Oggi alle 5:30, oggi alle 5:30, oggi alle 5:30.
Dio santo, Dio santo, Dio santo.
Non vedo l'ora, non vedo l'ora, non vedo l'ora.
Ti riabbraccio, ti riabbraccio, ti riabbraccio.
Ti riparlo, ti riparlo, ti riparlo.
Ticchettocche, ticchettocche, il pulcino dopo un po'.
Ti voglio bene, ti voglio bene, ti voglio bene.
Era da settembre, da settembre, da settembre.
Sono una sfigata, sono una sfigata, sono una sfigata.
Lo so, lo so, lo so.
Ma ti mangio, ti mangio, ti mangio.
Devo studiare, devo studiare, devo studiare.
Mi piace quello che studio, mi piace quello che studio, mi piace quello che studio.
Devo rifare il libretto porca puttana, devo rifare il libretto porca puttana, devo rifare il libretto porca puttana.
Settanta pleuri, settanta pleuri, settanta pleuri.
Tutt'apposto con la Robi, tutt'apposto con la Robi, tutt'apposto con la Robi.
Mi impegno senza fatica, mi impegno senza fatica, mi impegno senza fatica.
Forse adesso mi ricordo, forse adesso mi ricordo, forse adesso mi ricordo.
Seeee, seeee, seeee.
Io non sono nessuno, anche se spesso mi sento qualcuno. Oppure a volte sono qualcuno, anche se spesso mi sento nessuno.
venerdì 25 gennaio 2008
L’immagine che ho di te è una, il ricordo, i ricordi sono tanti. Insieme abbiamo mosso i primi passi e abbiamo respirato per la prima volta il profumo dell’amicizia, insieme e mai da sole abbiamo pian piano capito il significato di questa parola; i giorni passati facevano sì che io lo insegnassi a te e che tu lo insegnassi a me. I compiti, le note. I compiti, le note e le prime vere, grasse risate. La prima vera compagnia e le prime vere esperienze annesse. I primi giochini e le prime vere scoperte di quello strano mondo che è l’altro sesso, i primi baci e le primissime storie d’amore. E il cuore che ci batteva ogni giorno per un ragazzo diverso che molto spesso ci cagava appena o per un cazzo. E le litigate, quelle non mancavano mai perché con la confidenza che abbiamo sempre avuto era difficile non farlo. Anche allora pensavo a te come a una sorella di dieci mesi più grande di me, anche se ho sempre pensato che un po’ tu avessi sempre avuto bisogno di quella protezione che, dato il mio carattere alquanto forte, io avevo la possibilità di darti alla grande. E quanti pianti, troppi pianti per quello là, poi per quell’altro e in seguito per quell’altro ancora, mentre io ho sempre pianto per lo stesso per il quale piangerei oggi. E questo tu lo sai perché ci sei sempre stata. Tu c’eri fin dall’inizio e conosci tutta la storia nei dettagli e non te li dimentichi mai. Mi hai tirato su quando ne avevo più bisogno, hai passato giorni e giorni, ore ed ore a parlarmi di lui, a prevedere, a impormi di tenere duro e non mollare mai, a ripetermi quanto sia sempre stato grande il nostro amore ed io questo te l’ho anche sputato in faccia, un giorno, dicendoti che eri noiosa e ripetitiva ed oggi mi prenderei a schiaffi per averti detto una cattiveria, una puttanata del genere. Mi divorerei la testa. Mi hai sempre dato il massimo e mentre scrivo mi rendo conto di essere una merda perché il massimo te l’ho dato anch’io fino a quando, un giorno, ho deciso inconsapevolmente di smettere. E non mi sono mai resa conto di quanto questa cosa potesse realmente farti soffrire, nonostante tu me lo avessi detto miliardi di volte. E lo hai sempre fatto con rassegnazione ma allo stesso tempo comprensione, perché mi hai sempre voluto bene nonostante tutto. Ed io, ovviamente, ho continuato per la mia strada dandoti sempre per scontato. E adesso che è successo quello che è successo mi detesto, mi odio per non aver fatto quello che avrei dovuto fare a suo tempo e per quello che ho smesso di fare in questi ultimissimi anni. Perché forse adesso è troppo tardi. Ed è troppo tardi per colpa mia una volta e per colpa mia due volte. E hai ragione a dire che antepongo quasi tutto il mondo a te. Ed oggi me lo merito davvero di stare così, di sentirmi in questo modo perché forse è il modo in cui ti sei sentita tu per tutto questo tempo, quando uscivamo e ti davo l’impressione di annoiarmi e di pensare ad altro. Sei incazzata nera con me e nessuno può dartene torto. Ma non credo che tu sia incazzata quanto lo sono io con me stessa. E so che la tua rabbia passerà perché tu sei solita perdonare ancora prima che gli altri perdonino se stessi ed è forse l’unica cosa in cui io e te siamo uguali. Ma non userò mai più questa cosa contro di te perché io non sono quella persona che mi hai detto di essere diventata. Non voglio esserlo davvero. Un paio di sere fa mi hai detto che sono cambiata in un modo pazzesco e non ti ho creduto, anzi, ti ho detto che sono la solita Fede e tu mi hai detto di chiedere conferma alla persona che mi conosce meglio, mia mamma, ma non l’ho fatto perché tu mi conosci quasi quanto lei, quindi ho pensato. E non è vero che hai torto. Hai ragione cazzo e ho capito quello che hai sempre voluto dirmi e mi è tornato in mente il momento esatto in cui mi hai ordinato di andare a rileggere quelle quattro-cinque righe speciali sul mio libro dicendo che mi volevi così. Sono diversa da prima. Vivo in modo diverso da prima. Amo in modo diverso da prima e ti giuro che vorrei tornare ad essere quella che ero ma non ce la faccio. Vorrei farlo con tutte le mie forze ma non mi ricordo più come si fa, ho dimenticato i modi, i gesti e tutto ciò che faceva parte della persona che ero e che mi piaceva così tanto poi. E questo non solo per quanto ti riguarda, ma nei confronti di tutti e di tutto, nei confronti della vita in generale e di me stessa. E forse la mia autostima, il mio volermi così tanto bene, si rifletteva anche sugli altri e sulla mia vita in generale, ed era anche per questo che funzionava bene anche con te. E tu mi hai detto che rivorresti quella Fede. Vorrei che mi aiutassi a ritrovarla ma non te lo chiederei mai adesso come adesso. Può essere che queste ti appaiano come un mucchio di stronzate se mai le leggerai, se mai mi farai questo favore dopo aver letto l’indirizzo di questa specie di blog sul messaggio che ti manderò. Ma non sono stronzate Robi. Ed è forse questo l’unico modo che mi rimane per riuscire ad avere un contatto con te visto che i messaggi e le telefonate non possono niente contro la tua rabbia, o delusione, o tutte e due le cose. Ma un po’ sono contenta perché questa cosa, questo mio scrivere così pateticamente, è una cosa che ha sempre fatto parte di me (e tu lo sai) e che quindi appartiene alla Fede di prima: è una cosa della Fede, la Fede che io e te vogliamo che io sia (la stessa Fede che prima fa le cazzate e poi si pente). Ed io non intendo più darti per scontato, perché non voglio pensare che davvero sia troppo tardi perché un’altra possibilità il nostro legame se la merita. Se non io, almeno lui. Non posso immaginare la mia vita senza la tua presenza.
Ti voglio veramente un'infinità di bene.
Ti voglio veramente un'infinità di bene.
mercoledì 23 gennaio 2008
Un copia incolla dal mio caro vecchio blog era quasi prevedibile.
Mi piacevo di più così
DISCONNESSIONE MOMENTANEA...
Vorrei avere il becco per passare Prada ed andare in Grecia quest'estate, così posso dare anche l'esame di Letteratura ita contemporanea salutando il Pische dall'alto e volare a Parigi e poi Londra e poi Barcellona e poi di nuovo Villasanta per poi dire a tutti quanto amo quello che faccio e quanto amo quello che sei lasciandoti una canzone "da bere se avrai sete" e così uscirò con la Marthuzza e le altre stasera e l'amica della Resna e magari ci ubriachiamo come sempre di risate perchè io faccio sempre la cogliona quando sono con loro e mi piace. Poi potrei dire a Matteo di cagarmi un attimo, che mi sono rotta i coglioni di comportarmi come se niente fosse e vorrei andare ad Amici per far vedere a tutti quanto sono stonata e quanto sono antipatica alla leggiadria nei miei movimenti e dimostrarlo alla festa della scuola dove tutti ridono come sempre, dopodichè posso sparare cazzate a casa della Ele prendendo per il culo la Martina, la sua grande gattona obesa di diciotto chili...e così in questo modo posso sentirmi parte della società andando a votare domenica, e magari rivedere l'Angela per quel gelatino che le avevo promesso...sperando che non stia più poi così male...poi, come sto dicendo all'Auro, vogliamo andare a Mikonos o come cazzo si scrive ma non c'ho i soldi...e poi Viva il mondo(questo mondo di merda), e non girargli intorno se non vuoi mai più pedalare facendo volantinaggio, tornando a casa distrutta. E così ti scrivo amore, perduto amore...noi navighiamo e la Marta avrà quasi finito il suo turno al nido coi bambini cagoni...e quel pannello in camera sua sembra quasi la mia lettera migliore..ma che belli i fiori su questo blog, mi hanno ricordato che devo andare a cucinare a mia sorella e al papi, sul quale stanotte ho fatto un sogno orribile, al massimo gli ho allungato la vita...è questo il bello della vita, ma quant'è tenera l'Auro che mi sta cercando un posticino in Grecia, cazzo le voglio già bene...e poi che cosa faccio pomeriggio? Ah sì, volantini con la Marta...l'attimo fuggente dell'Elmi sto cazzo che non lo rivedrò più, tutto il sangue andato a male e poi di colpo il nostro stare insieme....così...andata?...e via...vacadì...ma Eleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!
ciao
MENTE MALATA...
Per quel po' di sollievo che ti strappano dall'ombelico, io dico che l'uccellino oggi è morto perchè non si sa...ed anche la pattumiera che non è in grado di contenere tutti quei rifiuti fino in fondo, chissà che cosa ne pensa del telefonino che squilla ogni minuto. Così come la finestra marrone che, per chissà quale motivo, non crede che i vulcani sputino lava, come i lama sputano saliva. E poi chissà perchè mi piace così tanto la canzone che sto ascoltando, come se i fiori non fossero tutti colorati e la vacanza all'Isola d'Elba fosse decisiva per il governo. E così mi chiedo il perchè del fatto e del come mai gli alberi e le foglie non vogliano proprio comportarsi come dovrebbero. Mah...chissà se stasera il nostro pizzaiolo preferito riuscirà a trovare la sua strada, come il fatto che sabato prossimo si andrà magari al boowling e magari saluteremo la tastiera del computer che la notte fa un casino allucinante, cantando come una cieca pazza. Ma perchè cavolo non riesco a farmi avanti, è che chi la dura la vince e poi se dovesse essere un rifiuto si vive lo stesso, come diceva quel cantante di cui la ghiaia tanto ne era felice. Ma no, le suore non aprono gli ombrelli, come se il tempo trascorso insieme non sia servito a nulla, ma perfavore! Ho ragione io, non c'è niente da fare, ci sono anche le sfumature, insomma! Non bisogna demordere di fronte alla felicità e non bisogna continuare di fronte agli ostacoli, come se tutto il mondo fosse inversamente proporzionale ad F2 nelle consonanti rispetto alle vocali. E allora? Anche se il 20 maggio ci si ritrova tutti quanti a S. Fiorano, che problema c'è per Verona e per la Madre? Ma bella lì che adesso mi sdraio un po', così magari prima delle sette in televisione trasmetteranno qualcosa di interessante...sì, come se il fatto che le casse fanno rumore centrasse con Robi che ha spaccato la maniglia della portiera della macchina. Cazzo, però deve essere bruttino perdere un lavoro...sembra quasi un tuffo nell'acqua...non quella sporca di Rimini però.
