Today non è solo il compleanno dell'amore della mia vita.
E' anche il compleanno di questo coso.
Questa notte mi sarò addormentata su per giù verso le quattro.
Quel pirla che non è altro che l'uomo più bello della Terra, l'uomo che amo alla follia, era perdutamente ubriaco e continuava a telefonarmi. Qualcuno a 'sto punto potrebbe a ragione esclamare: "epperchè non hai spento il tuo bellissimo telefonino nuovo!?"...l'avrei anche fatto, ma qualcosa che assomigliava pericolosamente ad un'angosciante preoccupazione si è fatta sempre più strada nel mio piccolo cervello sobrio, non potevo spegnerlo. Il problema è che nel momento in cui ho sentito mia mamma smettere di russare sonoramente, mi sono sentita in colpa per tutto il casino provocato tra la suoneria, il rispondere ed il precipitarmi in sala per parlare.
Ad ogni modo sono qui, al lavoro, ad un tantino così dalla fase REM (strano).
E mentre ero in macchina per venire qui ho pensato a come due anni fa l'ho raccolto come un gatto e l'ho portato con me quando l'ho trovato all'angolo coi pugni chiusi, con le spalle contro il muro pronto a difendersi e con gli occhi bassi stava in fila con i disillusi.
Poi è andata avanti, così quasi per gioco. Quando poi ho iniziato a credere che potesse di nuovo funzionare, che qualcosa di bello sarebbe potuto rinascere, qualcuno mi ha dato della matta, qualcuno non ci credeva. Ed è andata avanti ancora, così senza nè alti nè bassi, coppia free senza menate e sbattOOni alcuni. E poi boh, di nuovo a fare sul serio. E quello che c'era è tornato. Sia le cose brutte che le cose belle.
Questa è la danza del serpente che vien giù dal monte per ritrovare la sua coda che ha perduto un dì. Ma dimmi un po'... Questa non è stata altro che la colonna sonora di questa notte. Forse perchè ultimamente mi sono scimmiata come non mai con Snake III? E poi forse perchè lunedì mattina rivedo la mia cucciolina sacrosanta?
Patata.
Io non sono nessuno, anche se spesso mi sento qualcuno. Oppure a volte sono qualcuno, anche se spesso mi sento nessuno.
sabato 23 agosto 2008
A prescindere dal fatto che un tempo mi piaceva iniziare i miei post con "a prescindere dal fatto", oggi è il 23 agosto.
E a prescindere dal fatto che ammiro molto me stessa per esser stata in grado di presentarmi in orario al lavoro questa settimana 6 giorni su 6 e di essere giunta ad oggi stanca ma felice di essere finalmente cosciente che oggi è il 23 di agosto, ho un po' $onno.
Ho passato tutti i miei brevi 5 minuti del momentocaffèprimadiaprirementresicaricailcomputer a lamentarmi insieme ad una delle mie due seconde mamme del bar qui di fianco, che amano chiamarmi "stellina", a proposito di quanto non ci sia in giro nessuno. In una mano aveva la mia tazzina, nell'altra una lametta Bic.
Ad ogni modo ho superato le 780 lettere e sono ancor più fiera di me stessa.
Mi manca inverosimilmente, ma oggi è il 23 agosto.
Fra una settimana esattissima è il suo compleanno e devo ancora andare al 48 a comprargli quella cazzo di maglietta di RonaldiGNO, RonaldiGNO soprattutto però. Tanto, che cazzo me ne frega, in Puglia gli ho preso tanti di quei regali regalini regalucci che sono a posto per i prossimi settantotto anni e una settimana, se Dio non avrà già avuto la folle idea di voler avermi con sè.
A proposito, ieri mi sono intenerita a guardare al telegiornale le due vecchiette gemelle centenarie. Brave.
Mancano pochissime ore.
Mancano pochissime ore.
Mancano pochissime ore.
Chissà poi quanto cazzo sarà bello, perchè è già stupendo di suo, figuriamoci negro e rilassato grazie al fatto di non avermi avuta tra i piedi per tutto questo tempo.
Ma c'è un ma che oscura la felicità: quando si torna da una vacanza, ci mancano sempre le persone con la quale la si è passata.
Allora spero che sia insensibile anche questa volta.
E a prescindere dal fatto che ammiro molto me stessa per esser stata in grado di presentarmi in orario al lavoro questa settimana 6 giorni su 6 e di essere giunta ad oggi stanca ma felice di essere finalmente cosciente che oggi è il 23 di agosto, ho un po' $onno.
