Ad ogni modo sono tornata e tutto mi ha fatto immediatamente schifo. Fino a ieri sera. Ero sul semidepresso andante in quanto uscivo da cinque giorni di piacevolissimamente soffocante calore umano fatto di dialetto e modi di dire incomprensibili, in risposta ai quali ho annuito innumerevoli volte senza capirne il reale significato, ed entravo nella solita quotidianità in cui, sì, è costellata anch'essa da svariate varietà di affetti ma che non è quello delle persone che non vedevo da quattro anni perchè la mia mamma la vedo tutti i giorni (ma questo non vuol dire che io dia ogni cosa quotidiana per scontata). E' un concetto difficile da spiegare e non sono molto ispirata al momento perciò chi mi vuole capire mi capisca. Verso le ventuno e zero zero è suonato il citofono ed era l'Elmi che mi ha comunicato gentilmente e con un pizzico di gaiezza il fatto di essere passata a salutarmi dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro. Era chiaro fin da subito che si stava trattando di un inganno: a dispetto della mia aria da ingenua deficiente avevo capito che c'era sotto una qualche cosa perchè è parecchio insolito che l'Elmi dopo aver lavorato mi si fosse presentata qui per "un saluto" anche se, devo ammettere, è una cosa che in passato è capitata...ma allora non era così tanto su di tono come ieri sera. Mi sono infilata la giacca nuova con la stessa delicatezza che si assume infilando un preservativo (dopo un pomeriggio di shopping sfrenato per il quale mia mamma ha dovuto dar via entrambi i reni, un braccio, tre dita e una palpebra), prendo le siz, scendo e accolgo l'Elmi con un sonoro "che cazzo ci fai qui" e lei, col suo storico smile mi dice affettuosissimamente "ciao Fedee". Bah. Tempo 3 secondi e mezzo e spuntano fuori dallo scivolo del garage la Marta la Michi la Lau la Cri e il pezzo forte che sarebbe la Ele. Mi abbracciano e mi baciano e scopro con un immensissimo e per niente celato piacere che la storia del "non ti abbiamo comprato niente per il tuo compleanno perchè tanto sappiamo come sei fatta ergo sappiamo che non te la prenderai" comunicatami dalle suddette a quella specie di festeggiamento dei miei ventun anni era una clamorosa e bestiale balla. Del resto CD E DVD DEL CONCERTO DELLA PRIMA DONNA A SAN SIRO sono usciti tre giorni dopo il giorno della mia nascita. Anche se, oltre a quel meraviglioso presente, non mi hanno risparmiato la mutandina rossa sexy di Intimissimi per prendermi per il culo, ma questa è tutta un'altra storia. Ad ogni modo il punto è che, senza il bisogno di essere la Fede sdolcinata e sentimentale che odio essere (e ci sto lavorando per eliminare il difetto), ho dovuto salutare la mia abnorme famiglia ma come sono arrivata a casa ho trovato loro. E con questo chiudo il discorso.
Pomeriggio mi sono sparata l'intero Dvd, backstage incluso, e il risultato è che ho tutti gli occhi infiammati. Sono stanca di piangere. E poi finalmente sono riuscita a vedere con chiarezza la sua entrata sul palco, cosa che nella realtà del momento sono riuscita a scorgere solo a dieci minuti dall'inizio e ciò mi è costato quasi uno svenimento e la Michi se lo ricorda bene. Non ha sbagliato un cazzo. Un cazzo. Non ha stonato un cazzo. Non ha esitato mai, per un solo cazzo. L'unico neo di tutto il concerto è stato Tiziano Ferro ma ci ha pensato LEI a farlo apparire un essere dignitoso, tanto che sembrava quasi un cantante. Ed io c'ero. Ovviamente, come ogni persona mortalmente egocentrica che sia davvero tale, mi è sembrato che in ogni inquadratura della terza fila del prato ci fosse la sottoscritta insieme alla Michi, ma in realtà non ci si vede per un cazzo. Ma che importa: di nuovo, io c'ero e noi c'eravamo, sotto quel diluvio, il diluvio più bello della mia vita nel giorno più emozionante della mia vita. Ma anche qui interrompo lo struggente monologo (anche perchè a proposito di tutto ciò ho scritto e riscritto nel mio caro vecchio e futilissimo blog precedente) e induco me stessa a concludere dicendo che il fatto che ora io sia in possesso del prezioso dvd e dell'altrettanto prezioso cd non distoglierà me e la Michi dal sintonizzarci mano per la mano su italia 1 la sera di martedì 11 dicembre, in cui inspiegabilmente e contro ogni legge del mercato, questo canale trasmetterà il suddetto e ridetto spettacolo (logicamente credo proprio in versione stratagliata e ultraridotta). Perchè LEI merita di essere ascoltata. Mi si permetta di riportare ancora una volta questo:
E quel che rimaneva della mia voce da culo lo si sentiva, i due "Lauraaa" finali poi, un toccasana per le orecchie. Ah, ricordo bene anche la bocciatura all'esame della settimana seguente. Attimi fantastici.
UNA DONNA DI VOI. UNA DONNA COME VOI. [...] E L'HO FATTO CON VOI.
Amo la vita.