Ciao.
Domanda retoricissima: dov'ero rimasta? Ah sì (quanto sono falsa oggi lo sa solo Dio), al punto in cui raccontavo di aver commesso una gran cazzata.
[...]
Mi rendo conto, però, di aver fatto una gran cazzata. Perchè? Perchè, porca MISERIACCIA, come figa pretendo di presentarmi al Diavolo in persona con un qualcosa che di un programma ha solo le sembianze delle sembianze? Voglio dire, l'ho riportato tutto, interamente, senza dimenticare una virgola, mi sono consumata le mani e il cervello (anche per copiare ci vuole tanto tanto cervello ed io quel che è rimasto di lui l'ho utilizzato tutto) e quindi ok...ma cazzo proprio in matita e in modo così disordinato e confuso dovevo farlo? Ma quanto sono cogliona da uno a dieci? Mi meriterei la lode, almeno in questo. Come cazzofigadimulo pretendo di "concordare" il programma con uno schifido straccio di (appunto) programma? Penso, rifletto e mi viene in mente che se entrassi con cotanta merda in mano avrei potuto dire "addio per sempre" alla mia incasinata vita. Così restituisco il cazzo di programma alla ricciolozza spiona e ripeto tra me e me: "Fe, cazzo dai. Ce la puoi fare a (ri)(ri)copiarlo di nuovo in bellissima, anzi splendida copia."
E mentre quell'essere inutile, lussurioso e patetico di Gigi D'Alessio canta nella mia mente "Maaai, non mollare maaai", dall'aula infernale esce il fidanzatino, seguito da Cerbero che dice:
- A chi tocca??? Forza, su!
La biondina ex muta al mio fianco dice:
- Tocca a me
Ed il sottotesto del suo testo "tocca a me" è evidente che è "se proprio devo. Cazzo quanto sono maledettamente sfigata a laurearmi proprio mentre la mia relatrice è rimasta incinta. Troia pure lei. Fanculo, spero che affronti un parto pesante, molto doloroso e costellato di emorroidi".
La prof dice qualcosa del tipo:
- Ah, uff...è lei. Entri.
Entra.
Rimaniamo solo la ricciolozza, io e il mio quadernino pateticamente piccolo e verde.
Ed il mio pennarellino inesorabilmente ROSSO (perchè di penne rigorosamente normali ne avevo ben due nella borsa ma non sia mai che per una volta io faccia qualcosa di normale. Ancora oggi mi chiedo il perchè. Perchè cazzo non ho usato la penna? Boh, comunque poco male).
Tempo settecento urli, quattromila scurrilità a proposito dell'ignoranza degli studenti, diciotto imprecazioni per il fatto di aver scritto una tesi(na) di merda e soprattutto per le migliaia di ripetizioni del nome dello stesso autore ad ogni riga (stile spiegazioni della mia, all'epoca, prof di "Storia della stampa e dell'editoria" quando nominava Aldo Manuzio ad ogni respiro, chiamandolo però semplicemente Aldo) (peraltro l'esame più bello che io abbia mai sostenuto, anzi credo sia stato l'unico veramente bello, ad eccezione forse di "Letteratura inglese" che però ha perso numerosi punti data la sua lunghezza infinita), finisco di (ri)(ri)copiare il programma.
In men che non si dica, tocca alla ricciolozza.
Ci guardiamo. Entra.
La ricciolozza viene aggredita. Viene aggredita perchè dice "le ho scritto un'email qualche giorno fa, se la ricorda?" e la prof le risponde gridando "io ricevo un migliaio di email al mese, ho il computer che ESPLODE di email, ho ricerche da fare, congressi a cui presenziare, e lei mi chiede se io mi ricordi la sua email??????????????? Secondo lei, consciamente, io posso ricordarmi la sua email????????????????????? Dov'è il testo della sua email???? Dov'è????"
Viene aggredita perchè dice "io sinceramente avrei voluto fare...". La prof la guarda, diventa verde in faccia, i suoi capelli da bianchi diventano fucsia e grida "non mi interessa quello che avrebbe voluto fare!!! Non mi interessa!!! Mi interessa, e neanche poi così tanto, quello che vuole fare!!! Non mi faccia perdere tempo!".
Così nella mia mente vedo "opzioni sopravvivenza, cancellare la voce: uso del condizionale".
Ok.
Tocca a me.
Esce la ricciolozza, ci lanciamo l'ultimo sguardo, di terrore da parte sua, ed esce il diavoletto.
- A chi tocca???????????
Ed io:
- A me!
Mi guarda. Mi guarda e mi dice:
- No, tu no.
Si avvia verso il corridoio adiacente a quello in cui c'è la sottoscritta avente una faccia sbalordita che sottolinea uno stato tra l'incazzato e lo scazzato e dice:
- Ohh salve, entri lei, venga, venga.
Mi guarda e mi dice:
- Sento un attimo questa ragazza e poi tocca a lei.
- Va bene.
Sì ma vaffanculo.
Ok, è una cosa di pochi minuti, perchè escono sia l'abusiva che la prof, che mi urla:
- Prego!!!
Entro. Mi siedo. Dico:
- Salve, io sono qui per concordare il programma per l'esame.
La prof comincia a diventare viola in viso e dice:
- Dov'è il programma??????????????????????????????????????
Ed io:
- A casa, sulla scrivania. Ma aspetti! Ce l'ho qui, l'ho copiato qua fuori nell'attesa del colloquio su questo mio quadernino, guardi, è qui! E' scritto bene!
Lei mi guarda. Da viola torna rosa. L'espressione si addolcisce. Non credo i miei occhi. Siamo 1 a zero. Prende in mano il quadernino. Lo guarda. Mi guarda. Mi dice:
- Lei veramente ha fatto questo? Lei veramente si è copiata il programma su qui mentre aspettava fuori?