LITIGARE PER IL DEPURATORE!
E litigare per il depuratore non sembra quasi una gran cosa, specialmente quando ti siedi alla scrivania e cerchi di pensare...matita in bocca e maglietta pulita, che profuma come quando siamo andate al lago l'ultima volta; ma che bello pensare che tra un po' potrò prendere il sole, così finalmente riuscirò a tornare a prendere la vita come deve essere presa, come quel maledetto il giorno in cui hanno inventato le siepi gialle, tanto odiose quanto non lo può essere un temperino blu, quello che usavo alle medie quando era così bello pedalare...ed ora il cross mi sembra troppo distante da adesso, per poter dire che cosa danno al cinema stasera. Ma quant'è stupendo pensare che lontano da qui c'è qualche bidello o qualche martello rosso che ti legge nel pensiero dopo aver fatto qualche calcolo semplice semplice di matematica? E' che è stanco, dopo tutto il lavoro di oggi, è normale che la luna non sia blu. E la Lau ha mal di schiena, ma l'importante è che abbia passato l'esame. Così come, di certo, il mare e la terra sono equidistanti dalla violetta che cresce nel prato e sulle nuvole dove si possono contare ben undici stelle cadenti anche se io ne ho trovate sicuramente di più. In fondo, è anche vero che è diciannove anni e mezzo che sono al mondo, quindi non ci credo che il fruttolo verde sia più buono di quello arancione, altrimenti sarebbe stato in casa stasera...ma di sicuro! Figurati...come se fosse vero che Notting hill è tutto oliva. Cazzo, va la luce rossa, che continua a parlare e chi la ferma più? Non avrei certo voluto dirle di cadere, ma che ci posso fare io se la bottiglietta d'acqua non è come volare in alto senza fermarsi più? Non bisogna mai credere che il mondo sia sbagliato perchè in realtà siamo noi che lo siamo...altrimenti non ci sarebbero le guerre e nemmeno le robe scadute al supermercato che, ops......ho sbagliato scaffale o semplicemente posizione. Massì che tanto mi porto a casa i miei soldi e via...anche se mi dispiace per quella collina buia e ubriaca perchè si è persa un bello spettacolo. Di sicuro divertente quanto può esserlo un bambino albanese e disonesto che piange dopo aver sputato in faccia alla metropolitana. Ma sì che hai ragione te ed io ho torto marcio. Vado, altrimenti sono capace di rifare il letto diecimila volte prima che i fogli si stanchino di prendere il caffè.
FEET
Cammino piano, non mi piace correre e non mi riesce neanche bene. Perciò bando alle casse e tutto ciò che riguarda il prato lì di fronte, perchè non ho la minima intenzione di guardarti e chiuderti in un calorifero perchè, guarda caso, è estate, e l'estate non perdona. Può liberarti, sì....ma non perdona. Quindi smettiamola di cantare facendo una figuraccia per la mancanza di capacità di deglutire al momento giusto! In fondo siamo tutti figli dei nostri genitori che con l'aereo ci sanno davvero fare. Ed è tutto inutile. Non salvare il salvabile perchè tutto ciò che al mondo c'è di vero è sbagliato e non bisogna scoraggiarsi se si continuano ad ottenere vittorie perchè prima o poi anche il legno arriverà. E quando lo farà non si potrà fare altro che inchinarsi allo zio d'America che sta sempre, sempre, sempre sotto il letto. E cammini e ricammini con in mano un paziente e da un momento all'altro potrebbero eplodere le mani e la doccia, che proprio non se l'aspettava. Come si può illudere un sogno? Soggiogare la memoria? E dare la colpa alla vista annebbiata che non ti ha permesso di ritagliare i risultati sperati? Si è patetici a volte, e a volte si è solo un po' stanchi. Ma il colletto della camicia non avrebbe mai permesso di farlo scappare via così...perchè la colpa è nostra e non è mai del buco nero. Se se........piccola illusione che ci stia bene, anche se in fondo non è amaro anzi, è quasi blu. E' arrivato il mio papà.
BEDDA LA MADCDCDDDRE...
E quel che posso fare non lo so, perchè non esiste niente che possa vedere senza gli occhi del domani, senza una briciola di quella piantina che si affaccia sull'astuccio dei desideri e che abbia voglia di partire quanta ne ho voglia io. Perchè non ho voglia di fare altro che tutto, tranne che leggere sul calendario tutte quelle persone coi maglioni pesanti, come se il videotelefonino servisse davvero ad allargare quella mente di merda che ti ritrovi. Perchè non è solo questione di guarire da qualche cosa, ma piuttosto quella di smetterla di farmi sentire così. Perchè è vero che è sempre verde chiaro un verde scuro mischiato col bianco, e quanto ce ne hanno messo di tempo! Qui stavano tutti sclerando e si si che ci si fa sentire. Mi viene da ridere se penso al mondo di merda in cui vivo, in cui il cancro non è solo un segno zodiacale e la matta non solo una carta da gioco. Perchè sono io, sono io che sono io e non lui, e nemmeno lei. Perchè io mi posso anche fidare, ma se poi la multa finisce per scavalcare il comune è finita. E se finisse poi non ci sarebbe più da scrivere perchè l'unica verità è che è un coglione perchè se non perde la verginità dimentica chi ha di fronte e rischia le botte dal cielo...ed oggi ci sono due compleanni, ma Eleee. Ele, che non lo sai, tu non lo sai che cosa sta accadendo perchè sei fuori come quel dosso per colpa del quale bisogna alzare le braccia e le mani, e se ci riesci anche la voce. Perchè niente è più vero di una cosa finta, fintamente vera...come faccio come come come cazzo faccio a stare qui a guardare? Ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah mondo di merda, superiora di merda muori!!! Crepa!!! Tu devi essere colpita duro duro! La pizzettina alla nutella che ci porta stasera sarà un omaggio a Franco, cinquantenne coi pantaloni stretti e le idee sempre faticose. Patetiche, inutili, purtroppo indispensabili, Raf! Tu non smetterai mai di essere il centro di tutti i miei pensieri, di quelli più veri!!! Ma cacati un po'............minchia non sono mai riuscita a guardarmi le ciglia con le pupille, tanto come in questo periodo, ma poi esco e non le vedo più fino a tardi. Meno male.
MA MENO MALE!!!!! MA MENO MALEEEEE!!!!!!!!!! MA MENO MALE COSA? FA MALISSSSSIMO INVECE! Bedda la madcdcdddre sandesseema.
QUEL FILOSOFO DEL MIO PAPI
Se sei davvero il miglior figlio dei tempi, devi spiegare le vele e andare giù con la testa, inclinarla un pochino e dire che tu gliel'avevi detto. Perchè il palermitano assomiglia a farino o qualcosa del genere, tipo azzurro. E tutto non è per niente quello che dici quando con sky puoi fare cose folli, tipo camminare a testa bassa. Passerai dei guai se non ti basta tutto quello che vola. E non devi piangere, non devi prendere la filosofia come un debito da saldare vicino al muro. Perchè il fiume porta gli acari ed il brodino fa pensare al massimo. Enne volte, te lo ricordi? La talpa perfetta che non leggeva con la luce e si è rovinata la carriera della sua vita. Perchè in fondo l'esperienza non insegna per niente, altrimenti correre non sarebbe difficile. E poi, il laccio emostatico dei sentimenti non sembra una canzone, ma più una gara di intelligenza. Ed io ne ho da vendere. Dio, che stress continuare a cercare e ricercare...stavo arrivando in ritardo all'asilo con il minestrone. E' che è grandissimo, enorme ed anche la vecchia lo sapeva. E che adesso mi viene da piangere perchè a Natale dell'anno scorso non avrei mai pensato che ci sarebbero stati silenzi. Biondo o grigio? Forse non lo saprò mai, anche se spero di chiedere senza disturbare, se almeno le moto la smettessero di esibirsi per scolaretti mancati che lavorano dalla mattina alla sera. E se tutto ciò che ho detto fino ad ora è vero, il suono della tenda dovrebbe apparire rosa ormai. Come quelle nuove, che sono dalla parte opposta di quelle vecchie...che poi non è vero, è una gran presa per il culo. Magari...magari sciogliendo qualche nodo, entrando piano a voce bassa e con i capelli rossi si potrebbe riuscire a dire finalmente "domani". Come lui mi vuole. E' che è bello scappare, ma è troppo comodo. Perchè quello che ho capito in questi giorni è che la fine è il tutto ed il tutto è la fine; è l'unico modo che noi esseri viventi abbiamo per cucinare in modo decente. Ecco il grande sogno che aspettava: entrare nella cartella. Mi è mancato non andarci, ci sono rimasta un po' così all'inizio, ma alla fine ho capito che i ricci sono inderogabili. Meno male che lunedì ci riempiamo di magma...perchè è lì che si festeggia quel grande inizio della salita. E non ti ostinare, cazzo! Se è vero che è tutto scritto non urlare che svegli tutti alle undici e mezza di martedì prossimo. E' più facile di quanto credi, di me ti puoi fidare...sarò invadentissima e pagliaccissima se me lo chiedi. Mi sta dicendo che i suoi anni hanno un certo peso...come non capisco...per questo credo di sbagliare nel dire troppo spesso quelle puttanate. Bisogna tenerci a dare tutto per scontato, così almeno un giorno ce ne si può pentire. Perchè la vita è lunga, anche se non si dice alle persone quanto bene si vuole loro, fa niente. Altrimenti che cosa esisterebbe a fare il rimpianto? Saremmo troppo felici, ci annoieremmo e ci ritroveremmo a rimpiangere il rimpianto. E allora sì che esisterà davvero. Adesso basta che qui il discorso sta piano piano prendendo sempre più senso e non mi piace. Mio papà è un filosofo.
