giovedì 30 agosto 2007

Eccoci qua.
Perchè si fa un blog? Questa è una domanda del cazzo. Ma come tutte le domande del cazzo, è ugualmente giusto porsela perchè, come per metà della mia vita hanno cercato di insegnarmi, tra mal di schiena e scoglionamenti (ma anche tante gioie) dietro al banco di scuola, chi non si pone domande è oggettivamente un coglione.
Obiettivo di questo post, sarà illustrare le mie ragioni.
Per la verità, per come sono fatta, se tra le persone al mondo che aprono un blog non ci fossi anch'io, mi starebbe sui coglioni chiunque lo facesse. E, di certo, lo prenderei ironicamente per il culo. Perchè credo che al mondo poche cose possano ricevere l'aggettivo di "esibizionista" e il blog, o più specificamente colui che ha il blog, se lo merita tutto. Io non ho mai nascosto di esserlo. E non ho mai nascosto il fatto che mi piacesse esserlo. Per cui, con questo, mi sono finalmente pulita la coscienza agli occhi di me stessa. Il che mi fa sentire leggera.
Poi, non è la prima volta che apro un blog, e chi sa anche molto poco di me, è a conoscenza di questa cosa. Tempo fa ne avevo uno, che conteneva un'immensa marea di stronzate ed è forse per questo motivo che ho maturato la decisione di abbandonarlo a se stesso. Non di chiuderlo, perchè in fondo fra qualche tempo, quando e se avrò mutato vita, personalità e carattere, sarà anche piacevolmente patetico rileggere ciò che ho scritto una vita, una personalità e un carattere prima. E poi, perchè negare a tutti i presenti e futuri miei contatti di msn di farsi quattro risatine alle mie spalle?
Ok. Mi rendo tristemente conto della totale assenza di qualsiasi forma e tipo di motivo ispiratore di questa nuova apertura. Ma scrivere è una cosa che, per mia rovina, mi stimola parecchio ed è anche parecchio stimolante per la sottoscritta sapere di avere qualcuno che legga le merdate che scrivo. E questa potrà essere una risposta coerente a chiunque, semmai, mi chiederà un giorno il motivo per il quale ho un blog e il perchè del fatto che io continui a scriverci sopra.
Poi, come ho rivelato pocanzi, qualche tempo fa avevo un blog. In seguito ad aver preso la drastica decisione di abbandonarlo, ne ho aperto un altro tanto anonimo quanto inutile, sulla piattaforma Splinder, in un periodo un po' so and so della mia vita. Cancellato e chiuso, forse, dopo un mese.
Ad ogni modo, nonostante io sia una persona a cui costantemente e in ogni occasione piace ostinarsi a ripetere gli stessi errori, non voglio più sbagliare. Mi spiego, motivando quest'ultima frase: non voglio creare un blog per esibire dolori e sofferenze perchè, innanzi tutto, non ne ho bisogno perchè ho già chi mi ascolta ed anche fin troppo. Inoltre se mai starò male dentro, a tal punto da sentir l'esigenza di mettere nero su bianco, come spesso mi accade, credo che non troverei mai nemmeno un grammo di forza e volontà per accendere il computer, aprire la home page di questo blog e nella sezione post cliccare "Crea". Qualcuno ce la fa e, probabilmente ma non sicuramente, ricava anche maggior forza nel farlo. Io no, e credo che continuerò come sempre accontentandomi dei miei amici carta e penna, che se è a punta fine, nera e scorrevole è di sicuro anche meglio. Ma, dopotutto, non mi è mai successo di soffrire al punto tale da non riuscire neanche ad accendere il computer e spero non mi capiti almeno per i prossimi trent'anni. E, inoltre, cosa ne posso sapere della vera sofferenza io, umile creatura viziata e coccolata sin dalla nascita, che di calvari pazzeschi non ne ha mai subìti?
Quindi, dato che di politica e d'attualità so ben poco, che si avvicina quasi al niente, motivi reali per aprire un blog effettivamente non ne ho. Però lo voglio fare perchè desidero ardentemente che il mio egocentrismo sia soddisfatto in ogni dove. Classico che resterà pietosamente incommentato, ma non sono i commenti che un vero "artista di blog" cerca. Cerca disperatamente e unicamente di essere letto.