sabato 27 giugno 2009

Quella troia vecchia puttana baldracca maledetta rotta in culo della minchia viscida schifosa lurida merdaccia liquefatta bastarda ignorante spilorcia della minchia giovedì sera ha detto al mio capo 2 che "quella RAGAZZINA è un'IDIOTA".
1. Complimenti al capo 2 che me lo viene anche a dire.
2. Quella specie di schifo di essere umano deve solo provare a tornare quando ci sono io e soprattutto quando c'è Ale qui con me. AHAHAHAHAHAHAHAHAHAH. Non che abbia bisogno di essere difesa dal mio eroe sul cavallo bianco, ma in due sarebbe più smerdoso.
3. Mi sono abbastanza sfogata ieri al telefono e contro i clienti, quindi non ho più bisogno di farlo qui: preciso che è stata una delle volte nella mia vita in cui ho rischiato un attacco cardiaco a causa dell'incazzatura.
4. Quella vecchia con un piede nella fossa (quanto amo esagerare) ha detto così perchè, con una probabilità pari al 100%, quella splendida persona del capo 2 avrà dato tutta la colpa a me per l'accaduto, che ne so, dicendole che è stato un errore mio non dirgli che era un ordine urgente (che poi un fin dei conti non lo era nemmeno, ma non importa). Che poi è vero, non mi ricordo di avergli specificato di dover passare per forza a lasciarmi l'ordine però, porcaputtanatroia, se io ti chiedo "passi tu in pausa pranzo", tu mi dici sì, cazzo è scontato che so che me li lasci qui, visto che l'hai sempre fatto e che, fino a prova contraria, questo negozio è a metà tra i fornitori e l'altro negozio in cui devi andare, cazzo porco. Che minchia ne so io che devo stare a specificarti che la merce mi serve pomeriggio? Che poi qui è tutto urgente, quindi mi sento al 90% nel giusto.
Fanculo chi se ne frega.
E' andata così, e appena la vecchiaccia tornerà la sistemo io. Non vedo l'ora. Ormai non vivo per altro.
Tu, 60-65-70 anni, dai a una RAGAZZINA dell'IDIOTA??? Hai dei problemi seri allora. Per un toner poi. Che pena che mi fa. E mi farà ancora più pena quando ce l'avrò davanti, distesa per terra, strabordante di botte, lividi e ferite.
I conti vanno pur regolati.

Comunque...
Anche certi sprazzi di deficienza della clientela a cui prima non facevo caso e lasciavo correre, adesso sento di dovergliela puntualizzare in faccia di volta in volta.
Ieri:
(un vecchio)
- Ciao, io ho una EPSON RX fjghfgh
- Scusi?
- EPSON RX djghfdk
- Scusi la parte più importante, ovvero il numero del modello, se me lo dice a bassa voce io non riesco a capirla...
- EPSON RX BLA BLA BLA.
- Ok
- Vuole solo il nero o la confezione con dentro tutto?
- Voglio i 4 colori.
- I 3 colori e il nero?
- No, i 4 colori!
- Ci sono i 3 colori e un nero.
- I 4 colori.
- Io le do la confezione con 3 colori e un nero se vuole. (stronzissima più che mai ahahahahahah)
- Scusa perchè il nero cos'è? Non è un colore?
- Certo, il suo nome comune di cosa è "colore", ma nel linguaggio specifico lo si separa dai colori, quindi viene chiamato con il suo nome proprio, che sarebbe "nero".
- Ed io dico 4 colori, ok?
- Proprio ok no...dovrebbe dire un nero e tre colori (ahahahahahahahahahahah)
- Senti muoviti.
- Scusi?
- Muoviti.
- "Muoviti" a me non lo dice perchè non sono la sua schiavetta ok? Non sono qui per eseguire i suoi ordini. Se vuole, con educazione, io le do quello che mi chiede, ma "muoviti" non si deve azzardare a dirmelo, altrimenti quella è la porta.
- (zitto)
- Vuole la confezione risparmio compatibile?
- Sì.
- Sono 22,90.
- (paga)
- Grazie, arrivederci.
(passano 5 secondi, rientra)
- Dica.
- Io ti ho detto Epson.
- Eh, ok. Ed io le ho dato le compatibili per la sua Epson.
- Ma io voglio Epson Epson.
- Ok, non si scaldi...mi dà la differenza e le do l'originale, che problema c'è? Certo che se io le chiedo se vuole le compatibili e lei mi dice di sì, io non è che capisco che vuole le originali...(ahahahahahahah)
- (silenzio)
- Perfetto, la differenza che mi deve è di 15 euro. (ahahahahahahahahahah)
- 15 euro?
- Sì.
- Scusa fai bene il calcolo, è impossibile così tanto.
- Allora...37.90 meno 22.90.............quindici.
- A me sembra tanto.
- Prego, faccia pure lei il calcolo.
- Tieni.
- Grazie, arrivederci.

AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH

Babbo.

