Ieri sera la Robi e la Vexa mi hanno regalato una borsa di Carpisa che è a dir poco fantastica.
Si vede che mi conoscono.
Mi hanno fatto venire voglia di studiare, e quest'ultima affermazione è il risultato di una sottospecie di sillogismo neanche troppo complicato, mi spiego bene: tutte le mattine o i pomeriggi in cui mi capita di svegliarmi fuori e realizzare che quello che sto per fare è andare al lavoro, immediatamente penso che se per una volta i clienti non dovessero arrivare a raffica con le loro sudicie cartucce quarantamila tutti insieme, se mi portassi dietro il libro potrei riuscire a studiare un po'. Ma poi qualcosa scatta dentro di me, un qualcosa che assomiglia vagamentissimamente alla pigrizia, che mi porta a pensare e talvolta addirittura a dire "mmm...che palle, devo portarmi il libro a mano o prenderlo e metterlo in un sacchetto...che due coglioni, piuttosto lo lascio tornare ad ammuffirsi qui". Ma da oggi, con la mia nuova borsa larga circa 6 metri, lunga 9 metri e mezzo e profonda circa 70 metri cubici, potrei non solo metterci dentro il libro di letteratura, ma se mi impegnassi riuscirei a farci stare anche l'intero ateneo, così sarebbe anche più facile conciliare lavoro e impegni con la frequentazione delle lezioni. Ottimo. Grazie amiche mie di una vita. Infatti eccolo il libro qui al mio fianco (ancora nella borsa, ma è un dettaglio).
Ad ogni modo io non mi smentisco mai.
Questa mattina sono arrivati due signori. Sono entrati in negozio dicendomi di essere del giro e di esser lì davanti alla mia faccia megaassonnata perchè avrebbero dovuto dare una controllata alla nuovamacchinapercaricarelecartucce/miarovinaperchèdaquandoèquitornoacasaconlemanivariopinteperchèsonoun'impedita, in quanto si sospettava che ci fosse un problemuccio che effettivamente era reale.
Ok, dico:
"Prego, accomodatevi!"
E così cominciamo a parlare, scherzare, volano parolacce in tutta scioltezza, io li tratto come se fossero miei amici da una vita, per poco non ho chiesto loro di sedermisi in braccio, dichiaro più volte di essere un'impedita, loro mi dicono di non buttarmi giù, che comunque non sono la sola, ma io rivelo loro che sono sì una grandissima, la più grande delle impedite, ma con in compenso con una ahimè fortissima autostima. Allora mi dicono che è un gran bene questa cosa, che nella vita serve. Dopo aver spiegato loro di essere così pesantemente ed estremamente amante di me stessa e sorprendentemente filantropa, ho anche "accennato" loro quanto io trovi in realtà uno gnocco pauroso il mio capo (e quasi in questi termini) passando come l'arrapata della situazione quale non sono, ma non importa, per un motivo che spiegherò oltre.
Poi, ah, poi...uno di loro a un certo punto s'è messo a canticchiare qualcosa come "E invece no, non c'èèè più tempo per spiegare, per chiedere seee t'avevo dato amoreee", così ho esclamato: "TI piace la Laura Pausini?" e lui "Beh, a dirti la verità per niente...ho solo impressa questa canzone e non riesco a levarmela dalla mente" ed io cosa gli rispondo??? "WEEEE NON TOCCARMI LA MIA LAURA Nèèèèèè". Dio santo.
Perchè Dio santo? Perchè mi sto facendo tutti questi problemi? Perchè solo dopo, ma solo dopo la loro uscita da questo benedetto negozio, ho chiamato il boss che mi rivela senza mezzi termini che coloro non erano altri che i capi dei capi dei capi dei capi dei capi dei capi dei capi dei capi.
Ma porca puttana.
Non (ti) racconto le risate che s'è fatta la mia suocerona in pausa pranzo e l'incazzatura del mio amore che (oramai da 13 anni) mi ripete ogni volta quanto io sia troppo ingenua, eufemismo per non dire deficiente, in certe situazioni.
E poi, ovviamente, non mi ritrovo il pomeriggio a raccontare il tutto al mio collega in msn, spiegandogli ben bene anche del fatto di avergli detto del capo figo, e non ho scoperto solo dopo che in realtà colui che era alla tastiera del computer non era il mio caro buon vecchio collega ma in realtà l'altro caro buon vecchio capo.
Il licenziamento è vicino, lo sento, è nell'aria. Lascerò l'università e mi ritroverò anch'io al semaforo a distribuire giornali.
Avrei tantissime altre cose da dire, come sempre. Ma oggi mi sono ripromessa di chiudere alle sei e mezza, stasera mi aspetta il seratone-festeggiamento post compleanno che aspetto da un anno e qualche giorno.