Ho passato tutti i miei brevi 5 minuti del momentocaffèprimadiaprirementresicaricailcomputer a lamentarmi insieme ad una delle mie due seconde mamme del bar qui di fianco, che amano chiamarmi "stellina", a proposito di quanto non ci sia in giro nessuno. In una mano aveva la mia tazzina, nell'altra una lametta Bic.
Ad ogni modo ho superato le 780 lettere e sono ancor più fiera di me stessa.
Mi manca inverosimilmente, ma oggi è il 23 agosto.
Fra una settimana esattissima è il suo compleanno e devo ancora andare al 48 a comprargli quella cazzo di maglietta di RonaldiGNO, RonaldiGNO soprattutto però. Tanto, che cazzo me ne frega, in Puglia gli ho preso tanti di quei regali regalini regalucci che sono a posto per i prossimi settantotto anni e una settimana, se Dio non avrà già avuto la folle idea di voler avermi con sè.
A proposito, ieri mi sono intenerita a guardare al telegiornale le due vecchiette gemelle centenarie. Brave.
Mancano pochissime ore.
Mancano pochissime ore.
Mancano pochissime ore.
Chissà poi quanto cazzo sarà bello, perchè è già stupendo di suo, figuriamoci negro e rilassato grazie al fatto di non avermi avuta tra i piedi per tutto questo tempo.
Ma c'è un ma che oscura la felicità: quando si torna da una vacanza, ci mancano sempre le persone con la quale la si è passata.
Allora spero che sia insensibile anche questa volta.
giovedì 21 agosto 2008
Sono fermamente convinta che questi qui siano i giorni più pallosi di tutti i miei 21 anni e mezzo.
Fino a ieri è stato anche vomitevolmente piacevole, dato che le giornate di lunedì martedì e mercoledì mi hanno vista totalmente impegnata ad impostare, stampare ed imbustare lettere, ficcandole poi nel culo dello scatolone, ma oggi che ho finito buste e carta intestata sto pensando bene di suicidarmi. Effettivamente qualcosa da fare ce l'avrei e si chiama Libro Di Letteratura, che è qui di fianco a me aperto, insignificante.
Non riesco a studiare col pensiero fisso di lui nella testa. Tutti mi dicono che dai cazzo manca poco, ma nessuno pensa a tutto il tempo che è passato.
Ma almeno una cosa l'ho capita: basta vacanze separate. Basta dire "lo vedo tutti i giorni tutto l'anno, ci fa bene staccare", ci fa bene staccare il cazzo, forse ci fa bene staccare per una settimana, forse due, ma non per quasi un mese. Eh figa. Che poi più si avvicina il suo ritorno più le ore sembrano rallentare. Ma questo è un classico, credo sia una parallela della legge della relatività.
Nel frattempo con la cliente di cinque minuti fa ho finalmente capito che probabilmente è meglio che non spiattelli in faccia ad ogni cliente il fatto che mio papà col kit di ricarica fai da te mi ha rifatto il muro della cameretta, sottolineando $empre che adesso è a pois, perchè nessuno li compra più ed è uno scaffale in più da spolverare. A proposito, credo di essermi presa la scabbia ripulendo il negozio rimasto chiuso una settimana, in pausa penso che andrò all'ospedale per fare qualche esame.
E penso a ieri, quando una tizia inglese mi ha fermato e mi ha chiesto "Sorry, a mail box?" ed io le ho risposto di andare avanti dritto per un centinaio di metri e di chiedere lì, straconvinta che cercasse il "mail boxes etc" e quando, raddrizzando lo sguardo proprio verso l'altro lato della strada, ho notato la cassetta dove si imbuca la posta (più vicina a me che di più non si sarebbe potuto), mi sono sentita uno stronzo di merda appena cagato dopo un lughissimo periodo di snervante stitichezza.
Devo ammettere che mi diverto non poco ad osservare poco prima dell'orizzonte i vigili appostati qui di fronte che fermano con la paletta una macchina a caso ogni quattro che passano, chiedendo patente e libretto ma senza riflettere sul fatto che, magari, facendo saltar giù le passeggere dal sedile, con ogni probabilità si farebbero un po' di soldi dal momento che siamo in estate e che io, personalmente, amo guidare con le infradito $empre. Hanno potere, ma grazie a Dio sono deficienti.
Ah, dimenticavo: Marta, Marta, Marta.
Fino a ieri è stato anche vomitevolmente piacevole, dato che le giornate di lunedì martedì e mercoledì mi hanno vista totalmente impegnata ad impostare, stampare ed imbustare lettere, ficcandole poi nel culo dello scatolone, ma oggi che ho finito buste e carta intestata sto pensando bene di suicidarmi. Effettivamente qualcosa da fare ce l'avrei e si chiama Libro Di Letteratura, che è qui di fianco a me aperto, insignificante.