Mo non me ne frega un cazzo. Chi mi sta sul culo lo massacro.
In questo ultimo mese devo liberare tutte le mie frustrazioni.

Ho cercato il nome della vecchia, o meglio, il nome della sua azienda su internet.
Si occupa di legnami. AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH.
Perfetto. So cosa fare. Le rovino la vita.
Potrei fare loro della cattiva pubblicità, sì ma con chi?
Oppure potrei aprire io un'azienda che si occupa di legnami. Ma chi cazzo è così idiota da farlo?
Ah, giusto, lei.
Le spacco la testa con un pezzo di legno.

giovedì 25 giugno 2009

UNA STATUA.
IO A LUCA FACCIO UNA STATUA.

MA PORCA TROIA. MA PORCA PUTTANA TROIA VACCA DI MERDA LURIDA MALEDETTA.
SONO INCAZZATA NERA. NERA. NERA. Come? NERA.
Ma io dico, Cristo Santo: ti chiamo, vecchia di merda, e ti dico che mi dispiace, che il tuo toner che avevi ordinato martedì, che se ce l'avessi qui te lo ficcherei volentieri in culo, non è arrivato perchè il capo 2 non me l'ha portato, che cazzo devo fare? Tu mi dici: "eh, però non è giusto, io l'ho ordinato martedì, siamo GIA' a giovedì e non me l'avete ancora procurato!".
Io ti dico "mi dispiace, guardi non so cosa dirle, è passato a ritirarlo ma anzichè portarmelo qui l'ha portato nell'altro negozio, guardi siamo tutti strapresi perchè manca un titolare e una dipendente perchè sono in ferie e..." tu mi interrompi e mi dici incazzata come una iena "NON MI INTERESSA! Questa è MANCANZA DI SERIETA'!!!!!!! IO CAMBIO FORNITORE!" io ti dico: "mancanza di serietà? Cambia fornitore? Non sta un po' esagerando adesso?" e lei: "NO! Sono anni che sono vostra cliente e mi avete sempre ordinato e fatto arrivare la merce da un giorno all'altro!!!" Ed io: "Appunto! Per una volta che succede una cosa del genere, un ritardo di un giorno, lei si deve arrabbiare in questo modo? Di nuovo, non le sembra di esagerare?" "No!!!" ed io: "a me pare di sì, le ho detto che mi dispiace, più che dirle questo cosa devo fare, mettermi in ginocchio? Cosa devo fare?" e leiii e leii: "DEVE fare in modo di farlo arrivare in negozio per le 4. Se per le 4 il toner non è arrivato in negozio, io cambio fornitore." ed io: "signora, per le 4 è impossibile perchè io sto lavorando in negozio qui, il mio capo sta lavorando nell'altro negozio, gliel'ho detto che siamo incasina..." "non mi interessa! Io lo devo avere per le 4, altrimenti ciao" ed io: "non so cosa dirle allora. Il teletrasporto non l'hanno ancora inventato, non può portarglielo qui se lui è in negozio." e lei "e allora me lo procuri tu" ed io "come faccio se devo stare qui in negozio? (ma porca troiaaaaa)" e lei: "ah, trovate un modo." Poi, io a lei: "guardi, il capo mi ha detto che alle 7 lui chiude il negozio e in una mezz'oretta riesce ad essere qui col suo toner, se vuole passare..." e lei: "EH NO! EH NO EH! Adesso ME LO DOVETE PORTARE VOI!" (brutta vecchia bastarda) ed io: "vedo cosa posso fare..." e lei: "no anzi, non ho voglia di star qui ad aspettarvi inutilmente, facciamo che appena ha il toner alle 7 mi chiamate" ed io: "7.30" e lei "ah, prima era 7, adesso è già diventato 7.30???" ed io: "SETTE CHIUDE IL NEGOZIO, E SETTE E VENTI-SETTE E TRENTA RIESCE AD ESSERE QUI (ma porca troia)". "Ok comunque non ce l'ho con te, ma con il tuo capo" ed io "ok ma capitano queste cose, fossero questi i problemi".
Non ho ricevuto risposta.
Ma anche il capo2, porca puttanatroia!!!!!!! Io capisco che sei strapreso, lo capisco, ma figa cosa ti costa lasciarmeli giù 2 fottuti toner??????
Cazzo te l'ho anche detto, vado io se non ce la fai, facciamo a turno.
Va beh è andata così. Che palle Madonna.
Capo 1........TORNA!!! TORNA PRESTO PERCHE' QUESTO NEGOZIO SENZA DI TE VA A ROTOLIIII!!!!!!!!!!!
Comunque questa VECCHIACCIA è la stessa che martedì mi ha detto:
"Io l'ho già vista.."
Ed io:
"Sì, certo, anch'io, non è la prima volta che viene qui"
E lei:
"No no, io l'ho vista settimana scorsa, forse in qualche negozio..."
Ed io:
"Ah si?"
E lei:
"Sì sì, sono sicura, io una faccia così non me la dimentico"
Ed io:
"Così come?"
E lei:
"Così pulita"
Ed io:
"Beh, pulita mica tanto, sono piena di brufoli (volevo dirle che avevo le mie cose ma ho lasciato perdere)"
E lei:
"Ma no, intendo pulita, così bella da vedere, così bella da guardare, piacevole"
Ed io:
"Ah ok"

E guarda invece che stronza è. Tirchia stronza di merda. Tirchia perchè chiede sempre gli sconti. Pezzente.
Cambia fornitore idiota, vediamo quanti giorni ci mettono a farti arrivare la merce. Merda! Merda! Brutta merda!

