lunedì 26 ottobre 2009

Io credevo che quella sorta di, mi si lasci passare il termine, "depressione" dopo aver lasciato un posto di lavoro, amato o odiato che sia stato, fosse una prerogativa esclusivamente dei pensionati o di persone che in quel posto ci hanno passato i loro anni, mi si lasci passare il termine, "migliori".
A quanto pare mi ero sbagliata.
Sarà che sto uscendo da un relativamente lungo periodo (tre giorni) di influenza (sono riuscita a raggiungere i 39,5), non lo so, so solo che oggi è stata una giornata no.

Avevo una gran voglia, una voglia matta di scrivere. Questo una ventina di minuti fa.
Poi mia mamma, direttamente dalla cucina, ha gridato "Chicca è pronto", sono andata a mangiare, sono tornata qui e mi è passata la voglia. Peccato che non sia passato l'intorpidimento mentale e generale.

Adesso devo solo decidere se continuare a fissare il muro o guardarmi la puntata pilota di Gossip Girl che non ho mai visto.

Oggi scelgo GG.

martedì 20 ottobre 2009

Sarà un nuovo flop o qualcosa di meglio?
Mi troverò ancora nella situazione dell'illusa senza speranze o questa volta andrà bene?
Io mi preparo a non farmi viaggi mentali del tutto inutili.

domenica 4 ottobre 2009

Ale è di là con mio papà a guardare la partita ed io sento l'aria del nuovo inizio.

Già mi sento più scrittrice e meno colpevole.

sabato 3 ottobre 2009

Ho cambiato per l'ultima volta il disco orario.
E' tutta la mattina che faccio così.
Mi sono svegliata alle 7.55 per l'ultima volta, ho infilato le chiavi del negozio nelle mie per l'ultima volta, ho parcheggiato qui intorno per l'ultima volta, ho aperto il mio negozietto preferito per l'ultima volta, ho bevuto il caffè dalla Betty per l'ultima volta, ho fumato la mia ultima prima sigaretta davanti al negozio per l'ultima volta, ho avuto il mio ultimo primo cliente e, chissà, vista l'ora ho appena avuto il mio ultimo ultimo cliente (che tra l'altro mi ha detto che lui ha diritto al 10 percento di sconto perchè è cliente da anni, guardo: ha fatto 3 fatture, mavaccagare).
Insomma, è tutta la mattina che faccio così.
Mi ha appena chiamata la mia collega.....per salutarmi bene perchè sarebbe stato troppo freddo in msn. Adesso le ho scritto per l'ultima volta "buon appetito" e per l'ultima volta "ciaooooooooooo".
Minchia adesso lo so già farò come ieri sera: tutto il viaggio di ritorno a piangere.
Come si può essere così convinti di qualcosa e nello stesso tempo soffrirne in questo modo?
Gli esseri umani sono strani ed io sono la strana numero 1.
Io non voglio perdervi perchè vi voglio bene cazzoooo IO VI VOGLIO BENEEE.
Però ODIO, DETESTO i clienti.
Ma AMO voi.
Merda adesso se entra qualsiasi persona penserà che mi è morto il gatto o il coniglio o che minchia ne so. Sto male.
Lucaaaaaa, Soniaaaaa, Saraaaaaa, Fabriiii.....Robiiiii.
Mi faccio cagare perchè la loro vita andrà avanti uguale, come la mia, però a me mancano già.
Io spero solo che quel Marco non prenderà troppo il mio posto perchè i clienti del sabato mi adorano e non voglio che adorino anche lui. Fanculo.
Sono una bambina. Gelosa. Esplodo di gelosia.
Spero anche che qualcuno gli reciti l'ultima battuta del "Diavolo veste Prada" che mi pare reciti circa "tu vai a sostituire una che vale", o una roba del genere.
Non lo dirà mai nessuno perchè come commessa non è che sia valsa una miniera d'oro però conosco i miei clienti, questo lavoro e questo posto meglio delle mie tasche e quindi io sono io, io sono stata io. Sono io, sono stata io e sono stata in grado di farlo. Non sono stata in grado di continuare, questa è stata la mia colpa.
Mi mancherà la fisicità di questo lavoro: il fare tutto automaticamente, ad occhi chiusi, inserire la carta intestata per le fatture, prenderla e piegarla in tre parti, allegarle lo scontrino del pos.
Mi mancherà PARADOSSALISSIMAMENTE il dialogo con le persone, il ridere, sparare stronzate per coprire quei secondi interminabili in cui il pos riesce ad eseguire la transazione, mi mancherà prenderli per il culo e fare la faccia di merda. Mi mancherà Joker, il mio cliente preferito.
Mi mancherà questa squadra, questa famiglia.

FANCULO FANCULO FANCULO

Basta cazzo basta cazzo capitolo chiuso, capitolo chiuso, capitolo chiuso, porta chiusa.

venerdì 2 ottobre 2009

Non ho niente da scrivere.

Tranne che sono (tenerissimamente s'intenda) arrabbiata con mio papà perchè la scena di ieri è stata questa:

Siccome ieri pomeriggio avevo il turno qui in negozio - come tutti i giovedì - e non è giusto che io mi perda Centrovetrine proprio in questo periodo pieno, densissimo di cambiamenti stratosferici come dimostra anche il nuovo spot che annuncia l'imminente puntata numero 2000, ho deciso di appicciare il videoregistratore alle 14.30, orario in cui esco di casa per recarmi, appunto, al lavoro.
Così facendo e, siccome la cassetta dura 180 minuti, avrei potuto registrare sia Centovetrine che, circa un'ora più tardi, Amici.
Mentre il videoregistratore in camera era programmato per registrare Sentieri a mia mamma (che poi non hanno trasmesso, ma questo è un altro discorso che mi ispirerebbe almeno settecento tipologie diverse di bestemmia), ho detto a mio papà:
- Papi mi registri Gossip Girl su italia 1 alle 3? Però in sala, su dvd!
E lui:
- Ok.

La sera, torno a casa verso le 11, dopo aver finito di guardare il Dottor House, mi spaparanzo sul mio letto e schiaccio "play". Mi guardo il mio Centovetrine e, perchè no, anche Uomini e Donne.
Dopo qualche minuto entra in cameretta mio papà che mi dice:
- Cosa stai guardando? Cos'hai registrato di qua?
Ed io:
- Centovetrine, Uomini e Donne e Amici.
E lui:
- Ah
Ed io:
- Perchè?
- No no, così. Guarda che non sono riuscito a registrarti quella cosa sul dvd, ma adesso ho capito come si fa.
- Va beh chi se ne frega, grazie lo stesso.
- Ok.
E se ne è andato, quasi scappando.
Ad un certo punto, proprio nel momento in cui la tronista troppo forte, quella romana, che spacca i culi, sta per tossire, toh, appare "Gossip Girl". Fanculo.
Mi volto verso camera dei miei, lancio un'occhiata in quella direzione e mi accorgo che papà dorme da un pezzo. Arriva in cameretta mia sorella e mi svela che il suddetto ha vissuto tutto quel pomeriggio avendo una paura fottuta della sottoscritta, di quando si sarebbe accorta della minchiata fatta. Oh patatino santo, che cazzo mi combini.
Poco male.
Ad ogni modo, sono abbastanza, anzi tantissimo malinconica: domani lascerò le chiavi di questo negozio in cui oggi mi trovo, nell'altro negozio, quello che adoro.
So già che abbraccerò tutte le cartucce, abbraccerò anche tutte le carte fotografiche, la cassa: la mia migliore compagna di disavventure.

Non voglio pensarci, fanculo.

giovedì 1 ottobre 2009

1. La notte ti porta consiglio,
magari domani stai meglio
ed ogni cosa ti sembra cambiata
ma forse tu non l'avevi osservata.
2. Mi sono messa la maglietta rossa, quella dell'ultima, dell'ultima volta.
3. L'amore è una cosa da niente, non è come ti fanno credere.
4. Senza andata nè ritorno io consumo un altro giorno, confinandomi di niente
5. Senza andata nè ritorno sto sprecando un altro giorno in più
6. La notte si deve dormire ed ogni pensiero chiarire,
se la tua vita ti appare diversa, magari sei tu che non sei più la stessa.
7. Che non vale la pena credere a una lacrima di te,
e non piangere adesso, non ti serve 'sta volta
che non vale la pena crederti,
ma cosa vuoi da me?
8. Se frughi tra i ricordi, fai tesoro dei migliori.
Ti piace camminare e non sapere dove andare.
9. Regala il sole a un davanzale da dove tutto sembra uguale,
regala il peggio che hai da dare giusto per ricominciare
e fai quel gesto che sono anni che ti prometti di fare
e vendi l'anima una volta che forse non c'è niente di male,
regala un giorno di silenzio se non c'è chi sa ascoltare,
regalati il posto in cui per ora non sei mai potuto andare
e fai una torta così grande che tutta Milano la può mangiare
e telefona a tua madre che sei sicuro che ti vuole bene.
10. Ama chi ti vuole bene.
11. Continua a camminare non sapendo dove andare.
12. Tra disegni, linee e tratti e discorsi fatti solo a metà
e ricordi che adesso si confondono con la realtà
non vedo soluzioni e neanche la via che ti riporti a me.
13. Solo amore.
14. Non lo darò alla gente, perchè non possa usarlo,
preferirei morisse piuttosto che sporcarlo.
Perchè lui è puro, tanto puro che non so se io lo posso meritare.
15. La coincidenza ci farà incontrare
e chiamalo destino o quel percorso naturale
che due puntini dentro l'universo raggiungono la strada
che li illumina di immenso.
La confidenza mischierà le carte
da non capire mai qual è il punto di confine
e non saper distinguere il tuo corpo
dove finisci tu comincio io.
E' questo il senso di un momento già perfetto
è questo il punto da cui inizia tutto quanto.
Arrivi tu.
16. E' il tuo cammino a volte che ti viene incontro
in quelle cose già decise dove io mi aspetto te.
17. C'è la numero 8 che è spettacolare tutta:
18. Dietro ogni momento tu ci sei
individuo dove vai, ogni cosa mi ricorda un po' di noi.
Le occasioni che ho lasciato volano lontano come te
e non c'è modo per riviverle.
E ti chiedo scusa se ho sbagliato anche se non l'ho detto mai
e ti cerco dentro a un giorno che ho vissuto come un sogno bellissimo.
Bellissimo.
E spero che mi sentirai, ti voglio bene e tu lo sai
è un sentimento che ho nascosto ormai.
Bellissimo, bellissimo, bellissimo.
Dentro ogni momento tu ci sei,
in ogni gesto tu ci sei, nel silenzio delle cose tu ci sei.
Tutte le certezze che mi hai dato, quei sorrisi che hai lasciato
si dissolvono come le nuvole.
Sono ancora vive le parole dette tra di noi,
le confondo nel ricordo che ho vissuto come un sogno
bellissimo. Bellissimo.
Ti voglio bene ancora sai, anche se non l'ho detto mai
è un sentimento che ho nascosto ormai
è bellissimo. Bellissimo. Bellissimo.
E' bellissimo, bellissimo.
E spero che ricorderai, ti voglio bene e tu lo sai,
è un sentimento che ho nascosto ormai,
è bellissimo, bellissimo, bellissimo.
19. Scusa se a volte parlo ancora coi tuoi occhi
se ancora credo che mi capirai.
Ci sono momenti in cui mi sembra che mi cerchi
e in altri che non mi hai trovato mai.
Scusa se a volte sento ancora che mi tocchi
o peggio, che la pensi come me.
20. Scusa le volte che ti passo per la mente,
le volte che non vorresti mai.
21. Io comunque resto in quello che tu fai.
22. Se guardavi meglio dietro c'era il cuore.
Che peccato. Oggi c'è anche il sole.

