Io non sono nessuno, anche se spesso mi sento qualcuno. Oppure a volte sono qualcuno, anche se spesso mi sento nessuno.
mercoledì 29 luglio 2009
Ieri sera, casa mia è stata teatro di paure, ansie, angosce e terrore per la possibilità di trovarci, di lì a poco, senza un tetto sulle nostre teste.
Racconto:
Erano tipo le 23.45, io e Ale eravamo a letto. Io guardavo la registrazione di Centro Vetrine.
Ivan chiacchierava con la ex di Daniele e già lo si vede che tra quei due scatterà qualcosa prima o poi ma, soprattutto, ridevo del nome del cane dell'amica di lei: Presidente.
Mentre ridevo e pensavo a come cazzo si fa a chiamare un cane "Presidente", anche se si parla pur sempre di una telenovela e quindi di pura finzione, Ale sgranocchiava fastidiosissimamente i pistacchi non salati rivelandomi, di tanto in tanto, quanto essi fossero buoni costringendomi, di volta in volta, a mandare indietro la cassetta ogni qualvolta mi perdessi una parola della mia telenovela preferita per dar retta ai suoi commenti inutili e deliranti.
Ad un certo punto entra in camera mia sorella, che ci dice:
- Voi avete un olfatto sensibile?
Ed io:
- No.
Ci siamo alzati e siamo andati sul balcone. C'era odore di fumo. Ma fumo fumo. Esso proveniva dal piano di sotto. Ottimo. Quasi sicuramente stava bruciando qualcosa.
Ma, visto e considerato che non c'erano tracce visibili di fumo e, cosa più importante, in testa non avevo altro che Presidente che abbaiava come un matto, mi son detta e ho detto:
- Oh io me ne vado a letto che domani devo lavorare.
A posto.
Ale mi ha raggiunto.
Ho terminato di guardare Cento Vetrine.
Ad un certo punto è entrata in camera mia sorella improvvisamente, gridandoci:
- Usciamo tutti, forza, usciamo tutti di qui!
Sono corsa in cucina, poi sul balcone ed ho notato con enorme rammarico e dispiacere, ma con anche un po' di cagarella, che dal piano di sotto stava inesorabilmente uscendo dell'orribile fumo nero.
Che minchia stava succedendo?
Quelli di sotto non erano mica partiti? Oh minchia.
Mia sorella ha chiamato i vigili del fuoco, me li ha passati ed ho cominciato così:
- Salve io abito in via blablabla, numero blablabla a blablabla. Sta uscendo del fumo nero dal piano di sotto, fate presto perchè qui si incendia tutto.
Il nostro probabile eroe del destino mi ha chiesto il mio numero di telefono, il mio nome e il mio cognome, dopodichè mi ha detto di avvisare tutto il palazzo dicendo di lasciarlo immediatamente.
Fooorte.
Nel frattempo mia sorella e Ale sono corsi da quella di sotto, hanno suonato il campanello.
La stordita, ignorante, nonchè asina di merda ha aperto dicendo:
- Scusate, ho bruciato l'ARROSTO, prima di andare in doccia ho detto a mio marito di dargli una controllata ma si è addormentato.
MA FIGA: TU, IL 28 LUGLIO, A MEZZANOTTE, TI METTI A CUCINARE L'ARROSTO? LASCI DETTO A TUO MARITO SUL PUNTO DI RUSSARE DI DARGLI UNA CONTROLLATA, CON DUE BIMBI, UNO DI FORSE 6 ANNI E L'ALTRA DI 3, CHE DORMONO BEATAMENTE E GIUSTAMENTE COME DUE ANGIOLETTI NELLE LORO CAMERETTE?
IDIOTA!
Così sono corsa su in casa, ho richiamato i vigili del fuoco e ho detto loro che ho una vicina di casa ingnorante e mi sono scusata in tutte le lingue che conosco, compreso il cinese, che non conosco.
Dopodichè sono tornata a letto e mi sono addormentata su per giù verso le 2, causa momentaneo ma forte spavento e noiosissimo odoraccio di fumo.
Mancano 2 giorni, due miserabilissimi ma interminabilissimi giorni al ritorno dei miei. Al ritorno di mia mamma.......non sto più nella pelle. La mia cucciola. E, cacchiolinaeva, mancano 3 giorni, 3 miserabilissimi giorni alla nostra partenza per quella che dicono sia l'isola più bella d'Italia e per quella che credo sarà la vacanza peggiore della mia vita.
Staremo a vedere.
Perchè, perchè ho fatto questa cazzata??? Che cazzo avevo nel cervello?
Ma ormai è andata così. Dovrò cercare di respirare, non pensare, non far caso agli atteggiamenti, non far caso al fatto che ho 22 anni e vivrò una vacanza in cui mi si tratterà come se avessi 6 anni e, allo stesso tempo, farò una vacanza che solo le quarantenni sposate con due figli fanno: con i suoceri, che, PER GIUNTA, non sono nemmeno ancora i tuoi suoceri e ne passerà di acqua sotto i ponti prima che lo diventino, sempre se lo diventeranno.