Vaffanculo volevo raccontare della prima prova scritta di maturità del mio cucciolino ma siccome la gente FA CAGARE, non ho più voglia di fare un cazzo oggi.
Vaffanculo sono stanca.
Tra l'altro è arrivato via fax un curriculum di una del mio paese che, tra l'altro, conosco...o meglio, conoscevo. Ahahahahahahahahahahahahahah minchia se la conosco ahahahahahahahah.
Prendetela, prendetela, bravi bravi prendetela, fidatevi!!!
OTTOMIIIIILAAAAA ahahahahahahah. Che risate...stasera chiedo a Ale se le la ricorda...mamma mia che affarone se la prendono mmm.
Ad ogni modo non so che fare di questo curriculum.........
Ma si può che sto provando un'irrefrenabile voglia di stracciarlo in mille pezzi e disfarmi quindi delle prove? Il che è un controsenso visto che detesto questo lavoro e sopra ogni cosa detesto le persone e infine visto, detto, e straconsiderato che me ne andrò da qui. Eppure...eppure sono maledettamente gelosa.
Massì vaffanculo me ne vado, la gente mi fa schifo e affrontarla da sola senza qualcuno con cui sfogarmi è diventato straziante.

Dai che è giovedì.
Ancora due giorni e questa settimana infernale sarà finita.

Domani il secondo scritto.
Speriamo porca troia.

(tra l'altro lunedì avevo cominciato a postare il resoconto del concerto a San Siro di domenica...ma poi sono stata assalita dalle bestie e non ho più fatto in tempo. Ce l'ho salvato, anche se non interessa a nessuno, ma interessa a me, presto credo che lo terminerò e pubblicherò).

Fanculo.

sabato 20 giugno 2009

A me dispiace.
Sono qui, sono appena uscita da casa tua.
Mi dispiace perchè ti voglio bene, ti voglio veramente bene.
Sei una palla al cazzo, a volte ti detesto perchè dici cose senza senso e non capisco perchè, a volte mi fai tenerezza e altre ti ammiro perchè fai il lavoro che ho sempre sognato di fare.
Ti adoro, sei una delle persone che più contano per me.
Ti ho vista ridere, ma soprattutto piangere. Ed io sono fatta così, se ti vedo piangere mi incazzo come una iena con chi ti fa stare così perchè sei fragile, non sei forte come tutti credono o come vuoi far credere ma, sopra ogni cosa, perchè ti voglio un bene incredibile.

Stasera ho salutato i genitori di Ale in questo modo:
"Ciao. Buona notte. Io qui, in questa casa, non ci metto più piede."

E ho visto il tuo faccione e mi si è spezzato il cuore.
Ma io devo, io voglio pensare più a lui, solo a lui, solo a noi d'ora in poi.
Io quella faccia di merda del cazzo di minchia di quell'uomo del cazzo da quattro soldi, non lo voglio più vedere.
O io o lui e, siccome quella per metà è casa sua, lui.
Quindi io fuori.
Quindi Ale da me.
Andremo a berci un caffè insieme qualche volta.
Come mi dispiace non hai idea.
Ma abbiamo 22 anni e non abbiamo privacy, non abbiamo aria, non abbiamo respiro.
Senza contare il fatto che quella merda schifida non fa altro che fargli del male con la sua presenza della minchia.
Io voglio pensare a lui perchè lo amo.
Io voglio pensare a lui perchè è più importante di te, è più importante di me, è più importante di tutti, forse le uniche persone che non batte in importanza sono i miei genitori.
Ma, si sa...come una persona saggia una volta mi ha detto, i genitori non siamo noi a sceglierli, è come se ci venissero imposti, mentre il compagno della vita sì, siamo noi che ce lo scegliamo.
Ed io ho scelto lui. E lui ha scelto me.

Sto strascrivendo. Ho lavorato, ho sonno e non vedo l'ora di trovarmi davanti Laura Pausini.



