- VOGLIO un nero come questo. Ma non VOGLIO il compatibile, VOGLIO l'originale perchè questo dopo un po' ha smesso di stampare.
- Da che mondo è mondo dopo un po' le cartucce smettono di stampare, prima o poi finiscono. Anche l'originale smette di stampare lo sa? Ma comunque ok...come vuole.
- Quanto costa l'originale?
- Sulle 40 euro, le do l'originale??? (con la miglior faccia di merda della quale sono capace)
- Ah, no, no VOGLIO il compatibile.
- Ah, mi sembrava di aver capito il contrario.
- Ma perchè non mi stampa neanche il colore?
- Non lo so. Forse è finito? Mah, mistero. Sono 12,90.
- Tieni.
- Salve.
Quella troia sfigata del cazzo della tizia a cui ho fatto la consegna deve morire all'istante. Anche lei. Soprattutto lei. Perchè salgo, suono il campanello e ad aprirmi viene l'avvocato in persona che mi dice che di solito alza il culo e viene a prendersele lei le cartucce. E invece no, quella merda umana della sua segretaria ha voluto che gliele consegnassimo. Ma vuoi sapere la cosa bella (Lau)? La cosa bella è che l'avvocato mi ha detto che in pausa è sempre stata lì, non c'era nessunissimo bisogno di arrivare alle tre meno un quarto. TROIAAAAAA. SQUAGLIATI NELL'ACIDO!!!!!!!!!!!!!!!! PUTTANA MI SONO PERSA L'INIZIO DI 100 VETRINE PER TE CHE SEI ARRIVATA ALLE 3 MENO 2, TROIAAAAAA, MALEDETTA!!!
Ad ogni modo sono una codarda, sono una codarda perchè ho sentito il capo meno di un'ora fa e ci credi (Lau) che non gli ho detto un cazzo? UN CAZZO
Che poi gli devo semplicemente dire, chiedere di trovarci domani o dopo in pausa pranzo perchè gli devo parlare. Ma è difficile. E' troppo difficile. Troppo.
Poi al telefono mi s'è messo ancora a ridere porca puttana. No non ce la faccio, è troppo figo cazzo. No cazzo dico ce la devo fare.
Allora potrei scrivergli in msn, che più vigliacco non si può: "Ascolta...domani o venerdì in pausa pranzo possiamo vederci? Ti devo parlare"...solo che poi se mi chiede perchè sono nella merda perchè sono costretta a dirgli che è a proposito delle mie dimissioni.
Potrei dirgli allora: "Senti, io ti devo parlare". No troppo intimo.
Allora gli dico: "Ascoltami, molliamo tutto e scappiamo insieme!"
Dai basta.
Mo glielo scrivo.
Oddio gliel'ho scritto.
Merda gliel'ho scritto.
Stava scrivendo e ha smesso di scrivere, oh cazzo adesso mi chiama e mi fa il culo.
Figa era suonato il telefono ed era un ordine.
Figa mi ha risposto. Mi ha risposto che posso andare quando voglio, anche non in pausa (un modo carino per dirmi "ahbbella, la pausa è sacra").
Porca troia non ce la faccio.
A me, giuro, mi dispiace da morire. Perchè già oggi paradossalmente le cose vanno meglio. Mi sento più solare, sto addirittura tornando a sorridere ad alcuni clienti...e non so perchè. Forse perchè sono già entrata nell'ottica di andarmene, forse perchè è come se mi sentissi già fuori da tutto questo. So solo che mi sta dispiacendo più del previsto. Cazzo. Però poi mi basta pensare solo un secondo in più a quante volte ho pianto dal nervoso, a quanto questo benedetto lavoro non faccia per me, alla gente di merda che cammina qui intorno, agli spilorci, a tutto lo schifo che mi ritrovo ogni volta a vivere. Però cazzo ci sono anche quelli bravi, quelli carucci, teneri. Cazzo c'è questa a cui ho telefonato per avvertirla del fatto che il toner che aveva ordinato è qui pronto che alla fine della telefonata mi ha detto "lei è Federica, vero?". Cioè, chi cazzo se lo ricordava di averle detto il mio nome (perchè evidentemente me l'aveva chiesto, non è che a chiunque chiami qui dico il mio nome, matta sì ma fino a un certo punto). C'è cazzo è qui che mi vengono i rimorsi, è qui che mi viene voglia di lavorare a contatto con queste merde di persone. Però non devo pensare a tutto il resto. Non devo pensare ad Ale quando ieri sera mi ha fatto un discorso di 20 minuti ininterrotti (mai sentito Ale parlare di cose serie e sensate per tutto quel tempo in vita mia) (nooo, piccolo il cucciolino mio) dicendomi di lasciare, di mollare tutto perchè di vedermi e sentirmi così ne ha pieni i coglioni, che sapendomi incazzata come una iena in macchina al ritorno sta leggerissimamente in pensiero, di fidarmi di lui e di ascoltarlo "per una volta" e di lasciare, di tornare ad essere serena, felice, come lo ero qualche tempo fa. Di fare un lavoro, se proprio devo, che mi piaccia sul serio, che mi renda serena, io che posso, io che non devo farlo per forza per tutta la vita, io che mi devo laureare e non studio quando sono a casa perchè penso che sono a casa e devo riposarmi per ricaricarmi prima di rivedere quelle facce di merda. Io non ce la faccio, ce la fanno tutti, ma io no. Io non ce la faccio. E, porca troia, mi dispiace deluderli ma figa io non ce la posso davvero più fare. E' anche vero che prima o poi sarei dovuta andarmene e che, anzi, dovrei essere già laureata a quest'ora e che quindi sarebbe stato il momento giusto per andarmene. Ho passato da un pezzo il limite. Devo cambiare vita.
Devo andare via di qui, e il più presto possibile, cazzo di ottobre. Il più presto possibile.