sabato 20 giugno 2009

A me dispiace.
Sono qui, sono appena uscita da casa tua.
Mi dispiace perchè ti voglio bene, ti voglio veramente bene.
Sei una palla al cazzo, a volte ti detesto perchè dici cose senza senso e non capisco perchè, a volte mi fai tenerezza e altre ti ammiro perchè fai il lavoro che ho sempre sognato di fare.
Ti adoro, sei una delle persone che più contano per me.
Ti ho vista ridere, ma soprattutto piangere. Ed io sono fatta così, se ti vedo piangere mi incazzo come una iena con chi ti fa stare così perchè sei fragile, non sei forte come tutti credono o come vuoi far credere ma, sopra ogni cosa, perchè ti voglio un bene incredibile.

Stasera ho salutato i genitori di Ale in questo modo:
"Ciao. Buona notte. Io qui, in questa casa, non ci metto più piede."

E ho visto il tuo faccione e mi si è spezzato il cuore.
Ma io devo, io voglio pensare più a lui, solo a lui, solo a noi d'ora in poi.
Io quella faccia di merda del cazzo di minchia di quell'uomo del cazzo da quattro soldi, non lo voglio più vedere.
O io o lui e, siccome quella per metà è casa sua, lui.
Quindi io fuori.
Quindi Ale da me.
Andremo a berci un caffè insieme qualche volta.
Come mi dispiace non hai idea.
Ma abbiamo 22 anni e non abbiamo privacy, non abbiamo aria, non abbiamo respiro.
Senza contare il fatto che quella merda schifida non fa altro che fargli del male con la sua presenza della minchia.
Io voglio pensare a lui perchè lo amo.
Io voglio pensare a lui perchè è più importante di te, è più importante di me, è più importante di tutti, forse le uniche persone che non batte in importanza sono i miei genitori.
Ma, si sa...come una persona saggia una volta mi ha detto, i genitori non siamo noi a sceglierli, è come se ci venissero imposti, mentre il compagno della vita sì, siamo noi che ce lo scegliamo.
Ed io ho scelto lui. E lui ha scelto me.

Sto strascrivendo. Ho lavorato, ho sonno e non vedo l'ora di trovarmi davanti Laura Pausini.



Mi dispiace.