giovedì 31 luglio 2008

Mi sono resa conto solo oggi che il mio ultimo post è datato 24 luglio, data di nascita della mia sorellona. Sono una merda egocentrica perchè non ho scritto neanche una cosa del tipo "auguri sorella" su un blog che credo che lei neanche si ricorda che esiste.

Ad ogni modo eccoci qua, alla soglia della mia partenza per Otranto.
Mare mare mare quanta voglia di arrivare. Peccato che ci arriveremo non prima che i nostri culi abbiano preso la forma dei sedili per almeno 10 ore. Ma tanto io dormo, che me frega.

I primi e ultimi preparativi non sono ancora stati effettuati.

Mia mamma sta sfasando perchè devo ancora dirle cosa porto via e deve ancora lavarmi/stirarmi tutto. Ma tanto è depressa perchè da quando è in ferie non c'ha un cazzo da fare, quindi paradossalmente credo che questo pensiero angosciante le faccia solo del bene. Per questo mi diverto a tenerla sulle spine fino all'ultimo: solo per purissimo altruismo.

L'altra sera sono arrivata a casa di Ale alle 9 e un quarto e dalle 10 alle 11 e un quarto ho pianto come fa una bambina col pannolino stracolmo di merda che ancora un po' e le arriva fino al collo.
Mentre mi diceva "no cucciolina non fare così" mi sono fatta tenerezza da sola e mi sarei riempita di baci io stessa. Non so che cazzo mi ha preso. Cioè, lo so che cosa mi ha preso, ma credo che non ne parlerei qui nemmeno se mi regalassero un viaggio in barca a vela di una settimana per 2 persone (ho una possibilità su 2 miliardi di vincerlo, ma questo è un altro capitolo della mia insulsa vita).

Sto provocando dei danni irreparabili e allucinanti alla sedia del negozio, che da stamattina fa degli strani rumori. E mi dispiace perchè sono notevolmente dimagrita, il mio peso è decisamente inferiore a quello della settimana scorsa. Sono una gran figa, non c'è un cazzo da fare.

A proposito di stronzate circa il mio aspetto fisico: non posso non vantarmene col mondo (Lau) (anche se te l'ho già raccontato). Sabato un tizio abbastanza cliente abituale (non è vero, sarà venuto 4 volte da quando lavoro qui e a due giorni di distanza tra una comprata e l'altra) è arrivato dicendomi che qualche giorno prima era passato con un pensierino per me ma che aveva trovato il mio capo. Gli dico qualcosa che riassunto suona come un "ah ok", mi chiede a che ora chiudo e torna dopo qualche minuto, tutto timidino con un mazzone enorme di fiori e una lettera.
Al contrario di quello che si potrebbe pensare (ovviamente si potrebbe pensarlo, ovviamentissimamente ovviamente) non mi capita tutti i giorni. Ho sfoderato un sorriso plasticissimo ma estremamente spontaneo e sentito per tutta la giornata.
Risposta di Ale: sei una stronza perchè avresti dovuto dirgli "guarda grazie per i fiori ma sono fidanzata ed estremamente innamorata del mio semplicemente splendido e muscoloso ragazzo, quindi te li puoi anche riprendere e ficcarteli su per il culo uno a uno". Invece per me è stato carino...un po' miope credo, ma è stato proprio carino. E prendo il tutto e lo conservo DENTRO DI ME, perchè so che forse una cosa del genere non mi ricapiterà mai più.

Ma la cosa che più mi fa impazzire dal rossore su questo viso torturato dalle ferite provocatemi dall'estetista (precisamente alle sopracciglia) e dagli ormai innumerevoli brufoli, è che il mio capo stamattina mi ha detto che sapeva dei fiori perchè era passato di lì e il tizio (che merita di essere chiamato col suo nome, Manuel) gli ha RIVELATO di possedere il mazzone di fiori incriminato in macchina. Però è figo che sapeva tutto. E' figo semplicemente direi.

Non posso biasimarle quelle puttane.

Madonna santa.
Basta_Fede.doc

Ad ogni modo, parto, quindi fanculo a tutti voi (Lau) (che tra l'altro parti con me...cioè, non parti con me ma parti come me).