Mi odio.
Le uniche cose che mi fanno andare avanti e che non mi fanno passare la voglia di approdare lì, in quella terra, sono 4:
- Vedere la Sicilia.
- Vedere il mare.
- Il fatto che lui sarà con me.
- Il fatto di aver affittato per grazia di Dio due appartamenti, seppur uno di fronte all'altro, separatamente separati.
So bene che quest'ultimo punto non sarà poi così risolutivo dei possibili e quasi certi problemi che mi toccherà affrontare, ma confido nel fatto che almeno la notte dormirò tranquilla.
Sempre se Ale non si metterà come al solito a parlare nel sonno, russare e darmi degli scossoni alquanto dolorosi ogni volta in cui mi capiti accidentalmente di prenderlo dentro con un braccio.
Dorme da me da quasi 2 settimane e sono piena di lividi.
A proposito, si è rapato a zero. Qualche anno fa lo faceva.....stava bene, o almeno così ricordo...ma adesso....... ma adesso...... mamma mia non vedo l'ora che ricrescano. Non si può guardare, povero il mio cucciolo.
Chissà se dopo tanti "amore che schifo, scusa se mi giro dall'altra parte" "no quei non capelli ti stanno malissimo" "che ne dici di indossare un berrettino?" "sembri una palla da biliardo" gli tornerà nuovamente la voglia di farseli rapare in quel modo.
Ma lui si piace, è questo l'importante.
Oggi lavoro tutto il giorno. Poco male, a parte il sonno. Sono tutti cashhh in più che, come Marta insegna, sono il profumo della vita.
Domani idem. Lavoro la mattina fino alle 10.30, dopodichè mi fionderò dalla Barbara (la mia affezionatissima parrucchiera da circa quando portavo ancora il pannolino, a me piace cambiare), mi farò rapare anch'io, sperando di non ricevere gli stessi insulti dall'uomo (uomo? Facciamo ragazzo) che amo, perchè essere ripagata con la stessa moneta in questo periodo non so quanto possa giovare al mio ego, dopodichè nel pomeriggio tornerò al lavoro.
Venerdì mattina mi sveglierò, mi fionderò qui a ritirare lo stipendio di luglio, tornerò a casa, sperando che i miei non saranno già arrivati, aspetterò questi ultimi, aggredirò mia mamma perchè sono in astinenza di mami da ormai troppo tempo, dopodichè, mi pare alle 2, finalmente...........finalmentissimamente andrò dall'estetista per una sana, liberatoria, rinfrescantissima depilazione.
Non ce la faccio più ad andare in giro coi pantaloni lunghi, fa caldo porca miseria.
lunedì 27 luglio 2009
La sera stessa, frugando nelle varie cartelle del mio cellulare, ho trovato il seguente video, che mi ha rassicurata e tranquillizzata su questo imbarazzante ed invalidante problema.
Risale a qualche mese fa.
Povero cucciolino, avrei voluto dirgli che continuando con quel ritmo non ce l'avrebbe mai fatta a terminare quel lavoraccio prima di Natale e così è stato. Ad un certo punto si sono fatte le 11, io ho tossito, lui si è grattato il naso e me ne sono andata.
Ho avuto un pomeriggio lavorativo molto simile a un parto, con la sola differenza che questo non è stato esattamente il giorno più bello e importante della mia vita.
Ah, notizia bomba: venerdì non ci sono per nessuno, i miei tornano un giorno prima. Sto male dalla gioia.........potrò stare una giornata intera con la mia mammina patatissima.
Evvai
sabato 25 luglio 2009
Abbiamo fatto una litigata mondiale, di quelle che non te le scordi proprio perchè sei talmente incazzata che tiri fuori cose che ti tieni dentro da tempo, che pensi e che non pensi.
L'ho offesa. L'ho fatta rimanere veramente male.
Sono stata logorata dai sensi di colpa e poi, dopo essere uscita di casa seguita dal suo ragazzo e dopo la mia uscita di casa per andare dal mio di ragazzo, solo perchè mi vuole bene, mi ha abbracciata e perdonata. Però mi è rimasto addosso questo senso di stronzità che mi sta caratterizzando abbastanza ultimamente.
La devo smettere. Chi cazzo mi credo di essere?
Anche Ale...continuo ad incazzarmi con lui e lui, se non mi insulta di riflesso, mi guarda con quegli occhioni...Dio quegli occhioni...e sembra chiedersi ogni volta che minchia abbia fatto di male.
E' che sono in un periodo che definirei "boh".
Va beh che mi è arrivato il ciclo stamattina, quindi i miei atteggiamenti di tutta questa settimana potrebbero essere ricondotti e per certi versi giustificati da una sindrome premestruale presa proprio male male.
Guardiamo il mio lato positivo: partirò per un viaggio di come minimo 18 ore senza scazzi e me ne starò al mare senza avere alcun tipo di problema a sguazzare nelle limpide acque siciliane.
Sono ultrasensibile e ultrastronza in questo periodo.
