No.
Ieri pazzesco. Ho chiuso il negozio, classicissimo alle 7 e 20, e sono tornata a casa piangendo.
No, non si può piangere in quel modo. Niente vale tutto quello stress. Ho aperto la porta di casa, ho trovato mia mamma sorridente e le ho detto "no mamma, no. Brutta giornata". Dopodichè mi sono fiondata in camera mia sbattendo la porta e ho urlato "lasciatemi stare, vaffanculo.". E figuriamoci se il mio esserino santo mi avrebbe davvero lasciata in pace...come l'ho guardata in faccia ho sbottato il triplo di più, ho gridato come una scimmia urlatrice e, continuando a strillare come una vacca con le emorroidi, mi sono fiondata in doccia senza più dire una parola. Il desiderio più grande era quello di lavarmi via di dosso lo schifo dei clienti, la loro maleducazione, il loro non rispetto e la loro ignoranza.
Porca puttana, mi lasciate mezz'ora in balìa della noia, del "che due coglioni", del "meno male che almeno ho messenger e che quindi posso far passare questi inutili minuti vuoti della mia vita" e poi, passati i 30 minuti, vi fiondate in negozio tutti insieme, quarantottomila clienti in, quanti, due metri quadri? E sbuffate, sbuffate perchè il tizio che sto servendo non capisce un cazzo di inchiostri, boccettine e della vita in generale; sbuffate perchè fa caldo, ma che cazzo volete c'è l'aria condizionata quindi ringraziate Dio che non vi sbatto fuori a calci in culo, sbuffate perchè ho sbagliato a stampare la fattura sulla carta non intestata, sbuffate perchè vi rendete conto, forse, che una doccia prima di venire qui a impuzzolirmi il negozio con le vostre ascelle pelose non sarebbe stata poi tanto male. Per non parlare di quelli al telefono: ho davanti a me quattro clienti in fila, sbuffanti e accaldati e tu, cliente pigro e ignorante, mi tieni al telefono mezz'ora con le domande più assurde? Cazzo, ti ho detto i prezzi, ti ho detto le differenze, ti ho detto cosa faccio stasera e cosa mi piace fare a letto col mio ragazzo e te trovi ancora qualcosa da chiedermi? Ma il migliore è stato quel genio, pezzo di merda deficiente che mi ha portato delle cartucce grondanti di inchiostro "proprio per farle vedere quanto perdono". 'Sto stronzo. Ma io dico: ma che cazzo c'hai in quel cervello? Ma ce la fai? Ma la tua vita è talmente vuota e priva di significato tanto che il tuo primo pensiero alla mattina è quello di farmi vedere quanto le tue cartucce della minchia perdono inchiostro? Io non le rimando al fornitore, io te le ficco su per il culo così vediamo se perdono ancora. Che poi "oh, cielo, mi sto sporcando tutte le mani, guardi..." Allora io, ipocrita e gentile come non mai, gli porgo le MIE, PERSONALI salviettine per le mani che porto con me in ogni istante della mia misera esistenza sputandogli con un sorriso "vuole una salviettina?" "Oh, grazie, che gentile. Oh, ne prendo un'altra, sa com'è" (piccoli dettagli: prima, logicamente, che cosa fa? Mi piazza quelle maledette cartuccine sul bancone appena appena terminato di pulire...ma io dico: sei coglione? Allora poi, accortosi del danno ormai irreparabile, che cosa fa? Me le piazza in mano.) Così lo stronzo si pulisce per bene tutte le sue squallide e sporche manucce di frocio ed io aspetto che abbia terminato di farsi la manicure per poter mandarlo a fare in culo. Il tutto, ovviamentissimamente, con una fila di almeno tre clienti dopo di lui. Il pezzo di merda se ne va e la cliente dopo di lui mi fa notare con un sorriso da schiaffi che le mie mani sono tutte magenta. Le mie mani come il mio collo, le mie gambe e capelli. Allora le sorrido altrettando odiosamente e mi accingo a prendere una delle mie personalissime, preziosissime e costosissime salviettine umidificate. E cosa vedo? Pardon, cosa non vedo? Vuote. Finite. Concluse. Terminate. Esaurite. Ultimate. Quel bastardo mi ha finito tutte le salviettine. Ma che cazzo si è pulito anche i peli del culo? Accumula, manda giù e accumula por favor, che hai 2000 persone sbuffanti davanti a te. E quello dopo cosa fa? Mi compra quattro toner che, tesoro santo, lo sai che sono grossi, lo sai porca miseria, cosa ti presenti qui in moto che poi non sai dove metterli? (anche se un'idea dove avrei potuto metterglieli mi ha sfiorato più e più volte) "Scusa, facciamo una cosa...togliamoli tutti dagli scatoloni, così non ingombrano e me li metto ad uno ad uno nello zaino!" Felicissimo di questa geniale trovata sì è messo a scartonare ogni toner e a ficcarselo nel buco del, ops, nel suo splendido zaino. Così io mi sono ritrovata con gli ennesimi scatoloni qui in negozio che, ripeto, non è una reggia di millequattrocento metri quadri, da tagliare, stracciare con tutta la forza che possiedo, per far sì che potessero diventare piccoli quanto basta da permettermi di respirare ancora fino a giovedì, quando passa l'uomo dei cartoni. Il tutto con il bancone, il pos, il vetro sopra il bancone, la cassa, la tastiera, il mouse, il pavimento, le mani, il collo, le gambe e i capelli color magenta. E il mal di schiena.
E ti guardano. Ti guardano come se il tuo lavoro fosse una cazzata. Non hanno idea dello stress, non hanno idea dell'odio che provo nei loro confronti, non ce l'hanno.
Io adoravo la gente.
Adesso la odio.
No, non è vero...è appena entrata e uscita una vecchietta (della quale, dopo una chiacchierata di 10 minuti, conosco ogni dettaglio della sua vita) che me la sarei mangiata di baci.