venerdì 31 ottobre 2008

Svegliarsi, dare un bacio enorme a tua mamma in pigiamino che oggi inizia a lavorare alle 11 e 30, mangiare una barretta kinder per non dar luce all'estinzione della specie dei tuoi ormai radi ma evidenti brufoli, bere il caffè, dire a tua mamma ormai lavata e vestita "mami vado a comprare le sigarette così non ti devi fermare tu", prendere la macchina, lavarsi completamente sotto il diluvio universale, arrivare davanti alla tabaccheria, ricevere un messaggio del tuo capo che ti dice che ieri hai fatto un ottimo lavoro e di prenderti questo pomeriggio libero, sorridere plasticamente con una faccia da deficiente al tabaccaio per tutto ciò (devo ancora chiarire con me stessa se sono più contenta per il complimento o per il fatto di non dover lavorare dopo il suicidio di ieri pomeriggio), arrivare a casa, condividere l'eccellente notizia con la tua mamma ormai anche truccata e stirata e accompagnarla al lavoro evitandole l'impossibile impresa di trovare un maledetto parcheggio, consapevole che facendo la splendida in tal modo dovrai anche andare a riprenderla, non ha prezzo. Per tutto il resto, di nuovo, c'è Mastercard.

Io e il signorino Alessandro M. litighiamo spesso. E sempre per colpa sua, ovviamente. Perchè se esco dal lavoro e sono nervosa, lo sa che non mi deve fare incazzare.
E facciamo anche pace spesso.
Pietra sopra, su pietra sopra, su pietra sopra. Stiamo costruendo la nostra casa di pietra. Almeno sarà indistruttibile.

E pomeriggio palestra, perchè io valgo.