L'altra sera, tornando dal negozio, mi sono commossa perchè un tizio in macchina proveniente dall'altro lato della carreggiata, nel senso opposto al mio, mi ha lampeggiato per avvisarmi che più in là ci sarebbe stato un posto di blocco...ma questo mi succede sempre, quindi nulla di nuovo.
E poi mi ha assalito anche un senso di abbandono quando questa mattina, accendendo il computer, ho trovato la cartella mia e del mio boss in cui ci scriviamo le comunicazioni importanti, nominata "PER FEDERICA", anzichè la classica da anni "PER FEDE". Mi sono sentita abbandonata. In pausa pranzo vado a casa, mangio e poi mi taglio le vene.
E poi sono una pelosona, ma di una pelosona... Io e Ale ieri siamo andati a prendere un po' di sole perchè sono una mozzarella fosforescente.
Mi ha guardato le gambe, alla luccicantissima luce del sole. Io l'ho guardato a mia volta e gli ho detto "faccio schifo, vero?" e lui, con tutto l'amore che possiede, mi ha risposto un sonoro "amore...sì, fai un po' cagare".
Che minchia ci posso fare io se l'estetista ce l'ho il 31??? Echeccazzo.
La teoria maschile dei peli femminili di mia mamma non è valida per lui evidentemente.
Beh, forse di solito sì, però in questo caso no...forse perchè di peli a momenti ce ne ho quasi più di lui.
Dato che non ho una sega da fare e ho appena finito di ricaricare due sminchiolute cartucce e mi sento una grande lavoratrice, ora mi concederò una pausa per esporre la teoria di mia mamma, concernente i peli femminili e gli uomini:
- Mamma, guarda cosa sono scimmia...forse è il caso che mi faccia i peli.
- Ma va che tu te li vedi dall'alto e li vedi meglio, ma va che non si vedono.
- Eh si che si vedono...però, ascolta una cosa...quando io e Ale lo facciamo, a lui sembra non importargliene niente. Cazzo sono una scimmia, ma lui non mi dice mai niente.
- Eh certo eh!
- Perchè certo?
Ed ecco la teoria:
- Guarda che sono tutti problemi che ci facciamo noi donne...
- In che senso?
- Nel senso che agli uomini non importa niente...perchè sono abituati a vedere i loro peli, e non fanno neanche caso ai nostri, che non sono neanche paragonabili ai loro...per questo non ci fanno caso.
- Tu dici mami?
- Sì...e poi...diciamoci la verità....basta dargliela.....
Non dubito tanto della ben elaboratissima e importante prima teoria della mia splendida cucciolina, ma preferisco di gran lunga e approvo maggiormente la seconda: breve, incisiva e decisamente più realistica.
Mia mamma è nata nel 1959, ha vissuto in pieni anni 60: lei dice di no, ma si drogava di sicuro e gli effetti stanno cominciando a palesarsi.
A proposito...mi manca da morire. Ma non ci voglio pensare. Meglio di no.
Sono nevrotica anche perchè lei non c'è. Ma devo farmene una ragione, ci devo pensare il meno possibile. Voglio riservare le lacrime e le urla isteriche da mammite lancinante per metà agosto, momento in cui la mancanza, prevedo, sarà nella fase più acuta.
Ieri entro in casa di Ale e mi trovo sua mamma davanti, reduce da una spesuccia pre-partenza, che mi dice:
- Visto che di diventare nonna adesso non ho voglia, vi ho fatto un po' di scorta.
Guardo le sue manone e vedo che stringe forte 2 belle scatole di preservativi.
Mentre cercavo di risollevarmi dalla fossa che mi ero appena scavata, rimanendo appesa con una mano sola e mentre ero quasi riuscita a risalire in superficie, mi dice:
- Li ho presi ultrasottili. Due scatole. (Da 12)
Risprofondo. Riprovo a rialzarmi, ci sto riuscendo...
- Vi bastano?
Vado giù nella fossa, che è un piacere. Figa 12+12 fa 24, più o meno il numero dei giorni in cui staremo giù.
Ok la confidenza patatona mia...però, cazzo!
Ovviamente Ale in quel momento si stava preparando o stava cagando, che minchia ne so dove cazzo era.
Ma io le voglio bene anche per questo. Con lei sento di dover essere buona. Se le fosse capitata un'altra ragazza per suo figlio, credo che l'avrebbe buttata nel forno insieme alle patate.
Ma io vivo fiduciosa che un giorno le cose cambieranno.
Ho un po' di nausea e qualche dolorino mestruale ed è sabato. Non ho la minima voglia di stare qui.
sabato 18 luglio 2009
Una tristezza infinita.
Io lo so che ho quasi 23 anni e non ne ho 10 quindi non è giusto che io mi senta così ogni volta, ma non posso farne a meno: i miei sono partiti stamattina ed io sto già morendo.
Probabilmente invece mia sorella avrà già dato il secondo party a casa nostra.
Mamma.
Che poi l'ho fatta partire con l'angoscia, perchè sa che io ci sto male di brutto quando lei non c'è.
