C'è sicuramente una motivazione per la quale quasi ogni volta che esce un cliente da qui, fissando lo schermo del computer mentre porto a termine le ultime operazioncine di vendita, a bassa voce dico "ma vai a cagare, stronzo/a di merda".
Quest'ultima poi sarebbe stata degna di essere afferrata per i denti e scagliata dall'altro lato della strada quando mi ha detto:
- Ma sai che cosa ho combinato una volta?
- No (ma scommetto che me lo dirà).
- Hai presente quell'affare color rame sulla cartuccia, quello con tutti i puntini?
- La testina.
- Eh, sì. L'ho tolta completamente. Si può essere così deficienti?
- (Adesso che mi ci fa pensare...no) Beh, son cose che capitano.
- Eh sì che non è che faccio passare i codici a barre dei prodotti alla cassa all'Esselunga...sono una responsabile aziendale io.
- (Brava, tu sì che sei forte e ricca allora, però scommetto che le cassiere non avrebbero sbagliato, maledetta rincoglionita sparati idiota) Eheh.
E ci deve essere un motivo per il quale tutte le volte sono costretta a sorridere quando l'unica cosa che vorrei è imprecare, insultare, far voltare la persona e prenderla a calci in culo.
Quando la mia esperienza lavorativa qui un giorno sarà terminata, credo che mi farò internare perchè avrò talmente tanta rabbia repressa, arretrata e accumulata, che il manicomio forse sarà l'unico posto nel quale potrò tornare normale, o se non normale qualcosa che ci si avvicini.
E ci deve essere un motivo per il quale si dice di non gridare troppo forte la propria felicità e vantarsi della propria vita quasi perfetta. Il motivo è il fatto che poi qualcosa succede. Una forza sovrannaturale riporta tutto a come dev'essere, riporta alla realtà gridando "ecco Fede cosa succede a volare troppo in alto con la fantasia, tieni quei maledetti piedi per terra perchè la vita non è tutta rose e fiori, qualcosa succede sempre".
E così due giorni fa ero una delle persone più felici del pianeta Terra mentre oggi mi ritrovo qui stranamente al lavoro, con l'mp3 acceso a scrivere a computer anzichè sistemare la parete dietro di me e con la pazza voglia di passare l'intera giornata a fissare la strada oltre la porta, oltre la vetrina (da lavare per l'ennesima volta, tra l'altro) nell'attesa di qualcosa che non accadrà perchè è troppo difficile per lui fare la cosa giusta. Perchè per lui è troppo difficile capire quanto mi abbia delusa perchè è convinto marcio che sia successa una cosa da niente. Ed è troppo difficile capire che non è una cosa da niente se mi fa stare così. Ed è troppo difficile per lui capire che io non sono incazzata, ma non sto bene, che è diverso. Ma è troppo difficile da capire.
E ci dev'essere un motivo per il quale ho questa voglia atroce di uscire con la Robi e la Vexa, un motivo per il quale voglio sentirmi così a casa, così conosciuta, così capita. Perchè io ho bisogno di avere ragione, ho bisogno di consensi perchè evidentemente non ho una personalità così matura e consapevole di come in realtà voglio far credere. E questo non vuol dire che io abbia chissà quale maschera o che sia chissà quale vittima degli eventi, ma che in realtà di personalità ne ho ben poca e sono come tutte quelle persone prive di tutto, che amo tanto odiare.
Ed ora entra una tizia:
- Buonsgiorno signorì, io vorrei 'na cartuccia dell'Hp tredisciquindisci
- Ok
- Magà anche di quelle risgenerade
- Lei è di Roma?
- Sì sì, se sente?
- Sì ed è bellissimo il suo accento.
------- e fin qui tutto ok -------
ma poi
- Ma sa che cos'è, signorì? E' ghe qui sta tutto diverzo, la scgente è vuota, li vedi camminà, senza un brisciolo de anima, inzipidi, senza perzonalidà...sgiù arrRoma sta tutto diverzo, cammini tra la sgente e te senti accasa. Non è solo una questione de accento, ci sta qualcosa de più profondo de dietro perchè ce sta tutta l'essenza umana, te rendi conto della profondità de ogni cosa, che sta alla base della vera felicità, quella inzeta in ognuno de noi...e blablablablablablabla
Eccheccazzo son le 10 di mattina.
Quante ne vedo, quante ne sento, quante ne so.
Dai per favore amore cerca di farcela, fai qualcosa.