VENTIDUE MOTIVI PER COMPRARE QUESTO CD.

martedì 29 settembre 2009

Sono al lavoro e mi sto prendendo una pausa.
Adesso che ci penso bene mi sto prendendo una pausa da circa due anni, ma questo è un altro discorso. Mi rendo conto che più cresco più assomiglio a mio padre. Fisicamente e caratterialmente assomiglio a mia madre anche se la forma degli occhi è quella di mio padre ma non è qui che voglio arrivare; più cresco, più assomiglio a lui: grande lavoratore e zero alfabetizzazione.
A parte gli scherzi e le cazzate, è iniziata la mia ultima settimana qui. Non sono tanto contenta. Oddio sono stramegafelice di poter, almeno provare, a riprendere in mano la mia vita e rendermi un tantino più felice e soprattutto di tornare ad essere meno sclerata, però boh.
Si chiude un capitolo e che capitolo. Boh mi dispiace. L'ho voluto io, ho voluto io andarmene da questo lavoro sicuro e indeterminato anche se part time e lo voglio ancora, io sono sempre più convinta di aver preso la decisione giusta però è difficile chiudere qualcosa.
E' forse altrettanto più difficile riaprire qualcosa d'altro, qualcosa che è rimasto chiuso per troppo tempo.
Un paio di settimane fa, tossendo fra la polvere, ho tirato fuori da una scatola che c'è in cameretta alcuni cd stravecchi. Ne ho riascoltati un po' e, cavoli, io ascoltavo De Andrè. Io ero una che ascoltava De Andrè. Non che questo faccia di me una persona migliore o che minchia ne so perchè una persona non è la musica che ascolta però, cazzo io ascoltavo De Andrè. Ho trovato la discografia completa che mi aveva masterizzato mio zio. Ascoltavo anche Guccini, qualcosa di Guccini, non tutto ed ero diversa. Completamente diversa.
Sono cresciuta migliorando certi aspetti ma, per quanto riguarda ben altri, sono sprofondata nell'abisso più totale.
Mi sono guardata un po' indietro, un bel po' indietro, chiedendomi dove io avessi lasciato L'Impronta, Il Segno. Ed è LI' che l'ho lasciato, nel bene e nel male. Almeno, credo di averlo lasciato. Massì che l'ho lasciato, basta fare la finta modesta che non sono. Non sono nemmeno una vera modesta.
Ogni tanto la Gajardi che c'è in me sembra tornare, più che tornare sembra sgomitare, cercare di riemergere da quel mare di anonimato in cui è rimasta e rimane perennemente nascosta ma non ce la fa, non ce la fa perchè la nuova Feder glielo impedisce.
Io spero di riuscire a non impedirle più di tornare, io spero che ritorni.
Amo molto di più chi mi sta vicino, questo sì.
Amo anche molto di più me stessa, però in modo diverso.
Non l'avrei fatto così.
Io me la menavo per come ero. La mia autostima era straelevata a livelli patologici.
E soprattutto non mi sarei mai messa qui al computer a scrivermi da sola, ad autoanalizzarmi ad ogni passo e a piangermi addosso per il rimpianto di com'ero in precedenza. Anzi, probabilmente l'avrei anche fatto, ma subito dopo avrei bestemmiato.
Ho fanculizzato rapporti abbastanza importanti che avrebbero probabilmente con il tempo portato nella mia vita qualcosa di buono solo per la mia voglia di rendere un tantino più piccante e colma di stronzaggine la mia vita appiattita dal lavoro, dal troppo amore e dalla mia non voglia di studiare.
Ma soprattutto mi annoio da sola: mentre scrivo sbadiglio.

Adesso penso al futuro ma nel mio futuro vedo solo Ale, non vedo nessun altro.
E quando mai io sono stata una persona che nel proprio futuro non vede altro che il proprio ragazzo? Quando mai io sono stata così debole e vulnerabile tanto da poter dire che l'amore che mi circonda è indispensabile ed esclusivo se penso al Signor Poi?
Io non l'ho mai amato così tanto, io le prendevo in giro le persone come me.

Adesso mi metto un po' a leggere quel libro che ho iniziato due anni fa e mai continuato.
Due anni fa, l'inizio del mio declino psicologico e vitale.
Basta cazzate.

Ero molto più incazzosa e divertente.

Ciao

sabato 26 settembre 2009

Se la tua vita ti appare diversa, magari sei tu che non sei più la stessa.

Ho comprato il nuovo cd di Alessandra Amoroso, ovviamente.

E' la terza ed ultima volta che esco dal negozio e corro a cambiare il disco orario. Meno male.
Sono da galera.

Il capo me l'ha messa nel culo.
Non l'ha fatto, ma è come se mi avesse detto "Fede, voglio migliorare la tua vita e quella della tua famiglia, offrendo un lavoro a tua sorella." e dopo qualche giorno "Fede Fede...vola basso, ma veramente credevi che fosse tutto così facile?". In altre parole, niente assunzione.
Io vorrei sapere il perchè, il perchè del fatto che tutte le volte, e a costo di sentirmi schifosamente e pericolosamente malata di un vomitevole vittimismo, tutte le volte, tutte le santissime volte in cui succede qualcosa di fantastico, questo qualcosa mi viene costantemente strappato via a morsi.
Ma cosa porcaputtanatroia faccio di male? Fanculo.
Però c'è di buono che il capo me l'ha messa in culo, ma poi me l'ha tolta perchè per un mesetto e mezzo è riuscito a sistemarla in un altro posto, quindi ugualmente non finirò mai di ringraziarlo.
Figa tra l'altro è contentissima, mi ha detto che il suo capo (che ha conosciuto oggi) è un tipo strano, stile camicia con maniche corte e pinocchietti che è entrato immediatamente in confidenza e le ha detto che una delle cose più importanti per lui è che i suoi dipendenti siano contenti perchè in ogni modo ciò influisce sul lavoro e quindi sugli incassi. Un capo del dios.
Poi, figa, a fine giornata non deve fare altro che togliere l'incasso del giorno dalla cassa, metterlo in un cassetto, chiudere il pos e chiudere la cassa. Zero conti, zero sfasi, zero zero zero.
Sticazzi, il lavoro perfetto. Anche se tutta questa perfezione è strana. Ci deve essere sotto qualcosa. Per forza.

Ad ogni modo, qui è tutto diverso. Mi piacciono le persone qui, anche se sono persone.
Sono solare, se intravedo un cicinin di stronzaggine sorrido. E' tutto diverso.
Mi conoscono.
I vecchi non mi trattano a pesci in faccia anzi, l'80 percento mi dice che ho un bel faccino.
Non lo so, boh, la clientela di qui dovrebbe essere di gran lunga più stronza. Invece no. (Non c'è più tempo per spiegare, per chiedere se ti avevo dato amore, io sono qui e avrei da dire ancora)

Mi mancherà.
Ma la cosa che mi mancherà più di tutto tutto tutto è la situazione uggggiosa.
E' successo stamattina. Io in negozio e fuori il diluvio.
Ecco, è questo che mi mancherà più di tutto, l'aria di negozio, l'aria di lavoro mentre fuori piove.

Ma manca tutta un'intera settimana, in cui lavorerò tutti i giorni nel negozio che odio e che, probabilmente, ho sempre odiato.

E alle 2 finalmente inizia Amici.
Finalmente, dopo 2 anni, riuscirò a godermelo in diretta con mia mami sul divano, anzichè guardarmi la registrazione poi.
Amo queste piccolezze.

Ad ogni modo, ne parlavo con Ale proprio ieri, la vita è un'ingiustizia continua.
Mi spiego meglio:
ieri siamo stati alla Benetton, in centro Monza. Mi giro e ovunque vedo taglie 42, taglie 40, e penso "vediamo un po' se vedo in giro una 44 o una 46", poi mi sveglio fuori e mi dico "cogliona, tu ora porti la 42". Provo la 42 di una giacca non bella, STRATOSFERICA. No, ci vuole la 40 (sì lo so, lo so che ogni capo ha le proprie taglie tutte un po' particolari, ma mi piace la 40). Provo la 40 e mi sta da Dio. Ma costa 99 euro. Vado su un'altra cosa: un cappottino, il cappottino più bello del pianeta Terra, forse il più bello dell'universo. La commessa mi dà l'xs, mi sta bene, mi sta divinamente, riesce addirittura a farmi sembrare una strafiga. Costa 99.90. Fanculo.
Idem con un'altra cosa: un vestitino taglia 42.
Idem con un'altra cosa: pantaloni taglia 42.
La vita è un'ingiustizia perchè prima ero una ricca e cicciona donzella con le unghie tutte mangiucchiate. Mentre adesso sono una povera e relativamente magra donzella, con le unghie lunghe e con una forma definita.

Io ho bisogno di un altro lavoro. Non posso vivere così. E' un'agonia.

sabato 12 settembre 2009

Cazzo guarda te i casi della vita!!!
L'ho appena citato, anche se non per nome, perchè io amo preservare la privacy delle altre persone e toh, chi è arrivato??? Il vicino di casa di Ale!!!
Sticazzi.
Mi ha detto che la prossima volta si fa consegnare le cartucce direttamente a casa, visto e considerato che ormai abito nel suo palazzo, stesso piano, porta di fronte.

Amo le coincidenze.
Vivo di coincidenze.
Porca miseria.
Stamattina mi sveglio, penso al Gran Premio dell'anno scorso, più che al Gran Premio dell'anno scorso al traffico che esso generò, e allora mi dico: "Forza Fede, esci prima di casa se non vuoi sfasare come una vaccona inferocita in mezzo alle altre macchine".
Quindi esco qualcosa tipo venti minuti prima del solito. Appiccico il culo sul sedile della macchina, parto e in strada vedo sai cosa (Lau)??? Il nulla.
Sono arrivata qui qualcosa tipo mezz'ora prima delle nove. Fanculo.
E non c'è in giro nessuno, il che è un bene data la mia grandissima voglia di lavorare oggi, però mi sono girati i coglioni (e a me non girano maaaai i coglioni).
Comunque, anzi cmq, perchè io devo essere al passo coi tempi, sono qui in negozio, nel negozietto, quello proprio che amo, quello che mi fa sentire a casa, che ascolto DA YOU TUBE la relativamente nuova canzone di Alessandra Amoroso, che mi piace assaissimo.
Hai letto bene (Lau), sto ascoltando qualcosa da You Tube qui, qui nel negozietto, porca miseria! Il che significa che il mio (adorato) capo1 ha rimpiazzato il vecchio bacucco computer sprovvisto di audio, con un altro che l'audio lo possiede eccome, anche se devo aiutarmi con gli auricolari, ma va bene lo stesso anzi, è più intimo e i figli di puttana bastardi della minchia quando entrano non sentono ciò che io, nonchè meravigliosa creatura, sto ascoltando. Fanculo, pezzi di merda.
Stavo pensando che, appena me ne vado da qui, quindi fra poco meno di 20 giorni, frequenterò una qualcosa di simile ad una terapia contro la rabbia. Questo lavoro mi è servito, sono cresciuta parecchio, ma mi ha anche rovinato. Mi irritano cose da niente, mi incazzo per tutto.
Quando sono in giro in macchina e qualcuno fa qualcosa o non fa qualcosa come ad esempio dimenticare di mettere la freccia, allora è la fine: il degenero più totale. Il neurone residente nella mia scatola cranica interrompe il suo saggio di danza per sbattere all'impazzata da una parete all'altra e identifica il criminale senza freccia come "cliente". Ed è così che comincio ad insultarlo. Mi capita di dimenticarmi che le persone in giro non sono miei clienti. Non tutti almeno.
L'unica persona che mi capita di vedere relativamente spesso è il mio cliente che abita nel palazzo di Ale, ma quello mi piace perchè è sempre stato gentile con me. Forse perchè ha avuto una vita di merda, piena di sacrifici e non gli capita quasi mai di andarsene in giro a fare il figo con una ventiquattrore o, semplicemente ha avuto una vita meravigliosa e non ha motivo di prendesela con la sottoscritta giusto per sentirsi figo, visto e considerato che è un medico.
Fanculo.
Dai che sono quasi le 11 e per buona parte del pomeriggio dormirò.

Brava amore, hai finito gli esamucci e a dicembre ti toccherà ritrovarti a correre a piedi nudi all'interno di uno dei giardini della più bella università della zona.
TI STIMO
(L)

Sonno

sabato 29 agosto 2009

Sicilia, ti ho amata per 24 giorni. Ma addio.

I nostri viaggi:
22 ore e 30 all'andata
24 ore e 30 al ritorno*

ADDIO.

*Oltre al fatto di aver fatto la cazzata della vita.

Sono triste.
Sono anche molto incazzata.
Non so cosa fare per sbloccare questo circolo vizioso.
L'unica cosa che riesco a dire, ma solo in disparte, contro il muro e non vis a vis, è:
MA COSA CAVOLO VUOI?
MA SFRUTTAMENTO E APPROFITTAMENTO DI CHE?
MA I CAZZI TUOI?
HO BISOGNO DI LAVORARE PERCHE' I SOLDI NON LI CAGO E SE QUINDI VOGLIO LAVORARE ANCORA UN MESE MA COSA MINCHIACCIA VUOI?
Ma soprattutto...io una mamma ce l'ho e mi basta e mi straavanza.
(Mamma che, tra le altre cose, più lavoro più è contenta)
TI HO DETTO CHE STUDIO, CHE CAZZO VUOI DI PIU'?
MA SOPRATTUTTO CHE CAZZO TE NE FREGA A TE?

L'ultima scena è stata:
- Sono incazzata nera con te perchè domani è il compleanno del tuo ragazzo e vai al pranzo coi tuoi capi e colleghi.

MA CAZZO SANTO.

Ma figa. Ma se ad Ale ho detto "ti dispiace se domenica al tuo compleanno vado a pranzo fuori coi miei capi e colleghi?" e lui mi ha risposto "figurati, basta che poi di sera stai con me"

Che è una risposta normalissima, giustissima.

E no! Tu invece che, mi duole da morire dirlo, non sei nessuno, ti devi incazzare.
Ha ragione mia mamma, ha ragione la Marta, hanno ragione tutti coloro che mi dicono che devo spezzare questa cosa, devo dare una smorzata a questo legame che non ha nulla di sano.
Ho fatto quasi un mese in Sicilia dopo mesi e mesi di stress e sono tornata ancora più stressata di prima. Basta cazzo.
Credo di essere l'unica al mondo. L'unica sfigata al mondo che possiede questi problemi.
Non ce la faccio più.
Se non è lui che mi manda a puttane i circuiti cerebrali, è lei.
Basta.