Ma di brutto brutto.
Ma non è tanto la partenza in sè, perchè so che hanno lavorato come negri tutto l'anno ed è giusto che come minimo 2 settimane di mare all'anno se le godano tutte...ma è il tempo, figa, il tempo.
Loro tornano l'1. Io l'1 parto e sto via quasi un mese. Non faccio neanche in tempo a vederli perchè di sicuro partiremo di mattina presto.
Cazzo io ci ho provato, ci ho provato a convincere Ale, sua mamma e quel pezzo di merda bastardo, nonchè essere odioso di suo padre a rimandare la partenza di un giorno, ma non ci sono stati cazzi. Ognuno pensa al proprio buco del culo. Che poi mica tanto, perchè io sono pronta a scommettere la testa che quel giorno, SABATO 1 AGOSTO, in autostrada ci sarà il delirio e un giorno finiremo per perderlo comunque.
Ma qui nessuno mi caga.
Il mio è solo un capriccio di una mammona viziata della minchia. Mammona e papona, ma decisamente più mammona.
Che palle cazzo santo.
E la risposta di Ale qual è stata?
"Amore, cosa vuoi che sia, tanto ci sono io"
Sei scemo.
Io dico: sei scemo???
No, le persone non capiscono.
E ieri che, figa, era il giorno prima della loro partenza che minchia ho fatto? Ho lavorato tutto il giorno perchè, cazzo porco, io non riesco mai a dire di no e perchè i soldi mi servono, specialmente adesso.
Lo so, sono un'esagerata, lo so.
Sono un'esagerata e incazzata nera.
E mio papà figurati, tornare un giorno prima? Siamo matti? Aver pagato una notte e una colazione in più per niente? Figurati...beh però c'ha ragione anche lui, amore.
C'ha ragione perchè siamo noi che dovremmo partire il 2, cazzo.
Domani andiamo a Bologna e ci stiamo fino a lunedì sera.
Non c'ho un cazzo di voglia e sono un peluche perchè sto coltivando il terreno sulle mie gambe per il 31, altrimenti l'estetista non strapperebbe una sega di niente. Dovrò andare in giro con i pantaloni lunghi o il legghins (o chi per loro) e lì così ci saranno 40 gradi all'ombra.
E poi Ale mi sta sul culo oggi e non voglio che mi si chieda il perchè.
Forse perchè il perchè non lo so neanche io.
Forse la mia è solo gelosia.
Ma, molto più probabilmente, è il fatto che ne ho veramente pieni i coglioni.
BASTA VAFFANCULO
Poi questo è veramente un mondo di merda, in cui un giorno in cui stai lavorando, ti arriva una gran bella telefonata che ti rivela che un membro della tua vecchia compagnia di vecchi amici di quand'eri adolescente è morto nel sonno. Ed aveva un anno in meno di te.
E' veramente un mondo del cazzo.
Ma è ancora più un mondo del cazzo perchè la notizia non fa altro che girare e rigirare, come fosse uno scoop.
Fanculo va.
Paese di merda. Mondo di merda.
mercoledì 15 luglio 2009
giovedì 9 luglio 2009
AMO QUESTO LAVORO.
Entra.
Come minimo avrà un 50-55 anni. Giacchetta un po' da agente di borsa ultramegafigo che, però, di figo ha solo i capelli bianchi.
- Salve.
- Salve. Mi dica.
- Oh no, un'altra ragazza. (con aria di sufficienza)
- Scusi?
- La prima volta ho trovato una ragazza, poi invece ieri un ragazzo che non so, è suo marito?
- No, è il titolare del negozio, il mio capo.
- Ok.
- C'è qualche problema?
- Uff...
- Guardi che me ne intendo anch'io sa? Se vuole dire a me...
- Mah
- Come vuole.
- No, guardi è la seconda volta che mi succede, prima con la cartuccia del colore, adesso con la cartuccia del nero.
- Che cosa?
- Non va, non stampa più, non me la prende più.
- Me la dia che la testo, vediamo.
...
- Ok, in effetti i contatti non sono buoni. Non so cosa sia successo.
- Non so cosa sia successo, FACCIA in modo di darmene una buona. (con aria di sufficienza)
- Se vuole gliene posso ricaricare un'altra, vedo che ha lì un vuoto.
- Sì, infatti. Ma se poi dopo poche stampe non funziona di nuovo?
- Beh, non dovrebbe succedere, non succede mai con queste cartucce.
- "Non succede mai" lo dice lei. (con aria di sufficienza)
- "Non succede mai" lo dico io perchè qui ci lavoro e lo so che "non succede mai".
- Forse non succede con altre cartucce. (con aria di sufficienza)
- No, io sto parlando di questa, la sua. Con questo tipo di cartuccia non succede mai. Ma c'è sempre una prima volta.
- E quindi? Non mi ha risposto. (con aria di sufficienza)
- A cosa scusi?
- Se dovesse ricapitare?
- Non so cosa dirle, se dovesse ricapitarle le faremo la differenza con un'originale o, se vuole, una rigenerata.