Appena successo: ero fuori a fumare la mia meritata siz, passa una vecchietta (dall'aspetto di sicuro proveniente dalla parte più nordica di Bolzano) che mi dice "signorì mi aiuti, una farmacia che sta aperta dove la troovo?" ed io "mah, c'è questa qui di fianco ma penso abbia chiuso una ventina di minuti fa" e lei "ah...ma come fate voi? ANnnapoli chiudiamo una e mennza duee". Allora io le ho risposto ovviamente con gentilezza "ma vai a cagare va e non rompere i coglioni che ho già fame alle 9 appena apro, stronza".

Ah, dentro non sto benissimo, questo devo dirlo.

giovedì 24 luglio 2008

Ciao Lau!
(Non avevo idea di come esordire, questo spiega il saluto a casaccio a una persona di poca importanza qui sopra) (ok, ora sì che posso prepararmi alla mia morte, e imminente, dato che la persona sopracitata potrebbe passare qui in negozio a trovarmi a minuti...ma è anche vero che, è in giro a fare la sciura quindi non può fisicamente presenziare davanti a un computer e leggere quello che potrebbe presto essere il light motive del prossimo omicidio che si sentirà a Studio Aperto, tra una notizia di cani e panda abbandonati e l'altra, che riguarderà me stessa in prima persona. Non ho capito nemmeno io quello che ho scritto, perciò prego quell'1 lettore di non farci caso, ho sonno)


Ieri sera ho conosciuto di persona la protagonista indiscussa e inconsapevole dei miei incubi erotici-notturni da due mesetti a questa parte. Patetico come incontro, dato che ho sfoggiato il sorriso più plastico del quale sono capace, e un imbarazzo misto a vigliaccheria non indifferenti. Il risultato è stato che ora colei non mi fa più paura...più o meno. Mi sono accorta che non è altro che un essere umano normale come tutti gli altri, ovvero che mangia, beve, respira, ride e fa la cacca. Quest'ultima cosa mi rassicura particolarmente, perchè per quanto Ale possa trovarla attraente, prima o poi in Sardegna dovrà andare in quel posticino intimo pure lei annullando, almeno me lo auguro, ogni possibile fantasia erotica da parte sua verso di lei. A parte tutto, mi è sembrata simpatica. Sono io l'antipatica perchè, non appena varcata l'uscita (se è opportuno denominare 'uscita' la strada percorribile al fine di abbandonare un locale all'aperto), mi sono sentita una palla di merda di giraffa per il fatto di non averla salutata bene e con entusiasmo come lei ha fatto con me, per aver qualcosa contro di lei quando lei qualcosa contro di me non ce l'ha per niente. Per non parlare del fatto che son qui a mangiarmi quel che resta delle mie mani inchiostrate per il mio non esser stata un gran che brillante alle presentazioni, quando al "piacere, Federica" lei mi ha risposto "era tanto che dicevo ad Ale che volevo conoscerti", avrei potuto risponderle qualcosa che avrebbe vagamente potuto stimolare un qualcosa che assomigliasse a una risata o più semplicemente ad un sorriso, del tipo "eh, sai, lui ama tenermi nascosta" oppure "eh, sai, si vergogna di me", ma al momento ho scelto la spontaneità ed ho fatto cagare perchè come una cogliona non ho fatto altro che ripetere la stessa, quasi identica frase che aveva appena appena proferito lei stessa, ovvero "eh, sì, anch'io era tanto che gli dicevo di volerti conoscere...è proprio uno scemo". Classico che per uscire dalle situazioni imbarazzanti mi metto ad insultare lui. Ma ci ha fatto l'abitudine in questi 90 anni, credo. Ma mi rifarò prima o poi. Non sia mai che la ragazza del Sapo sia considerata in giro come una tintintin che se la mena. Mai.