PS: FIRST IN 2007
Un filo logico c'è perchè di chiedere scusa non se ne parla...anche se non vorrei. Al contrario, non sto scrivendo apposta. Il tre di gennaio ne ha viste di nascite che, porca la troia dovevano capitare così di botto. E la mente va, come vorrei che fosse qui. Ma chi veramente? E poi mi stancherei, io lo so che ne è valsa la pena di perdere perchè io l'ho scelto. Non che fluttuare tra i prati bianchi pieni di meravigliose webcam non sia una cosa da poco...che spariscono e poi riappaiono e ti lasciano stare nella tua calcolatrice virtuale. Casa...che splendido mondo. Pieno di strutture alternative, telefonate promesse e poi mancate, casi di vittimismo metafisico e anfetamine reali. Sicuro che c'è qualche cosa che non va ma non ho il coraggio di urlare che è colpa mia. Lecco è la città mia e del mio amore, e lui lo sa che cliccando mi potrà abbracciare. Costa tanto, molto, pochissimo. Mi viene voglia di dirgli di piantarla con gli sguardi e le cosine col cellulare, anche se non è vero. Una renna non fa primavera e nel forno non vengono migliori dei pavimenti. Ho seguito il telegiornale stasera, e forse questa è la frase più illogica di tutte. Non mi stanco mai e per sempre mi stancherò. Perchè le persone si finisce subito di conoscerle, all'ultima occhiata. Non sono infelice, solo felice di essere stata. Mai rimpiangerò quello che non ho fatto perchè tutto il colore è oro, con all'interno un fiore. Quello del compleanno, fatto di carta, che sta di fronte a me. Grazie. Qui i caffè parlano. Non voglio dire niente, solo abbracciarlo forte. Sentirmi dire che ho ragione, perchè mi piace. Feder è matta. E chiedere come stai mi piace da matti perchè forse faccio capire tante cose. Non ci voglio andare alla cena del suo compleanno, anche perchè è passato, e tanto il problema non si porrà perchè il coglioni sono rotti in seguito a quel passo di danza inventato. Quanto ridere, quanto è permaflex. Personal space del dios. Suona come un post scrittum.
...PER NON DOVER SCEGLIERE PIU'.
Aspetto il fuoco che mi piace, e mentre cammino trasporto quelle risate che mi fanno immaginare che siano i migliori anni delle nostre vite. Bottiglia di paglia, fuoco di vetro...c'è un nesso sbagliato in tutto questo sfondo di meditazione analogica. I piatti dell'essere, nel mare del detersivo...ecco, di nuovo un errore. Aspetto solo il momento di sbagliare di nuovo e fregare spudoratamente quei finestroni buoni come se fossero cinque. Magari...ad avercene. Per tale motivo mi dichiaro soddisfatta dei viaggi e delle caramelle che non sanno volare come saprebbe farlo molto bene la spina - che di impegno ce ne ha messo - è questo il non senso. Che tra tutti quelli che potevano dirmi di saltare, proprio quel pit doveva deludermi...quando abbiamo capito tutti che la felpa è felice di aver vinto...ma basta! Non mi sta bene per niente. Stessa frase di agosto, che ridere quel telefonino impazzito. Bianco, come la Senna. Un po' e un po' e alla fine niente...lo so già. Ma cosa c'entra il garage? Non ha capito un cazzo il mio filosofo...come mai. E se ci penso è tutto ciò che mi interessa, insieme al tipo che è rimasto nella stessa posizione calvalcando. Avevo perso l'abitudine, ma ora penso di averla ritrovata anche se non sono sicura di niente perchè i diciotto sono finiti. Senza fatica, con uno slancio imprevisto. Stamattina ho capito che cos'è l'anno, e mi ha fatto abbastanza riflettere, anche se mi sono bloccata di botto. Ma forse mi dovrei vergognare altrimenti che senso avrebbero le nuvole? Rosa no. Quella è la stanza e lo è quasi, non completamente come mi è venuto da pensare. Che pirletta, come ho fatto a credere per tutti questi minuti che fosse come pensavo? Trentaquattro e novanta non è trentaquattro, è quasi due. Tutti questi sensi di colpa, che palle perchè sono così. E' giusto che mi faccia anch'io la mia corsa e tutto diventa niente: ci scommetto il computer. Quando tu dici...bella. E' un'arrampicata alla finestra dell'aiuto, dei farmaci per psicopatici innamorati. Del garage che torna di nuovo...niente. Adesso più o meno l'html lo so usare e quindi è logico che non si salvi più. E accumula e stai zitta che è l'unica cosa che sotto il letto si nasconde. All'arrivo tutto sarà ribaltato. Stanno dilagando i pensieri nell'etere del mio spazio nocivo. Più che un cappello, è vero, sembra un goldone bellissimo e ne sono fiera perchè è furbo. Passo comprensibile solo per la mia amica, forse. Solo chi mi conosce completamente mi può giudicare e meno male, altrimenti che disastro. Tutto il resto è illegale. Per cui quando cerco conferme non devo fare altro che ridere del binario assassino e delle scarpe malate, come se - porca di quella troia - mo si deve anche stare attenti agli abiti dei frati gasati per una cazzo di frase. Non mi trovo d'accordo perchè l'ombra del pane sembra il Gigante che dopo essersi tagliato dà anche la colpa all'anta del muro...ignaro di tutto. E abbassa quel cazzo di volume, mi stai riempiendo di dubbi. Aspetto il momento di sbagliare di nuovo...
GOODBYE MY LOVER, GOODBYE MY FRIEND
E' dura perdere qualcuno o qualcosa di importante...come un legame forte, speciale...si piange, si alzano gli occhi al cielo e ci si chiede:"perchè?...Perchè proprio a me?"...si ricodano con affetto e un po' di amarezza i momenti più belli, quelli più divertenti, quelli più veri. Cucciolo, oggi ho realizzato di averti perso per sempre e mi è davvero difficile farmene una ragione. Perchè tu eri importante. Con te ho vissuto dei momenti bellissimi per tutto questo tempo...quando ero triste tu eri sempre lì ha tenermi viva con belle o cattive notizie, riempivi le mie giornate coi tuoi squilli, mi facevi ridere quando simulavi il verso degli uccellini, eri il mio appiglio in ogni momento. Sapevo sempre di poter contare su di te ogni qualvolta avessi bisogno di sentire qualcuno, di rallegrarmi anche con un solo messaggio, di soddisfare la mia voglia di litigare sempre. E la notte, quando rientravo tardi e tutto era buio, tu mi hai sempre illuminato la strada...grazie. Poco più di due anni fa, quando sei entrato nella mia vita, ti ho accolto a fatica...sono stata più volte sul punto di rifiutarti, mi sembravi troppo per me. Ma poi ti ho accolto a mani aperte, perchè in fondo il mio amore ha voluto che fosse così. Te ne ho fatte passare tante e per questo mi sento in colpa ogni santo giorno. Ti ho fatto cadere, ti ho graffiato...ma poi ti ho sempre aiutato a rialzarti, ti ho curato, ti sono sempre stata vicina e tu eri sempre, sempre con me. La prima volta che sei stato male mi sono sentita persa, priva di un punto di riferimento. E' stata dura lasciarti andare, far sì che tu vivessi un periodo della tua esistenza senza di me. Ma mi sono fatta coraggio, mio padre mi ha assicurato che in fondo saresti stato in buone mani, di sicuro più specializzate delle mie. Ti avrebbero aiutato a guarire, a rialzarti. Ma tu hai continuato a peggiorare...forse il fatto che non stessimo più a stretto contatto ha contribuito al tuo malessere. Così ti abbiamo fatto trasferire altrove, in mani altrettanto specializzate, in un posto in cui altri col tuo stesso problema ne erano usciti intatti. Ma oggi è arrivata all'improvviso, dritta dritta al cuore, la notizia che ti avrei perso per sempre: quei bastardi rovinarapporti ci hanno chiesto 150 euri per guarirti e quel noto filosofo di mio papà è stato irremovibile, ha ritenuto che non ne sarebbe valsa la pena di spendere cotanta cifra e, freddamente, senza pietà, mi ha comunicato che avrei dovuto farmene una ragione e che forse presto ti avrei rimpiazzato con qualcun altro...sì, ma mai speciale quanto te. Per cui mi trovo, oggi, qui ad aspettarti...ad aspettare che il tuo fragile corpicino senza vita mi sia riportato qui, tra le mie mani. E lascerò che tu continui a custodire i miei segreti, i miei momenti più belli immortalati in tante foto. Vivrai, vivrai dentro di me...e lascerò che tu ti diverta a vegliare su di me, rimanendo semplicemente appoggiato sopra il mio letto, come quando, guardandomi dormire, recuperavi quella carica che ti sarebbe servita per permettermi di andare a scuola per il mio ultimo anno o all'università, per il mio primo anno, senza lasciarmi mai sola. E ti ricorderò con la stessa gioia ed umiltà che ti ha sempre caratterizzato...anche quando sapevi bene che molti altri ti avevano superato, che tutti gli altri consideravano i nuovi giovani di gran lunga migliori di te, e tu hai sempre continuato ad accenderti e illuminarti di quella luce che in pochi potevano vantarsi di avere, quella stessa luce che ora si è spenta e che non tornerà più. Mai più. Nessuno sarà importante come lo sei stato tu...e come lo sei ancora. Perchè gli anni più importanti della mia vita li ho vissuti con te. Mi mancherai, mi mancherai tanto. E non permetterò a nessuno, nemmeno al filosofo, di portarti via una terza volta da me, nemmeno di buttarti via per andare nelle mani di quegli avvoltoi che vogliono farti a pezzi. Continuerò a proteggerti in eterno. E quando ti guarderò, mi verranno in mente quei pezzi importanti della mia vita che abbiamo vissuto insieme, che tu custodisci gelosamente e che rimarranno per sempre dentro di te, senza che nessuno, nemmeno io possa riviverli...ma sarò contenta ugualmente, perchè è quello il loro posto. Addio...mio dolce, piccolo Samsung E700.