- In che senso? (con aria di sufficienza)
- Nel senso che ci sono tre tipologie di cartucce, le originali, le rigenerate e le ricaricate. Le ricaricate le ricarichiamo noi, le rigenerate le ricaricano in magazzino e le originali sono quelle dell'Hp. Lei ora mi ha riportato indietro una ricaricata che non funziona. Ora, se vuole, non le faccio nessuna differenza e gliene ricarico un'altra sempre garantendogliela, altrimenti se vuole con 10 euro di differenza le do una rigenerata, altrimenti la differenza sale e le do l'originale. A lei la scelta.
- Ma che ne so, senta veda lei. (con aria di sufficienza)
- Mmm...non posso vedere io...deve essere lei a dirmi cosa vuole. Non posso decidere al posto suo. Io le consiglio di farsi ricaricare questo vuoto che mi sta portando, così non mi dovrà nessuna differenza.
- Ok. Dai ok.
- Guardi, ci metterò una decina di minuti, se vuole può aspettare qui o può tornare più tardi.
- (sull'incazzato andante) NON POSSO! Mi faccio tutte le volte 5 CHILOMETRI per venire fin qui (oh figaaa poraccio ehh 5 km.........) dove vado, dove vado?
- No, niente, lo dicevo per dire...
Allora mi metto a fischiettare, perchè altrimenti la voglia di ficcargli la cartuccia su per il culo si fa sempre pià acuta e importante.
Lui mi parla, mi dice che allora anche l'altra volta l'altra ragazza che ha trovato qui avrebbe dovuto dirgli che gli avremmo ricaricato la sua cartuccia anzichè dargliene un'altra, io gli rispondo che molto probabilmente, dato che spesso e volentieri ci portiamo avanti con le ricariche, gliene ha data sì un'altra ricaricata, solo che ce l'aveva già pronta.
Ma tanto è talmente asino che non afferra il concetto, allora continuo a ricaricare non curandomi di lui e della sua snervante, seppur inutile, presenza.
Finisco di ricaricargli 'sta cazzo di cartuccia.
- Scusi, un secondo perchè oggi ho problemi di connessione...
- Ah, allora devi spegnere e riaccendere il computer.
(E' arrivato Bill Gates)
- Al massimo spengo e riaccendo il modem.
- No, il computer.
- Sì sì ok, no guardi, toh...funziona.
- Ascolti, quanto ha detto che costano le cartucce ric, rig...non mi ricordo...
- Allora, questa che è ricaricata viene 13 e...(mi interrompe)
- MA COSA STA DICENDO, IO NON LE DEVO PROPRIO NIENTE!
- Ma io le sto dicendo che verrebbe 13.90 ma lei non mi deve niente, le sto dicendo i prezzi
- Eh, io non le devo proprio niente (con aria di sufficienza ed ignoranza)
- Certo, anzi, le do io un buono da 1 euro perchè in fin dei conti le ho ricaricato un vuoto che era suo... (ma quanto sono idiota da 1 a 10?)
- Ecco, a posto signore. Siamo a posto. Problema risolto. Vede? Con la gentilezza si risolve tutto.
- Cosa vorrebbe dire con questo? E' lei che non è gentile per niente!
- Come?
- E' da quando sono entrato che si comporta CON ARIA DI SUFFICIENZA!!!
- Io? E' sicuro? A me pare che lei si sia comportato così fino ad adesso!
- Ma STIA ZITTA va
- Scusi???
- STIA ZITTA!
- Stia zitta?? (ci risiamo) Cosa sono la sua schiavetta? Ma lei chi si crede di essere?
- Io..
- Lei chi è? Chi è per potermi dire stia zitta?
- Io sono uno di quelli grazie al quale lei riceve lo stipendio, SE LO RICORDI!!!
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
(gli rido in faccia, ma tanto)
- Guardi che con o senza la sua presenza io lo stipendio lo prendo comunque, sa?
- Basta! Lei è proprio maleducata!
AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH
- Io? E di lei, ne vogliamo parlare?
- ZITTA.
- Senta, perchè anzichè urlare non chiama il titolare e gli racconta di quanto la commessa sia stata maleducata?
- Io non chiamo proprio nessuno, parlo direttamente con lei!
- Sì dai, ok, arrivederci!
- Lei è UNA PERSONA SUFFICIENTE.
- Ciao!
E se ne va.
IO SONO UNA PERSONA SUFFICIENTE. Questa mi mancava. Lui sì che mi conosce bene.
Basta non ho neanche voglia di stare qui ad insultarlo perchè
1. è un asino
2. è un poveretto
3. COGLIONEEE, GLI UGELLI E LA TESTINA SONO DUE COSE COMPLETAMENTE DIVERSE! MONGOLO!
Ma che poi....dopo una mezz'oretta, un'oretta, boh, mi scrive la mia collega che ha chiamato un tizio da questa zona dove sono io e che ha chiesto di parlare col titolare. Allora lei gli ha dato il numero del capo 1.
