sabato 6 settembre 2008

Basta pensare.
Basta pensare, perchè ho un'anima, non sono una macchina quindi è logico che io, parlando con me stessa, mi dica basta pensare.
Però se smetto di pensare finisco per vivere come negli ultimi tempi, come nell'ultimo anno. Una vita così, tanto per. Tanto per mettermi via un po' di soldi, ma quali soldi poi porca troia che non ho quasi un centesimo. Tutto per il master, ma come cazzo pretendo di pagarmi il master con questi minchia di fottuti soldi che sto guadagnando, se prima non penso a studiare? Ma quale master. Ma quale editoria. Il mondo non aspetta me. Ma quale responsabile, forse mi sono fottuta il cervello tra le cartucce. Troppe poche palle per dire di no, per dire di no a quanto, un migliaio di euro al mese? Ma un migliaio di euro al mese mi permetteranno di pagarmi il master? Mi permetteranno di arrivarci al master? O continueranno a permettermi di mandare a farsi fottere i miei sogni, che non ci sono più, e la mia vita? Da quando sono qui ho accorciato i tempi dimenticando l'unica cosa che veramente era in grado di farmi sentire viva, l'unico sogno che è stato in grado di spingermi a cambiare, di punzecchiarmi il culo evitandomi di sedermi e rilassarmi. Io volevo diventare Sara D'Armetta ma quello che sto diventando è una merda. E siamo sempre qui, al momento in cui mi prendo a pugni, mi insulto e mi detesto, per poi passare una bella giornata e dimenticare tutto il marcio, tutta la merda che mi ricopre fino alla testa per finire per dirmi che va bene così in fondo, che prima o poi mi piazzerò nell'idea di farcela. Quello che ho voglia di urlare è un sonoro vaffanculo a tutti quelli che hanno sempre creduto che io potessi farcela a fare tutto, perchè non hanno fatto altro che contribuire a rendermi la pessima persona che sono oggi, forse la persona peggiore che io conosca. Troppa autostima, troppa merda nel cervello. Troppo amore.
Ho fatto un sogno stanotte, e non è stato altro che uno dei tanti episodi successivi a ciò che qualche mese fa mi era capitato di sognare. La mia vita che va avanti, che trova un'alternativa. E adesso mi viene da piangere ma non posso neanche farlo perchè da un momento all'altro entrerà un fottuto coglionazzo che mi imporrà di vendergli una minchia di cartuccia cazzuta. E gliela tirerei questa cartuccia, gliela tirerei, gliela tirerei.
Di notte invece la mia vita procede, aggiro gli ostacoli. Sono arrivata all'episodio in cui mollo il lavoro e mi iscrivo in Cattolica, dove avrei voluto essere ancora prima di capire davvero che cosa fosse lo studio, in cui, ovviamente da bravo sogno, mi tengono buoni gli esami che ho dato nello schifo di Fdp e così via. Chissà come andrà a finire.
E chissà chi sceglierò per sfogarmi.

E' sabato ed io il sabato qui dentro non lo reggo più. Farei tutti i giorni, lunedìmartedìmercoledìgiovedìvenerdì. Ma il sabato no cazzo non ce la faccio più. Anche un solo sabato libero al mese mi basterebbe.
Fanculo basta non ce la faccio più non ce la faccio più. Fanculo fanculo fanculo che palle porca troia.