Oggi è un altro giorno, come immaginavo.
Questo è il momento più interessante del sabato mattina. Sono le 8:56 ed io sono in negozio dalle 8:40. Ho sistemato lo scontrino di ieri sera, quello del pos, ho acceso la stampante ma soprattutto la stufetta. Ho abbassato il livello di altezza della poltroncina al massimo e mi sono piazzata la stufetta vicino alle gambe. Una sensazione che raccomando vivamente. Le luci del negozio sono spente, siamo solo io, il rumore dei tasti del computer e quello del pannello in vetrina. Ogni tanto sento passare qualche figlio di puttana in macchina che mi rovina l'atmosfera, ma se mi sforzo riesco quasi a far sì che anch'esso possa rientrare nel magico quadretto che mi sono creata. Il tempo di togliermi il mio bellissimo giubbottino verde, e sono già le 9:00. Adesso mi tocca alzarmi e accendere le luci. Fanculo.
Vorrei che oggi non arrivasse nessuno, voglio stare così fino a stasera.
Queste luci mi danno un fastidio cane e scrivendo "fastidio cane" mi rendo conto che se faccio un piccolo sforzo riesco a dividere queste due parole in tre parti e, lasciando fuori una i, viene fuori la parola "fast", ovvero rapido, veloce, seguita da una bestemmia in piena regola.
Chissà se oggi litigherò con qualche cliente.
Chissà se l'aver indossato di nuovo oggi questo cerchiettino rosso mi renderà più vulnerabile e più bambinetta-ignorante-che ha appena terminato la terza media-e i suoi genitori l'hanno spedita subito a lavorare, agli occhi dei clienti frustrati che se la prenderanno con la sottoscritta anche per la più minima cosa storta che sarà successa loro. Tanto sono piccola, devo ancora imparare a mandar giù la vita. Non le cose brutte della vita, ma proprio la vita stessa.
Dico solo (anche se te l'ho già detto) che due giorni fa ho concluso una bella chiacchierata coi due clienti più simpatici e alla mano del mondo, dicendo loro "guarda te se devo stare qui a farmi prendere per il culo da un frustrato e da uno che ha un piede nella fossa". Un tempo non avrei mai avuto il coraggio di dire una cosa del genere: certo, perchè avrei sicuramente detto loro "fuori dai coglioni, bastardi, e andate a morire". Comunque "guarda te se devo stare qui a farmi prendere per il culo da un frustrato e da uno che ha un piede nella fossa" l'ho detto veramente, non è una delle mie solite stronzate che riporto su questo insulso spazio virtuale. L'ho detto davvero, dopodichè ho lanciato il resto di, mi pare, 1 euro e 10 centesimi addosso al vecchio che mi ha detto ridendo "siamo a posto?" ed io "sì, mi basta solo che se ne vada". Dopodichè ho pianto per circa una ventina di minuti e, se consideriamo che qui è sempre un via vai di gente che pretende cartucce in ogni momento della giornata senza mai permettermi di respirare per 5 minuti di fila (almeno è così in settimana, al sabato grazie a Dio no), è un gran record il fatto che mi abbiano lasciato stare per venti minuti, che poi saranno stati cinque, ma a me sono sembrati venti.
Chissà quando finirà questa storia di tornare a casa in macchina piangendo e gridando come una pazza isterica contro pedoni e biciclette.
Mi sono rotta i coglioni.