POCHI ELETTI
My name is Feder che finalmente ce l'ha fatta anche se la Maurelli sarebbe d'aiuto anche se avrebbe da buttarsi se solo avesse bevuto quel pit di vino. Però l'importante è che sia riuscita ad andarci piano, in modo tale da equilibrarmi nella scelta di quel panorama. Camminare da soli è affascinante e andante del materiale purissimo che sodomizza atomicamente l'inverosimile. Purtoppo non va perchè non si può pretendere un bagliore quando tutto è fumo...vorrei darne un'anteprima, ma non so da dove cominciare perchè la Terra è piena di ignoranti che non sanno distinguere un reticente da un riluttante oppure una scritta da Renzo che può far rischiare l'allontanamento della fiducia. E non è per questo che una serata come quella di mercoledì si ripeterà. Mi è sempre stato vicino a modo suo ed io gli voglio bene perchè il laccio è stretto e non diventerà nuvola molto presto, anche se a volte lo vorrei. Sono in molti quelli che pensano che l'arredamento sia sbagliato e l'offesa ancora più giusta perchè la pista per pattinare è un po' come se fosse un congiuntivo sbagliato o un condizionale mancato. Il fine giustifica cosa? I mezzi sì che ci piacerebbe usarli. Bravi in teoria ma nella pratica...che voglia che avevo e che voglia che ho e a volte diventa quasi una necessità perchè il tutto può a lungo andare diventare spaziale. Voglia che il nero diventi luce e che le lacrime diventino cazzi e mazzi da categorizzare in una melma di pensieri e di terminologie sbagliate, anche seduti a un banco. Io la sua superficialità la odio ma nove, dieci anni fa mi stava bene. E meno male de che? Ma nulla si può fare di fronte all'incommensurabilità degli avvenimenti di questo mondo di merda. Buttare e ributtare, senza cadere mai. Al massimo quello che potrebbe uscirne sarebbe un vaffanculo o un itinerario di venti e avvenimenti in un mare di scritture ridescritte. Senza per questo rinunciare allo schifo dell'indifferenza che gli dona quel non so che di "vaffanculo allora", in grado di far vedere persino ad un oculista. Ieri ho guardato di traverso e questo è servito a farmi stare bene col mio quaderno...ed è così che ho conosciuto qualche d'uno, come una marmocchia al suo primo giorno delle elementari; ma almeno non mi sono trovata circondata di algoritmi assortiti di madrelingua operati e con la paura di non venerdizzare. E' così che cerco di indurmi a prendere quel maledetto treno. E' questo il segreto: trovare una ragione. Inequivocabilmente errata ma, del resto, mi sono sempre mossa così, senza mai sentirmi non deficiente. Ok questa associazione mentale mi ha fatto vomitare questa volta. Forse è perchè boh...Odio questi brutti avvenimenti, detesto quest'indifferenza che porta a dire "chi se ne frega, l'importante è che sto bene io"...no! Non funziona così...e nemmeno sono giuste la riluttanza e la reticenza, del senso contrario, di cui parlavo prima. Pochi eletti...solo pochi eletti, Fede...meglio rinunciare che tenere duro. Ed è la bellezza di tutto questo immaginario stratosferico che noi diamo per scontato, ma John no, la vera sfigataggine dell'esistenza che fa parte di uno stipite così arrugginito...ai finc det ai lov laif bat uen ai sii samfing det ghiv mi det ansieti, oll det ai uont is tu smoc a sigaret end clos mai mauf uan wai for oll. Dovremmo ascoltare tutti il Dr. Young...lui la sa lunga, aim sciur
I HAVE FOUND IT
Dio mio che mare di bicchierini stanno battendo nel mio cervellino. Che schifo Dj Francesco e come è stonato poi. Tuttalpiù non vedo l'ora, che poi era piccola e quindi doveva mostrare quello che oggi è. Due beati te, doppiamente perchè arricciando gli stati gnoseologici dell'essere si arriva a moltiplicare gli eventi della storia che poi son solo frasi coniate per sentirsi meglio. Io il Parini di Seregno lo ringrazio, ma non per finta. Così han fatto quei ricci che se la menavano paurosamente solo per aver conosciuto quello che si poteva benissimo bere, ma senza farne parola con nessuno però. Se ci fosse stata la manopolina non sarei stata così in ansia e se non fosse arrivato nessuno sarei rimasta lì a proteggerla e a difenderla da chi le voleva male o chi voleva farle male. Non l'avrei mai permesso. E sfogliando magari ce la si può fare...e non è come dire che Parigi è una capanna. Lampeggia? No, non lo fa, grazie a Dio. E' il destino di tutti che può cambiare e senza fare storie. Che per me sei importante e non ti va di saperlo ma io mi sono stufata, anche se non per davvero. Il teatro è una stella cometa, e senza costumi non si può pretendere di non far sapere che si vuole parlare, perchè io sono un'esperta, l'ho già visto e rivisto, anche se non l'ho mai sentito perchè è coperto come il cielo più alto che, mi hanno assicurato, con l'aereo si vede bene. Dice di rimaner qui ma ti prego...non dire stronzate già dette. Ecco, queste cose mi fanno vomitare perchè è portatile il fatto che l'ombrellino cazzuto non si smentisca più. Ha perso le speranze e non sarò di certo io a riaccendergliele, se già di per se la E è sfumata, anche se sparita. Anche io vorrei scappare certe volte e giuro che se avessi i soldi sarei già lì dove desidero andare più di ogni altra cosa al mondo. Soprattutto quando litighiamo...la mamma ha sempre ragione e ci faccio caso sempre dopo. Tocca a me, non può aver sbagliato, ma la prossima volta non lo farò perchè la canzone che sento dentro di me è un bacio che non si può confondere, perchè è rosso e strano, il primo...velocissimo, sfigatissimo, ma tenerissimo. E ci devo ritornare sulla panchina...tengo la cornetta e intanto rido perchè gli voglio un bene terribile. Che bellino il prof di letteratura inglese, che mi fa sentire così d'accordo con tutto quello che dice; che poi mi sento indipendente nella mia comprensione e le ore e i minuti passano velocemente come non sono mai passati. Mi sa che l'ho trovato...sì, l'ho trovato.
I CAVALIERI DELLA TAVOLA ROTONDA
Il prato è off limits ed è per questo motivo che a volte mi viene voglia di rivivere quei momenti in cui il profumo di pomeriggio sapeva di bici e compiti, come d'estate che per il caldo accendevamo il fuoco. Lo so bene di essere infantile ma forse non ne ho passate abbastanza. Mi manca quel cicinin di maturità, forse, per trasformare in argento ciò che è oro e per innaffiare l'acquario che stava dietro la segreteria telefonica. E nonostante tutto la tovaglia ha ancora su le briciole. Ma diventerò "grande" un giorno, più di quanto il quadro ci si senta perchè è così che funziona: quando pensi che tutto stia andando storto, che la tua vita sia una grande tavola nera c'è sempre un qualcosa che vuole cancellare, togliere un po' di nero per poi diventare Juve, che poi io tengo al Milan e ho sempre tenuto al Milan, anche se di palloni non capisco una sega. Ma neanche quella, avrebbe detto lo specchio della mia vita. E' la cannuccia dell'affetto che fa la differenza, che ci rende così uguali nella nostra ugualianza o diversi nella nostra diversità. O forse era uguali nella nostra diversità, è forse più poetico e magari degno di critica, non paraletterario quindi.
Qui è un continuo starnutire, che cosa ci posso fare? Non c'è niente di giusto in tutto questo, che l'inchiostro debba finire solo perchè il quaderno è cambiato e quindi risulta più difficile capirsi. Son belle le difficoltà, quando va tutto liscio il mondo fa cagare e i pilastri stanno al loro posto anzichè a quello del mobiletto in basso. Passo l'indice sui miei capelli e mi accorgo di quanto crescano ogni giorno di più e che se si accorciassero non sarebbe normale.
PER 250 EURO
Io non so, bello. Che per un viola si potrebbe sognare anche una vittoria fatta per culo, senza che quella piazza fuoriesca dal suo luogo originale. E le corde dilagano, imprigionano, colorano. E le bugie le allentano. Scrivi cazzate che è palesemente acuto quel fiammone che si innalza tutte le sere. E' un non lo so e poi no, lo so. Ma mi piacerebbe comunque sedermici. Anche se fa la notte. Che sfiga, no? Certo che ci si deve sentir proprio grandi a sfumare quel che si è visto spennacchiare e che sgamo direi...poi ti ci specchi e non è poi così male. Mi piacerebbe tornare al sequestro di quell'uomo che aveva fatto uscire tanti pianti ma anche tante risate. Stavo bene nel male. Ma pensa te. E adesso mi sembra che tutto sia un'enorme cazzata volante che fa bsh mentre io mi ci butterei, non nei tappi, ma nei suoi occhietti così splendidamente grigiolini. E a quella splendida creatura non piace quel coso col colore dell'argento addosso. E' per questo che la prossima volta me lo metto in tasca, riderò sempre quando lo guarderò...anche se non è del detersivo. Forse grazie a questa opportunità datomi da me stessa potrò finalmente esprimere il mio potenziale, che forse lo ritrovo. Forse ce l'ho. E gli voglio bene, per questo mi piace coi capelli così...non per altro. Tre fiori, beh, te li puoi mettere scomodamente nel culo. E per duecentocinquanta euro non so che cosa farei, forse riaprirei e abbatterei. Che le troie prima non erano puttane, nemmeno troie, solo cortigiane. Non è colpa mia. Non sono cattiva. D'ora in poi do retta a quell'inglese, che distinguermi non mi piace più, meglio la pace. Una fra tante non è come prima. Prima era una e basta. Questa del muro la sapevo. Collegava Canterbury e Roma. La sapevo. E quando ti ricorderai di me, quando avrai voglia di pensare a quanto la pioggia sia forte e il vento bagnato, ti ritroverai con un pugno di terra e la butterai nelle sue bocche. Magari per guidare, anche se credi di non essere in grado. L'anonimo dice che lo sei ed io lo ascolterei anche se son stanca di lusingare e basta, che poi passi per scema. 25 per i datori di lavoro.
GOODBYE GIUDY
Addio Giudy...masticare non sarà più la stessa cosa senza di te. Però non credere di avermi persa, adesso che non sei più con me...io ti penserò sempre, tutto il mio affetto rimane con te, anche se hai fatto di tutto per allontanarti, ed evidentemente ci sei riuscito, hai raggiunto l'obiettivo. Bravo.
Ricordo bene gli ultimi anni della mia vita, quelli in cui tu hai fatto brillantemente la tua comparsa. Fin da subito hai cominciato a causarmi qualche problemino...ma si sa come son fatta, mi sono affezionata lo stesso. Era da un pezzo che tante persone intorno a me mi pregavano di farti fuori, di allontanarti dalla mia vita e dagli altri denti, la mia dentista per prima. Ma non ho mai voluto dare ascolto a nessuno ed ho continuato ad insistere per averti con me. Non volevo farti del male, convinta che per vivere avessi bisogno, oltre alla tua amata Gengy, anche di me...della mia forza di volontà nel non lasciarti andare a tutti i costi. Ero convinta che il mio dentifricio fosse abbastanza potente da poterti pulire alla perfezione, ma lo spazzolino era troppo corto e tu eri troppo lontano. Le ho provate tutte, perchè credevo che il tuo esser così monello era in realtà una velatissima richiesta d'attenzione. Ma mi sbagliavo, perchè con o senza di me è sempre stata la stessa cosa per te, perchè in fondo eri solo un dente. E allora per farmelo capire sei dovuto ricorrere a sputtanarmi il dentino di fianco a te, facendomi venire la mia prima carie della mia vita che, tiè, ho tolto con successo.
E così ho capito, dopo essermi resa ridicola per mesi alle corone degli altri denti, che non era di me che avevi bisogno. E da qualche giorno l'ho finalmente accettato.
Nel momento in cui la dentista ti ha strappato via da me, mi è sembrato sentirti urlare trionfante "era ora!", era ora che avessi deciso di strapparti via. Sono stata quasi contenta per te.
Ed anche se continuo a chiedermi che cosa ti ho fatto di male, ora che ho preso la decisione di allontanarti, ed ora che l'ho fatto, riprenderò la mia vita. So che mi mancherai...adesso è presto, perchè sono arrabbiata e irritata dal dolore che mi provoca la tua mancanza, dato che l'effetto dell'anestesia sta passando, ma presto starò meglio.
E ti immagino, in quel cassetto dello studio dentistico...così lontano. C'est la vie.
Intanto cerco di prendermi cura e tenermi stretti gli altri denti, che sono la cosa più importante.
Ero geniale.
Mi piacevo di più così
DISCONNESSIONE MOMENTANEA...
