Forse bastava respirare, solo respirare un po'.
Fino a riprendersi ogni battito e non cercare l'attimo per andar via. Non andare via.
Perchè non può essere abitudine dicembre senza te. Chi resta qui spera l'impossibile, e invece no, non c'è più tempo per spiegare, per chiedere se ti avevo dato amore. Io sono qui e avrei da dire ancora, ancora. Perchè si spezzano tra i denti le cose più importanti, quelle parole che non usiamo mai. E faccio un tuffo nel dolore per farle risalire e riportarle qui, una per una qui. Le senti tu, pesano e si posano per sempre su di noi. E se manchi tu io non so ripeterle, io non riesco a dirle più. Invece no, qui piovono i ricordi ed io farei di più di ammettere che è tardi. Come vorrei poter parlare ancora, ancora. Invece no, non ho più tempo per spiegare, che avevo anch'io, io, qualcosa da sperare davanti a me, qualcosa da finire insieme a te. Forse mi basta respirare, solo respirare un po'. Forse è tardi, forse invece no.
A parte questo, mancano 6 fottutissimi giorni al momento in cui mi ritroverò alle 9 di mattina appiccicata come una cazzuta mosca alla vetrina dell'ex Ricordi.
Credo che tornerò a scrivere stronzate più tardi. Adesso non c'ho per niente voglia, anche perchè ho un negozio da pulire ed io sono una pessima donna delle pulizie. Sono anche una pessima commessa. Insomma, non so fare una sega.
Spero solo che oggi siano tutti clem-enti questi cli-enti, perchè non ho la benchè minima voglia di starli a sentire.
In pausa pranzo vado da Ale a mangiare, anche perchè è probabile che a quell'ora mia mamma sia già in aereoporto.
Credevo che avrei reagito meglio. Meglio per la sottoscritta almeno, se di meglio si può parlare rispetto a cosa.
Ho sonno.