Sono negra.
Non è vero, però sono scura.
Non è vero, però sono più scura del chiaro.
Non è vero, però sono meno chiara di quanto lo sono in inverno.
Insomma, ero bella abbronzata appena tornata, ma il colore sta scomparendo giorno dopo giorno. Inesorabilmente.

Ho fame, e in pausa devo andare a comprare quel cazzo di giubbottino ad Ale.
Domani è il suo compleanno e non gli ho ancora preso un emerito cazzo.
Non ho avuto tempo, la solita scusa.

A Castellammare ho sognato/segnato e giocato dei numeri al superenalotto. Per due volte.
Torno su e li gioco per la terza volta. Vinco. 1480 euro all'incirca.
Ho un culo che pesa 78 chili.

Se ho voglia/tempo/interesse, pomeriggio spiegherò in questa sede, ogni dettaglio del fortunato accaduto.

Sono stanca, questa è proprio una gran bella vita di merda.

mercoledì 29 luglio 2009

Possiedo un fottutissimo sonno.
Ieri sera, casa mia è stata teatro di paure, ansie, angosce e terrore per la possibilità di trovarci, di lì a poco, senza un tetto sulle nostre teste.
Racconto:
Erano tipo le 23.45, io e Ale eravamo a letto. Io guardavo la registrazione di Centro Vetrine.
Ivan chiacchierava con la ex di Daniele e già lo si vede che tra quei due scatterà qualcosa prima o poi ma, soprattutto, ridevo del nome del cane dell'amica di lei: Presidente.
Mentre ridevo e pensavo a come cazzo si fa a chiamare un cane "Presidente", anche se si parla pur sempre di una telenovela e quindi di pura finzione, Ale sgranocchiava fastidiosissimamente i pistacchi non salati rivelandomi, di tanto in tanto, quanto essi fossero buoni costringendomi, di volta in volta, a mandare indietro la cassetta ogni qualvolta mi perdessi una parola della mia telenovela preferita per dar retta ai suoi commenti inutili e deliranti.
Ad un certo punto entra in camera mia sorella, che ci dice:
- Voi avete un olfatto sensibile?
Ed io:
- No.
Ci siamo alzati e siamo andati sul balcone. C'era odore di fumo. Ma fumo fumo. Esso proveniva dal piano di sotto. Ottimo. Quasi sicuramente stava bruciando qualcosa.
Ma, visto e considerato che non c'erano tracce visibili di fumo e, cosa più importante, in testa non avevo altro che Presidente che abbaiava come un matto, mi son detta e ho detto:
- Oh io me ne vado a letto che domani devo lavorare.
A posto.
Ale mi ha raggiunto.
Ho terminato di guardare Cento Vetrine.
Ad un certo punto è entrata in camera mia sorella improvvisamente, gridandoci:
- Usciamo tutti, forza, usciamo tutti di qui!
Sono corsa in cucina, poi sul balcone ed ho notato con enorme rammarico e dispiacere, ma con anche un po' di cagarella, che dal piano di sotto stava inesorabilmente uscendo dell'orribile fumo nero.
Che minchia stava succedendo?
Quelli di sotto non erano mica partiti? Oh minchia.
Mia sorella ha chiamato i vigili del fuoco, me li ha passati ed ho cominciato così:
- Salve io abito in via blablabla, numero blablabla a blablabla. Sta uscendo del fumo nero dal piano di sotto, fate presto perchè qui si incendia tutto.
Il nostro probabile eroe del destino mi ha chiesto il mio numero di telefono, il mio nome e il mio cognome, dopodichè mi ha detto di avvisare tutto il palazzo dicendo di lasciarlo immediatamente.
Fooorte.
Nel frattempo mia sorella e Ale sono corsi da quella di sotto, hanno suonato il campanello.
La stordita, ignorante, nonchè asina di merda ha aperto dicendo:
- Scusate, ho bruciato l'ARROSTO, prima di andare in doccia ho detto a mio marito di dargli una controllata ma si è addormentato.
MA FIGA: TU, IL 28 LUGLIO, A MEZZANOTTE, TI METTI A CUCINARE L'ARROSTO? LASCI DETTO A TUO MARITO SUL PUNTO DI RUSSARE DI DARGLI UNA CONTROLLATA, CON DUE BIMBI, UNO DI FORSE 6 ANNI E L'ALTRA DI 3, CHE DORMONO BEATAMENTE E GIUSTAMENTE COME DUE ANGIOLETTI NELLE LORO CAMERETTE?
IDIOTA!
Così sono corsa su in casa, ho richiamato i vigili del fuoco e ho detto loro che ho una vicina di casa ingnorante e mi sono scusata in tutte le lingue che conosco, compreso il cinese, che non conosco.
Dopodichè sono tornata a letto e mi sono addormentata su per giù verso le 2, causa momentaneo ma forte spavento e noiosissimo odoraccio di fumo.

Mancano 2 giorni, due miserabilissimi ma interminabilissimi giorni al ritorno dei miei. Al ritorno di mia mamma.......non sto più nella pelle. La mia cucciola. E, cacchiolinaeva, mancano 3 giorni, 3 miserabilissimi giorni alla nostra partenza per quella che dicono sia l'isola più bella d'Italia e per quella che credo sarà la vacanza peggiore della mia vita.
Staremo a vedere.
Perchè, perchè ho fatto questa cazzata??? Che cazzo avevo nel cervello?
Ma ormai è andata così. Dovrò cercare di respirare, non pensare, non far caso agli atteggiamenti, non far caso al fatto che ho 22 anni e vivrò una vacanza in cui mi si tratterà come se avessi 6 anni e, allo stesso tempo, farò una vacanza che solo le quarantenni sposate con due figli fanno: con i suoceri, che, PER GIUNTA, non sono nemmeno ancora i tuoi suoceri e ne passerà di acqua sotto i ponti prima che lo diventino, sempre se lo diventeranno.
Mi odio.
Le uniche cose che mi fanno andare avanti e che non mi fanno passare la voglia di approdare lì, in quella terra, sono 4:
- Vedere la Sicilia.
- Vedere il mare.
- Il fatto che lui sarà con me.
- Il fatto di aver affittato per grazia di Dio due appartamenti, seppur uno di fronte all'altro, separatamente separati.
So bene che quest'ultimo punto non sarà poi così risolutivo dei possibili e quasi certi problemi che mi toccherà affrontare, ma confido nel fatto che almeno la notte dormirò tranquilla.
Sempre se Ale non si metterà come al solito a parlare nel sonno, russare e darmi degli scossoni alquanto dolorosi ogni volta in cui mi capiti accidentalmente di prenderlo dentro con un braccio.
Dorme da me da quasi 2 settimane e sono piena di lividi.

A proposito, si è rapato a zero. Qualche anno fa lo faceva.....stava bene, o almeno così ricordo...ma adesso....... ma adesso...... mamma mia non vedo l'ora che ricrescano. Non si può guardare, povero il mio cucciolo.
Chissà se dopo tanti "amore che schifo, scusa se mi giro dall'altra parte" "no quei non capelli ti stanno malissimo" "che ne dici di indossare un berrettino?" "sembri una palla da biliardo" gli tornerà nuovamente la voglia di farseli rapare in quel modo.
Ma lui si piace, è questo l'importante.

Oggi lavoro tutto il giorno. Poco male, a parte il sonno. Sono tutti cashhh in più che, come Marta insegna, sono il profumo della vita.
Domani idem. Lavoro la mattina fino alle 10.30, dopodichè mi fionderò dalla Barbara (la mia affezionatissima parrucchiera da circa quando portavo ancora il pannolino, a me piace cambiare), mi farò rapare anch'io, sperando di non ricevere gli stessi insulti dall'uomo (uomo? Facciamo ragazzo) che amo, perchè essere ripagata con la stessa moneta in questo periodo non so quanto possa giovare al mio ego, dopodichè nel pomeriggio tornerò al lavoro.
Venerdì mattina mi sveglierò, mi fionderò qui a ritirare lo stipendio di luglio, tornerò a casa, sperando che i miei non saranno già arrivati, aspetterò questi ultimi, aggredirò mia mamma perchè sono in astinenza di mami da ormai troppo tempo, dopodichè, mi pare alle 2, finalmente...........finalmentissimamente andrò dall'estetista per una sana, liberatoria, rinfrescantissima depilazione.
Non ce la faccio più ad andare in giro coi pantaloni lunghi, fa caldo porca miseria.

lunedì 27 luglio 2009

Sabato descrivevo la situazione pilifera del mio intero corpo ma, in particolare, delle mie gambe.

La sera stessa, frugando nelle varie cartelle del mio cellulare, ho trovato il seguente video, che mi ha rassicurata e tranquillizzata su questo imbarazzante ed invalidante problema.

Risale a qualche mese fa.



Povero cucciolino, avrei voluto dirgli che continuando con quel ritmo non ce l'avrebbe mai fatta a terminare quel lavoraccio prima di Natale e così è stato. Ad un certo punto si sono fatte le 11, io ho tossito, lui si è grattato il naso e me ne sono andata.

Ho avuto un pomeriggio lavorativo molto simile a un parto, con la sola differenza che questo non è stato esattamente il giorno più bello e importante della mia vita.

Ah, notizia bomba: venerdì non ci sono per nessuno, i miei tornano un giorno prima. Sto male dalla gioia.........potrò stare una giornata intera con la mia mammina patatissima.

Evvai

sabato 25 luglio 2009

Ieri ho rovinato il compleanno a mia sorella.
Abbiamo fatto una litigata mondiale, di quelle che non te le scordi proprio perchè sei talmente incazzata che tiri fuori cose che ti tieni dentro da tempo, che pensi e che non pensi.
L'ho offesa. L'ho fatta rimanere veramente male.
Sono stata logorata dai sensi di colpa e poi, dopo essere uscita di casa seguita dal suo ragazzo e dopo la mia uscita di casa per andare dal mio di ragazzo, solo perchè mi vuole bene, mi ha abbracciata e perdonata. Però mi è rimasto addosso questo senso di stronzità che mi sta caratterizzando abbastanza ultimamente.
La devo smettere. Chi cazzo mi credo di essere?
Anche Ale...continuo ad incazzarmi con lui e lui, se non mi insulta di riflesso, mi guarda con quegli occhioni...Dio quegli occhioni...e sembra chiedersi ogni volta che minchia abbia fatto di male.
E' che sono in un periodo che definirei "boh".
Va beh che mi è arrivato il ciclo stamattina, quindi i miei atteggiamenti di tutta questa settimana potrebbero essere ricondotti e per certi versi giustificati da una sindrome premestruale presa proprio male male.
Guardiamo il mio lato positivo: partirò per un viaggio di come minimo 18 ore senza scazzi e me ne starò al mare senza avere alcun tipo di problema a sguazzare nelle limpide acque siciliane.
Sono ultrasensibile e ultrastronza in questo periodo.
L'altra sera, tornando dal negozio, mi sono commossa perchè un tizio in macchina proveniente dall'altro lato della carreggiata, nel senso opposto al mio, mi ha lampeggiato per avvisarmi che più in là ci sarebbe stato un posto di blocco...ma questo mi succede sempre, quindi nulla di nuovo.
E poi mi ha assalito anche un senso di abbandono quando questa mattina, accendendo il computer, ho trovato la cartella mia e del mio boss in cui ci scriviamo le comunicazioni importanti, nominata "PER FEDERICA", anzichè la classica da anni "PER FEDE". Mi sono sentita abbandonata. In pausa pranzo vado a casa, mangio e poi mi taglio le vene.
E poi sono una pelosona, ma di una pelosona... Io e Ale ieri siamo andati a prendere un po' di sole perchè sono una mozzarella fosforescente.
Mi ha guardato le gambe, alla luccicantissima luce del sole. Io l'ho guardato a mia volta e gli ho detto "faccio schifo, vero?" e lui, con tutto l'amore che possiede, mi ha risposto un sonoro "amore...sì, fai un po' cagare".
Che minchia ci posso fare io se l'estetista ce l'ho il 31??? Echeccazzo.
La teoria maschile dei peli femminili di mia mamma non è valida per lui evidentemente.
Beh, forse di solito sì, però in questo caso no...forse perchè di peli a momenti ce ne ho quasi più di lui.
Dato che non ho una sega da fare e ho appena finito di ricaricare due sminchiolute cartucce e mi sento una grande lavoratrice, ora mi concederò una pausa per esporre la teoria di mia mamma, concernente i peli femminili e gli uomini:
- Mamma, guarda cosa sono scimmia...forse è il caso che mi faccia i peli.
- Ma va che tu te li vedi dall'alto e li vedi meglio, ma va che non si vedono.
- Eh si che si vedono...però, ascolta una cosa...quando io e Ale lo facciamo, a lui sembra non importargliene niente. Cazzo sono una scimmia, ma lui non mi dice mai niente.
- Eh certo eh!
- Perchè certo?
Ed ecco la teoria:
- Guarda che sono tutti problemi che ci facciamo noi donne...
- In che senso?
- Nel senso che agli uomini non importa niente...perchè sono abituati a vedere i loro peli, e non fanno neanche caso ai nostri, che non sono neanche paragonabili ai loro...per questo non ci fanno caso.
- Tu dici mami?
- Sì...e poi...diciamoci la verità....basta dargliela.....
Non dubito tanto della ben elaboratissima e importante prima teoria della mia splendida cucciolina, ma preferisco di gran lunga e approvo maggiormente la seconda: breve, incisiva e decisamente più realistica.
Mia mamma è nata nel 1959, ha vissuto in pieni anni 60: lei dice di no, ma si drogava di sicuro e gli effetti stanno cominciando a palesarsi.
A proposito...mi manca da morire. Ma non ci voglio pensare. Meglio di no.
Sono nevrotica anche perchè lei non c'è. Ma devo farmene una ragione, ci devo pensare il meno possibile. Voglio riservare le lacrime e le urla isteriche da mammite lancinante per metà agosto, momento in cui la mancanza, prevedo, sarà nella fase più acuta.