Mi sono ammazzata dalle risate pensando al capo 1 che risponde al telefono trovandosi questo pirla all'altro capo del filo e che gli ha detto di quanto io sia incompetente, maleducata, stronza.
Sai che cazzo gliene frega a lui. Ne ha viste più di me.
Ma che pooooi! Non c'hai proprio un cazzo da fare......non hai proprio di meglio da fare che fare un giro assurdo di telefonare per parlare con il titolare di una che ti ha tenuto testa e per questo ti rode il culo da morire, perchè sei abituato a tenere ogni persona sotto di te.
Tranne forse una donna (o un uomo), perchè te lo si leggeva negli occhi che non scopavi da una vita.
Sfigato.
Ma tanto, si sa, il cliente ha sempre ragione.
SONO TORNATA AD AMARE QUESTO LAVORO.
martedì 7 luglio 2009
Giovedì 9 sera molto probabilmente andrò alla pizzata di classe di fine anno del mio ragazzo e dei suoi (ex) compagni. Che minchia c'entriamo io e le altre ragazze? Meno male che almeno ci sarà la Marti, che ci sta dentro non poco.
Giovedì 9 sera molto probabilmente, se la pizzata di classe di fine anno del mio ragazzo e dei suoi (ex) compagni dovesse saltare, dovremo andare alla pizzata con la vecchia Esse. Non ci credo molto a questo genere di reimpatriate, ma se dovesse essere, non mancherò. Non mancheremo.
Giovedì 9 sera Lei è a Bergamo. Fiera di Bergamo.
Io certamente non ci sarò.
Mi sta passando la faccia da culo del dopo concerto di venerdì scorso e non intendo riappiccicarmela di nuovo.
Ma sento di non stare del tutto bene.
Sento di aver bisogno di mare. Sento di aver bisogno di mare. Sento di aver bisogno di mare.
Mare e tanta, tanta nostalgia di casa mia. Di riabbracciare i miei, di riabbracciare mia mamma perchè la Sicilia è tanto tanto lontana da casa.
Ho bisogno di provare, ascoltandoLa all'mp3, quel senso di vuoto che mi provoca, appunto, il vuoto di Ale quando siamo in vacanza separati e rendermi conto e realizzare che invece ce l'ho lì, a un metro da me quest'anno, perchè siamo forse sempre più innamorati e più forti.
Perchè in questi ultimi mesi ne abbiamo passate di ogni.
Perchè in questi ultimi mesi abbiamo passato più di quello che alle altre coppie normali accade di affrontare.
Ho bisogno di un i-pod, sarà il primo acquisto del prossimo fiorentissimo stipendio.
Se non sarà un i-pod perchè costa troppo, sarà un mp3 un po' più carino di quello mio vecchio.
Stamattina ne ho visti un paio interessanti all'Orio Center (così...ore 10:00 "amore piove, cosa fai stamattina?" "niente patatino, me ne sto a casa a cazzeggiare" "andiamo all'Orio Center?" "Ok")
Bello l'Orio Center. L'ultima volta in cui ci sono stata avevo forse 2 o 3 anni.
Zero ricordi.
Sono abbastanza triste. Giù.
Ed anche incazzata.
Incazzata perchè vorrei fare la paladina della giustizia in certe situazioni che mi rompono da morire ma non trovo nè l'occasione nè il coraggio di farlo.
Ed odio il mio essere così perchè il più delle volte sono io a soffrire più di quanto la parte debole soffra.
E' un circolo vizioso, il gatto che si morsica la coda, come direbbe la Marta. E direbbe giusto.
In una vita precedente devo essere stata Robin Hood.
Io e Ale stiamo organizzando di lasciare qualcuno all'Autogrill durante il nostro lungo viaggio.
Probabilmente lui scherza, certamente io no.
sabato 4 luglio 2009
Eccoci, io l'Elmi e la Michi siamo arrivate, e penso subito al culo mastodontico (quasi grande come il tuo, ahahahah) che abbiamo avuto, per il fatto di essere arrivate quasi alle 7.30 e di essere lì pronte ad attenderti in una delle prime file.
Il tizio che sistema fili sul palco riesco a vederlo perfettamente. Non ho bisogno degli occhiali.
Se grido, anche senza sforzarmi troppo, mi può sentire.
Un momento:
questo vuol dire che...
oh cazzo santo. Questo vuol dire che...
io ti vedrò perfettamente. Questo vuol dire che tu sarai a poco più di 10 metri da me. Questo vuol dire che adesso mi viene da svenire.
No, non posso stare seduta come fanno tutti.
Io non posso aspettarti da seduta.
Manca un'ora e mezza all'inizio. Mi devo alzare. Io devo rendermi conto di quanto vicina ai miei miopissimi occhi sarai.
Cazzo sono in piedi. Sono in piedi di fronte al palco.
Lo stesso palco che ho seguito nel montaggio e nell'assemblaggio i giorni prima.
Dio. Dio santo. Io non sono solamente in piedi di fronte al palco.
Io sono in piedi, con le mani in tasca, a poco più di 10 metri dal palco.
Ma a me quei 10 metri sembrano uno.
