenziale, pieno di paranoie e stati d'animo tipici dell'adolescenza. E da un po' di tempo ne ho iniziato un altro un po' meno morboso.
Sorride. Ma sorride di brutto eh.
E mi dice:
- Ok, tornando al programma, lei deve leggere attentamente questo libro e soprattutto deve leggersi la storia dell'autore, la sua vita, il suo pensiero! E me lo deve raccontare eccellentemente. Ha un'impronta molto più letteraria che storica. Dovrà sapermi raccontare con parole eccezionali che cosa ne pensa e dovrà ricostruirmi in maniera eccellente il pensiero dell'autore e ciò che ha scritto, chiaro?
- Beh...io non sono un gran che brava con le parole, anzi direi proprio che nel linguaggio orale sono pessima.
- No, non si butti giù, non sarà pessima.
- Lo sarò, vedrà.
- No, non lo sarà! All'esame non lo sarà!!!
(figa ok c'hai ragione ma non ti incazzare)
Ed io le dico, in un tono che parrebbe quasi quasi confidenziale:
- Facciamo una scommessa?
Intanto ci avviamo verso l'uscita (ci manca solo che ci prendessimo per mano)
- Me lo saprà spiegare molto bene. E non abbia paura di me, non deve. Io sono cattiva, molto cattiva di natura con tutti gli studenti, è una cosa più forte di me! Ma non deve aver paura.
- Ok...allora ci vediamo all'esame!
- Sì. (Mi sbologna alla grande) Il prossimo chi è????
Fantastica. Sono uscita dal dipartimento con un sorriso a 74 denti. Mi è piaciuta. Io l'ho fatta ridere. E più di una volta. Non è il Diavolo. Sono loro che sono facce da culo che si fanno mettere sotto i piedi. Non appena vede che le rispondi è contenta. Parola chiave: rispondere sempre.
P.s.: a un certo punto del colloquio, adesso che mi viene in mente, mi ha fatto anche notare come non avessi utilizzato il corsivo per i titoli dei libri, ma che invece avessi scritto tutto in maiuscolo. Cioè, rendiamoci conto, questa è il mio idolo.
Domanda retoricissima: dov'ero rimasta? Ah sì (quanto sono falsa oggi lo sa solo Dio), al punto in cui raccontavo di aver commesso una gran cazzata.
[...]
Mi rendo conto, però, di aver fatto una gran cazzata. Perchè? Perchè, porca MISERIACCIA, come figa pretendo di presentarmi al Diavolo in persona con un qualcosa che di un programma ha solo le sembianze delle sembianze? Voglio dire, l'ho riportato tutto, interamente, senza dimenticare una virgola, mi sono consumata le mani e il cervello (anche per copiare ci vuole tanto tanto cervello ed io quel che è rimasto di lui l'ho utilizzato tutto) e quindi ok...ma cazzo proprio in matita e in modo così disordinato e confuso dovevo farlo? Ma quanto sono cogliona da uno a dieci? Mi meriterei la lode, almeno in questo. Come cazzofigadimulo pretendo di "concordare" il programma con uno schifido straccio di (appunto) programma? Penso, rifletto e mi viene in mente che se entrassi con cotanta merda in mano avrei potuto dire "addio per sempre" alla mia incasinata vita. Così restituisco il cazzo di programma alla ricciolozza spiona e ripeto tra me e me: "Fe, cazzo dai. Ce la puoi fare a (ri)(ri)copiarlo di nuovo in bellissima, anzi splendida copia."
E mentre quell'essere inutile, lussurioso e patetico di Gigi D'Alessio canta nella mia mente "Maaai, non mollare maaai", dall'aula infernale esce il fidanzatino, seguito da Cerbero che dice:
- A chi tocca??? Forza, su!
La biondina ex muta al mio fianco dice:
- Tocca a me
Ed il sottotesto del suo testo "tocca a me" è evidente che è "se proprio devo. Cazzo quanto sono maledettamente sfigata a laurearmi proprio mentre la mia relatrice è rimasta incinta. Troia pure lei. Fanculo, spero che affronti un parto pesante, molto doloroso e costellato di emorroidi".
La prof dice qualcosa del tipo:
- Ah, uff...è lei. Entri.
Entra.
Rimaniamo solo la ricciolozza, io e il mio quadernino pateticamente piccolo e verde.
Ed il mio pennarellino inesorabilmente ROSSO (perchè di penne rigorosamente normali ne avevo ben due nella borsa ma non sia mai che per una volta io faccia qualcosa di normale. Ancora oggi mi chiedo il perchè. Perchè cazzo non ho usato la penna? Boh, comunque poco male).