Ad ogni modo, tanto per cambiare e tanto per non ripetermi, ho sonno. Non ho voglia di stare qui e per questo meriterei il licenziamento, così da poter cedere il posto a qualche altro giovincello più volenteroso di me. Ma col cazzo, sono decisa a ripigliarmi in un secondo.
Però c'è da dire che ho ricevuto dei gran complimenti dal capone per come ho messo su la vetrina. Dai, una soddisfazione ogni tanto in questa miserabile esistenza qualcuno me la dà. Anzi, non so se sia legale o meno e francamente il sonno che ho oggi mi porta a disinteressarmene, ma desidero incollare la sua mail qui, perchè voglio che tutti (Lau) sappiano quanto sono brava e apprezzata e perchè è certamente un evento che non si ripeterà tanto presto:

"Porgo ufficialmente i miei complimenti al resp. del negozio per la vetrina. I prodotti, per la prima volta, sono disposti in maniera ottimale in vista del pubblico."

E l'ho letta per caso, ed è la cosa più bella leggere i complimenti per caso, anche se questi complimenti sono stati rivolti al responsabile del negozio, che per il momento non sono io; e se non fosse che il mio capo mi fa pisciare addosso quando ci manda queste mail finte formali, quando tra noi formali solitamente non lo siamo, penserei che egli pensa che non sia stata la sottoscritta a rifare la vetrina. Ma poco importa perchè gli ho risposto al fine di evitare ogni dubbio. Ah, ovviamente faccio finta di non leggere quel "per la prima volta" altrimenti l'effetto della mail, ovvero la smodata crescita della mia autostima, rischia irrimediabilmente di arrestarsi.
Ma parliamo delle 10 ore al telefono passate con il mio collegone, 9 delle quali sprecate solo per farmi capire come cambiare una semplicissima impostazione. Sono una merda, una merda, una merda, una merda, una merda! Incapace, incapace, incapace, incapace, incapace! Stupida, stupida, stupida, stupida, stupida!


Ma vaffanculo va.


(Mi piace tanto concludere così i miei interessantissimi postsss.)

venerdì 18 luglio 2008

Oggi me ne sto qui in negozio, in attesa della prossima cazzata, del prossimo errore. Ne ho già collezionati 2 per oggi: non c'è due senza tre, perciò...aspettiamo.

Ieri sera, a casa del mio Mr.Muscolo preferito, dopo aver festeggiato in piena regola ciò che doveva essere festeggiato [mentre la mia suocerona sul divano vagava con la mente, pensando a quanto fosse fiera del suo bambino e della bambina del suo bambino, così teneramente bravi ragazzi che avevano preferito con decisione stare a casa con lei anzichè presenziare alla presentazione del tizio lì nuovo giocatore del Milan a San Siro lui (scomoda perifrasi dovuta al fatto di non saper scrivere il suo nome, ma non me ne vergogno per niente) e ad una serata di shopping in centromonzanegoziaperti lei, inconsapevole del fattaccio grazie allo spessore di una parete appena appena verniciata] ci siamo resi conto di averlo fatto inconsapevolmente: quattro anni esatti dal momento in cui il mio fiorellino è stato dischiuso per la prima volta o, se si preferisce, quattro anni dal momento in cui la mia patatina è stata bollita per la prima volta o, se di nuovo non si è ancora convinti, quattro anni dalla nostra prima scopata.
E sì che era tutto il giorno che il mio cervello incondizionatamente a repeat si domandava, ma neanche troppo, il perchè del fatto che "diciassetteluglio" suonasse così familiare, così come una data festeggiabile per qualcosa.

Ma passiamo oltre.

Un paio d'ore fa, mentre mi dedicavo ad una sana grattatina d'ascella e pensavo alla mia futile ma bella esistenza e a quanto la giornata di ieri fosse stata importante e a quanto quella di oggi fosse inutile, mi è arrivato un messaggio della Marta, che diceva: "Auguri patata! Buon onomastico". Un attimo per controllare se tra i miei denti ci fosse qualche residuo parassita della brioche delle 11 che oggi non ho comunque preso ma ormai c'ho fatto l'abitudine, e ho realizzato che ciò che ella mi ha scritto assomigliava a un augurio per il fatto di chiamarmi Federica in una giornata in cui un tale S.Federico ha fatto qualcosa per meritarsi il monopolio dell'apposito spazio per il nome sul calendario, stampato sotto il diciotto di luglio (monopolio mica tanto, perchè mi pare che a parimerito ci sia un certo S. Calogero o una roba del genere). Così mi sono ricordata della grandissima, di portata certameeente mondiale, ricorrenza.
Ho chiamato Ale e gli ho detto appiccicosamente come una palla al cazzo "amooreee...sai che giorno è oggi?" Lui "sì, il diciotto luglio." Ed io "sì, ok...ma che giorno è oggi???" E lui "venerdì" Ed io "sì, ma che santo è oggi???" E lui "Sant'Alessandro?". Mi son cadute le palle. Il solito, classicissimo egocentrico.