Mi dispiace.
Mi sto cagando addosso dalla paura.
La settimana prossima sarò qui da lunedì a sabato superfull time e mi sto cagando addosso.
Come può Luchino fidarsi in questo modo?
Io non mi fiderei a lasciarmi in mano un negozio per una settimana intera...più che "un" negozio, "il" negozio.
Ho la fottutissima paura di sbagliare qualcosa, di sbagliare tutto.
Di sbagliare gli ordini.
Di sbagliare a ricaricare. (Cosa che ho appena fatto e siamo soltanto a sabato, ho fatto una minchiata, un errore della Madonna che non avevo mai fatto prima).
Sto avendo quasi un collasso perchè la pistoletta dell'acqua non funge e perchè è finita la carta per le prove di stampa. Porca miseria porca.
E non posso neanche chiamare Luchino. Come faccio tutta settimana a lavorare senza di lui?
Quando non c'è so però che c'è perchè è in un altro negozio. Cazzo sta settimana che arriva non posso scassargli la minchia mentre è al mare.
Ho una paura fottuta.

E' passato qualche minutino e l'altro capo, il n.2 che ho disprezzato tanto ultimamente (con ulteriori sensi di colpa allucinanti perchè in fondo io me la prendo per stronzate e poi nel giro di 2 minuti mi sento una merda) che mi ha aiutato telefonicamente a cambiare il rotolino. E ce l'ho fatta perchè non sono così impedita come pensavo fossi.
Rimane il problema della pistoletta dell'acqua ma posso anche non usarla.
Poi è sorto il problema del timbro.
Faccio 'sto minchia di timbro.
A un certo punto la stampantina mi si blocca e mi lancia un messaggio incomprensibile in inglese. Strano perchè l'inglese di solito lo capisco al volo. Fanculo.
Mi scervello.
Passano dieci minuti.
La prendo in braccio e penso di scagliarla in mezzo alla strada.
Poi ci ripenso.
Poi ci ripenso di nuovo e prendo in mano il telefono.
Compongo il numero di capo 1.
Poi ci ripenso.
Metto giù senza far partire la chiamata.
Penso a quale possa essere il fottuto problema.
Sì cazzo sì!!!
Mi viene in mente che forse sono finiti quei cosini trasparenti che servono a far l'impronta del timbro cazzo!
Cerco i ricambi e li trovo subito.
Li inserisco, vado a culo, se va va. Altrimenti tornerò a pensare di scagliare la stampantina in mezzo alla strada.
Funziona.
Il timbro è bello che pronto. Evvai.
Mi sono di nuovo ricreduta su me stessa e responsabilizzata ulteriormente.
Sono pronta per il mondo adesso.

Il mio bambino sacrosanto è andato a mangiar fuori per il compleanno di Jamby, Jonnny, Sonny, l'uomo dai mille soprannomi.
La sottoscritta non è potuta andare perchè lavora.

Devo finirgli la tesina cazzo, solo da pochi giorni però mi sono resa conto che non potrò mai andare in quel posto dove vado a fotocopiare i libri perchè lavoro tutta la settimana. Non un'ora libera. Ci va lui, tanto il suo capo-amico-secondopadre gli ha "regalato" 4 giorni di ferie per studiare.
Sto anche pensando che settimana prossima dovrò andare io dai fornitori. Anche se spero di fare a turno, un po' io e un po' capo 2 altrimenti che due coglioni, ho diritto anch'io alla pausa pranzo.
Intravedrò uno sprazzo della vita di capo 1...con la sola differenza che, credo, il capo 1 non ha tutti i problemi senili che possiedo io.

---nel frattempo si è fatta l'una, sono andata a casa, ho mangiato un bel piattone di pasta al sugo (strano eh) e poi sono tornata qui----

Credo che sabato 27 alle ore 18.30 tirerò un urlo che boh, spaccherà tutto, tutto.
Sono però ormai entrata nella parte. Ho anche cominciato a parlare con le cartucce.
Poco fa, mentre ricaricavo una 56 Hp, ho guardato una 21, ho testato i suoi piccoli contatti, l'ho tenuta per un po' nella mia mano e le ho detto "la prossima sei tu, hai capito cartuccina?".

Che palle non posso pensare che quello stronzo sia lì e che quella troia lo guardi. No poveretta non è una troia, però sono quasi certa, anzi certa, che un interesse per lui ce l'ha.
Papera.
Papera.
Papera.
Lei 'sto giro sarà libera di parlargli, di scherzarci, tanto non c'è quella troia della Fede.
Ed io mi sto rodendo il culo.