Ieri entro in casa di Ale e mi trovo sua mamma davanti, reduce da una spesuccia pre-partenza, che mi dice:
- Visto che di diventare nonna adesso non ho voglia, vi ho fatto un po' di scorta.
Guardo le sue manone e vedo che stringe forte 2 belle scatole di preservativi.
Mentre cercavo di risollevarmi dalla fossa che mi ero appena scavata, rimanendo appesa con una mano sola e mentre ero quasi riuscita a risalire in superficie, mi dice:
- Li ho presi ultrasottili. Due scatole. (Da 12)
Risprofondo. Riprovo a rialzarmi, ci sto riuscendo...
- Vi bastano?
Vado giù nella fossa, che è un piacere. Figa 12+12 fa 24, più o meno il numero dei giorni in cui staremo giù.

Ok la confidenza patatona mia...però, cazzo!
Ovviamente Ale in quel momento si stava preparando o stava cagando, che minchia ne so dove cazzo era.
Ma io le voglio bene anche per questo. Con lei sento di dover essere buona. Se le fosse capitata un'altra ragazza per suo figlio, credo che l'avrebbe buttata nel forno insieme alle patate.

Ma io vivo fiduciosa che un giorno le cose cambieranno.

Ho un po' di nausea e qualche dolorino mestruale ed è sabato. Non ho la minima voglia di stare qui.

sabato 18 luglio 2009

Una tristezza.
Una tristezza infinita.
Io lo so che ho quasi 23 anni e non ne ho 10 quindi non è giusto che io mi senta così ogni volta, ma non posso farne a meno: i miei sono partiti stamattina ed io sto già morendo.
Probabilmente invece mia sorella avrà già dato il secondo party a casa nostra.
Mamma.
Che poi l'ho fatta partire con l'angoscia, perchè sa che io ci sto male di brutto quando lei non c'è.
Ma di brutto brutto.
Ma non è tanto la partenza in sè, perchè so che hanno lavorato come negri tutto l'anno ed è giusto che come minimo 2 settimane di mare all'anno se le godano tutte...ma è il tempo, figa, il tempo.
Loro tornano l'1. Io l'1 parto e sto via quasi un mese. Non faccio neanche in tempo a vederli perchè di sicuro partiremo di mattina presto.
Cazzo io ci ho provato, ci ho provato a convincere Ale, sua mamma e quel pezzo di merda bastardo, nonchè essere odioso di suo padre a rimandare la partenza di un giorno, ma non ci sono stati cazzi. Ognuno pensa al proprio buco del culo. Che poi mica tanto, perchè io sono pronta a scommettere la testa che quel giorno, SABATO 1 AGOSTO, in autostrada ci sarà il delirio e un giorno finiremo per perderlo comunque.
Ma qui nessuno mi caga.
Il mio è solo un capriccio di una mammona viziata della minchia. Mammona e papona, ma decisamente più mammona.
Che palle cazzo santo.
E la risposta di Ale qual è stata?
"Amore, cosa vuoi che sia, tanto ci sono io"
Sei scemo.
Io dico: sei scemo???
No, le persone non capiscono.
E ieri che, figa, era il giorno prima della loro partenza che minchia ho fatto? Ho lavorato tutto il giorno perchè, cazzo porco, io non riesco mai a dire di no e perchè i soldi mi servono, specialmente adesso.
Lo so, sono un'esagerata, lo so.
Sono un'esagerata e incazzata nera.
E mio papà figurati, tornare un giorno prima? Siamo matti? Aver pagato una notte e una colazione in più per niente? Figurati...beh però c'ha ragione anche lui, amore.
C'ha ragione perchè siamo noi che dovremmo partire il 2, cazzo.

Domani andiamo a Bologna e ci stiamo fino a lunedì sera.
Non c'ho un cazzo di voglia e sono un peluche perchè sto coltivando il terreno sulle mie gambe per il 31, altrimenti l'estetista non strapperebbe una sega di niente. Dovrò andare in giro con i pantaloni lunghi o il legghins (o chi per loro) e lì così ci saranno 40 gradi all'ombra.

E poi Ale mi sta sul culo oggi e non voglio che mi si chieda il perchè.
Forse perchè il perchè non lo so neanche io.
Forse la mia è solo gelosia.
Ma, molto più probabilmente, è il fatto che ne ho veramente pieni i coglioni.

BASTA VAFFANCULO

Poi questo è veramente un mondo di merda, in cui un giorno in cui stai lavorando, ti arriva una gran bella telefonata che ti rivela che un membro della tua vecchia compagnia di vecchi amici di quand'eri adolescente è morto nel sonno. Ed aveva un anno in meno di te.

E' veramente un mondo del cazzo.
Ma è ancora più un mondo del cazzo perchè la notizia non fa altro che girare e rigirare, come fosse uno scoop.
Fanculo va.
Paese di merda. Mondo di merda.

mercoledì 15 luglio 2009

Chiamo Ale.
Mi risponde sua madre.
"Fede, Ale è al pronto soccorso".

Ieri 160 euro di multa.
Ieri sera litigata megagalattica.
Oggi giocando a basket dà una testata al suo compagno e si spacca il sopracciglio.

Mi ha rotto i coglioni.

Sono stufa.

giovedì 9 luglio 2009

AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH.

AMO QUESTO LAVORO.

Entra.
Come minimo avrà un 50-55 anni. Giacchetta un po' da agente di borsa ultramegafigo che, però, di figo ha solo i capelli bianchi.

- Salve.
- Salve. Mi dica.
- Oh no, un'altra ragazza. (con aria di sufficienza)
- Scusi?
- La prima volta ho trovato una ragazza, poi invece ieri un ragazzo che non so, è suo marito?
- No, è il titolare del negozio, il mio capo.
- Ok.
- C'è qualche problema?
- Uff...
- Guardi che me ne intendo anch'io sa? Se vuole dire a me...
- Mah
- Come vuole.
- No, guardi è la seconda volta che mi succede, prima con la cartuccia del colore, adesso con la cartuccia del nero.
- Che cosa?
- Non va, non stampa più, non me la prende più.
- Me la dia che la testo, vediamo.
...
- Ok, in effetti i contatti non sono buoni. Non so cosa sia successo.
- Non so cosa sia successo, FACCIA in modo di darmene una buona. (con aria di sufficienza)
- Se vuole gliene posso ricaricare un'altra, vedo che ha lì un vuoto.
- Sì, infatti. Ma se poi dopo poche stampe non funziona di nuovo?
- Beh, non dovrebbe succedere, non succede mai con queste cartucce.
- "Non succede mai" lo dice lei. (con aria di sufficienza)
- "Non succede mai" lo dico io perchè qui ci lavoro e lo so che "non succede mai".
- Forse non succede con altre cartucce. (con aria di sufficienza)
- No, io sto parlando di questa, la sua. Con questo tipo di cartuccia non succede mai. Ma c'è sempre una prima volta.
- E quindi? Non mi ha risposto. (con aria di sufficienza)
- A cosa scusi?
- Se dovesse ricapitare?
- Non so cosa dirle, se dovesse ricapitarle le faremo la differenza con un'originale o, se vuole, una rigenerata.
- In che senso? (con aria di sufficienza)
- Nel senso che ci sono tre tipologie di cartucce, le originali, le rigenerate e le ricaricate. Le ricaricate le ricarichiamo noi, le rigenerate le ricaricano in magazzino e le originali sono quelle dell'Hp. Lei ora mi ha riportato indietro una ricaricata che non funziona. Ora, se vuole, non le faccio nessuna differenza e gliene ricarico un'altra sempre garantendogliela, altrimenti se vuole con 10 euro di differenza le do una rigenerata, altrimenti la differenza sale e le do l'originale. A lei la scelta.
- Ma che ne so, senta veda lei. (con aria di sufficienza)
- Mmm...non posso vedere io...deve essere lei a dirmi cosa vuole. Non posso decidere al posto suo. Io le consiglio di farsi ricaricare questo vuoto che mi sta portando, così non mi dovrà nessuna differenza.
- Ok. Dai ok.
- Guardi, ci metterò una decina di minuti, se vuole può aspettare qui o può tornare più tardi.
- (sull'incazzato andante) NON POSSO! Mi faccio tutte le volte 5 CHILOMETRI per venire fin qui (oh figaaa poraccio ehh 5 km.........) dove vado, dove vado?
- No, niente, lo dicevo per dire...

Allora mi metto a fischiettare, perchè altrimenti la voglia di ficcargli la cartuccia su per il culo si fa sempre pià acuta e importante.

Lui mi parla, mi dice che allora anche l'altra volta l'altra ragazza che ha trovato qui avrebbe dovuto dirgli che gli avremmo ricaricato la sua cartuccia anzichè dargliene un'altra, io gli rispondo che molto probabilmente, dato che spesso e volentieri ci portiamo avanti con le ricariche, gliene ha data sì un'altra ricaricata, solo che ce l'aveva già pronta.
Ma tanto è talmente asino che non afferra il concetto, allora continuo a ricaricare non curandomi di lui e della sua snervante, seppur inutile, presenza.

Finisco di ricaricargli 'sta cazzo di cartuccia.
- Scusi, un secondo perchè oggi ho problemi di connessione...
- Ah, allora devi spegnere e riaccendere il computer.
(E' arrivato Bill Gates)
- Al massimo spengo e riaccendo il modem.
- No, il computer.
- Sì sì ok, no guardi, toh...funziona.
- Ascolti, quanto ha detto che costano le cartucce ric, rig...non mi ricordo...
- Allora, questa che è ricaricata viene 13 e...(mi interrompe)
- MA COSA STA DICENDO, IO NON LE DEVO PROPRIO NIENTE!
- Ma io le sto dicendo che verrebbe 13.90 ma lei non mi deve niente, le sto dicendo i prezzi
- Eh, io non le devo proprio niente (con aria di sufficienza ed ignoranza)
- Certo, anzi, le do io un buono da 1 euro perchè in fin dei conti le ho ricaricato un vuoto che era suo... (ma quanto sono idiota da 1 a 10?)

- Ecco, a posto signore. Siamo a posto. Problema risolto. Vede? Con la gentilezza si risolve tutto.
- Cosa vorrebbe dire con questo? E' lei che non è gentile per niente!
- Come?
- E' da quando sono entrato che si comporta CON ARIA DI SUFFICIENZA!!!
- Io? E' sicuro? A me pare che lei si sia comportato così fino ad adesso!
- Ma STIA ZITTA va
- Scusi???
- STIA ZITTA!
- Stia zitta?? (ci risiamo) Cosa sono la sua schiavetta? Ma lei chi si crede di essere?
- Io..
- Lei chi è? Chi è per potermi dire stia zitta?
- Io sono uno di quelli grazie al quale lei riceve lo stipendio, SE LO RICORDI!!!

AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
(gli rido in faccia, ma tanto)
- Guardi che con o senza la sua presenza io lo stipendio lo prendo comunque, sa?
- Basta! Lei è proprio maleducata!
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
- Io? E di lei, ne vogliamo parlare?
- ZITTA.
- Senta, perchè anzichè urlare non chiama il titolare e gli racconta di quanto la commessa sia stata maleducata?
- Io non chiamo proprio nessuno, parlo direttamente con lei!
- Sì dai, ok, arrivederci!
- Lei è UNA PERSONA SUFFICIENTE.
- Ciao!

E se ne va.

IO SONO UNA PERSONA SUFFICIENTE. Questa mi mancava. Lui sì che mi conosce bene.
Basta non ho neanche voglia di stare qui ad insultarlo perchè
1. è un asino
2. è un poveretto
3. COGLIONEEE, GLI UGELLI E LA TESTINA SONO DUE COSE COMPLETAMENTE DIVERSE! MONGOLO!

Ma che poi....dopo una mezz'oretta, un'oretta, boh, mi scrive la mia collega che ha chiamato un tizio da questa zona dove sono io e che ha chiesto di parlare col titolare. Allora lei gli ha dato il numero del capo 1.
Mi sono ammazzata dalle risate pensando al capo 1 che risponde al telefono trovandosi questo pirla all'altro capo del filo e che gli ha detto di quanto io sia incompetente, maleducata, stronza.
Sai che cazzo gliene frega a lui. Ne ha viste più di me.
Ma che pooooi! Non c'hai proprio un cazzo da fare......non hai proprio di meglio da fare che fare un giro assurdo di telefonare per parlare con il titolare di una che ti ha tenuto testa e per questo ti rode il culo da morire, perchè sei abituato a tenere ogni persona sotto di te.
Tranne forse una donna (o un uomo), perchè te lo si leggeva negli occhi che non scopavi da una vita.
Sfigato.
Ma tanto, si sa, il cliente ha sempre ragione.