Vorrei avere il becco per passare Prada ed andare in Grecia quest'estate, così posso dare anche l'esame di Letteratura ita contemporanea salutando il Pische dall'alto e volare a Parigi e poi Londra e poi Barcellona e poi di nuovo Villasanta per poi dire a tutti quanto amo quello che faccio e quanto amo quello che sei lasciandoti una canzone "da bere se avrai sete" e così uscirò con la Marthuzza e le altre stasera e l'amica della Resna e magari ci ubriachiamo come sempre di risate perchè io faccio sempre la cogliona quando sono con loro e mi piace. Poi potrei dire a Matteo di cagarmi un attimo, che mi sono rotta i coglioni di comportarmi come se niente fosse e vorrei andare ad Amici per far vedere a tutti quanto sono stonata e quanto sono antipatica alla leggiadria nei miei movimenti e dimostrarlo alla festa della scuola dove tutti ridono come sempre, dopodichè posso sparare cazzate a casa della Ele prendendo per il culo la Martina, la sua grande gattona obesa di diciotto chili...e così in questo modo posso sentirmi parte della società andando a votare domenica, e magari rivedere l'Angela per quel gelatino che le avevo promesso...sperando che non stia più poi così male...poi, come sto dicendo all'Auro, vogliamo andare a Mikonos o come cazzo si scrive ma non c'ho i soldi...e poi Viva il mondo(questo mondo di merda), e non girargli intorno se non vuoi mai più pedalare facendo volantinaggio, tornando a casa distrutta. E così ti scrivo amore, perduto amore...noi navighiamo e la Marta avrà quasi finito il suo turno al nido coi bambini cagoni...e quel pannello in camera sua sembra quasi la mia lettera migliore..ma che belli i fiori su questo blog, mi hanno ricordato che devo andare a cucinare a mia sorella e al papi, sul quale stanotte ho fatto un sogno orribile, al massimo gli ho allungato la vita...è questo il bello della vita, ma quant'è tenera l'Auro che mi sta cercando un posticino in Grecia, cazzo le voglio già bene...e poi che cosa faccio pomeriggio? Ah sì, volantini con la Marta...l'attimo fuggente dell'Elmi sto cazzo che non lo rivedrò più, tutto il sangue andato a male e poi di colpo il nostro stare insieme....così...andata?...e via...vacadì...ma Eleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee!
ciao
MENTE MALATA...
Per quel po' di sollievo che ti strappano dall'ombelico, io dico che l'uccellino oggi è morto perchè non si sa...ed anche la pattumiera che non è in grado di contenere tutti quei rifiuti fino in fondo, chissà che cosa ne pensa del telefonino che squilla ogni minuto. Così come la finestra marrone che, per chissà quale motivo, non crede che i vulcani sputino lava, come i lama sputano saliva. E poi chissà perchè mi piace così tanto la canzone che sto ascoltando, come se i fiori non fossero tutti colorati e la vacanza all'Isola d'Elba fosse decisiva per il governo. E così mi chiedo il perchè del fatto e del come mai gli alberi e le foglie non vogliano proprio comportarsi come dovrebbero. Mah...chissà se stasera il nostro pizzaiolo preferito riuscirà a trovare la sua strada, come il fatto che sabato prossimo si andrà magari al boowling e magari saluteremo la tastiera del computer che la notte fa un casino allucinante, cantando come una cieca pazza. Ma perchè cavolo non riesco a farmi avanti, è che chi la dura la vince e poi se dovesse essere un rifiuto si vive lo stesso, come diceva quel cantante di cui la ghiaia tanto ne era felice. Ma no, le suore non aprono gli ombrelli, come se il tempo trascorso insieme non sia servito a nulla, ma perfavore! Ho ragione io, non c'è niente da fare, ci sono anche le sfumature, insomma! Non bisogna demordere di fronte alla felicità e non bisogna continuare di fronte agli ostacoli, come se tutto il mondo fosse inversamente proporzionale ad F2 nelle consonanti rispetto alle vocali. E allora? Anche se il 20 maggio ci si ritrova tutti quanti a S. Fiorano, che problema c'è per Verona e per la Madre? Ma bella lì che adesso mi sdraio un po', così magari prima delle sette in televisione trasmetteranno qualcosa di interessante...sì, come se il fatto che le casse fanno rumore centrasse con Robi che ha spaccato la maniglia della portiera della macchina. Cazzo, però deve essere bruttino perdere un lavoro...sembra quasi un tuffo nell'acqua...non quella sporca di Rimini però.
LITIGARE PER IL DEPURATORE!
E litigare per il depuratore non sembra quasi una gran cosa, specialmente quando ti siedi alla scrivania e cerchi di pensare...matita in bocca e maglietta pulita, che profuma come quando siamo andate al lago l'ultima volta; ma che bello pensare che tra un po' potrò prendere il sole, così finalmente riuscirò a tornare a prendere la vita come deve essere presa, come quel maledetto il giorno in cui hanno inventato le siepi gialle, tanto odiose quanto non lo può essere un temperino blu, quello che usavo alle medie quando era così bello pedalare...ed ora il cross mi sembra troppo distante da adesso, per poter dire che cosa danno al cinema stasera. Ma quant'è stupendo pensare che lontano da qui c'è qualche bidello o qualche martello rosso che ti legge nel pensiero dopo aver fatto qualche calcolo semplice semplice di matematica? E' che è stanco, dopo tutto il lavoro di oggi, è normale che la luna non sia blu. E la Lau ha mal di schiena, ma l'importante è che abbia passato l'esame. Così come, di certo, il mare e la terra sono equidistanti dalla violetta che cresce nel prato e sulle nuvole dove si possono contare ben undici stelle cadenti anche se io ne ho trovate sicuramente di più. In fondo, è anche vero che è diciannove anni e mezzo che sono al mondo, quindi non ci credo che il fruttolo verde sia più buono di quello arancione, altrimenti sarebbe stato in casa stasera...ma di sicuro! Figurati...come se fosse vero che Notting hill è tutto oliva. Cazzo, va la luce rossa, che continua a parlare e chi la ferma più? Non avrei certo voluto dirle di cadere, ma che ci posso fare io se la bottiglietta d'acqua non è come volare in alto senza fermarsi più? Non bisogna mai credere che il mondo sia sbagliato perchè in realtà siamo noi che lo siamo...altrimenti non ci sarebbero le guerre e nemmeno le robe scadute al supermercato che, ops......ho sbagliato scaffale o semplicemente posizione. Massì che tanto mi porto a casa i miei soldi e via...anche se mi dispiace per quella collina buia e ubriaca perchè si è persa un bello spettacolo. Di sicuro divertente quanto può esserlo un bambino albanese e disonesto che piange dopo aver sputato in faccia alla metropolitana. Ma sì che hai ragione te ed io ho torto marcio. Vado, altrimenti sono capace di rifare il letto diecimila volte prima che i fogli si stanchino di prendere il caffè.
FEET
Cammino piano, non mi piace correre e non mi riesce neanche bene. Perciò bando alle casse e tutto ciò che riguarda il prato lì di fronte, perchè non ho la minima intenzione di guardarti e chiuderti in un calorifero perchè, guarda caso, è estate, e l'estate non perdona. Può liberarti, sì....ma non perdona. Quindi smettiamola di cantare facendo una figuraccia per la mancanza di capacità di deglutire al momento giusto! In fondo siamo tutti figli dei nostri genitori che con l'aereo ci sanno davvero fare. Ed è tutto inutile. Non salvare il salvabile perchè tutto ciò che al mondo c'è di vero è sbagliato e non bisogna scoraggiarsi se si continuano ad ottenere vittorie perchè prima o poi anche il legno arriverà. E quando lo farà non si potrà fare altro che inchinarsi allo zio d'America che sta sempre, sempre, sempre sotto il letto. E cammini e ricammini con in mano un paziente e da un momento all'altro potrebbero eplodere le mani e la doccia, che proprio non se l'aspettava. Come si può illudere un sogno? Soggiogare la memoria? E dare la colpa alla vista annebbiata che non ti ha permesso di ritagliare i risultati sperati? Si è patetici a volte, e a volte si è solo un po' stanchi. Ma il colletto della camicia non avrebbe mai permesso di farlo scappare via così...perchè la colpa è nostra e non è mai del buco nero. Se se........piccola illusione che ci stia bene, anche se in fondo non è amaro anzi, è quasi blu. E' arrivato il mio papà.
BEDDA LA MADCDCDDDRE...
E quel che posso fare non lo so, perchè non esiste niente che possa vedere senza gli occhi del domani, senza una briciola di quella piantina che si affaccia sull'astuccio dei desideri e che abbia voglia di partire quanta ne ho voglia io. Perchè non ho voglia di fare altro che tutto, tranne che leggere sul calendario tutte quelle persone coi maglioni pesanti, come se il videotelefonino servisse davvero ad allargare quella mente di merda che ti ritrovi. Perchè non è solo questione di guarire da qualche cosa, ma piuttosto quella di smetterla di farmi sentire così. Perchè è vero che è sempre verde chiaro un verde scuro mischiato col bianco, e quanto ce ne hanno messo di tempo! Qui stavano tutti sclerando e si si che ci si fa sentire. Mi viene da ridere se penso al mondo di merda in cui vivo, in cui il cancro non è solo un segno zodiacale e la matta non solo una carta da gioco. Perchè sono io, sono io che sono io e non lui, e nemmeno lei. Perchè io mi posso anche fidare, ma se poi la multa finisce per scavalcare il comune è finita. E se finisse poi non ci sarebbe più da scrivere perchè l'unica verità è che è un coglione perchè se non perde la verginità dimentica chi ha di fronte e rischia le botte dal cielo...ed oggi ci sono due compleanni, ma Eleee. Ele, che non lo sai, tu non lo sai che cosa sta accadendo perchè sei fuori come quel dosso per colpa del quale bisogna alzare le braccia e le mani, e se ci riesci anche la voce. Perchè niente è più vero di una cosa finta, fintamente vera...come faccio come come come cazzo faccio a stare qui a guardare? Ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah mondo di merda, superiora di merda muori!!! Crepa!!! Tu devi essere colpita duro duro! La pizzettina alla nutella che ci porta stasera sarà un omaggio a Franco, cinquantenne coi pantaloni stretti e le idee sempre faticose. Patetiche, inutili, purtroppo indispensabili, Raf! Tu non smetterai mai di essere il centro di tutti i miei pensieri, di quelli più veri!!! Ma cacati un po'............minchia non sono mai riuscita a guardarmi le ciglia con le pupille, tanto come in questo periodo, ma poi esco e non le vedo più fino a tardi. Meno male.
MA MENO MALE!!!!! MA MENO MALEEEEE!!!!!!!!!! MA MENO MALE COSA? FA MALISSSSSIMO INVECE! Bedda la madcdcdddre sandesseema.