Ad ogni modo, mi sono ridata a Marco Masini. Sì lo so sono una sfigata, ma cosa ci posso fare se mi piace?
Mi sta facendo di nuovo impazzire "Il morbo di Beautiful", mi fa morir dal ridere, me l'ero dimenticata sta genialata di canzone.
E poi "Zero", fantastica (a proposito, ho ritirato fuori di recente anche Renato Zero ma questo è tutto un altro capitolo). Di "Zero" mi piacciono le frasi:
"Ero, prima di esser me, il 9233"
"Avevo un corpo ma dentro non c'ero. E ora sono trasparente, non più bianco non più nero, sconosciuto al mittente, finalmente zero zero!"
"Sì, tutti numero 1 e va bene così. Tutti in centro a Milano e nessuno che aiuta nessuno ma io sono amico di un treno che passa di qui e mi porta ogni giorno il profumo del mare e un vestito da zero."
"...in questo mondo di ricchi panini, come granelli di umana polenta. Forse siamo dei bambini in piscine di placenta, siamo gli ultimi dei primi perchè il mondo non rallenta"
"Sì, tutti numeri uno ma senza di me come fate a far 10, a far 100 a far 1000 miliardi da zero? Sensa gli zero?"
E poi "Protagonista", bella:
"Dopo tanti fallimenti, sono fiero di me stesso, dei pensieri più violenti che traboccano dal cesso. Della mia colpa cristiana forse sono un parassita, ma non faccio la puttana sulla strada della vita. Meglio un giorno da leone che un generico ingranaggio, meglio essere aquilone che un patetico pagliaccio. Potrei fare il terrorista, un mercenario strapagato...basta sia il protagonista di quest'attimo presente senza fiato"
"Dopo troppi sentimenti odio tutte le persone, i vicini e anche i parenti, i barboni alla stazione. Soprattutto certi topi con i titoli di borsa, che hanno cuori come lupi ed il culo in una morsa. Meno male il mio interesse per il mondo è relativo, non mi riempio di compresse e per mantenermi vivo metto il tempo in una busta, cancellando il prima e il dopo, perchè da protagonista è da anni che ormai vivo senza scopo"
"Meglio essere un protagonista che un fallito fantasma di sè"
"Chiuso qui fra quattro mura ricompongo la mia vita, correggendo la stesura della sua commedia vuota. Per riuscire a dire basta ed amare prima o dopo, perchè da protagonista morei senza uno scopo"

E' un signor poeta.

Ad ogni modo, ho capito una cosa se realmente intendo sopravvivere: devo tirare un sospirone e vivere. Vivere e basta, deve scivolare tutto. Tutto. Devo essere una superdonna questa settimana.
Lo so, sto esagerando...però chi legge (Lau) forse non sa che cosa vuol dire lavorare in questo negozietto, non lo sa...più che cosa voglia dire lavorare qui, non sanno la gente di merda che passa di qui. Ops, correggo, la gente che passa di qui, perchè non esiste "gente di merda" dato che sono tutti delle merde, indistintamente. Quindi nessuno escluso. Manco quelli più bravi. Fanno tutti cagare il cazzo.

"Ho bisogno di una cartuccia per questa stampante qua"
(e lo dice, prendendo, riferendosi e indicando una cartuccia Epson)
"Ok"

Domani tutti a San Siro per essere anche noi delle grandi amiche e amici dell'Abruzzo.
Laura....Pau.....aspettami, a volte mi dimentico che ci sarai soprattutto tu.
Ecco ho già lo svenimento in corso e mi sta venendo da piangere.
Vado a fumare.

mercoledì 17 giugno 2009

Io penso. Penso che se il mio capo potesse spararmi lo farebbe. Ed anche che se io potessi fare qualcosa d'altro lo farei. Ma siamo entrambi innamorati e non l'uno dell'altra quindi zero.

E intanto io e la mia collega ci scriviamo...io gli ho scritto a proposito di un pirla di merda a cui ho risposto, una volta che egli ha lasciato il negozio, un sonoro "vai a prenderlo in culo" e lei mi ha scritto a sua volta:

**** scrive:
mmh che nervi quando entrano persone cosi

Feder scrive:
veramente oh
io mi fermerei a "che nervi quando entrano persone"

Il concerto dei Depeche a San Siro del mio amore è vicino.
E il concerto delle Donne per l'Abruzzo a San Siro mio, del mio amore ecc... è anch'esso vicino.
Stasera pizza con le mie matte dalla Simo per me.
Domani sera concerto dei Depeche per lui.
Da ieri sera, dall'ultima volta che ci siamo visti, fino a domani in pausa pranzo quando ci vedremo, saranno passate ben 38 ore. Era da inizio marzo che non accadeva. Wow. Magari (ma magari eh) ci fa bene.

Entra questo e mi dice:
- Ma qui vi assumono solo se siete gentili?
(e qui ci sarebbe stata una risposta del tipo "e qui venite a comprare cartucce solo se siete deficienti?")
- Scusi?
- E' la terza volta che vengo, la prima volta ho trovato un ragazzo, la seconda una ragazza ed ora trovo lei. E siete sempre stati gentilissimi...
- Beh ci mancherebbe...perchè non dovrei esserlo? Se il cliente è gentile... (che falsaaa mamma mia che falsaaaa)
- Eheh.
- Comunque (e qui gliel'ho scaraventata) c'è da dire che mi ha beccata in un momento buono, perchè io sono tutt'altro che così.
- Noo, non è vero.

Ma che cazzo ne sai te? Ti odio.

