Sono al lavoro.
- Ciao ragazzina, come ti chiami?
- Ciao, mi chiamo Federica G.
- Quanti anni hai?
- 13
- Bene, cosa fai nella vita?
- Frequento la terza media.
- E come va a scuola?
- Beh, insomma...non mi piace studiare, però me la cavo.
- Quante insufficienze hai?
- Ne ho parecchie, penso che uscirò con sufficiente, o almeno spero.
- Qual è la tua materia preferita?
- Non ho una materia preferita, però ho una prof preferita, che è quella di Matematica, una volta quella di Tecnica l'ho fatta quasi piangere.
- Ce l'hai il fidanzatino?
- Sì, si chiama Alessandro, l'anno prossimo lui andrà all'istituto d'arte perchè è un piccolo grande artista.
- Bene. E tu? Cosa farai?
- Io credo che andrò alle Canossiane.
- Canossiane?
- Sì, è un istituto magistrale. Non sono molto convita perchè è privato, e i miei non hanno tanti soldi, però probabilmente avrò delle agevolazioni perchè mia mamma lavora lì in cucina.
- Perchè non sei convinta?
- Te l'ho detto, perchè è privato e non sono sicura di trovarmici bene...poi sono tutte femmine...non so se me la sento, visto che sono abituata a stare tanto anche con i maschi.
- E allora perchè vorresti andarci?
- Perchè voglio fare la maestra d'asilo. Voglio lavorare alla scuola materna.
- Ah si?
- Sì, i bambini mi piacciono. O meglio, più che mi piacciono sto bene con loro, mi diverto, ci capiamo ed io piaccio a loro, non so perchè. E lì in quella scuola, a differenza del Porta che è un liceo tutto teorico, a partire dalla seconda superiore ci si mette il grembiule bianco, si scende alla scuola materna e si fa un'ora a settimana di tirocinio. E la cosa mi elettrizza.
Tre anni dopo
- Ciao Federica, quanti anni hai adesso?
- Ciao, ne ho 16.
- Come vanno le cose?
- Bene, beh insomma...faccio le Canossiane ed ho passato gli ultimi due anni a comportarmi come un diavolo. Ho litigato con quasi tutti i professori, con la mia preferita in particolare: le ho dato della scrofa terrona. Poi ho rischiato più volte la sospensione e la bocciatura, ho addirittura sbattuto in faccia la porta alla preside e l'ho anche insultata. Però da quest'anno le cose vanno meglio, sto mettendo la testa a posto, anche se faccio una fatica immane perchè continuo lo stesso a fare errori, però ce la devo fare anche perchè ho un sogno e voglio realizzarlo, ci sto anche scrivendo un libro.
- Ah si? Vuoi ancora insegnare alla scuola materna?
- No, assolutamente, che schifo. Voglio fare la prof. Voglio diventare una professoressa.
- E che cosa ti piacerebbe insegnare?
- Mi piacerebbe insegnare Pedagogia. L'anno scorso mi piaceva tantissimo, perchè me la insegnava la mia prof preferita, sono pazza di lei, è il mio esempio di vita.
- E tu vorresti insegnare un giorno per diventare come lei?
- Sì.
Un anno dopo
- Ciao Federica, è un anno che non ci vediamo, parlami di te.
- Ciao, adesso ho 17 anni, faccio la quarta superiore e le cose vanno benone. Sul pagellino ho preso quasi tutti ottimi e qualche buono e sulla pagella ho la media dell'8. Ho preso anche diversi dieci e quest'anno non ho mai preso e non prenderò nemmeno un 5, e nemmeno un 6, i miei voti vanno dal 7 (raro) al 10. E poi ho anche 10 in condotta e per me è una cosa nuova, i miei professori sono tutti stupitissimi da me e dal mio comportamento...però mi hanno anche confessato che ci avevano sempre creduto, avevano sempre creduto in me. Sono felice.
- Bene! E che cosa vuoi fare della tua vita una volta finite le superiori?
- Ho le idee chiare. Frequenterò Lettere in Statale, perchè amo la letteratura e voglio fare la prof.
- Letteratura?
- Sì, la adoro, la prof di Italiano è pazzesca e me ne ha fatto innamorare. Sarà questa la mia strada. Beh, il top sarebbe andare in Cattolica, ma non posso chiedere tanto ai miei.
- Bene.
- Poi la mia prof preferita, quella che mi insegnava Pedagogia e che adesso mi insegna Filosofia, è laureata in Lettere, quindi seguirei di pari passo ciò che ha fatto il mio esempio di vita. Voglio essere come lei.
Quattro anni dopo
- Ciao! Allora, come vanno le cose?
- Ho 22 anni adesso. Le cose non vanno benissimo...ho cominciato a lavorare in un negozio di cartucce per stampanti. Ho capito cosa vuol dire avere qualche soldino in tasca e non sto più studiando.
- Come mai?
- Eh, boh, non ho più tanta voglia, poi ho litigato con tutte le mie amiche dell'università e sono a zero stimoli, calma piatta. A volte credo di aver sbagliato tutto, altre volte invece mi viene da pensare che da uno sbaglio che posso aver fatto, come l'aver preso Lettere in Statale, potrebbe uscirne qualcosa di buono.
- In che senso?
- Nel senso che sto frequentando due laboratori fantastici, che mi stanno prendendo veramente tanto. Uno è sull'editoria scolastica, ma l'altro......l'altro è pazzesco, si chiama "Editoria libraria: il lavoro redazionale" e sono la più forte del corso perchè la professoressa ci ha dato da correggere delle bozze come esercitazione ed io sono risultata perfetta, una delle migliori. Mi piace.
- Bene!
- Benissimo direi. Da grande voglio lavorare in una redazione libraria. Prenderò la laurea, poi frequenterò un master in editoria e via. E' tutto facile.
- Ah, deduco che non tu non voglia più insegnare.
- No. Troppi anni, troppo sbattimento, troppo tutto. Era più un'ossessione che una reale voglia di realizzare il tutto. Eccetera eccetera.
Oggi
- Ciao! Com'è?
- Tutto bene. Di mattina, non sempre, lavoro ancora in quel negozio di cartucce per stampanti, e il pomeriggio lavoro in una scuola materna e mi sento viva. Io li adoro quei miei venticinque marmocchietti. Ho deciso di mollare, devo andare in segreteria in Università a cancellarmi da lettere.
- Ah...e che farai?
- Mi iscrivo a Scienze dell'Educazione. Spero mi convalidino alcuni esami, ho già visto che in comune ce ne sono una decina, quindi mi mancherebbero solo due anni.
Voglio fare la maestra d'asilo.
- Sei tornata all'idea che avevi a 13 anni?
- Esatto. Avrei dovuto ascoltare mia mamma. Adesso tutto ha un senso.
Come si fa a prendermi sul serio?
PATETICA