QUEL FILOSOFO DEL MIO PAPI
Se sei davvero il miglior figlio dei tempi, devi spiegare le vele e andare giù con la testa, inclinarla un pochino e dire che tu gliel'avevi detto. Perchè il palermitano assomiglia a farino o qualcosa del genere, tipo azzurro. E tutto non è per niente quello che dici quando con sky puoi fare cose folli, tipo camminare a testa bassa. Passerai dei guai se non ti basta tutto quello che vola. E non devi piangere, non devi prendere la filosofia come un debito da saldare vicino al muro. Perchè il fiume porta gli acari ed il brodino fa pensare al massimo. Enne volte, te lo ricordi? La talpa perfetta che non leggeva con la luce e si è rovinata la carriera della sua vita. Perchè in fondo l'esperienza non insegna per niente, altrimenti correre non sarebbe difficile. E poi, il laccio emostatico dei sentimenti non sembra una canzone, ma più una gara di intelligenza. Ed io ne ho da vendere. Dio, che stress continuare a cercare e ricercare...stavo arrivando in ritardo all'asilo con il minestrone. E' che è grandissimo, enorme ed anche la vecchia lo sapeva. E che adesso mi viene da piangere perchè a Natale dell'anno scorso non avrei mai pensato che ci sarebbero stati silenzi. Biondo o grigio? Forse non lo saprò mai, anche se spero di chiedere senza disturbare, se almeno le moto la smettessero di esibirsi per scolaretti mancati che lavorano dalla mattina alla sera. E se tutto ciò che ho detto fino ad ora è vero, il suono della tenda dovrebbe apparire rosa ormai. Come quelle nuove, che sono dalla parte opposta di quelle vecchie...che poi non è vero, è una gran presa per il culo. Magari...magari sciogliendo qualche nodo, entrando piano a voce bassa e con i capelli rossi si potrebbe riuscire a dire finalmente "domani". Come lui mi vuole. E' che è bello scappare, ma è troppo comodo. Perchè quello che ho capito in questi giorni è che la fine è il tutto ed il tutto è la fine; è l'unico modo che noi esseri viventi abbiamo per cucinare in modo decente. Ecco il grande sogno che aspettava: entrare nella cartella. Mi è mancato non andarci, ci sono rimasta un po' così all'inizio, ma alla fine ho capito che i ricci sono inderogabili. Meno male che lunedì ci riempiamo di magma...perchè è lì che si festeggia quel grande inizio della salita. E non ti ostinare, cazzo! Se è vero che è tutto scritto non urlare che svegli tutti alle undici e mezza di martedì prossimo. E' più facile di quanto credi, di me ti puoi fidare...sarò invadentissima e pagliaccissima se me lo chiedi. Mi sta dicendo che i suoi anni hanno un certo peso...come non capisco...per questo credo di sbagliare nel dire troppo spesso quelle puttanate. Bisogna tenerci a dare tutto per scontato, così almeno un giorno ce ne si può pentire. Perchè la vita è lunga, anche se non si dice alle persone quanto bene si vuole loro, fa niente. Altrimenti che cosa esisterebbe a fare il rimpianto? Saremmo troppo felici, ci annoieremmo e ci ritroveremmo a rimpiangere il rimpianto. E allora sì che esisterà davvero. Adesso basta che qui il discorso sta piano piano prendendo sempre più senso e non mi piace. Mio papà è un filosofo.
PS: FIRST IN 2007
Un filo logico c'è perchè di chiedere scusa non se ne parla...anche se non vorrei. Al contrario, non sto scrivendo apposta. Il tre di gennaio ne ha viste di nascite che, porca la troia dovevano capitare così di botto. E la mente va, come vorrei che fosse qui. Ma chi veramente? E poi mi stancherei, io lo so che ne è valsa la pena di perdere perchè io l'ho scelto. Non che fluttuare tra i prati bianchi pieni di meravigliose webcam non sia una cosa da poco...che spariscono e poi riappaiono e ti lasciano stare nella tua calcolatrice virtuale. Casa...che splendido mondo. Pieno di strutture alternative, telefonate promesse e poi mancate, casi di vittimismo metafisico e anfetamine reali. Sicuro che c'è qualche cosa che non va ma non ho il coraggio di urlare che è colpa mia. Lecco è la città mia e del mio amore, e lui lo sa che cliccando mi potrà abbracciare. Costa tanto, molto, pochissimo. Mi viene voglia di dirgli di piantarla con gli sguardi e le cosine col cellulare, anche se non è vero. Una renna non fa primavera e nel forno non vengono migliori dei pavimenti. Ho seguito il telegiornale stasera, e forse questa è la frase più illogica di tutte. Non mi stanco mai e per sempre mi stancherò. Perchè le persone si finisce subito di conoscerle, all'ultima occhiata. Non sono infelice, solo felice di essere stata. Mai rimpiangerò quello che non ho fatto perchè tutto il colore è oro, con all'interno un fiore. Quello del compleanno, fatto di carta, che sta di fronte a me. Grazie. Qui i caffè parlano. Non voglio dire niente, solo abbracciarlo forte. Sentirmi dire che ho ragione, perchè mi piace. Feder è matta. E chiedere come stai mi piace da matti perchè forse faccio capire tante cose. Non ci voglio andare alla cena del suo compleanno, anche perchè è passato, e tanto il problema non si porrà perchè il coglioni sono rotti in seguito a quel passo di danza inventato. Quanto ridere, quanto è permaflex. Personal space del dios. Suona come un post scrittum.
...PER NON DOVER SCEGLIERE PIU'.
Aspetto il fuoco che mi piace, e mentre cammino trasporto quelle risate che mi fanno immaginare che siano i migliori anni delle nostre vite. Bottiglia di paglia, fuoco di vetro...c'è un nesso sbagliato in tutto questo sfondo di meditazione analogica. I piatti dell'essere, nel mare del detersivo...ecco, di nuovo un errore. Aspetto solo il momento di sbagliare di nuovo e fregare spudoratamente quei finestroni buoni come se fossero cinque. Magari...ad avercene. Per tale motivo mi dichiaro soddisfatta dei viaggi e delle caramelle che non sanno volare come saprebbe farlo molto bene la spina - che di impegno ce ne ha messo - è questo il non senso. Che tra tutti quelli che potevano dirmi di saltare, proprio quel pit doveva deludermi...quando abbiamo capito tutti che la felpa è felice di aver vinto...ma basta! Non mi sta bene per niente. Stessa frase di agosto, che ridere quel telefonino impazzito. Bianco, come la Senna. Un po' e un po' e alla fine niente...lo so già. Ma cosa c'entra il garage? Non ha capito un cazzo il mio filosofo...come mai. E se ci penso è tutto ciò che mi interessa, insieme al tipo che è rimasto nella stessa posizione calvalcando. Avevo perso l'abitudine, ma ora penso di averla ritrovata anche se non sono sicura di niente perchè i diciotto sono finiti. Senza fatica, con uno slancio imprevisto. Stamattina ho capito che cos'è l'anno, e mi ha fatto abbastanza riflettere, anche se mi sono bloccata di botto. Ma forse mi dovrei vergognare altrimenti che senso avrebbero le nuvole? Rosa no. Quella è la stanza e lo è quasi, non completamente come mi è venuto da pensare. Che pirletta, come ho fatto a credere per tutti questi minuti che fosse come pensavo? Trentaquattro e novanta non è trentaquattro, è quasi due. Tutti questi sensi di colpa, che palle perchè sono così. E' giusto che mi faccia anch'io la mia corsa e tutto diventa niente: ci scommetto il computer. Quando tu dici...bella. E' un'arrampicata alla finestra dell'aiuto, dei farmaci per psicopatici innamorati. Del garage che torna di nuovo...niente. Adesso più o meno l'html lo so usare e quindi è logico che non si salvi più. E accumula e stai zitta che è l'unica cosa che sotto il letto si nasconde. All'arrivo tutto sarà ribaltato. Stanno dilagando i pensieri nell'etere del mio spazio nocivo. Più che un cappello, è vero, sembra un goldone bellissimo e ne sono fiera perchè è furbo. Passo comprensibile solo per la mia amica, forse. Solo chi mi conosce completamente mi può giudicare e meno male, altrimenti che disastro. Tutto il resto è illegale. Per cui quando cerco conferme non devo fare altro che ridere del binario assassino e delle scarpe malate, come se - porca di quella troia - mo si deve anche stare attenti agli abiti dei frati gasati per una cazzo di frase. Non mi trovo d'accordo perchè l'ombra del pane sembra il Gigante che dopo essersi tagliato dà anche la colpa all'anta del muro...ignaro di tutto. E abbassa quel cazzo di volume, mi stai riempiendo di dubbi. Aspetto il momento di sbagliare di nuovo...
GOODBYE MY LOVER, GOODBYE MY FRIEND
E' dura perdere qualcuno o qualcosa di importante...come un legame forte, speciale...si piange, si alzano gli occhi al cielo e ci si chiede:"perchè?...Perchè proprio a me?"...si ricodano con affetto e un po' di amarezza i momenti più belli, quelli più divertenti, quelli più veri. Cucciolo, oggi ho realizzato di averti perso per sempre e mi è davvero difficile farmene una ragione. Perchè tu eri importante. Con te ho vissuto dei momenti bellissimi per tutto questo tempo...quando ero triste tu eri sempre lì ha tenermi viva con belle o cattive notizie, riempivi le mie giornate coi tuoi squilli, mi facevi ridere quando simulavi il verso degli uccellini, eri il mio appiglio in ogni momento. Sapevo sempre di poter contare su di te ogni qualvolta avessi bisogno di sentire qualcuno, di rallegrarmi anche con un solo messaggio, di soddisfare la mia voglia di litigare sempre. E la notte, quando rientravo tardi e tutto era buio, tu mi hai sempre illuminato la strada...grazie. Poco più di due anni fa, quando sei entrato nella mia vita, ti ho accolto a fatica...sono stata più volte sul punto di rifiutarti, mi sembravi troppo per me. Ma poi ti ho accolto a mani aperte, perchè in fondo il mio amore ha voluto che fosse così. Te ne ho fatte passare tante e per questo mi sento in colpa ogni santo giorno. Ti ho fatto cadere, ti ho graffiato...ma poi ti ho sempre aiutato a rialzarti, ti ho curato, ti sono sempre stata vicina e tu eri sempre, sempre con me. La prima volta che sei stato male mi sono sentita persa, priva di un punto di riferimento. E' stata dura lasciarti andare, far sì che tu vivessi un periodo della tua esistenza senza di me. Ma mi sono fatta coraggio, mio padre mi ha assicurato che in fondo saresti stato in buone mani, di sicuro più specializzate delle mie. Ti avrebbero aiutato a guarire, a rialzarti. Ma tu hai continuato a peggiorare...forse il fatto che non stessimo più a stretto contatto ha contribuito al tuo malessere. Così ti abbiamo fatto trasferire altrove, in mani altrettanto specializzate, in un posto in cui altri col tuo stesso problema ne erano usciti intatti. Ma oggi è arrivata all'improvviso, dritta dritta al cuore, la notizia che ti avrei perso per sempre: quei bastardi rovinarapporti ci hanno chiesto 150 euri per guarirti e quel noto filosofo di mio papà è stato irremovibile, ha ritenuto che non ne sarebbe valsa la pena di spendere cotanta cifra e, freddamente, senza pietà, mi ha comunicato che avrei dovuto farmene una ragione e che forse presto ti avrei rimpiazzato con qualcun altro...sì, ma mai speciale quanto te. Per cui mi trovo, oggi, qui ad aspettarti...ad aspettare che il tuo fragile corpicino senza vita mi sia riportato qui, tra le mie mani. E lascerò che tu continui a custodire i miei segreti, i miei momenti più belli immortalati in tante foto. Vivrai, vivrai dentro di me...e lascerò che tu ti diverta a vegliare su di me, rimanendo semplicemente appoggiato sopra il mio letto, come quando, guardandomi dormire, recuperavi quella carica che ti sarebbe servita per permettermi di andare a scuola per il mio ultimo anno o all'università, per il mio primo anno, senza lasciarmi mai sola. E ti ricorderò con la stessa gioia ed umiltà che ti ha sempre caratterizzato...anche quando sapevi bene che molti altri ti avevano superato, che tutti gli altri consideravano i nuovi giovani di gran lunga migliori di te, e tu hai sempre continuato ad accenderti e illuminarti di quella luce che in pochi potevano vantarsi di avere, quella stessa luce che ora si è spenta e che non tornerà più. Mai più. Nessuno sarà importante come lo sei stato tu...e come lo sei ancora. Perchè gli anni più importanti della mia vita li ho vissuti con te. Mi mancherai, mi mancherai tanto. E non permetterò a nessuno, nemmeno al filosofo, di portarti via una terza volta da me, nemmeno di buttarti via per andare nelle mani di quegli avvoltoi che vogliono farti a pezzi. Continuerò a proteggerti in eterno. E quando ti guarderò, mi verranno in mente quei pezzi importanti della mia vita che abbiamo vissuto insieme, che tu custodisci gelosamente e che rimarranno per sempre dentro di te, senza che nessuno, nemmeno io possa riviverli...ma sarò contenta ugualmente, perchè è quello il loro posto. Addio...mio dolce, piccolo Samsung E700.