Vado a ricaricare un po'.

martedì 16 giugno 2009

Stamattina ho preso la mia macchinina e, ancora con le caccole negli occhi (è solo un modo di dire, su...la faccia me la lavo tutte le mattine), ho preso la mia scassatissima macchinina e sono andata dritta alla scuola del mio innamorato a curiosare un po', a farmi del male o del bene, a seconda della scritta "NON AMMESSO" o "AMMESSO" alla destra del suo splendido nome sul cartellone post-scrutinio.
Ore 09:45:
Entro. Mi si piazza una bidella davanti e mi dice:
- Sì?
- Vorrei sapere se sono già usciti i cartelloni degli ammessi agli esami di maturità.
- Eh no...non sono ancora usciti, non so quando usciranno.
- Guardi, non abito proprio qua dietro...quindi...esiste un modo per saperlo?
- No.
- Ok.
- Riprova verso mezzogiorno.
- Ok.
Me ne torno a casa. Fa caldo, sto grondando e odio guidare quando si crepa in questo modo.

Ore 11:55 (torno ma, questa volta non mi fregano, in motorino)
Entro. Mi fiondo verso i cartelloni.
Leggo il suo nome, il suo bellissimo nome e cognome. Ci punto il dito. Lo faccio scorrere verso destra.

AMMESSO

Meno male che indosso gli occhiali da sole perchè comincio a piangere.
Il mio asinello, l'asinello più bello del pianeta è stato ammesso all'esame di maturità.
Dopo sei anni di serale, ce l'ha fatta.
Lo chiamo. A momenti non mi scopa al telefono dalla gioia.
Lo amo. Ce l'ha (abbiamo) fatta.

Qui non arriva nessuno e direi anche meno male.
Perchè la voglia di vedere qualsiasi faccia di merda sta a ZERO.
E allora ricarico. Sì ricarico ma, porca puttana troia, per inserire una cazzo di cartuccia della minchia in un supporto ci ho messo venticinque minuti. E perchè??? Perchè qui è tutto nuovo, incontaminato, ordinato, pulito. Mentre di là è tutto così incasinato, usato......bellissimo.
Meno male che la settimana prossima me la faccio tutta di là.
Mi sto esaurendo. Stanno apparendo sulla mia pelle strani puntini rossi dalla dubbia entità.
Sono sicura che si tratta di stress, perchè appena grido "lavoro di merda!" a causa di un toner col quale mi sono conciata le mani o che cazzo ne so, sento un prurito raggiungermi le braccia.
Ed è così anche quando grido "coglione!" a qualcuno che in strada non mette la freccia, o quella volta che ho litigato con quel vecchio in motorino e gli ho gridato "zitto vecchiaccio" o qualcosa del genere. Mi assale un prurito del dios. Anche adesso che scrivo, mi prudono le braccia. Credo che sia una punizione divina o qualcosa del genere. Oppure è psicologico.
Andrò di nuovo dal mio medico che, cazzo sarà anche stufo di vedermi.
Mi sento come una di quelle vecchie che non hanno un cazzo da fare dalla mattina alla sera e così vanno dal dottore perchè c'è "bel fresco" e per farsi un giretto.

