giovedì 19 febbraio 2009

E' ormai chiaro a quasi tutto il mio mondo che domani mattina mi sveglierò e, con gli auricolari alle orecchie, andrò al parco a correre.
Che scritto così pare come una cosa fantastica, ma la verità è che appoggerò il mio pesantissimo e relativamente ciccionissimo deretano sul sedile del mio rottame/macchinina (io e i miei ci stiamo da mesi chiedendo se passerà la revisione) che mi condurrà (il "che" è il pronome relativo a "rottame/macchinina" non a "deretano", bisogna specificare nella vita) (ma cosa porca puttana sto dicendo, era ovvio) (?) direttamente al parcheggio situato nelle vicinanze dell'entrata del parco, dalla quale entrerò e comincerò a correre per circa 12 secondi fino a che non avrò più fiato e mi accenderò una sigaretta. Beh, oh, 12 secondi oggi, 12 secondi domani, potrei diventare in tutta scioltezza Claudia Schiffer, smettendola così di fare così schiffer e raggiungendo la giusta linea che si addice ad una giusta donna. Però deve esserci il sole, altrimenti me ne sto a casa a strafogarmi di cioccolatini e patatine.
Tra l'altro dovevo già andarci stamattina, ma è successo ciò che segue:
Qualcosa come tipo alle 8 e 20, sveglio mia sorella gridandole "devi andare al lavoro, screanzata di una ragazza dal fortissimo legame biologico e sanguigno con la sottoscritta! Forza, il sole è alto nel cielo e gli uccellini cinguettano allegramente! E' ora di consumare la colazione, lavarsi e correre al lavoro!"
Così ella si alza ed esegue ciò che le ho ordinato e imposto mentre nel frattempo mi alzo anch'io e vado a fare la pipì. Mentre sono estremamente concentrata e impegnata nella minzione, mi capita di dare un'occhiata ai pantaloni della tuta indossati da me medesima il giorno prima (ieri) in palestra e penso "oggi mi ero ripromessa di fare qualcosa, ma che cosa? Boh". Finisco ciò che devo fare ed è lì che guardo più a fondo i pantaloni, poi un occhio mi cade sulla felpa e comincio con le associazioni mentali. "Pantaloni della tuta - felpa - calore - sensazione di protezione - coperte - letto", torno a letto.

Ma domani non accadrà.

Correrò con il vento tra i capezzoli.