POCHI ELETTI
My name is Feder che finalmente ce l'ha fatta anche se la Maurelli sarebbe d'aiuto anche se avrebbe da buttarsi se solo avesse bevuto quel pit di vino. Però l'importante è che sia riuscita ad andarci piano, in modo tale da equilibrarmi nella scelta di quel panorama. Camminare da soli è affascinante e andante del materiale purissimo che sodomizza atomicamente l'inverosimile. Purtoppo non va perchè non si può pretendere un bagliore quando tutto è fumo...vorrei darne un'anteprima, ma non so da dove cominciare perchè la Terra è piena di ignoranti che non sanno distinguere un reticente da un riluttante oppure una scritta da Renzo che può far rischiare l'allontanamento della fiducia. E non è per questo che una serata come quella di mercoledì si ripeterà. Mi è sempre stato vicino a modo suo ed io gli voglio bene perchè il laccio è stretto e non diventerà nuvola molto presto, anche se a volte lo vorrei. Sono in molti quelli che pensano che l'arredamento sia sbagliato e l'offesa ancora più giusta perchè la pista per pattinare è un po' come se fosse un congiuntivo sbagliato o un condizionale mancato. Il fine giustifica cosa? I mezzi sì che ci piacerebbe usarli. Bravi in teoria ma nella pratica...che voglia che avevo e che voglia che ho e a volte diventa quasi una necessità perchè il tutto può a lungo andare diventare spaziale. Voglia che il nero diventi luce e che le lacrime diventino cazzi e mazzi da categorizzare in una melma di pensieri e di terminologie sbagliate, anche seduti a un banco. Io la sua superficialità la odio ma nove, dieci anni fa mi stava bene. E meno male de che? Ma nulla si può fare di fronte all'incommensurabilità degli avvenimenti di questo mondo di merda. Buttare e ributtare, senza cadere mai. Al massimo quello che potrebbe uscirne sarebbe un vaffanculo o un itinerario di venti e avvenimenti in un mare di scritture ridescritte. Senza per questo rinunciare allo schifo dell'indifferenza che gli dona quel non so che di "vaffanculo allora", in grado di far vedere persino ad un oculista. Ieri ho guardato di traverso e questo è servito a farmi stare bene col mio quaderno...ed è così che ho conosciuto qualche d'uno, come una marmocchia al suo primo giorno delle elementari; ma almeno non mi sono trovata circondata di algoritmi assortiti di madrelingua operati e con la paura di non venerdizzare. E' così che cerco di indurmi a prendere quel maledetto treno. E' questo il segreto: trovare una ragione. Inequivocabilmente errata ma, del resto, mi sono sempre mossa così, senza mai sentirmi non deficiente. Ok questa associazione mentale mi ha fatto vomitare questa volta. Forse è perchè boh...Odio questi brutti avvenimenti, detesto quest'indifferenza che porta a dire "chi se ne frega, l'importante è che sto bene io"...no! Non funziona così...e nemmeno sono giuste la riluttanza e la reticenza, del senso contrario, di cui parlavo prima. Pochi eletti...solo pochi eletti, Fede...meglio rinunciare che tenere duro. Ed è la bellezza di tutto questo immaginario stratosferico che noi diamo per scontato, ma John no, la vera sfigataggine dell'esistenza che fa parte di uno stipite così arrugginito...ai finc det ai lov laif bat uen ai sii samfing det ghiv mi det ansieti, oll det ai uont is tu smoc a sigaret end clos mai mauf uan wai for oll. Dovremmo ascoltare tutti il Dr. Young...lui la sa lunga, aim sciur
I HAVE FOUND IT
Dio mio che mare di bicchierini stanno battendo nel mio cervellino. Che schifo Dj Francesco e come è stonato poi. Tuttalpiù non vedo l'ora, che poi era piccola e quindi doveva mostrare quello che oggi è. Due beati te, doppiamente perchè arricciando gli stati gnoseologici dell'essere si arriva a moltiplicare gli eventi della storia che poi son solo frasi coniate per sentirsi meglio. Io il Parini di Seregno lo ringrazio, ma non per finta. Così han fatto quei ricci che se la menavano paurosamente solo per aver conosciuto quello che si poteva benissimo bere, ma senza farne parola con nessuno però. Se ci fosse stata la manopolina non sarei stata così in ansia e se non fosse arrivato nessuno sarei rimasta lì a proteggerla e a difenderla da chi le voleva male o chi voleva farle male. Non l'avrei mai permesso. E sfogliando magari ce la si può fare...e non è come dire che Parigi è una capanna. Lampeggia? No, non lo fa, grazie a Dio. E' il destino di tutti che può cambiare e senza fare storie. Che per me sei importante e non ti va di saperlo ma io mi sono stufata, anche se non per davvero. Il teatro è una stella cometa, e senza costumi non si può pretendere di non far sapere che si vuole parlare, perchè io sono un'esperta, l'ho già visto e rivisto, anche se non l'ho mai sentito perchè è coperto come il cielo più alto che, mi hanno assicurato, con l'aereo si vede bene. Dice di rimaner qui ma ti prego...non dire stronzate già dette. Ecco, queste cose mi fanno vomitare perchè è portatile il fatto che l'ombrellino cazzuto non si smentisca più. Ha perso le speranze e non sarò di certo io a riaccendergliele, se già di per se la E è sfumata, anche se sparita. Anche io vorrei scappare certe volte e giuro che se avessi i soldi sarei già lì dove desidero andare più di ogni altra cosa al mondo. Soprattutto quando litighiamo...la mamma ha sempre ragione e ci faccio caso sempre dopo. Tocca a me, non può aver sbagliato, ma la prossima volta non lo farò perchè la canzone che sento dentro di me è un bacio che non si può confondere, perchè è rosso e strano, il primo...velocissimo, sfigatissimo, ma tenerissimo. E ci devo ritornare sulla panchina...tengo la cornetta e intanto rido perchè gli voglio un bene terribile. Che bellino il prof di letteratura inglese, che mi fa sentire così d'accordo con tutto quello che dice; che poi mi sento indipendente nella mia comprensione e le ore e i minuti passano velocemente come non sono mai passati. Mi sa che l'ho trovato...sì, l'ho trovato.
I CAVALIERI DELLA TAVOLA ROTONDA
Il prato è off limits ed è per questo motivo che a volte mi viene voglia di rivivere quei momenti in cui il profumo di pomeriggio sapeva di bici e compiti, come d'estate che per il caldo accendevamo il fuoco. Lo so bene di essere infantile ma forse non ne ho passate abbastanza. Mi manca quel cicinin di maturità, forse, per trasformare in argento ciò che è oro e per innaffiare l'acquario che stava dietro la segreteria telefonica. E nonostante tutto la tovaglia ha ancora su le briciole. Ma diventerò "grande" un giorno, più di quanto il quadro ci si senta perchè è così che funziona: quando pensi che tutto stia andando storto, che la tua vita sia una grande tavola nera c'è sempre un qualcosa che vuole cancellare, togliere un po' di nero per poi diventare Juve, che poi io tengo al Milan e ho sempre tenuto al Milan, anche se di palloni non capisco una sega. Ma neanche quella, avrebbe detto lo specchio della mia vita. E' la cannuccia dell'affetto che fa la differenza, che ci rende così uguali nella nostra ugualianza o diversi nella nostra diversità. O forse era uguali nella nostra diversità, è forse più poetico e magari degno di critica, non paraletterario quindi.
Qui è un continuo starnutire, che cosa ci posso fare? Non c'è niente di giusto in tutto questo, che l'inchiostro debba finire solo perchè il quaderno è cambiato e quindi risulta più difficile capirsi. Son belle le difficoltà, quando va tutto liscio il mondo fa cagare e i pilastri stanno al loro posto anzichè a quello del mobiletto in basso. Passo l'indice sui miei capelli e mi accorgo di quanto crescano ogni giorno di più e che se si accorciassero non sarebbe normale.
PER 250 EURO
Io non so, bello. Che per un viola si potrebbe sognare anche una vittoria fatta per culo, senza che quella piazza fuoriesca dal suo luogo originale. E le corde dilagano, imprigionano, colorano. E le bugie le allentano. Scrivi cazzate che è palesemente acuto quel fiammone che si innalza tutte le sere. E' un non lo so e poi no, lo so. Ma mi piacerebbe comunque sedermici. Anche se fa la notte. Che sfiga, no? Certo che ci si deve sentir proprio grandi a sfumare quel che si è visto spennacchiare e che sgamo direi...poi ti ci specchi e non è poi così male. Mi piacerebbe tornare al sequestro di quell'uomo che aveva fatto uscire tanti pianti ma anche tante risate. Stavo bene nel male. Ma pensa te. E adesso mi sembra che tutto sia un'enorme cazzata volante che fa bsh mentre io mi ci butterei, non nei tappi, ma nei suoi occhietti così splendidamente grigiolini. E a quella splendida creatura non piace quel coso col colore dell'argento addosso. E' per questo che la prossima volta me lo metto in tasca, riderò sempre quando lo guarderò...anche se non è del detersivo. Forse grazie a questa opportunità datomi da me stessa potrò finalmente esprimere il mio potenziale, che forse lo ritrovo. Forse ce l'ho. E gli voglio bene, per questo mi piace coi capelli così...non per altro. Tre fiori, beh, te li puoi mettere scomodamente nel culo. E per duecentocinquanta euro non so che cosa farei, forse riaprirei e abbatterei. Che le troie prima non erano puttane, nemmeno troie, solo cortigiane. Non è colpa mia. Non sono cattiva. D'ora in poi do retta a quell'inglese, che distinguermi non mi piace più, meglio la pace. Una fra tante non è come prima. Prima era una e basta. Questa del muro la sapevo. Collegava Canterbury e Roma. La sapevo. E quando ti ricorderai di me, quando avrai voglia di pensare a quanto la pioggia sia forte e il vento bagnato, ti ritroverai con un pugno di terra e la butterai nelle sue bocche. Magari per guidare, anche se credi di non essere in grado. L'anonimo dice che lo sei ed io lo ascolterei anche se son stanca di lusingare e basta, che poi passi per scema. 25 per i datori di lavoro.
GOODBYE GIUDY
Addio Giudy...masticare non sarà più la stessa cosa senza di te. Però non credere di avermi persa, adesso che non sei più con me...io ti penserò sempre, tutto il mio affetto rimane con te, anche se hai fatto di tutto per allontanarti, ed evidentemente ci sei riuscito, hai raggiunto l'obiettivo. Bravo.
