sabato 26 settembre 2009

Se la tua vita ti appare diversa, magari sei tu che non sei più la stessa.

Ho comprato il nuovo cd di Alessandra Amoroso, ovviamente.

E' la terza ed ultima volta che esco dal negozio e corro a cambiare il disco orario. Meno male.
Sono da galera.

Il capo me l'ha messa nel culo.
Non l'ha fatto, ma è come se mi avesse detto "Fede, voglio migliorare la tua vita e quella della tua famiglia, offrendo un lavoro a tua sorella." e dopo qualche giorno "Fede Fede...vola basso, ma veramente credevi che fosse tutto così facile?". In altre parole, niente assunzione.
Io vorrei sapere il perchè, il perchè del fatto che tutte le volte, e a costo di sentirmi schifosamente e pericolosamente malata di un vomitevole vittimismo, tutte le volte, tutte le santissime volte in cui succede qualcosa di fantastico, questo qualcosa mi viene costantemente strappato via a morsi.
Ma cosa porcaputtanatroia faccio di male? Fanculo.
Però c'è di buono che il capo me l'ha messa in culo, ma poi me l'ha tolta perchè per un mesetto e mezzo è riuscito a sistemarla in un altro posto, quindi ugualmente non finirò mai di ringraziarlo.
Figa tra l'altro è contentissima, mi ha detto che il suo capo (che ha conosciuto oggi) è un tipo strano, stile camicia con maniche corte e pinocchietti che è entrato immediatamente in confidenza e le ha detto che una delle cose più importanti per lui è che i suoi dipendenti siano contenti perchè in ogni modo ciò influisce sul lavoro e quindi sugli incassi. Un capo del dios.
Poi, figa, a fine giornata non deve fare altro che togliere l'incasso del giorno dalla cassa, metterlo in un cassetto, chiudere il pos e chiudere la cassa. Zero conti, zero sfasi, zero zero zero.
Sticazzi, il lavoro perfetto. Anche se tutta questa perfezione è strana. Ci deve essere sotto qualcosa. Per forza.

Ad ogni modo, qui è tutto diverso. Mi piacciono le persone qui, anche se sono persone.
Sono solare, se intravedo un cicinin di stronzaggine sorrido. E' tutto diverso.
Mi conoscono.
I vecchi non mi trattano a pesci in faccia anzi, l'80 percento mi dice che ho un bel faccino.
Non lo so, boh, la clientela di qui dovrebbe essere di gran lunga più stronza. Invece no. (Non c'è più tempo per spiegare, per chiedere se ti avevo dato amore, io sono qui e avrei da dire ancora)

Mi mancherà.
Ma la cosa che mi mancherà più di tutto tutto tutto è la situazione uggggiosa.
E' successo stamattina. Io in negozio e fuori il diluvio.
Ecco, è questo che mi mancherà più di tutto, l'aria di negozio, l'aria di lavoro mentre fuori piove.

Ma manca tutta un'intera settimana, in cui lavorerò tutti i giorni nel negozio che odio e che, probabilmente, ho sempre odiato.

E alle 2 finalmente inizia Amici.
Finalmente, dopo 2 anni, riuscirò a godermelo in diretta con mia mami sul divano, anzichè guardarmi la registrazione poi.
Amo queste piccolezze.

Ad ogni modo, ne parlavo con Ale proprio ieri, la vita è un'ingiustizia continua.
Mi spiego meglio:
ieri siamo stati alla Benetton, in centro Monza. Mi giro e ovunque vedo taglie 42, taglie 40, e penso "vediamo un po' se vedo in giro una 44 o una 46", poi mi sveglio fuori e mi dico "cogliona, tu ora porti la 42". Provo la 42 di una giacca non bella, STRATOSFERICA. No, ci vuole la 40 (sì lo so, lo so che ogni capo ha le proprie taglie tutte un po' particolari, ma mi piace la 40). Provo la 40 e mi sta da Dio. Ma costa 99 euro. Vado su un'altra cosa: un cappottino, il cappottino più bello del pianeta Terra, forse il più bello dell'universo. La commessa mi dà l'xs, mi sta bene, mi sta divinamente, riesce addirittura a farmi sembrare una strafiga. Costa 99.90. Fanculo.
Idem con un'altra cosa: un vestitino taglia 42.
Idem con un'altra cosa: pantaloni taglia 42.
La vita è un'ingiustizia perchè prima ero una ricca e cicciona donzella con le unghie tutte mangiucchiate. Mentre adesso sono una povera e relativamente magra donzella, con le unghie lunghe e con una forma definita.

Io ho bisogno di un altro lavoro. Non posso vivere così. E' un'agonia.