SONO TORNATA AD AMARE QUESTO LAVORO.

martedì 7 luglio 2009

E la pseudodepressione è quasi del tutto svanita anche se devo ammettere che sta durando più del previsto.

Giovedì 9 sera molto probabilmente andrò alla pizzata di classe di fine anno del mio ragazzo e dei suoi (ex) compagni. Che minchia c'entriamo io e le altre ragazze? Meno male che almeno ci sarà la Marti, che ci sta dentro non poco.
Giovedì 9 sera molto probabilmente, se la pizzata di classe di fine anno del mio ragazzo e dei suoi (ex) compagni dovesse saltare, dovremo andare alla pizzata con la vecchia Esse. Non ci credo molto a questo genere di reimpatriate, ma se dovesse essere, non mancherò. Non mancheremo.
Giovedì 9 sera Lei è a Bergamo. Fiera di Bergamo.
Io certamente non ci sarò.
Mi sta passando la faccia da culo del dopo concerto di venerdì scorso e non intendo riappiccicarmela di nuovo.

Ma sento di non stare del tutto bene.
Sento di aver bisogno di mare. Sento di aver bisogno di mare. Sento di aver bisogno di mare.
Mare e tanta, tanta nostalgia di casa mia. Di riabbracciare i miei, di riabbracciare mia mamma perchè la Sicilia è tanto tanto lontana da casa.
Ho bisogno di provare, ascoltandoLa all'mp3, quel senso di vuoto che mi provoca, appunto, il vuoto di Ale quando siamo in vacanza separati e rendermi conto e realizzare che invece ce l'ho lì, a un metro da me quest'anno, perchè siamo forse sempre più innamorati e più forti.
Perchè in questi ultimi mesi ne abbiamo passate di ogni.
Perchè in questi ultimi mesi abbiamo passato più di quello che alle altre coppie normali accade di affrontare.
Ho bisogno di un i-pod, sarà il primo acquisto del prossimo fiorentissimo stipendio.
Se non sarà un i-pod perchè costa troppo, sarà un mp3 un po' più carino di quello mio vecchio.
Stamattina ne ho visti un paio interessanti all'Orio Center (così...ore 10:00 "amore piove, cosa fai stamattina?" "niente patatino, me ne sto a casa a cazzeggiare" "andiamo all'Orio Center?" "Ok")
Bello l'Orio Center. L'ultima volta in cui ci sono stata avevo forse 2 o 3 anni.
Zero ricordi.

Sono abbastanza triste. Giù.
Ed anche incazzata.
Incazzata perchè vorrei fare la paladina della giustizia in certe situazioni che mi rompono da morire ma non trovo nè l'occasione nè il coraggio di farlo.
Ed odio il mio essere così perchè il più delle volte sono io a soffrire più di quanto la parte debole soffra.
E' un circolo vizioso, il gatto che si morsica la coda, come direbbe la Marta. E direbbe giusto.
In una vita precedente devo essere stata Robin Hood.


Io e Ale stiamo organizzando di lasciare qualcuno all'Autogrill durante il nostro lungo viaggio.
Probabilmente lui scherza, certamente io no.

sabato 4 luglio 2009

Ironia della sorte, ti chiami Lau, come la mia unica lettrice.

Eccoci, io l'Elmi e la Michi siamo arrivate, e penso subito al culo mastodontico (quasi grande come il tuo, ahahahah) che abbiamo avuto, per il fatto di essere arrivate quasi alle 7.30 e di essere lì pronte ad attenderti in una delle prime file.


Il tizio che sistema fili sul palco riesco a vederlo perfettamente. Non ho bisogno degli occhiali.
Se grido, anche senza sforzarmi troppo, mi può sentire.

Un momento:

questo vuol dire che...
oh cazzo santo. Questo vuol dire che...
io ti vedrò perfettamente. Questo vuol dire che tu sarai a poco più di 10 metri da me. Questo vuol dire che adesso mi viene da svenire.


No, non posso stare seduta come fanno tutti.
Io non posso aspettarti da seduta.
Manca un'ora e mezza all'inizio. Mi devo alzare. Io devo rendermi conto di quanto vicina ai miei miopissimi occhi sarai.


Cazzo sono in piedi. Sono in piedi di fronte al palco.
Lo stesso palco che ho seguito nel montaggio e nell'assemblaggio i giorni prima.
Dio. Dio santo. Io non sono solamente in piedi di fronte al palco.
Io sono in piedi, con le mani in tasca, a poco più di 10 metri dal palco.
Ma a me quei 10 metri sembrano uno.
A me quei 10 metri sembrano un cazzo, mi sembrano il nulla.


Io me ne sto qui in piedi.


Sono le 9.30, sei in ritardo di mezz'ora.
Mi sento male. Mi sento svenire perchè qui intorno cinquemila persone gridano il tuo nome.
Penso che a San Siro eravamo in settantamila a gridarlo e mi viene da ridere.
Ma io non grido come loro. Sento di non aver bisogno di farlo, sento che a te non cambia un cazzo.

Poi guardo davanti a me e mi viene da piangere.
Di nuovo mi sento svenire. Perchè non arrivi? Sono le dieci meno venti.

Mia sorella mi chiede se io stia bene.
Le dico di sì, ma sto di merda. Sto malissimo. Mi sento sola con il palco. Solo io e lui.

Non arrivi.

Ho un mancamento.
Rimango fissa, immobile, guardo sempre davanti a me. Dovrai arrivare prima o poi.


Arrivi.


"Anche d'estate nevica, se la tua mente immagina, se la tua casa è un albero di gomma piuma e canapa. Senti l'aria del mattino che sa di incenso e di primula. Ti rivedi in quel bambino che rincorre una libellula, ALZANDO LE SUE BRACCIA VERSO IL CIELO..."


Dove sei? Piango. Mi sento esplodere dentro. Stessa sensazione del 2 giugno 2007. Forse non la stessa, ma ci si avvicina tanto. Tantissimo.
Eccoti.
Io ti ho vista.
Sei qui.
Che cazzo mi succede?
Ho paura perchè il mio cervello, il mio cuore e le mie gambe sembrano appartenere a tre corpi diversi.
Smetto di cercarti con lo sguardo per un secondo e lo rivolgo alle mie gambe.
Sembrano impazzite, fermatele. Devo fermarle.
Mi devo calmare.
Il cuore è impazzito.
Eppure ragiono. Ragiono abbastanza lucidamente.
Nel mio corpo qualcosa non va.
Attacchi col ritornello.
Me ne fotto delle mie gambe e del mio cuore.
Salto.
Grido.

Tu mi devi sentire.
Tu devi sentire che cazzo mi fai provare.

Oh minchia.
Minchia Laura che cazzo fai, ti avvicini? No non farlo perchè io non ti ho mai vista da vicino.

Ti vedo da vicino in televisione. Di solito mi ci attacco e comincio a sbraitare come una mongoloide. Ma ora non siamo a casa, non ho in mano un pacchetto di patatine, non ti sto guardando attraverso uno schermo.


Io ti guardo. Io ti sto guardando davvero. Io ti guardo negli occhi.

Oh merda sei qui.
Minchia sei dietro casa mia e davanti a me. Ti vedo perfettamente.
Mi paralizzo, non posso più cantare, non posso.
Se canto non mi concentro.
Se canto non riesco a vederti bene.
Mi immobilizzo e piango. Piango come una pazza, una disperata perchè tu non puoi essere così vicina, non puoi farmi questo Laura, non puoi.


Io sto male a scrivere queste cose.
Sto malissimo e mi sono pentita di essere venuta a questo maledetto concerto.
Perchè ha cambiato tutto.
Non si può aver avuto il proprio idolo a 10 metri di distanza e pensare che la propria vita sia identica a prima che ciò avvenisse.

Perchè non mi guardi, perchè?
Perchè non mi guardi, perchè non guardi me che sono qui che sto morendo, sto morendo perchè tu sei tutto ciò che per me riassume la parola MUSICA, tu sei, questa sera, tutto il mio mondo, tu che non ti rendi conto che guardandomi potresti provocarmi un infarto.
E sei anche bella, mi stupisco perchè ti ho sempre presa in giro con tutti un po' per il tuo culone che tu stessa sfotti e un po' per il tuo naso supermegappuntito che, di nuovo, tu stessa sottolinei di avere perchè sei incredibilmente autoironica, umile, eccezionale. Sei semplicemente tu.

E anche io sono semplicemente io, ma non mi guardi. Forse davanti a te vedi una distesa scura, non vedi le nostre facce.
Non è vero.
No, non è vero, tu ci vedi benissimo. Tu ci vedi benissimo perchè fai qualcosa per la quale, lo giuro, mi strapperei i capelli: tu dedichi una canzone a una del pubblico, sotto i miei occhi invidiosi e increduli, a una del pubblico che te lo ha chiesto esplicitamente su un foglietto di carta bianco tutto stropicciato.

Tu lo fai. Tu la guardi. Tu la guardi e le dici che gliela stai per cantare, solo per lei. Solo per lei perchè quella canzone non è nemmeno in scaletta. Parli, dici che non ricordi se quella canzone sia repertorio del tuo primo o secondo album.
Io mi incazzo da morire, e con tutta la rabbia che ho in corpo ti grido "NEL SECONDO CAZZOO".

Ma non mi senti. Sei troppo intenta a cantare a cappella quella canzone.
Ti detesto. E detesto me stessa. Mi sento morire perchè penso che se solo tu avessi provato a dirmi "ciao" io sarei probabilmente svenuta o esplosa. Figuriamoci se avessi cantato una canzone solo per me.

Ti detesto.
Ti odio perchè non le puoi fare queste cose. Sei ingiusta.

La canti.

Potrei chiamare la Marta, perchè la canzone in questione è "Un amico è così", ci starebbe. Ma non ci penso. Sono incazzata. Sono incazzata e canto con tutta la rabbia che ho in corpo, la canto con te, a cappella. Mi stupisco perchè in pochi la conoscono. E' vecchia.

Ma io le conosco tutte.

Il calvario termina, riprendi con il tuo concerto.

Ho pagato per seguire il tuo concerto, non per seguire le dediche di merda che fai agli altri fan.

Ti odio.

Ti adoro.

Canti, canti, canti, canti, canti. Chiudo gli occhi, un po' perchè tanto ti sei imboscata e quello davanti a me è alto 18 metri, un po' perchè io ho bisogno di sentire la tua voce. Ho bisogno di far sì che essa entri dentro di me che ci rimanga. Ho bisogno di interporre il nulla tra me e il tuo microfono.

E mi girano, mi rompe da morire il fatto che tu non ti renda conto di che fan ti trovi davanti, presente a quello che molto probabilmente consideri un concertino della minchia, un cazzuto concertino di provincia in cui non è necessario creare chissà quali coreografie o che minchia ne so.

Merda, lo fai di nuovo, ti avvicini.

Ma hai idea di quello che fai quando ti avvicini? Hai una vaga idea delle emozioni e del casino disastroso che mi provochi dentro quando vieni verso di noi?

Ti odio perchè no, non ce l'hai un'idea.

Mi detesto, mi detesto perchè non trovo la forza fisica di gridare, sono troppo spompata, non trovo la forza per gridarti "GUARDAMI", perchè sono convinta che se lo facessi tu lo faresti. Tu mi guarderesti e forse mi diresti anche una frase. Che ne so.

Cazzo.

Cazzo lo fai. A me sembra che tu lo abbia appena fatto. A me sembra che tu mi abbia appena guardato. Mi hai fulminato. Mi hai fulminato. Probabilmente l'ho solo immaginato. Ma a me piace tanto pensare che no, non me lo sono immaginato.

Ecco che canta la seconda canzone (in ordine cronologico, però, la prima) mia e di Ale.

Lo chiamo, anche se lui la mia divina la chiama "troia culona", va beh. La sente, dice qualcosa che non capisco, riattacco perchè va bene Laura Pausini, ma spendere tutta la ricarica in questa circostanza non mi pare il caso.

E' finito il concerto.

Mi ricordo quando due giorni fa, dopo essere diventata la migliore amica, insieme alla Michi, di quelli che montavano il palco e di quello della sicurezza, mi ero perfino illusa di poter scaraventarmi nel backstage dopo il concerto.

Che assurdità.

Una cosa del genere non potrà mai, mai succedermi.

MAI.

Andiamocene a casa.

Anzi, ho voglia di vedere il mio amore. Il mio amore che oggi ha sostenuto l'orale, finalmente.

FINALMENTE questa cazzo di scuola è finita. FINALMENTE questa cazzo di storia è finita.

Ora l'attesa dell'esito è a dir poco snervante.

Lui sta meglio. Chissà se adesso qualcun altro starà meglio.

Scriverò il tuo nome in maiuscolo.
Fino a che non sia grande come te.
Sai mi fa confondere, questo averti qui.
Io quasi colpevole, di poterti dire che.........
Tu esisti dentro me. Sei da difendere con grazia semplice, così,
per l'amore che non hai, che non ho voluto mai, che ormai esiste dentro noi.
E darò al mio entusiasmo ossigeno, senza freni inibitori o calcoli.
Non è stato un caso se ora siamo qui, vivi e consapevoli di continuare a dire che...........
Tu esisti dentro me, sei da difendere con grazia semplice, così,
per l'amore che non hai, che non ho voluto mai, che ormai esiste dentro noi.
Perchè io amo chi sei.
Lo sai.
Noi siamo come vorrei.
Come vorrei.
Così, quell'amore che non hai, che non ho voluto mai,
ormai esiste dentro noi.
Scriverò il tuo nome in maiuscolo.