A me quei 10 metri sembrano un cazzo, mi sembrano il nulla.
Io me ne sto qui in piedi.
Sono le 9.30, sei in ritardo di mezz'ora.
Mi sento male. Mi sento svenire perchè qui intorno cinquemila persone gridano il tuo nome.
Penso che a San Siro eravamo in settantamila a gridarlo e mi viene da ridere.
Ma io non grido come loro. Sento di non aver bisogno di farlo, sento che a te non cambia un cazzo.
Poi guardo davanti a me e mi viene da piangere.
Di nuovo mi sento svenire. Perchè non arrivi? Sono le dieci meno venti.
Mia sorella mi chiede se io stia bene.
Le dico di sì, ma sto di merda. Sto malissimo. Mi sento sola con il palco. Solo io e lui.
Non arrivi.
Ho un mancamento.
Rimango fissa, immobile, guardo sempre davanti a me. Dovrai arrivare prima o poi.
Arrivi.
"Anche d'estate nevica, se la tua mente immagina, se la tua casa è un albero di gomma piuma e canapa. Senti l'aria del mattino che sa di incenso e di primula. Ti rivedi in quel bambino che rincorre una libellula, ALZANDO LE SUE BRACCIA VERSO IL CIELO..."
Dove sei? Piango. Mi sento esplodere dentro. Stessa sensazione del 2 giugno 2007. Forse non la stessa, ma ci si avvicina tanto. Tantissimo.
Eccoti.
Io ti ho vista.
Sei qui.
Che cazzo mi succede?
Ho paura perchè il mio cervello, il mio cuore e le mie gambe sembrano appartenere a tre corpi diversi.
Smetto di cercarti con lo sguardo per un secondo e lo rivolgo alle mie gambe.
Sembrano impazzite, fermatele. Devo fermarle.
Mi devo calmare.
Il cuore è impazzito.
Eppure ragiono. Ragiono abbastanza lucidamente.
Nel mio corpo qualcosa non va.
Attacchi col ritornello.
Me ne fotto delle mie gambe e del mio cuore.
Salto.
Grido.
Tu mi devi sentire.
Tu devi sentire che cazzo mi fai provare.
Oh minchia.
Minchia Laura che cazzo fai, ti avvicini? No non farlo perchè io non ti ho mai vista da vicino.
Ti vedo da vicino in televisione. Di solito mi ci attacco e comincio a sbraitare come una mongoloide. Ma ora non siamo a casa, non ho in mano un pacchetto di patatine, non ti sto guardando attraverso uno schermo.
Io ti guardo. Io ti sto guardando davvero. Io ti guardo negli occhi.
Oh merda sei qui.
Minchia sei dietro casa mia e davanti a me. Ti vedo perfettamente.
Mi paralizzo, non posso più cantare, non posso.
Se canto non mi concentro.
Se canto non riesco a vederti bene.
Mi immobilizzo e piango. Piango come una pazza, una disperata perchè tu non puoi essere così vicina, non puoi farmi questo Laura, non puoi.
Io sto male a scrivere queste cose.
Sto malissimo e mi sono pentita di essere venuta a questo maledetto concerto.
Perchè ha cambiato tutto.
Non si può aver avuto il proprio idolo a 10 metri di distanza e pensare che la propria vita sia identica a prima che ciò avvenisse.
Perchè non mi guardi, perchè?
Perchè non mi guardi, perchè non guardi me che sono qui che sto morendo, sto morendo perchè tu sei tutto ciò che per me riassume la parola MUSICA, tu sei, questa sera, tutto il mio mondo, tu che non ti rendi conto che guardandomi potresti provocarmi un infarto.
E sei anche bella, mi stupisco perchè ti ho sempre presa in giro con tutti un po' per il tuo culone che tu stessa sfotti e un po' per il tuo naso supermegappuntito che, di nuovo, tu stessa sottolinei di avere perchè sei incredibilmente autoironica, umile, eccezionale. Sei semplicemente tu.
E anche io sono semplicemente io, ma non mi guardi. Forse davanti a te vedi una distesa scura, non vedi le nostre facce.
Non è vero.
No, non è vero, tu ci vedi benissimo. Tu ci vedi benissimo perchè fai qualcosa per la quale, lo giuro, mi strapperei i capelli: tu dedichi una canzone a una del pubblico, sotto i miei occhi invidiosi e increduli, a una del pubblico che te lo ha chiesto esplicitamente su un foglietto di carta bianco tutto stropicciato.
Tu lo fai. Tu la guardi. Tu la guardi e le dici che gliela stai per cantare, solo per lei. Solo per lei perchè quella canzone non è nemmeno in scaletta. Parli, dici che non ricordi se quella canzone sia repertorio del tuo primo o secondo album.
Io mi incazzo da morire, e con tutta la rabbia che ho in corpo ti grido "NEL SECONDO CAZZOO".
Ma non mi senti. Sei troppo intenta a cantare a cappella quella canzone.
