giovedì 26 febbraio 2009

Io sono triste. Io mi sento triste, tristissima.
C'è poco nella mia vita che non va, ma quel poco mi butta giù da morire.
Sono triste, mi sento mortalmente triste ogni volta che entra qualcuno qui, ma veramente.
Mi danno fastidio i clienti, mi fanno schifo. Mi fa schifo se tu entri e, senza chiedermi niente, ti metti a rovistare tra le cartucce, o stai a fissarle per minuti e minuti e alla mia domanda "posso aiutarti?" tu non mi rispondi neanche e continui a fare quello che stai facendo, ovvero il nulla, quando sarebbe tutto più facile se mi dicessi che minchia ti serve e quando lo fai e vedi che io ti trovo quello che cercavi in un secondo mi guardi come se fossi Dio. Porca troia è il mio mestiere, io ho un computer, ed esso non mi rende superiore a te o più intelligente di te (anche se in realtà lo sono per molte altre cose) è che è così che va la vita: tu mi dici che cosa cazzo ti serve ed io te la vendo, cornuto. E così soprattutto te ne vai fuori dal cazzo, il chè è ciò che più mi preme, che più mi interessa.
Però ho notato che da quando non sorrido più quando loro entrano, da quando non mi dimostro più la loro supermigliore amica con scritto in fronte "fatemi e ditemi ciò che volete tanto sono gentile ugualmente", sto meglio. Arrivare a riuscire a trattare con la più pura indifferenza possibile la clientela, credo che sia la vera realizzazione per una commessa. E non è stato facile.
Che schifo.
E mi butto giù, figa, mi butto giù se quando tu entri e mi chiedi una cartuccia di merda, ti chiedo se la vuoi originale, tu mi dici sì, io ti dico ok, mi risiedo e tu mi chiedi "la compatibile com'è?" ed io ti rispondo "uguale" e tu mi chiedi di fartela vedere. Ora, ma spiegami perchè cazzo io devo perdere attimi fondamentali della mia vita per fartela vedere. Perchè è il mio lavoro? Il mio lavoro è stare a sentire lamentele o domande idiote da persone (o meglio, esseri viventi e poco pensanti ma molto pesanti) altrettanto idiote? Sì, purtroppo lo è. Quindi ti guardo con compassione e te la faccio vedere 'sta cazzo di cartuccia, povero essere inutile e coglione.
Mi sento triste, mi sento tristissima quando arrivi, mi chiedi una cosa, mi suona il telefono, rispondo e tu continui a farmi domande nonostante io ti stia più volte facendo cenno di aspettare perchè sono al telefono, ma no, tu continui perchè in fondo c'hai quasi ragione, sei arrivato prima tu, ti sei sbattuto per venire fin qui e questa al telefono continua.
Questa al telefono continua in tutta calma, ed io mi sento a terra, tristissima, perchè mi dice che il suo toner non funziona, le lascia una striscia nera sui documenti, e lo fa con parole elaborate, ricercate, perchè lei è l'avvocato sto cazzo, il problema è che per elabolarle e ricercarle ci mette trenta secondi ciascuna ed è tranquilla, perchè io non ho un cazzo di niente da fare se non ascoltare lei che mi dice le solite minchiate che si dicono in questi casi.
E tu intanto mi parli sotto, mi chiedi, io faccio finta di cagarti ma in realtà cago l'avvocato al telefono perchè non riesco ad interromperla, non riesco a mandarla a cagare.
E mi sento triste perchè oggi è giovedì e se ho voglia di portare fuori i cartoni non posso farlo perchè nel posto in cui dovrei lasciarli c'è un tizio piazzato da mezz'ora con le sue cazzo di valige e da lì non si muove ed io mi sento sempre più giù.

Ma non sono giù solo per voi, non ve la do questa soddisfazione, rotti in culo bastardi.
Vorrei tanto essere giù solo per voi, vorrei tanto, con tutte le mie forze.
Sono un'ansiosa del cazzo, una con la malattia della preoccupazione. Sono una pazza.