Stamattina ho preso la mia macchinina e, ancora con le caccole negli occhi (è solo un modo di dire, su...la faccia me la lavo tutte le mattine), ho preso la mia scassatissima macchinina e sono andata dritta alla scuola del mio innamorato a curiosare un po', a farmi del male o del bene, a seconda della scritta "NON AMMESSO" o "AMMESSO" alla destra del suo splendido nome sul cartellone post-scrutinio.
Ore 09:45:
Entro. Mi si piazza una bidella davanti e mi dice:
- Sì?
- Vorrei sapere se sono già usciti i cartelloni degli ammessi agli esami di maturità.
- Eh no...non sono ancora usciti, non so quando usciranno.
- Guardi, non abito proprio qua dietro...quindi...esiste un modo per saperlo?
- No.
- Ok.
- Riprova verso mezzogiorno.
- Ok.
Me ne torno a casa. Fa caldo, sto grondando e odio guidare quando si crepa in questo modo.
Ore 11:55 (torno ma, questa volta non mi fregano, in motorino)
Entro. Mi fiondo verso i cartelloni.
Leggo il suo nome, il suo bellissimo nome e cognome. Ci punto il dito. Lo faccio scorrere verso destra.
AMMESSO
Meno male che indosso gli occhiali da sole perchè comincio a piangere.
Il mio asinello, l'asinello più bello del pianeta è stato ammesso all'esame di maturità.
Dopo sei anni di serale, ce l'ha fatta.
Lo chiamo. A momenti non mi scopa al telefono dalla gioia.
Lo amo. Ce l'ha (abbiamo) fatta.
Qui non arriva nessuno e direi anche meno male.
Perchè la voglia di vedere qualsiasi faccia di merda sta a ZERO.
E allora ricarico. Sì ricarico ma, porca puttana troia, per inserire una cazzo di cartuccia della minchia in un supporto ci ho messo venticinque minuti. E perchè??? Perchè qui è tutto nuovo, incontaminato, ordinato, pulito. Mentre di là è tutto così incasinato, usato......bellissimo.
Meno male che la settimana prossima me la faccio tutta di là.
Mi sto esaurendo. Stanno apparendo sulla mia pelle strani puntini rossi dalla dubbia entità.
Sono sicura che si tratta di stress, perchè appena grido "lavoro di merda!" a causa di un toner col quale mi sono conciata le mani o che cazzo ne so, sento un prurito raggiungermi le braccia.
Ed è così anche quando grido "coglione!" a qualcuno che in strada non mette la freccia, o quella volta che ho litigato con quel vecchio in motorino e gli ho gridato "zitto vecchiaccio" o qualcosa del genere. Mi assale un prurito del dios. Anche adesso che scrivo, mi prudono le braccia. Credo che sia una punizione divina o qualcosa del genere. Oppure è psicologico.
Andrò di nuovo dal mio medico che, cazzo sarà anche stufo di vedermi.
Mi sento come una di quelle vecchie che non hanno un cazzo da fare dalla mattina alla sera e così vanno dal dottore perchè c'è "bel fresco" e per farsi un giretto.
Basta il tempo è finito sono le 18.50.
Ciao