Quindi, se la cosa ancora non fosse chiara abbastanza, oggi è il mio onomastico: per cui tutto mi è concesso.

Fanculo va, che giornata di merda.

sabato 12 luglio 2008

Io sono pazzamente, disperatamente, perdutamente innamorata.

mercoledì 9 luglio 2008

E figuriamoci se nel momento in cui mi accade di vivere qualche cosa di nuovo e soprattutto inaspettato e soprasoprattutto che confermi la mia straconfermata sfiga nella vita in generale, io non mi ritrovi un attimo dopo a riportarla qui, per generare nell'animo di quell'unico lettore che possiedo, un sentimento che somiglia parecchio a compassione, pena ed empatia.
Non si può essere così mortalmente idioti.
La faccio breve, perchè sono abbastanza presa da me stessa al momento, sono intenta a prendermi a schiaffi e a darmi pugni in pieno stomaco, urlandomi "imbecille, idiota! Sei una merda, fai schifo!"
In sostanza, poco prima di arrivare al lavoro, alle 8 e 47 circa, una vecchia mi è venuta nel culo con la macchina. Che, detto così può sembrare niente, ma (ti) assicuro (Lau) che la botta è stata bella forte. Bella un cazzo, brutta forte. Era rosso, ero in coda e non so 1. come cazzo ha fatto la vecchia a non accorgersi del rosso e della fila di macchine ferme che le stava davanti e 2. come cazzo è stato possibile che io per la prima volta in tutta la mia vita abbia tenuto la distanza di sicurezza da quello davanti a me. Ad ogni modo, ripeto, non si può essere così mortalmente idioti perchè:
scendo dalla macchina, vado dritta dalla vecchia, le apro la portiera con tutta la forza che possiedo e le grido: "scenda, baldracca!" Lei scende e si prepara alla sua difesa. Incrocia le braccia davanti al rugosissimo viso e mi dice "dai, colpisci!" allora io le sferro un colpo in piena pancia, la faccio cadere e rotolare a terra, dopodichè compio un salto che mi fa sollevare da terra di 90 centimetri e atterro dritta dritta con il piede sul suo stomaco. Nonostante le mie ardite mosse, noto che è ancora in grado di muoversi, di sbattere le ciglia ma soprattutto di respirare. Allora mi piego e le centro un occhio con il gomito, facendo schizzare il sangue ovunque, persino sul paraurti della mia macchina e le grido "hai visto? Hai visto cos'ha provocato la tua distrazione? Ho tutta la macchina piena del tuo sporco sangue, puttana!"

Così è come sarebbe dovuta andare la faccenda. E invece è andata purtroppo così:

scendo dalla macchina, noto la vecchia estremamente agitata e...senza neanche guardare la macchina le dico "tranquilla, non importa, può succedere". Guardo la MIA (ufficialmente da ieri) macchina e vedo che non ha un cazzo...forse perchè è talmente un rottame di suo che qualsiasi botta essa possa prendere non può fare altro che migliorarla. E nel momento in cui stavo per abbracciarla e ringraziarla lei mi dice, sull'orlo del pianto più disperato "mi dispiace, mi scusi signorina, lei sta bene?" Ed io, amorevolmente: "Sì, certo signora non si preoccupi. Adesso sto bene, non so come mi sentirò stasera, ma le posso assicurare che al momento sto da Dio". Avrei voluto gridarle "le voglio bene!" ma ero in ritardo (che cogliona del cazzo, mi detesto).
Davvero, davvero non si può essere così mortalmente idioti.
Ed è quello che mi ha ripetuto mia mamma al telefono, Ale al telefono, mia sorella al telefono, e non ho ancora sentito la Marta e tutti quelli che conosco.
Ad ogni modo adesso mi fa male la schiena, o così mi pare...per l'80 percento è vittimismo, per il 19 percento è suggestione e per l'1 percento è dolore reale. Vedremo stasera.