Tempo settecento urli, quattromila scurrilità a proposito dell'ignoranza degli studenti, diciotto imprecazioni per il fatto di aver scritto una tesi(na) di merda e soprattutto per le migliaia di ripetizioni del nome dello stesso autore ad ogni riga (stile spiegazioni della mia, all'epoca, prof di "Storia della stampa e dell'editoria" quando nominava Aldo Manuzio ad ogni respiro, chiamandolo però semplicemente Aldo) (peraltro l'esame più bello che io abbia mai sostenuto, anzi credo sia stato l'unico veramente bello, ad eccezione forse di "Letteratura inglese" che però ha perso numerosi punti data la sua lunghezza infinita), finisco di (ri)(ri)copiare il programma.
In men che non si dica, tocca alla ricciolozza.
Ci guardiamo. Entra.
La ricciolozza viene aggredita. Viene aggredita perchè dice "le ho scritto un'email qualche giorno fa, se la ricorda?" e la prof le risponde gridando "io ricevo un migliaio di email al mese, ho il computer che ESPLODE di email, ho ricerche da fare, congressi a cui presenziare, e lei mi chiede se io mi ricordi la sua email??????????????? Secondo lei, consciamente, io posso ricordarmi la sua email????????????????????? Dov'è il testo della sua email???? Dov'è????"
Viene aggredita perchè dice "io sinceramente avrei voluto fare...". La prof la guarda, diventa verde in faccia, i suoi capelli da bianchi diventano fucsia e grida "non mi interessa quello che avrebbe voluto fare!!! Non mi interessa!!! Mi interessa, e neanche poi così tanto, quello che vuole fare!!! Non mi faccia perdere tempo!".
Così nella mia mente vedo "opzioni sopravvivenza, cancellare la voce: uso del condizionale".
Ok.
Tocca a me.
Esce la ricciolozza, ci lanciamo l'ultimo sguardo, di terrore da parte sua, ed esce il diavoletto.
- A chi tocca???????????
Ed io:
- A me!
Mi guarda. Mi guarda e mi dice:
- No, tu no.
Si avvia verso il corridoio adiacente a quello in cui c'è la sottoscritta avente una faccia sbalordita che sottolinea uno stato tra l'incazzato e lo scazzato e dice:
- Ohh salve, entri lei, venga, venga.
Mi guarda e mi dice:
- Sento un attimo questa ragazza e poi tocca a lei.
- Va bene.
Sì ma vaffanculo.
Ok, è una cosa di pochi minuti, perchè escono sia l'abusiva che la prof, che mi urla:
- Prego!!!
Entro. Mi siedo. Dico:
- Salve, io sono qui per concordare il programma per l'esame.
La prof comincia a diventare viola in viso e dice:
- Dov'è il programma??????????????????????????????????????
Ed io:
- A casa, sulla scrivania. Ma aspetti! Ce l'ho qui, l'ho copiato qua fuori nell'attesa del colloquio su questo mio quadernino, guardi, è qui! E' scritto bene!
Lei mi guarda. Da viola torna rosa. L'espressione si addolcisce. Non credo i miei occhi. Siamo 1 a zero. Prende in mano il quadernino. Lo guarda. Mi guarda. Mi dice:
- Lei veramente ha fatto questo? Lei veramente si è copiata il programma su qui mentre aspettava fuori?
- Sì, la ragazza che è entrata prima di me è stata così gentile da prestarmelo, fantastico no?
- Lei veramente s'è copiata l'intero programma qui?
Comincio ad agitarmi. Penso a mia mamma, a quando mi dice di portarmi dietro i documenti sempre, anche quando penso che non servano. Poi mi viene in mente la nuova collezione primavera/estate di Motivi, ma non so perchè.
Allora fa una cosa che mi spiazza completamente. MI PRENDE IL BRACCIO (immediatamente penso che sia in procinto di picchiarmi di bestia) e mi dice a bassa voce:
- Devo averle fatto proprio paura, vero?
- Sinceramente un po' sì.
SORRIDE e dice:
- Mi hai sentita urlare???
- Certo che l'ho sentita, la porta era aperta e credo che se anche fosse stata chiusa non avrebbe fatto differenza.
- Io sono così, sono cattiva di natura.
Mi viene fuori una frase del tutto fuori luogo, come mi accade sempre quando mi prendono in contropiede e non so cosa dire, che assomiglia ad un "ma no, dai".