Ricordo bene gli ultimi anni della mia vita, quelli in cui tu hai fatto brillantemente la tua comparsa. Fin da subito hai cominciato a causarmi qualche problemino...ma si sa come son fatta, mi sono affezionata lo stesso. Era da un pezzo che tante persone intorno a me mi pregavano di farti fuori, di allontanarti dalla mia vita e dagli altri denti, la mia dentista per prima. Ma non ho mai voluto dare ascolto a nessuno ed ho continuato ad insistere per averti con me. Non volevo farti del male, convinta che per vivere avessi bisogno, oltre alla tua amata Gengy, anche di me...della mia forza di volontà nel non lasciarti andare a tutti i costi. Ero convinta che il mio dentifricio fosse abbastanza potente da poterti pulire alla perfezione, ma lo spazzolino era troppo corto e tu eri troppo lontano. Le ho provate tutte, perchè credevo che il tuo esser così monello era in realtà una velatissima richiesta d'attenzione. Ma mi sbagliavo, perchè con o senza di me è sempre stata la stessa cosa per te, perchè in fondo eri solo un dente. E allora per farmelo capire sei dovuto ricorrere a sputtanarmi il dentino di fianco a te, facendomi venire la mia prima carie della mia vita che, tiè, ho tolto con successo.
E così ho capito, dopo essermi resa ridicola per mesi alle corone degli altri denti, che non era di me che avevi bisogno. E da qualche giorno l'ho finalmente accettato.
Nel momento in cui la dentista ti ha strappato via da me, mi è sembrato sentirti urlare trionfante "era ora!", era ora che avessi deciso di strapparti via. Sono stata quasi contenta per te.
Ed anche se continuo a chiedermi che cosa ti ho fatto di male, ora che ho preso la decisione di allontanarti, ed ora che l'ho fatto, riprenderò la mia vita. So che mi mancherai...adesso è presto, perchè sono arrabbiata e irritata dal dolore che mi provoca la tua mancanza, dato che l'effetto dell'anestesia sta passando, ma presto starò meglio.
E ti immagino, in quel cassetto dello studio dentistico...così lontano. C'est la vie.
Intanto cerco di prendermi cura e tenermi stretti gli altri denti, che sono la cosa più importante.
Ero geniale.
martedì 22 gennaio 2008
Sono al lavoro e il mio animo è inquieto: essendo inquieto non riesco a dedicare tutta me stessa come vorrei, ad ogni cliente che varca l'entrata del negozio. Il mio animo è inquieto perchè ho parcheggiato qui davanti in divieto di sosta e una macchina della polizia si è appostata a nove metri da lei, con la lampadina blu lampeggiante. Il mio animo è ancor più inquieto perchè ho accuratamente attivato le quattro freccie come per dire "aoh aspe', meno di du' ore e me ve vo": ma ho il terribile sospetto che la batteria non reggerà ancora per molto, ergo che potrei ritrovarmi a dover andare a casa a piedi e con una multa nella borsa.
E' questa quella che si dice una giornata di merda.
E' questa quella che si dice una giornata di merda.
venerdì 18 gennaio 2008
Ed oggi mi piacerebbe rivederti [...] dirti che ti sbagliavi [...] e anch'io [...] io piccola. Come hai sempre cercato di farmi sentire. [...] nuova persona [...] e dire che è diecimilavolte meglio di te forse è eccessivo. Ma [...] più lei in 30 minuti che tu per tutto quel tempo [...] "ma chi cazzo si crede di essere, in realtà non ha capito un cazzo" [...] "cavartela da sola?" [...] diresti "e allora? Mica ti ho mai dovuto dimostrare niente io" [...] senza tristezza nè tantomeno malinconia. [...] me ne frega ben poco. [...] capitolo chiuso; [...] e andrà così, perchè ce la farai presto ma in silenzio. [...] in silenzio e mi dispiace. [...] come sei tu, del resto [...] anima dotata di arrivismo [...] goduria nel veder fallire e non l'avevo capito. [...] Non mi hai mai aiutato sul serio. Mai. Io l'avrei fatto [...] si sa come son fatta. Sarebbe stato così facile per te. [...] io riparto da qui [...] guardandomi indietro, di una cosa mi dispiace: di aver avuto una sfiga immane. [...] ma alla fine, finalmente, m'è andata di culo. [...] adesso sì che ho voglia.
Cazzo che sonno che c'ho
mercoledì 16 gennaio 2008
Sono al lavoro, in via del tutto eccezionale: sostituisco il capo per queste due orette.
Vorrei tanto riuscire a spiegarmi il vomito incontrollabile di stamattina, a causa del quale mi sono ritrovata ad abbracciare il cesso appena dopo esser saltata giù dal letto e appena prima di rendermi conto di trovarmi violentemente a far parte del mondo degli svegli. Sono solo stanca, sì lo sono. Vorrei inoltre poter giungere a conoscenza del come mai io oggi mi sia ritrovata distesa sul divano con 37 e mezzo di febbre, vista la conversazione con il cuore del mio cuore sostenuta ieri sera:
- Che hai? Sei strano.
- Sì mi sa che mi sta venendo un po' di febbre.
- E' logico, questo weekend hai fatto il coglione. (Domenica è arrivato a casa alle tredicimenoventi dalla sera prima)
- Eh infatti, sarà per quello. Mi sa che c'ho la febbre.
- Sì marmocchietto santo, hai degli occhi...sei proprio uno sfigato.
Ed oggi, col termometro in una mano ed il telefono nell'altra, l'ho chiamato con l'estrema sicurezza - e mai mi ero ritrovata ad essere così tanto sicura di qualcosa - di trovare all'altro capo un individuo estremamentissimamente debilitato, senza nemmeno la forza di reggere la cornetta da solo, un povero invalido delirante, col pigiama sudicio a causa dell'effetto della Tachipirina, privo di ogni dignitosa forma di espressione facciale, con una mano impegnata a reggere il panno bianco adagiato sulla sua fronte e l'altra il telefono, senza la benchè minima voglia di starmi a sentire e avrebbe pianto, urlato, maledetto il giorno in cui l'influenza, e tutto ciò che ne concerne, fu creata. Ma invece niente di tutto ciò. Ora: perchè mi ha attaccato qualcosa che lui non ha? E perchè io, che studio, lavoro, che vivo una vita retta e tranquilla, che non faccio mai del male a nessuno, che mi impegno costantemente ad essere una brava persona, mi ritrovo al cospetto di così tante sfighe? Ho perso, inoltre, ogni capacità barra ispirazione per ogni tipo e forma di scrittura. Non sono più in grado di farmi battere il cuore da sola, tranne in qualche rara eccezione in cui mi accade di guardarmi allo specchio e prendere ad autolusingarmi con molta poca modestia, perchè in questo periodo mi piaccio: e tanto anche. Sono solo stanca, e voglio solo farmi quella termata mega che io e la Marta abbiamo inserito nell'elenco delle cose da fare. Sono stanca tanto che, in un momento di sfrenata impulsività, mi sono ritrovata a fare piazza pulita eliminando su per giù quattro contatti di msn che era a dir poco ridicolo tenere ancora per qualsiasi motivo (Doretta compresa, poraccia, che colpa ne aveva).
Sono stanca. Sono stanca e ho messo la macchina in divieto di sosta.
E per ora mi limito a gridare al mondo "Moioli for president". "For" che potrebbe essere metaforicamente letto anche come "four", "4", visto che 'sto semestre me ne doveva quattro. Sono stanca e, data la mia ignoranza dimostrata, testata e garantita, in affari di politica, mi auguro vivamente che non esista in Italia un politico con tal nome. Ma, anche se fosse, sono stanca "uguale".
Vorrei tanto riuscire a spiegarmi il vomito incontrollabile di stamattina, a causa del quale mi sono ritrovata ad abbracciare il cesso appena dopo esser saltata giù dal letto e appena prima di rendermi conto di trovarmi violentemente a far parte del mondo degli svegli. Sono solo stanca, sì lo sono. Vorrei inoltre poter giungere a conoscenza del come mai io oggi mi sia ritrovata distesa sul divano con 37 e mezzo di febbre, vista la conversazione con il cuore del mio cuore sostenuta ieri sera:
- Che hai? Sei strano.
- Sì mi sa che mi sta venendo un po' di febbre.
- E' logico, questo weekend hai fatto il coglione. (Domenica è arrivato a casa alle tredicimenoventi dalla sera prima)
- Eh infatti, sarà per quello. Mi sa che c'ho la febbre.
- Sì marmocchietto santo, hai degli occhi...sei proprio uno sfigato.
Ed oggi, col termometro in una mano ed il telefono nell'altra, l'ho chiamato con l'estrema sicurezza - e mai mi ero ritrovata ad essere così tanto sicura di qualcosa - di trovare all'altro capo un individuo estremamentissimamente debilitato, senza nemmeno la forza di reggere la cornetta da solo, un povero invalido delirante, col pigiama sudicio a causa dell'effetto della Tachipirina, privo di ogni dignitosa forma di espressione facciale, con una mano impegnata a reggere il panno bianco adagiato sulla sua fronte e l'altra il telefono, senza la benchè minima voglia di starmi a sentire e avrebbe pianto, urlato, maledetto il giorno in cui l'influenza, e tutto ciò che ne concerne, fu creata. Ma invece niente di tutto ciò. Ora: perchè mi ha attaccato qualcosa che lui non ha? E perchè io, che studio, lavoro, che vivo una vita retta e tranquilla, che non faccio mai del male a nessuno, che mi impegno costantemente ad essere una brava persona, mi ritrovo al cospetto di così tante sfighe? Ho perso, inoltre, ogni capacità barra ispirazione per ogni tipo e forma di scrittura. Non sono più in grado di farmi battere il cuore da sola, tranne in qualche rara eccezione in cui mi accade di guardarmi allo specchio e prendere ad autolusingarmi con molta poca modestia, perchè in questo periodo mi piaccio: e tanto anche. Sono solo stanca, e voglio solo farmi quella termata mega che io e la Marta abbiamo inserito nell'elenco delle cose da fare. Sono stanca tanto che, in un momento di sfrenata impulsività, mi sono ritrovata a fare piazza pulita eliminando su per giù quattro contatti di msn che era a dir poco ridicolo tenere ancora per qualsiasi motivo (Doretta compresa, poraccia, che colpa ne aveva).
Sono stanca. Sono stanca e ho messo la macchina in divieto di sosta.
E per ora mi limito a gridare al mondo "Moioli for president". "For" che potrebbe essere metaforicamente letto anche come "four", "4", visto che 'sto semestre me ne doveva quattro. Sono stanca e, data la mia ignoranza dimostrata, testata e garantita, in affari di politica, mi auguro vivamente che non esista in Italia un politico con tal nome. Ma, anche se fosse, sono stanca "uguale".
sabato 5 gennaio 2008
Sono al lavoro, ma ormai non è una novità dato che il tempo per scrivere su 'sto coso inutile lo trovo solo qui.
Ho tantissime cose bellissime dentro: cose facili da trasformare in roba scritta ma ovviamente non lo faccio qui. E' stato il capodanno più bello della mia vita. E lui non è altro che l'amore della mia vita. L'amore è pazzesco, anche e ancora per due che come noi sono legati da diciottomila anni.
Ho tantissime cose bellissime dentro: cose facili da trasformare in roba scritta ma ovviamente non lo faccio qui. E' stato il capodanno più bello della mia vita. E lui non è altro che l'amore della mia vita. L'amore è pazzesco, anche e ancora per due che come noi sono legati da diciottomila anni.
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