Non riesco a studiare col pensiero fisso di lui nella testa. Tutti mi dicono che dai cazzo manca poco, ma nessuno pensa a tutto il tempo che è passato.
Ma almeno una cosa l'ho capita: basta vacanze separate. Basta dire "lo vedo tutti i giorni tutto l'anno, ci fa bene staccare", ci fa bene staccare il cazzo, forse ci fa bene staccare per una settimana, forse due, ma non per quasi un mese. Eh figa. Che poi più si avvicina il suo ritorno più le ore sembrano rallentare. Ma questo è un classico, credo sia una parallela della legge della relatività.
Nel frattempo con la cliente di cinque minuti fa ho finalmente capito che probabilmente è meglio che non spiattelli in faccia ad ogni cliente il fatto che mio papà col kit di ricarica fai da te mi ha rifatto il muro della cameretta, sottolineando $empre che adesso è a pois, perchè nessuno li compra più ed è uno scaffale in più da spolverare. A proposito, credo di essermi presa la scabbia ripulendo il negozio rimasto chiuso una settimana, in pausa penso che andrò all'ospedale per fare qualche esame.
E penso a ieri, quando una tizia inglese mi ha fermato e mi ha chiesto "Sorry, a mail box?" ed io le ho risposto di andare avanti dritto per un centinaio di metri e di chiedere lì, straconvinta che cercasse il "mail boxes etc" e quando, raddrizzando lo sguardo proprio verso l'altro lato della strada, ho notato la cassetta dove si imbuca la posta (più vicina a me che di più non si sarebbe potuto), mi sono sentita uno stronzo di merda appena cagato dopo un lughissimo periodo di snervante stitichezza.
Devo ammettere che mi diverto non poco ad osservare poco prima dell'orizzonte i vigili appostati qui di fronte che fermano con la paletta una macchina a caso ogni quattro che passano, chiedendo patente e libretto ma senza riflettere sul fatto che, magari, facendo saltar giù le passeggere dal sedile, con ogni probabilità si farebbero un po' di soldi dal momento che siamo in estate e che io, personalmente, amo guidare con le infradito $empre. Hanno potere, ma grazie a Dio sono deficienti.
Ah, dimenticavo: Marta, Marta, Marta.
mercoledì 20 agosto 2008
Una cosa è certa: oggi è arrivata la notizia che molto presto la mia e la tua si divertiranno in egual modo a guardarci da lassù.
E un po' ti invidio perchè i ricordi che ho di lei, i baci, gli abbracci, le caramelle comprate per zittire i miei capricci, i vizi, le favole, i sorrisi non sono tanti come quelli che ti porti dentro tu.
E mi fa stare male più questo che il fatto vero e proprio.
E impazzisco perchè se viene da piangere a me chissà che cosa porca troia stai provando tu.
Quello che di te ho dentro, non è altro che la filastrocca di un cavallo bello tondo, sedie sparse fuori da casa tua, qualche frisella e qualche nascondino che, solo il cazzo lo sa, vincevo sempre.
E un po' ti invidio perchè i ricordi che ho di lei, i baci, gli abbracci, le caramelle comprate per zittire i miei capricci, i vizi, le favole, i sorrisi non sono tanti come quelli che ti porti dentro tu.
E mi fa stare male più questo che il fatto vero e proprio.
E impazzisco perchè se viene da piangere a me chissà che cosa porca troia stai provando tu.
Quello che di te ho dentro, non è altro che la filastrocca di un cavallo bello tondo, sedie sparse fuori da casa tua, qualche frisella e qualche nascondino che, solo il cazzo lo sa, vincevo sempre.
martedì 19 agosto 2008
Ok dai, ma adesso basta.
Il prossimo cliente sfigato fancazzista che non ha nient'altro da fare che dar da mangiare alla sua stampante che entra e mi chiede "ma come mai niente ferie per te quest'anno?" giuro che lo sbatto fuori a calci in culo. Che palle Madonna santa provate voi a farvi due settimane al mare incessantemente 24 h su 24 con in faccia la crema 50 di giorno e la crema speciale di notte. Intanto, mentre tutti ridono di me, il mio splendido viso ride ancora di più perchè nel frattempo i suoi brufoli AFFITTUARI hanno tagliato la corda, lasciando un po' di macchioline, ma a quelle ci penseremo. In fondo ho evitato il sole per evitare di raccogliere tempesta poi, chiamatemi scema. E, ok ok, sull'altro 90 percento del mio corpo non ho messo la crema 50 e sono quasi bianca lo stesso ma che cazzo devo fare spararmi? (Sì.) Comunque è il sole della Puglia che non attacca, non è colpa mia, oh. Va beh che le altre sono nere e che personalmente amavo passare praticamente metà giornata di mare all'ombra, ma non era mica colpa mia se la sabbia scottava così tanto. Insomma, bella vacanza ma voto zero al sole, incessantemente alto e splendente nel cielo per due settimane ma che di me non ne ha proprio voluto sapere. Probabilmente ero talmente bianca che lo respingevo.