- Sì, la ragazza che è entrata prima di me è stata così gentile da prestarmelo, fantastico no?
- Lei veramente s'è copiata l'intero programma qui?
Comincio ad agitarmi. Penso a mia mamma, a quando mi dice di portarmi dietro i documenti sempre, anche quando penso che non servano. Poi mi viene in mente la nuova collezione primavera/estate di Motivi, ma non so perchè.
Allora fa una cosa che mi spiazza completamente. MI PRENDE IL BRACCIO (immediatamente penso che sia in procinto di picchiarmi di bestia) e mi dice a bassa voce:
- Devo averle fatto proprio paura, vero?
- Sinceramente un po' sì.
SORRIDE e dice:
- Mi hai sentita urlare???
- Certo che l'ho sentita, la porta era aperta e credo che se anche fosse stata chiusa non avrebbe fatto differenza.
- Io sono così, sono cattiva di natura.
Mi viene fuori una frase del tutto fuori luogo, come mi accade sempre quando mi prendono in contropiede e non so cosa dire, che assomiglia ad un "ma no, dai".
Torna seria e mi dice:
- Allora, lei cosa aveva in mente di preparare?
- Beh, io avevo in mente questo e questo, solo che poi le ho mandato una mail, che ovviamente non si ricorderàààà perchè gliene arrivano tantissime, alla quale lei mi ha risposto bocciando i libri che avevo proposto.
SORRIDE di nuovo e dice:
- L'ho davvero terrorizzata mentre era là fuori!
Sorrido anch'io. E dice:
- No, ad esempio questo testo non è che gliel'ho bocciato, è che davvero richiede una preparazione filosofica non indifferente.
- Ah.
- Lei cosa fa?
- Beh, io filosofia l'ho fatta alle superiori, ma non posso dire di avere una preparazione tale da...
- Sì, ma lei cosa fa adesso?
Stavo per risponderle "lavoro e studio" quando per fortuna di Dio ha continuato dicendo:
- Di quale corso di laurea è?
- Lettere. Lettere moderne.
- Indirizzo?
Io, abituata a dire sempre "l'ultimo della lista" non so che cazzo dire, e le dico qualcosa tipo:
- Quello più moderno...
Per fortuna non si incazza e mi dice, rimanendo sul concentrato andante:
- Ah ok, allora mi prepari questo, che vale due letture, e questo.
- Ok! Aspetti che ci affianco una "x" (e lo faccio nonostante il quadernino continuasse ad averlo in mano lei)
- Del secondo, di questo, mi prepara benissimo la storia dell'autore e all'esame me lo dovrà contestualizzare. Lei conosce questo splendido autore?
- Veramente no.
S'infoia. Si sta per incazzare di bestia. Grida:
- Ignoranti! Studenti tutti ignoranti!!!!! Come fa a non conoscerlo? E (non mi ricordo il nome) lo conosce?
- Se devo essere sincera...no....
- Ma insomma!!!! Ma lei legge?????
- Poco...molto poco...
- Voi giovani non leggete più niente!!!!! Siete tutti degli ignoran............
- Aspetti! No, ma aspetti! Io amo scrivere...non amo particolarmente leggere ma adoro scrivere!
Si addolcisce. Accenna un sorriso. Mostra un'espressione quasi interessata e dice:
- Scrive? E' una romanziera???
- No, beh...non mi definirei una romanziera...però ho scritto un libro. Un libro adolescenziale, pieno di paranoie e stati d'animo tipici dell'adolescenza. E da un po' di tempo ne ho iniziato un altro un po' meno morboso.
Sorride. Ma sorride di brutto eh.
E mi dice:
- Ok, tornando al programma, lei deve leggere attentamente questo libro e soprattutto deve leggersi la storia dell'autore, la sua vita, il suo pensiero! E me lo deve raccontare eccellentemente. Ha un'impronta molto più letteraria che storica. Dovrà sapermi raccontare con parole eccezionali che cosa ne pensa e dovrà ricostruirmi in maniera eccellente il pensiero dell'autore e ciò che ha scritto, chiaro?
- Beh...io non sono un gran che brava con le parole, anzi direi proprio che nel linguaggio orale sono pessima.
- No, non si butti giù, non sarà pessima.
- Lo sarò, vedrà.
- No, non lo sarà! All'esame non lo sarà!!!
(figa ok c'hai ragione ma non ti incazzare)
Ed io le dico, in un tono che parrebbe quasi quasi confidenziale:
- Facciamo una scommessa?
Intanto ci avviamo verso l'uscita (ci manca solo che ci prendessimo per mano)
- Me lo saprà spiegare molto bene. E non abbia paura di me, non deve. Io sono cattiva, molto cattiva di natura con tutti gli studenti, è una cosa più forte di me! Ma non deve aver paura.
- Ok...allora ci vediamo all'esame!
- Sì. (Mi sbologna alla grande) Il prossimo chi è????
Fantastica. Sono uscita dal dipartimento con un sorriso a 74 denti. Mi è piaciuta. Io l'ho fatta ridere. E più di una volta. Non è il Diavolo. Sono loro che sono facce da culo che si fanno mettere sotto i piedi. Non appena vede che le rispondi è contenta. Parola chiave: rispondere sempre.
P.s.: a un certo punto del colloquio, adesso che mi viene in mente, mi ha fatto anche notare come non avessi utilizzato il corsivo per i titoli dei libri, ma che invece avessi scritto tutto in maiuscolo. Cioè, rendiamoci conto, questa è il mio idolo.