sabato 7 febbraio 2009

Ieri mattina credo di aver trascorso le ore più strane della mia vita.
Non ho voglia di raccontare tutto anche perchè (Lau) (te) l'ho già raccontato. Riassumo solo in qualche, schematica, lapidaria, parola:
- Consegna toner a due ditte fantasma in due vie altrettanto fantasma
- Navigatore decerebrato quanto la padrona
- Richiesta di indicazioni a pedoni tornati dal supermercato
- Ospitalità a base di bicchier d'acqua e un polmone da parte di un vecchio passante munito di casa, munita di armadietto contentente un tuttocittà e relativa conoscenza della sua umile dimora e dei suoi altrettanto umili moglie e nipotino di circa due anni
- A seguito, incazzatura di Ale che mi dice che sono una rincoglionita cronica che ama il rischio di farsi violentare a go go da chiunque, nonostante le probabilità che il vecchio mi violentasse sarebbero state forse ancorate all'1 percento, poveretto

.

Io c'ho bisogno di essere coccolata, c'ho bisogno di sentirmi piccolina, c'ho bisogno di vivere, c'ho bisogno di essere la unica e la sola per il mio ometto e per il mio papà. E c'ho bisogno di perdere quei tre, quattro chili, non di metterne trenta, quaranta.
Lasciami sognare, lasciami dimenticare, lasciami ricominciare a camminare a passi più decisi e fammi immaginare quanto ancora ho da fare, forse crescere, invecchiare, quanto ancora ho da amare, quanto ancora ho da amare.

Mi sembra di essere tornata in seconda media, quando Ale mi prendeva per il culo perchè la prof di italiano mi sgridava perchè nei temi mettevo un sacco di virgole.

Stamattina cercavo qualcosa di te, e volavo lontano, immobile.

A pensarci mi gelo, immobile.