Sono fermamente convinta che questi qui siano i giorni più pallosi di tutti i miei 21 anni e mezzo.
Fino a ieri è stato anche vomitevolmente piacevole, dato che le giornate di lunedì martedì e mercoledì mi hanno vista totalmente impegnata ad impostare, stampare ed imbustare lettere, ficcandole poi nel culo dello scatolone, ma oggi che ho finito buste e carta intestata sto pensando bene di suicidarmi. Effettivamente qualcosa da fare ce l'avrei e si chiama Libro Di Letteratura, che è qui di fianco a me aperto, insignificante.
Non riesco a studiare col pensiero fisso di lui nella testa. Tutti mi dicono che dai cazzo manca poco, ma nessuno pensa a tutto il tempo che è passato.
Ma almeno una cosa l'ho capita: basta vacanze separate. Basta dire "lo vedo tutti i giorni tutto l'anno, ci fa bene staccare", ci fa bene staccare il cazzo, forse ci fa bene staccare per una settimana, forse due, ma non per quasi un mese. Eh figa. Che poi più si avvicina il suo ritorno più le ore sembrano rallentare. Ma questo è un classico, credo sia una parallela della legge della relatività.
Nel frattempo con la cliente di cinque minuti fa ho finalmente capito che probabilmente è meglio che non spiattelli in faccia ad ogni cliente il fatto che mio papà col kit di ricarica fai da te mi ha rifatto il muro della cameretta, sottolineando $empre che adesso è a pois, perchè nessuno li compra più ed è uno scaffale in più da spolverare. A proposito, credo di essermi presa la scabbia ripulendo il negozio rimasto chiuso una settimana, in pausa penso che andrò all'ospedale per fare qualche esame.
E penso a ieri, quando una tizia inglese mi ha fermato e mi ha chiesto "Sorry, a mail box?" ed io le ho risposto di andare avanti dritto per un centinaio di metri e di chiedere lì, straconvinta che cercasse il "mail boxes etc" e quando, raddrizzando lo sguardo proprio verso l'altro lato della strada, ho notato la cassetta dove si imbuca la posta (più vicina a me che di più non si sarebbe potuto), mi sono sentita uno stronzo di merda appena cagato dopo un lughissimo periodo di snervante stitichezza.
Devo ammettere che mi diverto non poco ad osservare poco prima dell'orizzonte i vigili appostati qui di fronte che fermano con la paletta una macchina a caso ogni quattro che passano, chiedendo patente e libretto ma senza riflettere sul fatto che, magari, facendo saltar giù le passeggere dal sedile, con ogni probabilità si farebbero un po' di soldi dal momento che siamo in estate e che io, personalmente, amo guidare con le infradito $empre. Hanno potere, ma grazie a Dio sono deficienti.
Ah, dimenticavo: Marta, Marta, Marta.