Basta.
Adesso chiamo il capo e gli dico che do le dimissioni. Me ne vado fuori dai coglioni, tanto per loro non dev'essere una gran perdita perdermi.
Basta, vaffanculo non ce la faccio più, non ce la faccio più.
Figa io mi devo sfogare, devo piangere, devo urlare, devo prendere a pugni qualcuno. Sto impazzendo. Mi sono rotta i coglioni, mi sono rotta i coglioni.
Fosse successo qualcosa di diverso, qualcosa di diverso cazzo, no, non è successo un cazzo di diverso, la solita cliente ignorante, deficiente, troia maledetta, cornuta che con la sua cartuccia della minchia della quale non me ne frega un CAZZO, mi ha sporcato tutte le mani. Basta. Basta.
Non è successo niente di nuovo, niente, ma oggi è tutto diverso, mi sono rotta i coglioni.
Lunedì mi farò un bel giretto tra gli asili nidi della zona ed è lì che voglio lavorare.
Tanto per cominciare vediamo di chiedere alla mia carissima e buonissima vecchia scuola, che mi ha sempre voluto così tanto bene, vediamo se hanno bisogno di una lavapiatti (così lavorerei fianco a fianco a mia mamma) o di una lavacessi. Qualsiasi cosa, qualsiasi cosa in qualsiasi posto tranne che qui.
C'è, voglio dire, sto diventando seriamente pazza. Appena è uscita questa maledetta ignorante io ho cominciato a gridare verso la porta le parole "AMMAZZATI, MUORI, SPARATI, PUTTANA, CREPA!!!" e mi rendo conto che tutto ciò, così come augurare una morte violenta e dolorosa a qualsiasi essere umano e non, non è da persona mentalmente stabile. Io sono mentalmente instabile. Io non posso, non posso veramente sentirmi così a ventidue anni.
E so bene che chiunque faccia il mio stesso lavoro, chiunque lo faccia per scelta o necessità, non mi reputerebbe esagerata.
CHI NON L'HA MAI FATTO NON PUO' CAPIRE.
Un mese fa ero da Calzedonia. Ho comprato un paio di calze e dovevo alla commessa qualcosa come tipo 4 euro, mo non mi ricordo. Mi ricordo di averle dato il 50 intero e di averle detto "mi dispiace, so cosa vuol dire quando ti danno il 50 intero, lavoro anch'io in un negozio...ma ho veramente solo questo." E da lì abbiamo cominciato a parlare. Ci siamo sputate addosso tutte le nostre frustrazioni a vicenda, l'una sull'altra, abbiamo riso dei clienti idioti (tutti), abbiamo confrontato le nostre esperienze (tutte negative, sa il cazzo) e poi tanti saluti. Solo chi lavora in un negozio può capire.
Io sono stanca, non ce la faccio veramente più, sono esaurita. E lavoro qui 2 pomeriggi e una giornata. Io non oso pensare a chi, come i miei colleghi, lavora full time. Ma loro devono farlo. Io no. Io non devo farlo per forza. Devo lavorare per forza, ma non per forza qui.
Io cammino tra la gente, mi guardo intorno, vedo le persone e provo schifo. Mi fanno schifo. Sono in coda alla cassa e la persona davanti a me mi fa vomitare. Se mi si avvicina qualcuno che non conosco e mi prende dentro, che ne so, il braccio per sbaglio, mi fa schifo, SCHIFO.
Se mi capita di vedere o sentire qualcuno al supermercato che sbuffa a causa della cassa bloccata o per la cassiera impedita e che magari mi guarda in cerca di approvazione o di un'altra lamentela, mi viene da dirgli "scusa, ti puoi sparare per favore?".
Io non ero così. Io non posso vivere così. Non ce la faccio, basta.
Voglio fare quello che volevo fare 10 anni fa, chiudermi in un asilo e tornare a casa stravolta, con le orecchie e la schiena a pezzi a causa di pianti isterici e bassissime stature e non per colpa di gente di merda, adulta, col cervello di un neonato anzi peggio, perchè i bambini sono puri, innocenti, fantastici, persino loro stanno attenti a non sporcare se glielo si chiede con educazione.
E se penso alla mia vita fuori da qui non posso fare altro che sentirmi felice. FELICE, capito? Non è una cosa da niente. La vita è una sola e bisogna fare quello che ci piace, se è possibile. L'ho sempre detto a tutti, a tutti, ma mai a me stessa.
Io sono FRUSTRATA da quando sto qua dentro. Basta.
FIGLI DI TROIA