Basta il tempo è finito sono le 18.50.
Ciao

giovedì 11 giugno 2009

Brutto maledetto figlio di troia ma che cazzo vuoi? Ma che cazzo vuoi?
Sono le 3 meno 10, ti vedo fuori come una mosca appiccicata al vetro del negozio, NON TI APRIRO' MAI hai capito? Figlio di puttana maledetto!
Alle 3 ti apro. Entri, maledetto bastardo, e mi chiedi un multipack della Samsung.
Io, siccome sei vestito in giacca e cravatta ma sento dentro di me che possiedi l'anima di un pezzente, ti dico che eventualmente potresti spendere meno prendendo il compatibile, cornuto della minchia. Tu, con aria di sufficienza mi dici: "mah, non mi fido tanto". Io, con aria da pura presa per il culo nei tuoi confronti ti dico: "non si fida di cosa scusi?". Tu, puzzone schifoso, mi rispondi con una saccentissima risatina e dici "beh, dai...". Io, sempre più seria, ti dico "beh dai che?" e tu mi dici sempre sorridendo come un coglione "ma funzioneranno?". Io ti dico la solita tiritera, ovvero che se non funzionassero non li venderemmo e che comunque sono garantiti e che cazzo vuoi di più, e tu mi dici "va beh dai, non mi fido per niente, ma lo prendo". Io ti dico allora "guardi che nessuno la obbliga a fare niente, se vuole spendere 50 euro in più per delle cose che dovrà poi buttare via è liberissimo di farlo". E tu mi dici, smettendo di sorridere come uno schifoso animale: "beh non sono certo quei 50 euro che mi mancano" ed io ti dico allora "bene, allora le prendo l'originale!" e tu mi dici "no no, proviamo con 'STO rigenerato VA..."
ODIO QUESTO LAVORO. LO DETESTO. LE PERSONE MI FANNO VOMITARE, MI FANNO V O M I T A R E. CAZZO CAZZO CAZZO NON CE LA FACCIO PIU' VAFFANCULO MA QUANTO CAZZO MAI PORCA PUTTANA MI SONO ROVINATA LA VITA A STARE QUI VAFFANCULO GENTE DI MERDA MALEDETTAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA.
Di recente mi è capitato, grazie all'incontro-scontro avuto con delle certe personcine particolarmente importanti per la sottoscritta, di pensare più e più volte: che cazzo sto facendo. Ma senza il punto di domanda. Semplicemente: che cazzo sto facendo.
Tanto per restare in tema del "che cazzo sto facendo", oggi ho portato 2 curriculum in due nidi diversi e l'idea che a settembre mi troverò a far domanda in una qualsiasi ditta come operaia si fa sempre più una realtà.
Ci sto pensando seriamente. Non dovessero prendermi in un nido vado a fare l'operaia.
La voglia di lavorare non mi manca, e poi che male ci sarebbe? Mio papà l'ha fatto per quasi 40 anni. Mi basta non lavorare il sabato. Andrò a fare le pulizie se non troverò niente, basta stare a casa di sabato. Ho solo questa pretesa e le ditte sono chiuse di sabato.
Poi fra qualche anno riuscirò finalmente a laurearmi e vedrò di fare quel cazzo di master della minchia. E vediamo cosa succede.
Potrebbe benissimo essere che fra 3, 4 anni mi torni l'illuminazione, l'assoluta voglia di studiare e non fare nient'altro, anche se dubito e, che ne so, magari ciò che mi ha detto qualche giorno fa la Busna non sarà poi così tanto impossibile.
Il mio bambolotto ha 38 di febbre. Era ora porca miseria, dopo tre mesi di "vieni dentro, non stare fuori a petto nudo che ci sono 2 gradi" e "basta fumare, figa" ce l'ha fatta la febbre ad arrivargli. L'unica cosa è che: doveva proprio arrivargli a 3 giorni dalla fine della scuola, i giorni (anzi, le sere) meno pesanti ma che comunque hanno il loro peso nel conteggio delle assenze?
Massì. Martedì andrò a dare un occhio ai cartelloni. Speriamo che lo ammettano agli esami, cazzo speriamo. Altrimenti sarebbe la fine, dell'inizio, della fine.
Fanculo ho detto alla Robi e alla Vexa che domani sera sarei uscita con loro a mangiare dopo un mese di "rimandiamo perchè non ho soldi", convinta che ieri, o almeno oggi, mi dessero lo stipendio o almeno una parte e invece no, che cazzo.
Ne ho pieni i coglioni.
HO I COGLIONI PIENI.
PIENI.
PIENI.
PIENISSIMI.
PERCHE' HO GIUSTIFICATO IL TESTO?

giovedì 4 giugno 2009

Giovedì ero nell'altro negozio, quello che mi piaceva ma ora non mi piace, e avevo iniziato a cazzeggiare scrivendo un post, solo che poi qualcosa mi è scattato nel cervello, qualcosa che si chiama "buon senso", che ogni tanto prende spazio dentro me stessa, ma solo ogni tanto, e allora ho deciso che avrei lavorato. Quindi mi sono messa a sistemare ed elencare toner e relativi codici e non ho più scritto, lasciando il post a metà. Ma c'è di "buono" che blogger mi salva i post in automatico ogni tot secondi, quindi ce l'ho ancora qui, quindi lo finisco. Poi, al massimo, se mi verrà voglia di cazzeggiare e sparare stronzate tra una ricarica e l'altra, tornerò a postare ma con la data di oggi.
Eccolo (Lau):