Tutti mi chiedono come sia andata ieri sera. A tutti, indistintamente, dico "bene, bene ma dopo aver assistito a quello di San Siro del 2 giugno 2007, credo che d'ora in poi ogni Suo concerto sarà qualcosa di molto piccolo, bello, ma molto piccolo".

Ma in realtà sono stradepressa. Stradepressa perchè avrei potuto fare di più. Io avrei potuto. E proprio perchè è stato qualcosa di molto piccolo. Grande, ma pur sempre piccolo.

La Villa era totalmente un'altra cosa ieri sera. Andare in Villa da oggi (ieri) in poi, sarà totalmente un'altra cosa.

Basta.

Tanto, mi conosco, tempo 2 giorni e sto già meglio.

Ciao.

sabato 27 giugno 2009

Quella troia vecchia puttana baldracca maledetta rotta in culo della minchia viscida schifosa lurida merdaccia liquefatta bastarda ignorante spilorcia della minchia giovedì sera ha detto al mio capo 2 che "quella RAGAZZINA è un'IDIOTA".
1. Complimenti al capo 2 che me lo viene anche a dire.
2. Quella specie di schifo di essere umano deve solo provare a tornare quando ci sono io e soprattutto quando c'è Ale qui con me. AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH. Non che abbia bisogno di essere difesa dal mio eroe sul cavallo bianco, ma in due sarebbe più smerdoso.
3. Mi sono abbastanza sfogata ieri al telefono e contro i clienti, quindi non ho più bisogno di farlo qui: preciso che è stata una delle volte nella mia vita in cui ho rischiato un attacco cardiaco a causa dell'incazzatura.
4. Quella vecchia con un piede nella fossa (quanto amo esagerare) ha detto così perchè, con una probabilità pari al 100%, quella splendida persona del capo 2 avrà dato tutta la colpa a me per l'accaduto, che ne so, dicendole che è stato un errore mio non dirgli che era un ordine urgente (che poi un fin dei conti non lo era nemmeno, ma non importa). Che poi è vero, non mi ricordo di avergli specificato di dover passare per forza a lasciarmi l'ordine però, porcaputtanatroia, se io ti chiedo "passi tu in pausa pranzo", tu mi dici sì, cazzo è scontato che so che me li lasci qui, visto che l'hai sempre fatto e che, fino a prova contraria, questo negozio è a metà tra i fornitori e l'altro negozio in cui devi andare, cazzo porco. Che minchia ne so io che devo stare a specificarti che la merce mi serve pomeriggio? Che poi qui è tutto urgente, quindi mi sento al 90% nel giusto.
Fanculo chi se ne frega.
E' andata così, e appena la vecchiaccia tornerà la sistemo io. Non vedo l'ora. Ormai non vivo per altro.
Tu, 60-65-70 anni, dai a una RAGAZZINA dell'IDIOTA??? Hai dei problemi seri allora. Per un toner poi. Che pena che mi fa. E mi farà ancora più pena quando ce l'avrò davanti, distesa per terra, strabordante di botte, lividi e ferite.
I conti vanno pur regolati.

Comunque...
Anche certi sprazzi di deficienza della clientela a cui prima non facevo caso e lasciavo correre, adesso sento di dovergliela puntualizzare in faccia di volta in volta.
Ieri:
(un vecchio)
- Ciao, io ho una EPSON RX fjghfgh
- Scusi?
- EPSON RX djghfdk
- Scusi la parte più importante, ovvero il numero del modello, se me lo dice a bassa voce io non riesco a capirla...
- EPSON RX BLA BLA BLA.
- Ok
- Vuole solo il nero o la confezione con dentro tutto?
- Voglio i 4 colori.
- I 3 colori e il nero?
- No, i 4 colori!
- Ci sono i 3 colori e un nero.
- I 4 colori.
- Io le do la confezione con 3 colori e un nero se vuole. (stronzissima più che mai ahahahahahah)
- Scusa perchè il nero cos'è? Non è un colore?
- Certo, il suo nome comune di cosa è "colore", ma nel linguaggio specifico lo si separa dai colori, quindi viene chiamato con il suo nome proprio, che sarebbe "nero".
- Ed io dico 4 colori, ok?
- Proprio ok no...dovrebbe dire un nero e tre colori (ahahahahahahahahahahah)
- Senti muoviti.
- Scusi?
- Muoviti.
- "Muoviti" a me non lo dice perchè non sono la sua schiavetta ok? Non sono qui per eseguire i suoi ordini. Se vuole, con educazione, io le do quello che mi chiede, ma "muoviti" non si deve azzardare a dirmelo, altrimenti quella è la porta.
- (zitto)
- Vuole la confezione risparmio compatibile?
- Sì.
- Sono 22,90.
- (paga)
- Grazie, arrivederci.
(passano 5 secondi, rientra)
- Dica.
- Io ti ho detto Epson.
- Eh, ok. Ed io le ho dato le compatibili per la sua Epson.
- Ma io voglio Epson Epson.
- Ok, non si scaldi...mi dà la differenza e le do l'originale, che problema c'è? Certo che se io le chiedo se vuole le compatibili e lei mi dice di sì, io non è che capisco che vuole le originali...(ahahahahahahah)
- (silenzio)
- Perfetto, la differenza che mi deve è di 15 euro. (ahahahahahahahahahah)
- 15 euro?
- Sì.
- Scusa fai bene il calcolo, è impossibile così tanto.
- Allora...37.90 meno 22.90.............quindici.
- A me sembra tanto.
- Prego, faccia pure lei il calcolo.
- Tieni.
- Grazie, arrivederci.

AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

Babbo.

Mo non me ne frega un cazzo. Chi mi sta sul culo lo massacro.
In questo ultimo mese devo liberare tutte le mie frustrazioni.

Ho cercato il nome della vecchia, o meglio, il nome della sua azienda su internet.
Si occupa di legnami. AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH.
Perfetto. So cosa fare. Le rovino la vita.
Potrei fare loro della cattiva pubblicità, sì ma con chi?
Oppure potrei aprire io un'azienda che si occupa di legnami. Ma chi cazzo è così idiota da farlo?
Ah, giusto, lei.
Le spacco la testa con un pezzo di legno.

giovedì 25 giugno 2009

UNA STATUA.
IO A LUCA FACCIO UNA STATUA.

MA PORCA TROIA. MA PORCA PUTTANA TROIA VACCA DI MERDA LURIDA MALEDETTA.
SONO INCAZZATA NERA. NERA. NERA. Come? NERA.
Ma io dico, Cristo Santo: ti chiamo, vecchia di merda, e ti dico che mi dispiace, che il tuo toner che avevi ordinato martedì, che se ce l'avessi qui te lo ficcherei volentieri in culo, non è arrivato perchè il capo 2 non me l'ha portato, che cazzo devo fare? Tu mi dici: "eh, però non è giusto, io l'ho ordinato martedì, siamo GIA' a giovedì e non me l'avete ancora procurato!".
Io ti dico "mi dispiace, guardi non so cosa dirle, è passato a ritirarlo ma anzichè portarmelo qui l'ha portato nell'altro negozio, guardi siamo tutti strapresi perchè manca un titolare e una dipendente perchè sono in ferie e..." tu mi interrompi e mi dici incazzata come una iena "NON MI INTERESSA! Questa è MANCANZA DI SERIETA'!!!!!!! IO CAMBIO FORNITORE!" io ti dico: "mancanza di serietà? Cambia fornitore? Non sta un po' esagerando adesso?" e lei: "NO! Sono anni che sono vostra cliente e mi avete sempre ordinato e fatto arrivare la merce da un giorno all'altro!!!" Ed io: "Appunto! Per una volta che succede una cosa del genere, un ritardo di un giorno, lei si deve arrabbiare in questo modo? Di nuovo, non le sembra di esagerare?" "No!!!" ed io: "a me pare di sì, le ho detto che mi dispiace, più che dirle questo cosa devo fare, mettermi in ginocchio? Cosa devo fare?" e leiii e leii: "DEVE fare in modo di farlo arrivare in negozio per le 4. Se per le 4 il toner non è arrivato in negozio, io cambio fornitore." ed io: "signora, per le 4 è impossibile perchè io sto lavorando in negozio qui, il mio capo sta lavorando nell'altro negozio, gliel'ho detto che siamo incasina..." "non mi interessa! Io lo devo avere per le 4, altrimenti ciao" ed io: "non so cosa dirle allora. Il teletrasporto non l'hanno ancora inventato, non può portarglielo qui se lui è in negozio." e lei "e allora me lo procuri tu" ed io "come faccio se devo stare qui in negozio? (ma porca troiaaaaa)" e lei: "ah, trovate un modo." Poi, io a lei: "guardi, il capo mi ha detto che alle 7 lui chiude il negozio e in una mezz'oretta riesce ad essere qui col suo toner, se vuole passare..." e lei: "EH NO! EH NO EH! Adesso ME LO DOVETE PORTARE VOI!" (brutta vecchia bastarda) ed io: "vedo cosa posso fare..." e lei: "no anzi, non ho voglia di star qui ad aspettarvi inutilmente, facciamo che appena ha il toner alle 7 mi chiamate" ed io: "7.30" e lei "ah, prima era 7, adesso è già diventato 7.30???" ed io: "SETTE CHIUDE IL NEGOZIO, E SETTE E VENTI-SETTE E TRENTA RIESCE AD ESSERE QUI (ma porca troia)". "Ok comunque non ce l'ho con te, ma con il tuo capo" ed io "ok ma capitano queste cose, fossero questi i problemi".
Non ho ricevuto risposta.
Ma anche il capo2, porca puttanatroia!!!!!!! Io capisco che sei strapreso, lo capisco, ma figa cosa ti costa lasciarmeli giù 2 fottuti toner??????
Cazzo te l'ho anche detto, vado io se non ce la fai, facciamo a turno.
Va beh è andata così. Che palle Madonna.
Capo 1........TORNA!!! TORNA PRESTO PERCHE' QUESTO NEGOZIO SENZA DI TE VA A ROTOLIIII!!!!!!!!!!!
Comunque questa VECCHIACCIA è la stessa che martedì mi ha detto:
"Io l'ho già vista.."
Ed io:
"Sì, certo, anch'io, non è la prima volta che viene qui"
E lei:
"No no, io l'ho vista settimana scorsa, forse in qualche negozio..."
Ed io:
"Ah si?"
E lei:
"Sì sì, sono sicura, io una faccia così non me la dimentico"
Ed io:
"Così come?"
E lei:
"Così pulita"
Ed io:
"Beh, pulita mica tanto, sono piena di brufoli (volevo dirle che avevo le mie cose ma ho lasciato perdere)"
E lei:
"Ma no, intendo pulita, così bella da vedere, così bella da guardare, piacevole"
Ed io:
"Ah ok"

E guarda invece che stronza è. Tirchia stronza di merda. Tirchia perchè chiede sempre gli sconti. Pezzente.
Cambia fornitore idiota, vediamo quanti giorni ci mettono a farti arrivare la merce. Merda! Merda! Brutta merda!

Vaffanculo volevo raccontare della prima prova scritta di maturità del mio cucciolino ma siccome la gente FA CAGARE, non ho più voglia di fare un cazzo oggi.
Vaffanculo sono stanca.
Tra l'altro è arrivato via fax un curriculum di una del mio paese che, tra l'altro, conosco...o meglio, conoscevo. Ahahahahahahahahahahahahahah minchia se la conosco ahahahahahahahah.
Prendetela, prendetela, bravi bravi prendetela, fidatevi!!!
OTTOMIIIIILAAAAA ahahahahahahah. Che risate...stasera chiedo a Ale se le la ricorda...mamma mia che affarone se la prendono mmm.
Ad ogni modo non so che fare di questo curriculum.........
Ma si può che sto provando un'irrefrenabile voglia di stracciarlo in mille pezzi e disfarmi quindi delle prove? Il che è un controsenso visto che detesto questo lavoro e sopra ogni cosa detesto le persone e infine visto, detto, e straconsiderato che me ne andrò da qui. Eppure...eppure sono maledettamente gelosa.
Massì vaffanculo me ne vado, la gente mi fa schifo e affrontarla da sola senza qualcuno con cui sfogarmi è diventato straziante.

Dai che è giovedì.
Ancora due giorni e questa settimana infernale sarà finita.

Domani il secondo scritto.
Speriamo porca troia.

(tra l'altro lunedì avevo cominciato a postare il resoconto del concerto a San Siro di domenica...ma poi sono stata assalita dalle bestie e non ho più fatto in tempo. Ce l'ho salvato, anche se non interessa a nessuno, ma interessa a me, presto credo che lo terminerò e pubblicherò).