Non si può essere a tal punto mortalmente idioti. Ma quando cazzo mi ricapita che qualcuno mi venga nel culo? Era la mia occasione per far soldi.

Non si può essere così mortalmente idioti.

Scusa non si può essere? Ah, così mortalmente idioti.

Intanto informo che che quel figo atomico del mio capo mi ha appena ordinato il NAVIGATORE!!!!!!!! Cazzo domani mi arriva qui in negozio. Sono la sfigata più felice dell'Italia, che potrò da domani girare come e quando cazzo voglio (sì, soprattutto quando).
Però ho già avvertito il mio amore enorme che d'ora in poi sarà spacciato. Tutti i laghetti e mica laghetti della Brianza E NON, saranno tutte mete future di noi piccioncini in amore. E quindi adesso l'ho informato del fatto che lo amo ancora di più.
Sì, cazzo, sì....la fortuna sta girando bene. Come no.

martedì 8 luglio 2008

Ieri ho fatto il mio primo Pap-test.
Ciò significa che non ho più niente da imparare dalla vita e che ho provato tutte le esperienze possibili, ergo posso anche affermare che la mia esistenza è giunta finalmente al capolinea.
Ah, colei che ha prelevato del tessuto dal mio preziosissimo utero, già che c'era, mi ha dato anche una palpatina alle mie preziosissime ciliegione e mi ha confermato che, a parte il loro ridicolo essere una di gran lunga più enorme dell'altra, sono sane e senza nocciolini. Ebbrave le mie bambine Betty e Cetty.
Ed è stato allora che ho maturato dentro di me la decisione di dar loro un premio: quel bellissimo reggiseno scorto con la coda dell'occhio qualche tempo fa sul catalogo di Intimissimi. E' un vero peccato che mi stava di merda. Quindi niente premio, solo una preziosissima gratitudine.

Oggi non mi si deve scassare la minchia perchè sono parecchio nervosa, restia e sulle mie.
Sono al lavoro e non ho voglia di fare un cazzo. Soffro di un autismo esasperato.

E, per concludere, vaffanculo.