'Sta cazzo di scuola deve finire perchè ne ho pieni i coglioni.
Figa (quasi) (quasi) (quasi) (ma mooolto quasi, perchè chi è stato anche solo appena appena appena vicino alla sottoscritta durante quel periodo sa che è meglio parlare di "quaaasi") quasi quasi la sto vivendo più pesantemente del mio esame di maturità. Mamma mia che pppalle.
Ma manca poco dai.
Fra un mese tutto ciò costituirà solamente un vago ricordo, come lo era l'ossigeno in classe secondo il punto di vista della mia (una delle mie adorate, cazzo erano tutti i miei adorati) prof di Psicologia che tra l'altro, di nuovo cazzo, devo andare a trovare.
(A proposito Lau mi sono dimenticata di dirti prima al telefono che lunedì si va a trovare i prof e non ci sono cazzi, esami, stage o mica stage che tengano)
Ad ogni modo, è stato un ponte, per così dire, movimentato. E' volato in un secondo porca miseria.
Venerdì sera io e Ale abbiamo litigato pesantissimamente, molto pesantissimamente, sono volate frasi del tipo "è meglio farla finita" "mi hai rotto i coglioni" "sei una lagna", dette un po' da uno e un po' dall'altro.
Sabato ho lavorato, quindi che due coglioni, riducendo i miei sabati mancanti a 7 e mezzo. Bene.
Sabato sera siamo andati a Lecco.
Domenica mattina abbiamo litigato di nuovo abbastanza anzi tanto pesantissimamente e sono volate frasi del tipo "vai a farti fottere", ma il pomeriggio stesso il destino ha fatto sì che noi, due cuori momentaneamente solitari e depressi a causa del nostro amore alquanto litigarello, ci incontrassimo al parco in bicicletta (io l'anti-bici, che però tiro fuori nei momenti di depressione), entrambi prima solitari e con la coda fra le gambe, e poi di nuovo uniti e allegri più che mai, dritti verso la Villa Reale di Monza a visitare il suo splendido parco che Ale conosce a memoria ed il suo altrettanto splendido roseto, che io non avevo mai visto), il tutto in una biciclettata, cosa che veramente solo l'amore può spingermi a fare.
Domenica sera siamo rimasti a casa, mi pare.
(Ah, piccola nota dolente, sabato eravamo convinti che saremmo andati al mare l'indomani ma, come ben si sa, in Liguria c'era un tempo del cazzo, quindi niente, saltato il mare)
Lunedì mattina siamo andati a Lecco (strano eh), ci siamo fermati a mangiare in un ristorantino sul lungolago, il cui pizzaiolo ha quasi attentato alla mia vita, causa un pezzetto di ferro appoiato nella mia buonissima pizza, appartenente alla spazzola che gli serve per pulire il forno, il tutto vissuto con estrema ansia ma neanche poi tanta, a causa del mio eroe-ragazzo che s'è incazzato con la povera e innocente cameriera che, però, alla fine ci ha offerto il dolce quindi ok.
Dopodichè, dopo una relativamente lunga passeggiatina "per digerire", ci siamo fiondati in macchina e la metà del mio cuoricino mi ha portato a fare il giro di quasi tutte le montagne che costeggiano il lago. Saremo passati da qualcosa come 18mila paesini tutti piccolini e caratteristici e dai nomi più strani. Cazzo i paesini in provincia di Como hanno tutti dei nomi assurdi. Dopo 2-3 ore di viaggio esplorativo mi ha portato a Como, da Como a Erba, da Erba a Eupilio, con sosta-passeggiatina lungo il lago di Pusiano, e da lì dritti verso il centro di Milano (e lì ha sbagliato tutto perchè, dopo una splendida giornata del genere, che cazzo c'entra Milano???? Ma il mio amore è così, quindi va bene.). Ad un certo punto ho avuto quasi paura che svoltasse per Bergamo ma è stato un falso allarme. Alle 7.30 eravamo comodi ognuno a casa sua e senza aver litigato per tutto il giorno. Incredibile. E questo non fa altro che confermare la mia teoria che non ho, però, voglia di spiegare, tanto non interessa a nessuno, quasi neanche a me stessa.
Comunque poi la sera, logicamente, stanca morta io (lui no, sa il cazzo, non lo è mai) siamo rimasti a coccolarci sul letto.
Poi.
Poi martedì mattina, tipo all'alba, lui è andato a pescare con Rocco, o meglio, è andato a fare carpfishing con Rocco. In 9 ore hanno pescato una carpa e tre trote. Rocco a fine giornata era comprensibilmente frustrato, dato che solitamente in 4 ore ne pesca almeno tre di carpone. Conclusione, ma non conclusiva del racconto, il mio ragazzo a pesca porta sfiga.
Ad ogni modo, dicevo, martedì mattina è andato a pescare con Rocco ed io e la Marta (nonchè i loro splendidi amori) ci siamo ripromesse che li avremmo raggiunti per le 11. Solo che, si sa come vanno queste cose, tra un saluto a quella bestiaccia, nonchè mio idolo indiscusso, di sua mamma, tra una relativamente breve puntatina al bar per fare "colazione", la strada impossibile da trovare nonostante fossimo munite di navigatore parlante in napoletano, siamo arrivate intorno a mezzogiorno, giusto giusto per mangiare. E così la giornata è scivolata così, con

mi ero interrotta qui.

con me e Ale litigare di continuo (sono volate frasi come "mi hai rotto la minchia" e "vai a prenderlo in culo", ma ci amiamo eh), Rocco superfrustrato a causa del suo non pigliar-pesci e del suo constatare, invece, di quante carpe mica carpe stessero pescando le altre persone attorno al laghetto.
Va beh.
Poi la sera siamo andati a teatro, ma non perchè siamo due persone che amano fare cose impegnate, ma solo per andare al saggio di danza della Robi, che ogni anno è sempre più brava.

Questo è stato il mio ponte.

Entra un altro coglione e lo ammazzo. Oggi li odio tutti, di nuovo.
Comunque oggi non è giovedì, ma è sabato. Più tardi racconterò il pre-serata di giovedì, che è stato a dir pochissimo meraviglioso, epocale, pazzesco.
Grandi, enormi emozioni. Troppi ricordi.