Fanculo.

sabato 20 giugno 2009

A me dispiace.
Sono qui, sono appena uscita da casa tua.
Mi dispiace perchè ti voglio bene, ti voglio veramente bene.
Sei una palla al cazzo, a volte ti detesto perchè dici cose senza senso e non capisco perchè, a volte mi fai tenerezza e altre ti ammiro perchè fai il lavoro che ho sempre sognato di fare.
Ti adoro, sei una delle persone che più contano per me.
Ti ho vista ridere, ma soprattutto piangere. Ed io sono fatta così, se ti vedo piangere mi incazzo come una iena con chi ti fa stare così perchè sei fragile, non sei forte come tutti credono o come vuoi far credere ma, sopra ogni cosa, perchè ti voglio un bene incredibile.

Stasera ho salutato i genitori di Ale in questo modo:
"Ciao. Buona notte. Io qui, in questa casa, non ci metto più piede."

E ho visto il tuo faccione e mi si è spezzato il cuore.
Ma io devo, io voglio pensare più a lui, solo a lui, solo a noi d'ora in poi.
Io quella faccia di merda del cazzo di minchia di quell'uomo del cazzo da quattro soldi, non lo voglio più vedere.
O io o lui e, siccome quella per metà è casa sua, lui.
Quindi io fuori.
Quindi Ale da me.
Andremo a berci un caffè insieme qualche volta.
Come mi dispiace non hai idea.
Ma abbiamo 22 anni e non abbiamo privacy, non abbiamo aria, non abbiamo respiro.
Senza contare il fatto che quella merda schifida non fa altro che fargli del male con la sua presenza della minchia.
Io voglio pensare a lui perchè lo amo.
Io voglio pensare a lui perchè è più importante di te, è più importante di me, è più importante di tutti, forse le uniche persone che non batte in importanza sono i miei genitori.
Ma, si sa...come una persona saggia una volta mi ha detto, i genitori non siamo noi a sceglierli, è come se ci venissero imposti, mentre il compagno della vita sì, siamo noi che ce lo scegliamo.
Ed io ho scelto lui. E lui ha scelto me.

Sto strascrivendo. Ho lavorato, ho sonno e non vedo l'ora di trovarmi davanti Laura Pausini.



Mi dispiace.
Mi sto cagando addosso dalla paura.
La settimana prossima sarò qui da lunedì a sabato superfull time e mi sto cagando addosso.
Come può Luchino fidarsi in questo modo?
Io non mi fiderei a lasciarmi in mano un negozio per una settimana intera...più che "un" negozio, "il" negozio.
Ho la fottutissima paura di sbagliare qualcosa, di sbagliare tutto.
Di sbagliare gli ordini.
Di sbagliare a ricaricare. (Cosa che ho appena fatto e siamo soltanto a sabato, ho fatto una minchiata, un errore della Madonna che non avevo mai fatto prima).
Sto avendo quasi un collasso perchè la pistoletta dell'acqua non funge e perchè è finita la carta per le prove di stampa. Porca miseria porca.
E non posso neanche chiamare Luchino. Come faccio tutta settimana a lavorare senza di lui?
Quando non c'è so però che c'è perchè è in un altro negozio. Cazzo sta settimana che arriva non posso scassargli la minchia mentre è al mare.
Ho una paura fottuta.

E' passato qualche minutino e l'altro capo, il n.2 che ho disprezzato tanto ultimamente (con ulteriori sensi di colpa allucinanti perchè in fondo io me la prendo per stronzate e poi nel giro di 2 minuti mi sento una merda) che mi ha aiutato telefonicamente a cambiare il rotolino. E ce l'ho fatta perchè non sono così impedita come pensavo fossi.
Rimane il problema della pistoletta dell'acqua ma posso anche non usarla.
Poi è sorto il problema del timbro.
Faccio 'sto minchia di timbro.
A un certo punto la stampantina mi si blocca e mi lancia un messaggio incomprensibile in inglese. Strano perchè l'inglese di solito lo capisco al volo. Fanculo.
Mi scervello.
Passano dieci minuti.
La prendo in braccio e penso di scagliarla in mezzo alla strada.
Poi ci ripenso.
Poi ci ripenso di nuovo e prendo in mano il telefono.
Compongo il numero di capo 1.
Poi ci ripenso.
Metto giù senza far partire la chiamata.
Penso a quale possa essere il fottuto problema.
Sì cazzo sì!!!
Mi viene in mente che forse sono finiti quei cosini trasparenti che servono a far l'impronta del timbro cazzo!
Cerco i ricambi e li trovo subito.
Li inserisco, vado a culo, se va va. Altrimenti tornerò a pensare di scagliare la stampantina in mezzo alla strada.
Funziona.
Il timbro è bello che pronto. Evvai.
Mi sono di nuovo ricreduta su me stessa e responsabilizzata ulteriormente.
Sono pronta per il mondo adesso.

Il mio bambino sacrosanto è andato a mangiar fuori per il compleanno di Jamby, Jonnny, Sonny, l'uomo dai mille soprannomi.
La sottoscritta non è potuta andare perchè lavora.

Devo finirgli la tesina cazzo, solo da pochi giorni però mi sono resa conto che non potrò mai andare in quel posto dove vado a fotocopiare i libri perchè lavoro tutta la settimana. Non un'ora libera. Ci va lui, tanto il suo capo-amico-secondopadre gli ha "regalato" 4 giorni di ferie per studiare.
Sto anche pensando che settimana prossima dovrò andare io dai fornitori. Anche se spero di fare a turno, un po' io e un po' capo 2 altrimenti che due coglioni, ho diritto anch'io alla pausa pranzo.
Intravedrò uno sprazzo della vita di capo 1...con la sola differenza che, credo, il capo 1 non ha tutti i problemi senili che possiedo io.

---nel frattempo si è fatta l'una, sono andata a casa, ho mangiato un bel piattone di pasta al sugo (strano eh) e poi sono tornata qui----

Credo che sabato 27 alle ore 18.30 tirerò un urlo che boh, spaccherà tutto, tutto.
Sono però ormai entrata nella parte. Ho anche cominciato a parlare con le cartucce.
Poco fa, mentre ricaricavo una 56 Hp, ho guardato una 21, ho testato i suoi piccoli contatti, l'ho tenuta per un po' nella mia mano e le ho detto "la prossima sei tu, hai capito cartuccina?".

Che palle non posso pensare che quello stronzo sia lì e che quella troia lo guardi. No poveretta non è una troia, però sono quasi certa, anzi certa, che un interesse per lui ce l'ha.
Papera.
Papera.
Papera.
Lei 'sto giro sarà libera di parlargli, di scherzarci, tanto non c'è quella troia della Fede.
Ed io mi sto rodendo il culo.

Ad ogni modo, mi sono ridata a Marco Masini. Sì lo so sono una sfigata, ma cosa ci posso fare se mi piace?
Mi sta facendo di nuovo impazzire "Il morbo di Beautiful", mi fa morir dal ridere, me l'ero dimenticata sta genialata di canzone.
E poi "Zero", fantastica (a proposito, ho ritirato fuori di recente anche Renato Zero ma questo è tutto un altro capitolo). Di "Zero" mi piacciono le frasi:
"Ero, prima di esser me, il 9233"
"Avevo un corpo ma dentro non c'ero. E ora sono trasparente, non più bianco non più nero, sconosciuto al mittente, finalmente zero zero!"
"Sì, tutti numero 1 e va bene così. Tutti in centro a Milano e nessuno che aiuta nessuno ma io sono amico di un treno che passa di qui e mi porta ogni giorno il profumo del mare e un vestito da zero."
"...in questo mondo di ricchi panini, come granelli di umana polenta. Forse siamo dei bambini in piscine di placenta, siamo gli ultimi dei primi perchè il mondo non rallenta"
"Sì, tutti numeri uno ma senza di me come fate a far 10, a far 100 a far 1000 miliardi da zero? Sensa gli zero?"
E poi "Protagonista", bella:
"Dopo tanti fallimenti, sono fiero di me stesso, dei pensieri più violenti che traboccano dal cesso. Della mia colpa cristiana forse sono un parassita, ma non faccio la puttana sulla strada della vita. Meglio un giorno da leone che un generico ingranaggio, meglio essere aquilone che un patetico pagliaccio. Potrei fare il terrorista, un mercenario strapagato...basta sia il protagonista di quest'attimo presente senza fiato"
"Dopo troppi sentimenti odio tutte le persone, i vicini e anche i parenti, i barboni alla stazione. Soprattutto certi topi con i titoli di borsa, che hanno cuori come lupi ed il culo in una morsa. Meno male il mio interesse per il mondo è relativo, non mi riempio di compresse e per mantenermi vivo metto il tempo in una busta, cancellando il prima e il dopo, perchè da protagonista è da anni che ormai vivo senza scopo"
"Meglio essere un protagonista che un fallito fantasma di sè"
"Chiuso qui fra quattro mura ricompongo la mia vita, correggendo la stesura della sua commedia vuota. Per riuscire a dire basta ed amare prima o dopo, perchè da protagonista morei senza uno scopo"

E' un signor poeta.

Ad ogni modo, ho capito una cosa se realmente intendo sopravvivere: devo tirare un sospirone e vivere. Vivere e basta, deve scivolare tutto. Tutto. Devo essere una superdonna questa settimana.
Lo so, sto esagerando...però chi legge (Lau) forse non sa che cosa vuol dire lavorare in questo negozietto, non lo sa...più che cosa voglia dire lavorare qui, non sanno la gente di merda che passa di qui. Ops, correggo, la gente che passa di qui, perchè non esiste "gente di merda" dato che sono tutti delle merde, indistintamente. Quindi nessuno escluso. Manco quelli più bravi. Fanno tutti cagare il cazzo.

"Ho bisogno di una cartuccia per questa stampante qua"
(e lo dice, prendendo, riferendosi e indicando una cartuccia Epson)
"Ok"

Domani tutti a San Siro per essere anche noi delle grandi amiche e amici dell'Abruzzo.
Laura....Pau.....aspettami, a volte mi dimentico che ci sarai soprattutto tu.
Ecco ho già lo svenimento in corso e mi sta venendo da piangere.
Vado a fumare.

mercoledì 17 giugno 2009

Io penso. Penso che se il mio capo potesse spararmi lo farebbe. Ed anche che se io potessi fare qualcosa d'altro lo farei. Ma siamo entrambi innamorati e non l'uno dell'altra quindi zero.

E intanto io e la mia collega ci scriviamo...io gli ho scritto a proposito di un pirla di merda a cui ho risposto, una volta che egli ha lasciato il negozio, un sonoro "vai a prenderlo in culo" e lei mi ha scritto a sua volta:

**** scrive:
mmh che nervi quando entrano persone cosi

Feder scrive:
veramente oh
io mi fermerei a "che nervi quando entrano persone"

Il concerto dei Depeche a San Siro del mio amore è vicino.
E il concerto delle Donne per l'Abruzzo a San Siro mio, del mio amore ecc... è anch'esso vicino.
Stasera pizza con le mie matte dalla Simo per me.
Domani sera concerto dei Depeche per lui.
Da ieri sera, dall'ultima volta che ci siamo visti, fino a domani in pausa pranzo quando ci vedremo, saranno passate ben 38 ore. Era da inizio marzo che non accadeva. Wow. Magari (ma magari eh) ci fa bene.

Entra questo e mi dice:
- Ma qui vi assumono solo se siete gentili?
(e qui ci sarebbe stata una risposta del tipo "e qui venite a comprare cartucce solo se siete deficienti?")
- Scusi?
- E' la terza volta che vengo, la prima volta ho trovato un ragazzo, la seconda una ragazza ed ora trovo lei. E siete sempre stati gentilissimi...
- Beh ci mancherebbe...perchè non dovrei esserlo? Se il cliente è gentile... (che falsaaa mamma mia che falsaaaa)
- Eheh.
- Comunque (e qui gliel'ho scaraventata) c'è da dire che mi ha beccata in un momento buono, perchè io sono tutt'altro che così.
- Noo, non è vero.

Ma che cazzo ne sai te? Ti odio.

Vado a ricaricare un po'.

martedì 16 giugno 2009

Stamattina ho preso la mia macchinina e, ancora con le caccole negli occhi (è solo un modo di dire, su...la faccia me la lavo tutte le mattine), ho preso la mia scassatissima macchinina e sono andata dritta alla scuola del mio innamorato a curiosare un po', a farmi del male o del bene, a seconda della scritta "NON AMMESSO" o "AMMESSO" alla destra del suo splendido nome sul cartellone post-scrutinio.
Ore 09:45:
Entro. Mi si piazza una bidella davanti e mi dice:
- Sì?
- Vorrei sapere se sono già usciti i cartelloni degli ammessi agli esami di maturità.
- Eh no...non sono ancora usciti, non so quando usciranno.
- Guardi, non abito proprio qua dietro...quindi...esiste un modo per saperlo?
- No.
- Ok.
- Riprova verso mezzogiorno.
- Ok.
Me ne torno a casa. Fa caldo, sto grondando e odio guidare quando si crepa in questo modo.

Ore 11:55 (torno ma, questa volta non mi fregano, in motorino)
Entro. Mi fiondo verso i cartelloni.
Leggo il suo nome, il suo bellissimo nome e cognome. Ci punto il dito. Lo faccio scorrere verso destra.