Ma quando torni...? Forse la domanda più retorica che sia mai stata posta in internet, dal momento che oramai al posto dell'occhio destro ho un 23 e al posto del sinistro possiedo uno 08.
Ieri mattina - e questa chi se la scorda - mi stavo preparando per venire in negozio, ed ho lanciato un'occhiatina al mio nuovo Too late, ricordando che schiacciando SET appare la data per un secondo nel formato americano, ovvero mese e giorno. Ebbene, prima che il mio cervello si fosse preparato al fatto che per far sì che si visualizzi la data bisogna appunto schiacciare SET prima di agitarsi, leggo ben distintamente "8 23" e per un momento ho pensato di svenire. Solo dopo mi sono accorta che tra l'8 e il 23 c'erano due bei puntini alla mo te spiego (questa la posso capire solo io e chi veniva alle medie insieme a me) e che quindi 8:23 non era altro che l'ora di quel momento.
Insomma credo che sto per impazzire. Ok che ventuno è il nostro numero, ma ventuno giorni sono troppi, anche per una che fa la figa come me.
Ah, al prossimo cliente che chiama solo per chiedermi se siamo aperti risponderò alla Ale e Franz, dicendo di no, che in realtà ho collegato la linea telefonica del negozio a quella del cellulare giusto così perchè mi piace trascorrere il tempo rispondendo a chiunque chiami.
Ma poorca miseria.
Il prossimo cliente sfigato fancazzista che non ha nient'altro da fare che dar da mangiare alla sua stampante che entra e mi chiede "ma come mai niente ferie per te quest'anno?" giuro che lo sbatto fuori a calci in culo. Che palle Madonna santa provate voi a farvi due settimane al mare incessantemente 24 h su 24 con in faccia la crema 50 di giorno e la crema speciale di notte. Intanto, mentre tutti ridono di me, il mio splendido viso ride ancora di più perchè nel frattempo i suoi brufoli AFFITTUARI hanno tagliato la corda, lasciando un po' di macchioline, ma a quelle ci penseremo. In fondo ho evitato il sole per evitare di raccogliere tempesta poi, chiamatemi scema. E, ok ok, sull'altro 90 percento del mio corpo non ho messo la crema 50 e sono quasi bianca lo stesso ma che cazzo devo fare spararmi? (Sì.) Comunque è il sole della Puglia che non attacca, non è colpa mia, oh. Va beh che le altre sono nere e che personalmente amavo passare praticamente metà giornata di mare all'ombra, ma non era mica colpa mia se la sabbia scottava così tanto. Insomma, bella vacanza ma voto zero al sole, incessantemente alto e splendente nel cielo per due settimane ma che di me non ne ha proprio voluto sapere. Probabilmente ero talmente bianca che lo respingevo.
Ma quando torni...? Forse la domanda più retorica che sia mai stata posta in internet, dal momento che oramai al posto dell'occhio destro ho un 23 e al posto del sinistro possiedo uno 08.
Ieri mattina - e questa chi se la scorda - mi stavo preparando per venire in negozio, ed ho lanciato un'occhiatina al mio nuovo Too late, ricordando che schiacciando SET appare la data per un secondo nel formato americano, ovvero mese e giorno. Ebbene, prima che il mio cervello si fosse preparato al fatto che per far sì che si visualizzi la data bisogna appunto schiacciare SET prima di agitarsi, leggo ben distintamente "8 23" e per un momento ho pensato di svenire. Solo dopo mi sono accorta che tra l'8 e il 23 c'erano due bei puntini alla mo te spiego (questa la posso capire solo io e chi veniva alle medie insieme a me) e che quindi 8:23 non era altro che l'ora di quel momento.
Insomma credo che sto per impazzire. Ok che ventuno è il nostro numero, ma ventuno giorni sono troppi, anche per una che fa la figa come me.
Ah, al prossimo cliente che chiama solo per chiedermi se siamo aperti risponderò alla Ale e Franz, dicendo di no, che in realtà ho collegato la linea telefonica del negozio a quella del cellulare giusto così perchè mi piace trascorrere il tempo rispondendo a chiunque chiami.
Ma poorca miseria.
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