sabato 5 luglio 2008

No.
Ieri pazzesco. Ho chiuso il negozio, classicissimo alle 7 e 20, e sono tornata a casa piangendo.
No, non si può piangere in quel modo. Niente vale tutto quello stress. Ho aperto la porta di casa, ho trovato mia mamma sorridente e le ho detto "no mamma, no. Brutta giornata". Dopodichè mi sono fiondata in camera mia sbattendo la porta e ho urlato "lasciatemi stare, vaffanculo.". E figuriamoci se il mio esserino santo mi avrebbe davvero lasciata in pace...come l'ho guardata in faccia ho sbottato il triplo di più, ho gridato come una scimmia urlatrice e, continuando a strillare come una vacca con le emorroidi, mi sono fiondata in doccia senza più dire una parola. Il desiderio più grande era quello di lavarmi via di dosso lo schifo dei clienti, la loro maleducazione, il loro non rispetto e la loro ignoranza.
Porca puttana, mi lasciate mezz'ora in balìa della noia, del "che due coglioni", del "meno male che almeno ho messenger e che quindi posso far passare questi inutili minuti vuoti della mia vita" e poi, passati i 30 minuti, vi fiondate in negozio tutti insieme, quarantottomila clienti in, quanti, due metri quadri? E sbuffate, sbuffate perchè il tizio che sto servendo non capisce un cazzo di inchiostri, boccettine e della vita in generale; sbuffate perchè fa caldo, ma che cazzo volete c'è l'aria condizionata quindi ringraziate Dio che non vi sbatto fuori a calci in culo, sbuffate perchè ho sbagliato a stampare la fattura sulla carta non intestata, sbuffate perchè vi rendete conto, forse, che una doccia prima di venire qui a impuzzolirmi il negozio con le vostre ascelle pelose non sarebbe stata poi tanto male. Per non parlare di quelli al telefono: ho davanti a me quattro clienti in fila, sbuffanti e accaldati e tu, cliente pigro e ignorante, mi tieni al telefono mezz'ora con le domande più assurde? Cazzo, ti ho detto i prezzi, ti ho detto le differenze, ti ho detto cosa faccio stasera e cosa mi piace fare a letto col mio ragazzo e te trovi ancora qualcosa da chiedermi? Ma il migliore è stato quel genio, pezzo di merda deficiente che mi ha portato delle cartucce grondanti di inchiostro "proprio per farle vedere quanto perdono". 'Sto stronzo. Ma io dico: ma che cazzo c'hai in quel cervello? Ma ce la fai? Ma la tua vita è talmente vuota e priva di significato tanto che il tuo primo pensiero alla mattina è quello di farmi vedere quanto le tue cartucce della minchia perdono inchiostro? Io non le rimando al fornitore, io te le ficco su per il culo così vediamo se perdono ancora. Che poi "oh, cielo, mi sto sporcando tutte le mani, guardi..." Allora io, ipocrita e gentile come non mai, gli porgo le MIE, PERSONALI salviettine per le mani che porto con me in ogni istante della mia misera esistenza sputandogli con un sorriso "vuole una salviettina?" "Oh, grazie, che gentile. Oh, ne prendo un'altra, sa com'è" (piccoli dettagli: prima, logicamente, che cosa fa? Mi piazza quelle maledette cartuccine sul bancone appena appena terminato di pulire...ma io dico: sei coglione? Allora poi, accortosi del danno ormai irreparabile, che cosa fa? Me le piazza in mano.) Così lo stronzo si pulisce per bene tutte le sue squallide e sporche manucce di frocio ed io aspetto che abbia terminato di farsi la manicure per poter mandarlo a fare in culo. Il tutto, ovviamentissimamente, con una fila di almeno tre clienti dopo di lui. Il pezzo di merda se ne va e la cliente dopo di lui mi fa notare con un sorriso da schiaffi che le mie mani sono tutte magenta. Le mie mani come il mio collo, le mie gambe e capelli. Allora le sorrido altrettando odiosamente e mi accingo a prendere una delle mie personalissime, preziosissime e costosissime salviettine umidificate. E cosa vedo? Pardon, cosa non vedo? Vuote. Finite. Concluse. Terminate. Esaurite. Ultimate. Quel bastardo mi ha finito tutte le salviettine. Ma che cazzo si è pulito anche i peli del culo? Accumula, manda giù e accumula por favor, che hai 2000 persone sbuffanti davanti a te. E quello dopo cosa fa? Mi compra quattro toner che, tesoro santo, lo sai che sono grossi, lo sai porca miseria, cosa ti presenti qui in moto che poi non sai dove metterli? (anche se un'idea dove avrei potuto metterglieli mi ha sfiorato più e più volte) "Scusa, facciamo una cosa...togliamoli tutti dagli scatoloni, così non ingombrano e me li metto ad uno ad uno nello zaino!" Felicissimo di questa geniale trovata sì è messo a scartonare ogni toner e a ficcarselo nel buco del, ops, nel suo splendido zaino. Così io mi sono ritrovata con gli ennesimi scatoloni qui in negozio che, ripeto, non è una reggia di millequattrocento metri quadri, da tagliare, stracciare con tutta la forza che possiedo, per far sì che potessero diventare piccoli quanto basta da permettermi di respirare ancora fino a giovedì, quando passa l'uomo dei cartoni. Il tutto con il bancone, il pos, il vetro sopra il bancone, la cassa, la tastiera, il mouse, il pavimento, le mani, il collo, le gambe e i capelli color magenta. E il mal di schiena.
E ti guardano. Ti guardano come se il tuo lavoro fosse una cazzata. Non hanno idea dello stress, non hanno idea dell'odio che provo nei loro confronti, non ce l'hanno.
Io adoravo la gente.
Adesso la odio.




No, non è vero...è appena entrata e uscita una vecchietta (della quale, dopo una chiacchierata di 10 minuti, conosco ogni dettaglio della sua vita) che me la sarei mangiata di baci.