AMMESSO

Meno male che indosso gli occhiali da sole perchè comincio a piangere.
Il mio asinello, l'asinello più bello del pianeta è stato ammesso all'esame di maturità.
Dopo sei anni di serale, ce l'ha fatta.
Lo chiamo. A momenti non mi scopa al telefono dalla gioia.
Lo amo. Ce l'ha (abbiamo) fatta.

Qui non arriva nessuno e direi anche meno male.
Perchè la voglia di vedere qualsiasi faccia di merda sta a ZERO.
E allora ricarico. Sì ricarico ma, porca puttana troia, per inserire una cazzo di cartuccia della minchia in un supporto ci ho messo venticinque minuti. E perchè??? Perchè qui è tutto nuovo, incontaminato, ordinato, pulito. Mentre di là è tutto così incasinato, usato......bellissimo.
Meno male che la settimana prossima me la faccio tutta di là.
Mi sto esaurendo. Stanno apparendo sulla mia pelle strani puntini rossi dalla dubbia entità.
Sono sicura che si tratta di stress, perchè appena grido "lavoro di merda!" a causa di un toner col quale mi sono conciata le mani o che cazzo ne so, sento un prurito raggiungermi le braccia.
Ed è così anche quando grido "coglione!" a qualcuno che in strada non mette la freccia, o quella volta che ho litigato con quel vecchio in motorino e gli ho gridato "zitto vecchiaccio" o qualcosa del genere. Mi assale un prurito del dios. Anche adesso che scrivo, mi prudono le braccia. Credo che sia una punizione divina o qualcosa del genere. Oppure è psicologico.
Andrò di nuovo dal mio medico che, cazzo sarà anche stufo di vedermi.
Mi sento come una di quelle vecchie che non hanno un cazzo da fare dalla mattina alla sera e così vanno dal dottore perchè c'è "bel fresco" e per farsi un giretto.

Basta il tempo è finito sono le 18.50.
Ciao

giovedì 11 giugno 2009

Brutto maledetto figlio di troia ma che cazzo vuoi? Ma che cazzo vuoi?
Sono le 3 meno 10, ti vedo fuori come una mosca appiccicata al vetro del negozio, NON TI APRIRO' MAI hai capito? Figlio di puttana maledetto!
Alle 3 ti apro. Entri, maledetto bastardo, e mi chiedi un multipack della Samsung.
Io, siccome sei vestito in giacca e cravatta ma sento dentro di me che possiedi l'anima di un pezzente, ti dico che eventualmente potresti spendere meno prendendo il compatibile, cornuto della minchia. Tu, con aria di sufficienza mi dici: "mah, non mi fido tanto". Io, con aria da pura presa per il culo nei tuoi confronti ti dico: "non si fida di cosa scusi?". Tu, puzzone schifoso, mi rispondi con una saccentissima risatina e dici "beh, dai...". Io, sempre più seria, ti dico "beh dai che?" e tu mi dici sempre sorridendo come un coglione "ma funzioneranno?". Io ti dico la solita tiritera, ovvero che se non funzionassero non li venderemmo e che comunque sono garantiti e che cazzo vuoi di più, e tu mi dici "va beh dai, non mi fido per niente, ma lo prendo". Io ti dico allora "guardi che nessuno la obbliga a fare niente, se vuole spendere 50 euro in più per delle cose che dovrà poi buttare via è liberissimo di farlo". E tu mi dici, smettendo di sorridere come uno schifoso animale: "beh non sono certo quei 50 euro che mi mancano" ed io ti dico allora "bene, allora le prendo l'originale!" e tu mi dici "no no, proviamo con 'STO rigenerato VA..."
ODIO QUESTO LAVORO. LO DETESTO. LE PERSONE MI FANNO VOMITARE, MI FANNO V O M I T A R E. CAZZO CAZZO CAZZO NON CE LA FACCIO PIU' VAFFANCULO MA QUANTO CAZZO MAI PORCA PUTTANA MI SONO ROVINATA LA VITA A STARE QUI VAFFANCULO GENTE DI MERDA MALEDETTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA.
Di recente mi è capitato, grazie all'incontro-scontro avuto con delle certe personcine particolarmente importanti per la sottoscritta, di pensare più e più volte: che cazzo sto facendo. Ma senza il punto di domanda. Semplicemente: che cazzo sto facendo.
Tanto per restare in tema del "che cazzo sto facendo", oggi ho portato 2 curriculum in due nidi diversi e l'idea che a settembre mi troverò a far domanda in una qualsiasi ditta come operaia si fa sempre più una realtà.
Ci sto pensando seriamente. Non dovessero prendermi in un nido vado a fare l'operaia.
La voglia di lavorare non mi manca, e poi che male ci sarebbe? Mio papà l'ha fatto per quasi 40 anni. Mi basta non lavorare il sabato. Andrò a fare le pulizie se non troverò niente, basta stare a casa di sabato. Ho solo questa pretesa e le ditte sono chiuse di sabato.
Poi fra qualche anno riuscirò finalmente a laurearmi e vedrò di fare quel cazzo di master della minchia. E vediamo cosa succede.
Potrebbe benissimo essere che fra 3, 4 anni mi torni l'illuminazione, l'assoluta voglia di studiare e non fare nient'altro, anche se dubito e, che ne so, magari ciò che mi ha detto qualche giorno fa la Busna non sarà poi così tanto impossibile.
Il mio bambolotto ha 38 di febbre. Era ora porca miseria, dopo tre mesi di "vieni dentro, non stare fuori a petto nudo che ci sono 2 gradi" e "basta fumare, figa" ce l'ha fatta la febbre ad arrivargli. L'unica cosa è che: doveva proprio arrivargli a 3 giorni dalla fine della scuola, i giorni (anzi, le sere) meno pesanti ma che comunque hanno il loro peso nel conteggio delle assenze?
Massì. Martedì andrò a dare un occhio ai cartelloni. Speriamo che lo ammettano agli esami, cazzo speriamo. Altrimenti sarebbe la fine, dell'inizio, della fine.
Fanculo ho detto alla Robi e alla Vexa che domani sera sarei uscita con loro a mangiare dopo un mese di "rimandiamo perchè non ho soldi", convinta che ieri, o almeno oggi, mi dessero lo stipendio o almeno una parte e invece no, che cazzo.
Ne ho pieni i coglioni.
HO I COGLIONI PIENI.
PIENI.
PIENI.
PIENISSIMI.
PERCHE' HO GIUSTIFICATO IL TESTO?

giovedì 4 giugno 2009

Giovedì ero nell'altro negozio, quello che mi piaceva ma ora non mi piace, e avevo iniziato a cazzeggiare scrivendo un post, solo che poi qualcosa mi è scattato nel cervello, qualcosa che si chiama "buon senso", che ogni tanto prende spazio dentro me stessa, ma solo ogni tanto, e allora ho deciso che avrei lavorato. Quindi mi sono messa a sistemare ed elencare toner e relativi codici e non ho più scritto, lasciando il post a metà. Ma c'è di "buono" che blogger mi salva i post in automatico ogni tot secondi, quindi ce l'ho ancora qui, quindi lo finisco. Poi, al massimo, se mi verrà voglia di cazzeggiare e sparare stronzate tra una ricarica e l'altra, tornerò a postare ma con la data di oggi.
Eccolo (Lau):

'Sta cazzo di scuola deve finire perchè ne ho pieni i coglioni.
Figa (quasi) (quasi) (quasi) (ma mooolto quasi, perchè chi è stato anche solo appena appena appena vicino alla sottoscritta durante quel periodo sa che è meglio parlare di "quaaasi") quasi quasi la sto vivendo più pesantemente del mio esame di maturità. Mamma mia che pppalle.
Ma manca poco dai.
Fra un mese tutto ciò costituirà solamente un vago ricordo, come lo era l'ossigeno in classe secondo il punto di vista della mia (una delle mie adorate, cazzo erano tutti i miei adorati) prof di Psicologia che tra l'altro, di nuovo cazzo, devo andare a trovare.
(A proposito Lau mi sono dimenticata di dirti prima al telefono che lunedì si va a trovare i prof e non ci sono cazzi, esami, stage o mica stage che tengano)
Ad ogni modo, è stato un ponte, per così dire, movimentato. E' volato in un secondo porca miseria.
Venerdì sera io e Ale abbiamo litigato pesantissimamente, molto pesantissimamente, sono volate frasi del tipo "è meglio farla finita" "mi hai rotto i coglioni" "sei una lagna", dette un po' da uno e un po' dall'altro.
Sabato ho lavorato, quindi che due coglioni, riducendo i miei sabati mancanti a 7 e mezzo. Bene.
Sabato sera siamo andati a Lecco.
Domenica mattina abbiamo litigato di nuovo abbastanza anzi tanto pesantissimamente e sono volate frasi del tipo "vai a farti fottere", ma il pomeriggio stesso il destino ha fatto sì che noi, due cuori momentaneamente solitari e depressi a causa del nostro amore alquanto litigarello, ci incontrassimo al parco in bicicletta (io l'anti-bici, che però tiro fuori nei momenti di depressione), entrambi prima solitari e con la coda fra le gambe, e poi di nuovo uniti e allegri più che mai, dritti verso la Villa Reale di Monza a visitare il suo splendido parco che Ale conosce a memoria ed il suo altrettanto splendido roseto, che io non avevo mai visto), il tutto in una biciclettata, cosa che veramente solo l'amore può spingermi a fare.
Domenica sera siamo rimasti a casa, mi pare.
(Ah, piccola nota dolente, sabato eravamo convinti che saremmo andati al mare l'indomani ma, come ben si sa, in Liguria c'era un tempo del cazzo, quindi niente, saltato il mare)
Lunedì mattina siamo andati a Lecco (strano eh), ci siamo fermati a mangiare in un ristorantino sul lungolago, il cui pizzaiolo ha quasi attentato alla mia vita, causa un pezzetto di ferro appoiato nella mia buonissima pizza, appartenente alla spazzola che gli serve per pulire il forno, il tutto vissuto con estrema ansia ma neanche poi tanta, a causa del mio eroe-ragazzo che s'è incazzato con la povera e innocente cameriera che, però, alla fine ci ha offerto il dolce quindi ok.
Dopodichè, dopo una relativamente lunga passeggiatina "per digerire", ci siamo fiondati in macchina e la metà del mio cuoricino mi ha portato a fare il giro di quasi tutte le montagne che costeggiano il lago. Saremo passati da qualcosa come 18mila paesini tutti piccolini e caratteristici e dai nomi più strani. Cazzo i paesini in provincia di Como hanno tutti dei nomi assurdi. Dopo 2-3 ore di viaggio esplorativo mi ha portato a Como, da Como a Erba, da Erba a Eupilio, con sosta-passeggiatina lungo il lago di Pusiano, e da lì dritti verso il centro di Milano (e lì ha sbagliato tutto perchè, dopo una splendida giornata del genere, che cazzo c'entra Milano???? Ma il mio amore è così, quindi va bene.). Ad un certo punto ho avuto quasi paura che svoltasse per Bergamo ma è stato un falso allarme. Alle 7.30 eravamo comodi ognuno a casa sua e senza aver litigato per tutto il giorno. Incredibile. E questo non fa altro che confermare la mia teoria che non ho, però, voglia di spiegare, tanto non interessa a nessuno, quasi neanche a me stessa.
Comunque poi la sera, logicamente, stanca morta io (lui no, sa il cazzo, non lo è mai) siamo rimasti a coccolarci sul letto.
Poi.
Poi martedì mattina, tipo all'alba, lui è andato a pescare con Rocco, o meglio, è andato a fare carpfishing con Rocco. In 9 ore hanno pescato una carpa e tre trote. Rocco a fine giornata era comprensibilmente frustrato, dato che solitamente in 4 ore ne pesca almeno tre di carpone. Conclusione, ma non conclusiva del racconto, il mio ragazzo a pesca porta sfiga.
Ad ogni modo, dicevo, martedì mattina è andato a pescare con Rocco ed io e la Marta (nonchè i loro splendidi amori) ci siamo ripromesse che li avremmo raggiunti per le 11. Solo che, si sa come vanno queste cose, tra un saluto a quella bestiaccia, nonchè mio idolo indiscusso, di sua mamma, tra una relativamente breve puntatina al bar per fare "colazione", la strada impossibile da trovare nonostante fossimo munite di navigatore parlante in napoletano, siamo arrivate intorno a mezzogiorno, giusto giusto per mangiare. E così la giornata è scivolata così, con

mi ero interrotta qui.

con me e Ale litigare di continuo (sono volate frasi come "mi hai rotto la minchia" e "vai a prenderlo in culo", ma ci amiamo eh), Rocco superfrustrato a causa del suo non pigliar-pesci e del suo constatare, invece, di quante carpe mica carpe stessero pescando le altre persone attorno al laghetto.
Va beh.
Poi la sera siamo andati a teatro, ma non perchè siamo due persone che amano fare cose impegnate, ma solo per andare al saggio di danza della Robi, che ogni anno è sempre più brava.

Questo è stato il mio ponte.

Entra un altro coglione e lo ammazzo. Oggi li odio tutti, di nuovo.
Comunque oggi non è giovedì, ma è sabato. Più tardi racconterò il pre-serata di giovedì, che è stato a dir pochissimo meraviglioso, epocale, pazzesco.
Grandi, enormi emozioni. Troppi ricordi.