mercoledì 29 ottobre 2008

Niente dai, non ce la faccio più.
No non si può essere così mortalmente coglioni.
Cominciamo dall'inizio.
Stamattina mi scrive il capo e mi chiede se posso venire eccezionalmente in negozio oggi, causa emergenza febbre di un membro della "squadra". Ok, tutto regolare, a volte succede.
Mi presento qui alle 3, apro.
E poi, figa, entra un signore e la prima cosa che penso è "'sto qui lo conosco, è un cliente abituale, (tra l'altro che figo)". E dico:
- Buona sera, mi dica!
E lui:
- E tu cosa ci fai qui?
- Ci lavoro!
- Ah, io pensavo di trovare Luca.
Ed io, nella mia mente "classico che cercano sempre lui perchè mi reputano una deficiente, gli devo dire di tornare domani, che palle."
- Eh no, invece ci sono io.
Dopodichè il silenzio cala inesorabilmente sul negozio.
E poi, all'improvviso, il neurone che c'è in me, andato a farsi un giro tra i miei organi riproduttivi, decide di tornare in postazione e toh, dico:
- Oh mio Dio lei è il PAPA' di Luca! (tra l'altro PAPA' da dove cazzo mi è uscito? Mi sembrava di star sprigionando latte da tutti i pori)
- Eh sì.

Io non ce la faccio più.

Tra l'altro, diventerò un'obesa dalle caviglie grosse e pesanti perchè tipo oggi pomeriggio sarei dovuta andare in palestra, idem venerdì pomeriggio, giorno in cui però sarò qui in negozio di nuovo eccezionalmente. Ale mi lascerà perchè non più in grado di badare solo al mio aspetto caratteriale che da qualche tempo lascia un po' il tempo che trova e rimarrò per sempre sola, innamorata e non corrisposta. Ma ricca. E la Marta direbbe che è quello ciò che importa davvero.
Almeno ho la scusa per non andare e non impegnarmi, anche se persino il capo mi prende per il culo dicendomi che se voglio mi porta uno step qui in negozio.

Però mi ci vedo.

Basta dai, chiudo che mi sta anche venendo mal di gola e non mi sembra giusto.