L'intervento è andato alla grande anche se, purtroppo, hanno dovuto per forza di cose amputarmi il braccio.
I medici mi hanno vincolata all'assoluto riposo ma, presumibilmente, hanno la cognizione di queste due parole unicamente per quanto concerne il loro limitato significato teorico, dato che se oggi si trovassero loro nella mia situazione, dopo essersi ilarmente autoraccomandati l'assoluto riposo alla stessa maniera con la quale l'hanno fatto con me, sicuramente ora agirebbero facendo l'accurato gesto di ingoiarsi la lingua e digerirla con un esplosivissimo rutto completamente intatto. Compio una fatica immane a scrivere, ma niente è più faticoso del non far niente. E credo che se un giorno di un tempo non eccessivamente distante da oggi, qualcuno mi avesse rivelato che oggi le mie dita avrebbero scritto una frase del genere l'avrei spedito, oltre che dritto all'ospedale psichiatrico più vicino, a calci in culo a dire a qualcun altro che avrebbe potuto proferire una tale frase, un tale affronto alla da me difesissima parola "riposo". Perchè alla Fede piace il riposo, la Fede detesta uscire di casa nei mesi freddi, perchè alla Fede piace il caldo delle coperte e dei calzettoni favolosamente di lana anche se, paradossalmente, tra le limitate stagioni esistenti predilige l'autunno. E mentre mi scogliono, mi annoio e mi diverto a liofilizzarmi i coglioni che non ho, sogghigno pensando ad alcune persone, sollevando con impegno la mia unica spalla buona rimastomi, in gesto di beffa misto ad un "ma sì, che me ne fotte a me". Oggi mi sono stati regalati dalla mia amica Elmi dei pasticcini. Brava perchè lo sa che divento smisuratamente golosa quando non c'ho un cazzo da fare o, in questo caso, da poter fare. Come se ciò non bastasse, ho trascorso l'intero pomeriggio di oggi, odiosamente più lungo dato l'anticipo dell'ora che ogni orologio in casa mia non si risparmia di mostrarmi, a cercare un hotel/appartamento fiorentino differente da quello che abbiamo prenotato io e Ale, perchè, meditando sulle cordialissime parole di mia mamma, mi è parsa eccessiva la cifra di 80 euro a notte, anche se è di capodanno che si parla. Ma non ho trovato altro che hotel più costosi e appartamenti già prenotati. Senz'altro nessuno ha fiducia nella sottoscritta, dato che con ogni probabilità mi scambiano per una dodicenne per via della mia vocina flebile, per cui fingono di non aver alcuna disponibilità. E ciò mi riporta al pensiero dell'infermiere dell'ospedale, che ha perseverato nel prendermi in giro per via del mio "faccino" e che mi ha ripetutamente dato della quindicenne, o al chirurgo che mi ha operato, che aveva segnato sulla cartella che "ad occhio e croce" avrei potuto avere al massimo 12-13 anni. E poi a quell'infermiera che, alla domanda del precitato infermiere circa "te quanti anni le dai a questa bambina?" ha brillantemente risposto "non più di quattordici". E tra un'analogia e l'altra, seguendo una linea di pensiero piuttosto ben ragionata, arrivo a ricordare le volte in cui non mi è stato inizialmente permesso di entrare in discoteca, o a quella volta al cinema quando mi è stato negato di guardare quel maledetto film vietato ai minori di 14 fino a che Ale è riuscito a fare entrare nella capoccia di quella testa di cazzo della bigliettaia che al mondo ci ero quasi da 21 anni. Fanculo a tutte queste persone e spero che, quantomeno, avranno la cortesia di ricomunicarmi le stesse cose con la stessa odiosità quando avrò da poco compiuto settant'anni e sarò piena di rughe e macchie sulla pelle, se mai avremo la sgradevole occasione di riincontrarci. Intanto è tutto oggi che ascolto a repeat le stesse canzoni, "Bruci la città", che mi piace da impazzire, "I will always love you" (versione di Dolly Parton), "Way beyond empty", "Unfaithful", "Smoke", "Son of a preacher man", "I ran (so far away)", "I hate myself for loving you", "Fire and rain", "Are you beautiful" di Chris Pierce, facilmente confondibile con quella di James Blunt e, infine, la mielosissima (come la maggior parte delle canzoni di Brian) "Wherewer you go". E la cosa peggiore è che non associo nessuna di queste canzoni a un qualcosa di particolare come solitamente e pateticamente sono avvezza a fare, poichè ogni cosa nella mia vita sta procedendo maledettamente alla grande. Ma le ascolto così, consapevole del fatto che ognuna ha in sè la durata di più di 3 minuti e, per tale motivo, riesco a persuadermi del fatto che ascoltarle tutte a repeat mi porterà finalmente alla fine di questo vuotissimo pomeriggio che mi sta depauperando completamente. Ok, adesso butto fuori il fiato e la smetto. Il pomeriggio, per la verità, è terminato da un pezzo. Questo post ha sostato incompleto per un paio d'ore, ridotto nella barra degli strumenti. Domani tornerò in ospedale per il cambio delle bende e per la rimedicazione e, fra una settimana, per togliere i punti. Che figata pazzesca.
Ah, la cosa dell'amputazione del braccio non è altro che una delle mie stronzate colossali, non era vera. Ce l'ho ancora, anche se con ben poche funzionalità al momento. E sono consapevole che non c'è niente da scherzare su queste cose, ma mi piace giocare a fare la cogliona ogni tanto. Dopotutto, è quello che sono.