Ti detesto. E detesto me stessa. Mi sento morire perchè penso che se solo tu avessi provato a dirmi "ciao" io sarei probabilmente svenuta o esplosa. Figuriamoci se avessi cantato una canzone solo per me.
Ti detesto.
Ti odio perchè non le puoi fare queste cose. Sei ingiusta.
La canti.
Potrei chiamare la Marta, perchè la canzone in questione è "Un amico è così", ci starebbe. Ma non ci penso. Sono incazzata. Sono incazzata e canto con tutta la rabbia che ho in corpo, la canto con te, a cappella. Mi stupisco perchè in pochi la conoscono. E' vecchia.
Ma io le conosco tutte.
Il calvario termina, riprendi con il tuo concerto.
Ho pagato per seguire il tuo concerto, non per seguire le dediche di merda che fai agli altri fan.
Ti odio.
Ti adoro.
Canti, canti, canti, canti, canti. Chiudo gli occhi, un po' perchè tanto ti sei imboscata e quello davanti a me è alto 18 metri, un po' perchè io ho bisogno di sentire la tua voce. Ho bisogno di far sì che essa entri dentro di me che ci rimanga. Ho bisogno di interporre il nulla tra me e il tuo microfono.
E mi girano, mi rompe da morire il fatto che tu non ti renda conto di che fan ti trovi davanti, presente a quello che molto probabilmente consideri un concertino della minchia, un cazzuto concertino di provincia in cui non è necessario creare chissà quali coreografie o che minchia ne so.
Merda, lo fai di nuovo, ti avvicini.
Ma hai idea di quello che fai quando ti avvicini? Hai una vaga idea delle emozioni e del casino disastroso che mi provochi dentro quando vieni verso di noi?
Ti odio perchè no, non ce l'hai un'idea.
Mi detesto, mi detesto perchè non trovo la forza fisica di gridare, sono troppo spompata, non trovo la forza per gridarti "GUARDAMI", perchè sono convinta che se lo facessi tu lo faresti. Tu mi guarderesti e forse mi diresti anche una frase. Che ne so.
Cazzo.
Cazzo lo fai. A me sembra che tu lo abbia appena fatto. A me sembra che tu mi abbia appena guardato. Mi hai fulminato. Mi hai fulminato. Probabilmente l'ho solo immaginato. Ma a me piace tanto pensare che no, non me lo sono immaginato.
Ecco che canta la seconda canzone (in ordine cronologico, però, la prima) mia e di Ale.
Lo chiamo, anche se lui la mia divina la chiama "troia culona", va beh. La sente, dice qualcosa che non capisco, riattacco perchè va bene Laura Pausini, ma spendere tutta la ricarica in questa circostanza non mi pare il caso.
E' finito il concerto.
Mi ricordo quando due giorni fa, dopo essere diventata la migliore amica, insieme alla Michi, di quelli che montavano il palco e di quello della sicurezza, mi ero perfino illusa di poter scaraventarmi nel backstage dopo il concerto.
Che assurdità.
Una cosa del genere non potrà mai, mai succedermi.
MAI.
Andiamocene a casa.
Anzi, ho voglia di vedere il mio amore. Il mio amore che oggi ha sostenuto l'orale, finalmente.
FINALMENTE questa cazzo di scuola è finita. FINALMENTE questa cazzo di storia è finita.
Ora l'attesa dell'esito è a dir poco snervante.
Lui sta meglio. Chissà se adesso qualcun altro starà meglio.
Scriverò il tuo nome in maiuscolo.
Fino a che non sia grande come te.
Sai mi fa confondere, questo averti qui.
Io quasi colpevole, di poterti dire che.........
Tu esisti dentro me. Sei da difendere con grazia semplice, così,
per l'amore che non hai, che non ho voluto mai, che ormai esiste dentro noi.
E darò al mio entusiasmo ossigeno, senza freni inibitori o calcoli.
Non è stato un caso se ora siamo qui, vivi e consapevoli di continuare a dire che...........
Tu esisti dentro me, sei da difendere con grazia semplice, così,
per l'amore che non hai, che non ho voluto mai, che ormai esiste dentro noi.
Perchè io amo chi sei.
Lo sai.
Noi siamo come vorrei.
Come vorrei.
Così, quell'amore che non hai, che non ho voluto mai,
ormai esiste dentro noi.
Scriverò il tuo nome in maiuscolo.
Tutti mi chiedono come sia andata ieri sera. A tutti, indistintamente, dico "bene, bene ma dopo aver assistito a quello di San Siro del 2 giugno 2007, credo che d'ora in poi ogni Suo concerto sarà qualcosa di molto piccolo, bello, ma molto piccolo".
Ma in realtà sono stradepressa. Stradepressa perchè avrei potuto fare di più. Io avrei potuto. E proprio perchè è stato qualcosa di molto piccolo. Grande, ma pur sempre piccolo.
La Villa era totalmente un'altra cosa ieri sera. Andare in Villa da oggi (ieri) in poi, sarà totalmente un'altra cosa.
Basta.
Tanto, mi conosco, tempo 2 giorni e sto già meglio.
Ciao.