Torna seria e mi dice:
- Allora, lei cosa aveva in mente di preparare?
- Beh, io avevo in mente questo e questo, solo che poi le ho mandato una mail, che ovviamente non si ricorderàààà perchè gliene arrivano tantissime, alla quale lei mi ha risposto bocciando i libri che avevo proposto.
SORRIDE di nuovo e dice:
- L'ho davvero terrorizzata mentre era là fuori!
Sorrido anch'io. E dice:
- No, ad esempio questo testo non è che gliel'ho bocciato, è che davvero richiede una preparazione filosofica non indifferente.
- Ah.
- Lei cosa fa?
- Beh, io filosofia l'ho fatta alle superiori, ma non posso dire di avere una preparazione tale da...
- Sì, ma lei cosa fa adesso?
Stavo per risponderle "lavoro e studio" quando per fortuna di Dio ha continuato dicendo:
- Di quale corso di laurea è?
- Lettere. Lettere moderne.
- Indirizzo?
Io, abituata a dire sempre "l'ultimo della lista" non so che cazzo dire, e le dico qualcosa tipo:
- Quello più moderno...
Per fortuna non si incazza e mi dice, rimanendo sul concentrato andante:
- Ah ok, allora mi prepari questo, che vale due letture, e questo.
- Ok! Aspetti che ci affianco una "x" (e lo faccio nonostante il quadernino continuasse ad averlo in mano lei)
- Del secondo, di questo, mi prepara benissimo la storia dell'autore e all'esame me lo dovrà contestualizzare. Lei conosce questo splendido autore?
- Veramente no.
S'infoia. Si sta per incazzare di bestia. Grida:
- Ignoranti! Studenti tutti ignoranti!!!!! Come fa a non conoscerlo? E (non mi ricordo il nome) lo conosce?
- Se devo essere sincera...no....
- Ma insomma!!!! Ma lei legge?????
- Poco...molto poco...
- Voi giovani non leggete più niente!!!!! Siete tutti degli ignoran............
- Aspetti! No, ma aspetti! Io amo scrivere...non amo particolarmente leggere ma adoro scrivere!
Si addolcisce. Accenna un sorriso. Mostra un'espressione quasi interessata e dice:
- Scrive? E' una romanziera???
- No, beh...non mi definirei una romanziera...però ho scritto un libro. Un libro adolescenziale, pieno di paranoie e stati d'animo tipici dell'adolescenza. E da un po' di tempo ne ho iniziato un altro un po' meno morboso.
Sorride. Ma sorride di brutto eh.
E mi dice:
- Ok, tornando al programma, lei deve leggere attentamente questo libro e soprattutto deve leggersi la storia dell'autore, la sua vita, il suo pensiero! E me lo deve raccontare eccellentemente. Ha un'impronta molto più letteraria che storica. Dovrà sapermi raccontare con parole eccezionali che cosa ne pensa e dovrà ricostruirmi in maniera eccellente il pensiero dell'autore e ciò che ha scritto, chiaro?
- Beh...io non sono un gran che brava con le parole, anzi direi proprio che nel linguaggio orale sono pessima.
- No, non si butti giù, non sarà pessima.
- Lo sarò, vedrà.
- No, non lo sarà! All'esame non lo sarà!!!
(figa ok c'hai ragione ma non ti incazzare)
Ed io le dico, in un tono che parrebbe quasi quasi confidenziale:
- Facciamo una scommessa?
Intanto ci avviamo verso l'uscita (ci manca solo che ci prendessimo per mano)
- Me lo saprà spiegare molto bene. E non abbia paura di me, non deve. Io sono cattiva, molto cattiva di natura con tutti gli studenti, è una cosa più forte di me! Ma non deve aver paura.
- Ok...allora ci vediamo all'esame!
- Sì. (Mi sbologna alla grande) Il prossimo chi è????
Fantastica. Sono uscita dal dipartimento con un sorriso a 74 denti. Mi è piaciuta. Io l'ho fatta ridere. E più di una volta. Non è il Diavolo. Sono loro che sono facce da culo che si fanno mettere sotto i piedi. Non appena vede che le rispondi è contenta. Parola chiave: rispondere sempre.
P.s.: a un certo punto del colloquio, adesso che mi viene in mente, mi ha fatto anche notare come non avessi utilizzato il corsivo per i titoli dei libri, ma che invece avessi scritto tutto in maiuscolo. Cioè, rendiamoci conto, questa è il mio idolo.
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